Teatro

Li Patrizi so' tutti antenati mia

News su teatro - 3 ore 14 min fa

da 01/06/17 a 11/06/17

Nei molteplici e variopinti personaggi vestiti dall’istrione Alfiero poteva mancare “Romolo” felicemente malato di romanità? Certo che no!!! E allora ecco Romolo Patrizi, a suo dire, discendente dei gloriosi Senatori dell’Impero Romano.Due Figli e una Moglie dai nomi rigorosamente romani Remo,er fijo, Valeria, la fija e Cornelia, la moje.
La lingua parlata a casa Patrizi è il romano e guai a usare l’italiano per esprimersi. Ma l’amore sviscerato per Roma porterà Romolo ad essere facile preda di opportunisti, nella fattispecie er sor Checco.
Come spesso accade i Figli non condividono appieno le passioni dei Genitori e questo creerà non pochi problemi allo sfortunato Romolo. Principalmente Valeria, innamorata di Giulio, che ha l’imperdonabile colpa di non essere nato nella Città Eterna. Ma questa circostanza scatenerà una serie di situazioni esilaranti.
Il finale? È tutto da scroprire… con il tormentone di Romolo..Civicusse romanum summe!!!
Per la comicità e sobrietà del testo lo spettacolo è di sicuro gradiemento da un Pubblico eterogeneo per età e condizione sociale.
L’intramontabile Alfieri sarà affiancato da un cast di provata professionalità: Lina Greco,Stefano Natale,Enzo Masci,Antonella Arduini Simone Destrero.
Regia: Alfiero Alfieri
Musiche e arrangiamenti: maestro Walter Rodi

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Nozze di Rame... Forse

News su teatro - Ven, 19/05/2017 - 09:27

da 18/05/17 a 28/05/17

Teatro San Luigi Guanella

Torna a Roma, a grande richiesta, lo spettacolo firmato da Tiziano Lepone e diretto amichevolmente da Enrico Vanzina, messo in scena dagli Incerti del Mestiere, la compagnia di soli avvocati con la passione per il palcoscenico.

Oggetto della divertente commedia, un matrimonio in bilico dopo dieci anni – alla vigilia delle nozze di rame appunto – per colpa di un prete che prete non era. Un altro sacerdote cercherà di metterci una buona parola, anche se non richiesta. Mentre un avvocato forse troppo zelante, gli immancabili amici e perfino i vicini di casa non lesineranno consigli a volte decisamente fuori luogo. A completare il panorama umano, un eccentrico tecnico dell’ascensore.

Ecco “Nozze di rame… Forse”, una simpatica commedia degli equivoci nella quale recita dunque una compagnia d’eccezione: gli “Incerti del mestiere” appunto, solo avvocati con la passione del teatro, che quindi di cavilli e diritto matrimoniale certo se ne intendono. A dirigere la squadra, la mano sapiente di Enrico Vanzina; a firmare la piéce Tiziano Lepone, autore dei testi oltre che attore protagonista nei panni di Gino, marito tifosissimo della Roma, a quanto pare non troppo deluso nello scoprire che il suo matrimonio con Adele – la brillante Barbara Mecucci – rischia di non avere più alcun valore. In scena anche Aldo Minghelli, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma nei panni del simpatico padre Ampelio; Marco Di Lotti, avvocato nella vita e nella parte, Alessandro Coccoli e Cristina Cristilli, i vicini di casa; infine Giuseppe Rombolà, l’ascensorista. 

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Sogliole a piacere

News su teatro - Gio, 18/05/2017 - 16:33

da 24/05/17 a 25/05/17

Teatro Biblioteca Quarticciolo

 

SOGLIOLE A PIACERE

scritto e interpretato da Gloria Giacopini

video Valeria Tomasulo

regia Gloria Giacopini e Valeria Tomasulo
Un giorno ho deciso di andare contro natura e di fare un’esperienza estrema: ho fatto snorkeling. Stavo quasi per iniziare a muovere un braccio, dopo la prima mezzora passata immobile, tutta rattrappita sul bordo dell’acqua che sembravo morta, quando sul fondo del mare vedo qualcuno che mi guarda più spaventato di me. Era una sogliola. Sdraiata su un fianco come la sua evoluzione ha previsto e con entrambi gli occhi posizionati sul lato superiore. Mi fissava come a dire: “Tu mi assomigli”. Ho scelto lei come cornice dei miei episodi. E’ il simbolo perfetto di una vita passata a nascondersi sul fondo del mare. (Gloria Giacopini)

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Il Campione e il Professore

News su teatro - Gio, 18/05/2017 - 16:24

da 31/05/17 a 03/06/17

Teatro Agorà

Una commedia brillante e divertente in due atti, scritta e diretta da Massimo Morlando.

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La rapina

News su teatro - Gio, 18/05/2017 - 10:23

da 30/05/17 a 04/06/17

Teatro Trastevere

Scritto e diretto da  Federico Maria Giansanti. Con Giacomo Bottoni, Luca Cesa, Simone Lilliu, Daniele Marini, Martina Montini, Mark Proietti.

La pièce, ricalcando i temi della commedia umana, vede come illustre protagonista il ceto popolare romano, dipinto ora con ironia e leggerezza ora con amarezza e crudo realismo, attraverso il racconto di diverse esperienze di vita che, lasciando i personaggi sconfitti e amareggiati, insinua nella loro mente un'idea assurdamente brillante:"organizzare una rapina in banca", idea che, prendendo forma e diventando realtà, dà vita ad un racconto grottesco e divertente che vedrà i protagonisti in seria difficoltà, esasperati e dubbiosi nella scelta delle proprie priorità: "...Denaro, Amicizia o Famiglia?"

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Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti

News su teatro - Gio, 18/05/2017 - 10:11

da 18/05/17 a 20/05/17

Teatro Studio Uno

Spettacolo in scena al Teatro Studio Uno in occasione del Festival Labirinto II. Studio liberamente tratto da tre opere di Rodrigo Garcia, adattamento di Alessandro De Feo, regia Tiziano Caputo, con Matteo Cirillo, Alessandro De Feo, Giordana Morandini.

Un padre, una madre e un uomo/pagliaccio, separati nell’intimità delle proprie cucine, riflettono sul futuro, su quello dei loro figli e di altri bambini. Nello spettacolo "Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti" si parla dell’educazione scolastica, dei mass-media, dell’influsso delle multinazionali e di un’educazione “trasversale” che questi personaggi hanno in mente per la loro prole.
L’allestimento punta all’essenziale. Gli attori, letteralmente immersi nel pubblico, cercano di creare un rapporto di intimità con esso, rendendolo partecipe all’azione. I personaggi non interagiscono tra loro, se non in senso ritmico e concettuale.

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Tre once di lana nera

News su teatro - Gio, 18/05/2017 - 09:57

da 18/05/17 a 20/05/17

Teatro Studio Uno

Spettacolo in scena al Teatro Studio Uno in occasione del Festival Labirinto II. Scritto da Emanuele Principi, Regia Giacomo Troianiello, Con Maria Chiara Tofone, Emanuele Cordeschi Bordera, Lorenzo Carità Morelli.

Una donna riceve una lettera in cui le viene comunicato che il suo lavoro all’osservatorio è finito, dove da anni vive e lavora con sempre meno frequenti contatti con il mondo, dove passa le sue notti “con il naso all’insù”. La seguiamo nel riordino delle sue cose, nell’attesa di chi verrà a sostituirla. Ed è anche l’occasione di rendicontare non solo il lavoro fatto attraverso cifre e numeri ma di guardare a cosa è passato e scivolato via, irreparabilmente, irrimediabilmente.

Lo spettacolo Tre Once di Lana Nera è uno studio sul concetto della solitudine. Partendo da una storia possibile ci si è chiesti quanta distanza possa prodursi nel tempo tra due corpi, tra un corpo e la società, tra la società e le sue stelle. Quanta distanza abbiamo costruito e quanta poi subito? E' la possibile storia di una scienziata che lavora in un osservatorio. E' possibile finanche la negazione di quello che si è, quando si è rimasti soli.

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Hamlet in Rebibbia

News su teatro - Lun, 15/05/2017 - 12:14

18/05/17

Casa Circondariale Rebibbia Nuovo Complesso

Il 18 maggio presso il carcere di Rebibbia Nuovo Complesso, i detenuti attori guidati da Fabio Cavalli, presenteranno in anteprima una prova aperta del nuovo spettacolo Hamlet in Rebibbia che debutterà ufficialmente nel prossimo mese di ottobre in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma, in live streaming full-HD. Lo spettacolo di ottobre sarà in diretta con il Teatro Studio del Parco della Musica e con i teatri e i cinema di Genova, Milano, Monza, Cagliari, Nuoro e Napoli. Il 18 maggio una specie di prova generale dell’evento d’autunno.

Nell’Amleto il giovane principe, chiamato dalla voce del sangue, dal fantasma del padre ucciso in una faida di potere familiare, indaga implacabilmente sui presunti colpevoli: lo zio e la sua stessa madre. Occorre compiere la vendetta e ristabilire l’ordine nella Famiglia e nella Città. Amleto è il killer obbligato, l’esecutore. Ma rifiuta di agire senza le prove del delitto. Pretende che Vendetta e Giustizia siano le due facce della stessa moneta. Nella strage finale, innocenti e colpevoli saranno ugualmente sacrificati in un atto di purificazione distruttiva. Solo Orazio resta testimone vivente, incaricato di ricordare ai posteri il rischio mortale che comporta la violazione dell’ordine all’interno di una comunità. Nell’Amleto si rispecchiano i destini di molti degli attori della Compagnia.  E i destini di tutti noi. Se c’è del marcio nell’antica Danimarca, come ce la passiamo, oggi, fra Roma, Napoli e Reggio Calabria? (Con la sponda delle finanziarie del Nord). Quali faide, tradimenti e lotte fra clan, coprono di sangue le strade delle città, fino a macchiare i palazzi di un potere lontano ed oscuro? Dalla Fortezza di Elsinore alle nostre metropoli il salto spazio-temporale è quasi impercettibile. Nella parola dialettale scarnificata dei detenuti-attori, l’Amleto è cronaca di oggi ed emblema universale della dialettica fra Vendetta e Giustizia.

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La Traviata

News su teatro - Lun, 15/05/2017 - 11:43

25/05/17

Teatro Parioli - Peppino De Filippo

Opera in tre atti

libretto di F.M. Piave
musica di Giuseppe Verdi
basata su La Signora delle Camelie di Alexandre Dumas (figlio)

personaggi ed interpreti:
Violetta Valèry Margherita Pace
Alfredo Germont Luigi Petroni
Giorgio Germont Marco Cristarella
Marchese D’Obigny Giorgio Gatti
Flora Bervoix Claudia Collacchi
Annina Chiara Marani
Gastone Edoardo Ferrari
Duphol Marcello Botticelli
Dottore Fabrizio Di Bernardo

Coro polifonico Ciampino
stage artist Elizabeth Santopaolo
digital designer Gabriele Giglio
Il maestro concertatore Massimo Italiano dirige l'Orchestra "Sinfonica di Palestrina"

La traviata… la traviata… dal 1853 ad oggi l’opera più eseguita del quarantenne Verdi attraversa mutamenti ovvi di società e costume riuscendo sempre e comunque a plasmarsi su quest’ultimi rimanendo impermeabile alla pioggia d’idee dalle più classicheggianti alle più strampalate di registi, scenografi e direttori.. ogni volta ci si chiede cosa aggiungere, come innovare, rendere più attraente al pubblico… certo sempre uguale non si può fare! Tranne poi rendersi conto che è sempre la musica del Peppino Verdi da Busseto a vincere. Traviata, insieme al racconto Dantesco di Paolo e Francesca e al Romeo e Giulietta di Shakespeare rimane “fresca” perché eterno è il desiderio universale dell’amore più profondo che porta al sacrificio per esso. Umilmente abbiamo scelto di affiancare nella scenografia il tema delle mani che s’incontrano e che vogliono essere un simbolismo neppure troppo astratto e si propongono come filo conduttore “visivo” riassumendo atto per atto lo stato psicologico “unificato”, per così dire, dei protagonisti. La maestria della sensibile e audace Margherita Pace, perfettamente a suo agio nel ruolo di Violetta,unita al ritorno dell’orchestra sul palco che nulla toglie alla scena ma, anzi, riporta, come in origine, la musica in primo piano, daranno brillantezza e snellezza nel passaggio dal riso goliardico alla più sentita commozione.

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Meraviglioso, Storia d'Amore e di Guerra

News su teatro - Lun, 15/05/2017 - 11:39

20/05/17

Teatro Parioli - Peppino De Filippo

Opera in tre atti
Compagnia della Piccola Luna


La storia di "Meraviglioso, storia d'amore e di guerra", originale, è ambientata nel periodo della Seconda Guerra Mondiale che fa da sfondo ad una semplice storia d’amore tra due ragazzi appartenenti alla cultura e alla società di quel periodo, il tutto contrappuntato da alcune bellissime canzoni di Domenico Modugno che non solo fungono da legame tra la narrazione ma ne rafforzano l’emotività e il sentimento.
Il culmine e la vittoria del bene sul male e la valorizzazione dei buoni sentimenti dell’amicizia e della solidarietà...

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Per colpa di un coniglio

News su teatro - Lun, 15/05/2017 - 11:35

da 16/05/17 a 21/05/17

Teatro Lo Spazio

di Paolo Camilli e Simone Zafferani
regia: Moira Angelastri e Paolo Camilli
aiuto regia: Paolo Macedonio

con
Moira Angelastri e Paolo Camilli
scene Alessandro Di Cola
luci Alessio Pascale
costumi Barbara Calderoni
musica Luca Longobardi
assistente Saba Lucidi


Vanda vuole fortemente che qualcosa di bellissimo accada. Tenace e inarrestabile non si arrende, cerca, chiede. E’ convinta che qualcuno la condurrà in un luogo meraviglioso e salvifico. Tutto è stato propiziato perché l’incontro avvenga.
Ma se l’incontro non è quello previsto?
Una dimensione popolata da personaggi bizzarri, grotteschi, armati di pregiudizi fino ai denti. Un mondo accelerato ed esasperato dove i rapporti di forza, gli equilibri e i punti di vista cambiano subitaneamente e inaspettatamente. Una vera e propria surrealtà quotidiana.
Due attori danno vita a una folla di personaggi in un testo ritmato che racconta le tappe, e le deviazioni, di un percorso costellato da figure ora tenere, ora ripugnanti.
Una grande varietà visiva ed emotiva che diverte, sorprende, diverte, fa pensare, agghiaccia, diverte.

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Il nome proprio

News su teatro - Lun, 15/05/2017 - 11:13

da 26/05/17 a 28/05/17

Teatro Agorà

con Giacomo De Rose, Jacopo Neri, Paolo Perinelli, Mariachiara Di Mitri, Ada Roncone
regia e drammaturgia Jacopo Neri
soggetto Jacopo Neri e Giacomo De Rose
costumi e scenografia Andrea Mancini
scenotecnica Luca Rovani

 
Dal 26 al 28 Maggio 2017 andrà in scena al Teatro Agorà “Il nome proprio” atto unico di Jacopo Neri ideato insieme a Giacomo De Rose, entrambi in scena come protagonisti di questo insolito spettacolo.
Antonio e Sandro (25 anni) sono due gemelli figli di un grande imprenditore nella provincia di un'Italia non meglio precisata nel tempo e nello spazio: Antonio è un editore, Sandro è un notaio e un pomeriggio si recano in visita dal padre insieme alle mogli, Sara ed Emanuela, per chiedere un prestito con il quale portare avanti le rispettive attività.
Fin da subito è evidente come il padre sia deluso dalla maggior parte delle scelte di vita dei gemelli - in particolare considerando il fatto che il suocero di Antonio è il numero uno tra i notai della regione e il suocero di Sandro il numero uno tra gli editori della regione: i due avrebbero dovuto sposare l'uno la moglie dell'altro, come dal padre legiferato al tempo, per avere maggiori possibilità di successo nelle rispettive carriere.
Avrebbero dovuto avere l'uno la vita dell'altro, per avere delle vite migliori.
In nome di tale delusione, il padre si dimostra restio a concedere il prestito: d'un tratto, nel corso della discussione, scambia i nomi dei gemelli.
Quello che sembra essere un caso metterà in moto un gioco ambiguo e machiavellico atto a mondare per sempre la trasgressione dei gemelli rispetto alla legge paterna.

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La mia miglior nemica

News su teatro - Lun, 15/05/2017 - 10:25

da 18/05/17 a 21/05/17

Sala Massimo Troisi

L'associazione culturale Compagni di Scena presenta "La mia Miglior Nemica" di Cinzia Berni.
Regia di Valentina Moscuzza
Cast: Ludovica Pimpinella, Eleonora Allegretti, Angela Orlandini, Laura Ciace
Grafica: Valentina Celio
Scenografia: Simona Savo

Una commedia brillante e irriverente tutta al femminile che vede protagoniste quattro donne, molto diverse tra loro, le quali per uno scherzo del destino si ritrovano catapultate in una losca vicenda… Ludovica, pittrice emancipata dallo spirito libero, riceve la visita inaspettata della sua amica Eleonora, solare e adulatrice che ha bisogno, come al solito, di un favore: sta per arrivare Angela, la sua ex coinquilina figlia dei fiori, che non sa che l’uomo che stava per sposare ora vive con lei. Per tenere la storia segreta Eleonora chiede ospitalità a Ludovica che mal volentieri accetta di aiutarla, prestandosi alla farsa. Tutto sembra filare liscio finché non compaiono una misteriosa valigia e Laura, una hostess in crisi che capovolgeranno la situazione e rischieranno di far saltare lo strampalato piano delle ragazze. Un esilarante viaggio da non perdere nell’universo femminile che si tinge di giallo.

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Caro Ugo, tua Fernanda

News su teatro - Ven, 12/05/2017 - 13:12

28/05/17

Teatro Villa Pamphilj

di Vittoria Rossi
regia di Pino Strabioli
con Vittoria Rossi, Andrea Calabretta e Daniele Miglio
e Lorenzo Mazzoni al pianoforte
Lo spettacolo è dedicato a Fernanda Pivano, saggista, traduttrice, scrittrice e giornalista e ne racconta l’intensa vita di donna geniale e intraprendente. Un’opportunità per conoscere attraverso le tappe della sua longeva esistenza, alcuni dei tanti autori da lei tradotti, da Hemingway a Kerouac a Gregory Corso. Una storia affascinante che sarà ricostruita attraverso l’adattamento teatrale di un carteggio privato tra la Pivano e Ugo Rossi, Direttore Generale degli scambi culturali del Ministero della Pubblica Istruzione che la incontrò nel 1952 e fu legato a lei da una profonda amicizia, fino alla fine di entrambi. Adattatrice del testo e attrice nel ruolo di Fernanda, Vittoria Rossi, nipote, appunto, di quell'Ugo Rossi, e che, come lui,  ha avuto la possibilità di frequentare e conoscere Fernanda Pivano e le sue grandi imprese letterarie.

NOTE D'AUTORE: Esistono, nella vita di ognuno, delle persone che accompagnano da sempre il nostro cammino, che ci sono sempre state e quando poi d’improvviso non ci sono più ci si rende conto di quanto fossero importanti, di quanto non si siano sfruttati al massimo i momenti con loro. Solitamente succede con i nonni. A me è successo anche con Fernanda Pivano. Mi sembrava normale che fosse nella mia vita e vivevo il rapporto con lei come un qualcosa che ci sarebbe sempre stato. Era da tempo che con mio nonno non andavamo più a trovarla a Milano ma quando veniva a Roma andavamo a mangiare tutti insieme a trastevere e qualche giorno prima che ripartisse nonno mi mandava da lei con un profumo, per salutarla e augurarle buon viaggio. Pensavo che avrei sempre avuto il tempo di chiederle qualcosa, di raccontarle una novità, di passare del tempo con lei. Poi d’un tratto se n’è andata. Quando mio nonno ci ha lasciati una delle prime persone che ho chiamato è stata Fernanda. Mi ha risposto una voce maschile, giovane, che mi ha detto che non le avrebbe comunicato questa notizia, stava troppo male, aveva paura di come avrebbe reagito. Non ho mai più parlato con Fernanda. Non le ho mai detto ciao Fernanda non ha mai saputo che il suo caro amico era morto e a volte immagino il momento in cui è arrivata lì dove arrivano le persone che lasciano questa vita e penso al suo grande stupore nel vedere che il suo amico era arrivato prima di lei… Una volta passeggiavamo per Milano, lei era assorta nei suoi pensieri poi mi prese la mano e mi disse “Se hai bisogno di qualcosa chiedi pure”. Io rimasi in silenzio e pensai che quella stretta di mano era tutto quello di cui avevo bisogno in quel momento
Era come se questo testo lo avessi in mente da quando ho saputo della morte di Fernanda, ma evidentemente aveva bisogno di tempo per venire a galla. Poi un’estate è arrivato. Un giorno sono andata a casa dei miei genitori e ho preso i libri scritti e tradotti da Fernanda, tutti ovviamente con dedica, e le lettere che aveva spedito a nonno (che fortunatamente papà ha conservato) sono tornata a casa e quasi d’istinto ho buttato giù il testo. Ci ho messo meno di una settimana. Vittoria Rossi.

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La diva della scala

News su teatro - Ven, 12/05/2017 - 13:09

27/05/17

Teatro Villa Pamphilj

Un progetto di Laura Curino e Alessandro Bigatti
Con Laura Curino
Luci e musiche:  Alessandro Bigatti

Lo spettacolo è un monologo a più voci, che passano tutte accidentalmente attraverso la dirompente teatralità di Laura Curino.
E’ la nostra storia dalla fine degli anni settanta agli anni ottanta.
E’ la storia della faticosa e maldestra costruzione di una personalità.
E’ la storia di una vocazione finalmente realizzata.
E’ uno spaccato della cultura, dell’arte e della storia del teatro della seconda metà del ‘900.
E’ una divertente e paradossale ricognizione in una visione adolescente del mondo.
E’ una indagine sulle relazioni personali e di gruppo.
E’ l’eterno alternarsi di amore e disamore.
E’ l’esplicazione del concetto di “diva” tra il sacro ed il profano, dove divino e mortale si intrecciano a suon di sferzate, battute, episodi esilaranti o drammatici di una giovane vita.
Laura, la protagonista, prende la difficile decisione di diventare un’artista e di scalare le ardue vette dell’arte. Non potrebbe avuto idea più difficile da realizzare: sembra che tutto congiuri contro di lei.
La “Scala” che deve salire - in tutti  i diversi significati della parola - è altissima.
Decine di personaggi si avvicendano nel racconto a deviarla o a sostenerla, in un susseguirsi di episodi paradossali, tragicomici, ma sempre rigorosamente credibili, fino a quando…si apre il famoso sipario e….

Categorie: Teatro

THE SANDBOX

News su teatro - Ven, 12/05/2017 - 12:45

da 23/05/17 a 28/05/17

Teatro San Genesio

Un giovane ragazzo bello e aitante si allena con esercizi sportivi. Mommy and Daddy, arrivano e capiamo di trovarci in spiaggia. Portano con loro Grandma e la lasciano immersa nella sabbia. Ricomincia tra loro un dialogo insensate mentre Grandma “gioca” nella sabbia, lamentandosi. Il ragazzo interviene con commenti apparentemente superficiali e disinteressati ma capiamo presto che la sua presenza ha uno scopo e che egli in effetti è “L’Angelo della morte”.
Un atto unico breve che fornisce una cornice e una chiusura a The American Dream (nonostante sia stato scritto prima), quasi come uno scatto fotografico, con un epilogo surreale ma compiuto che conferma e ritrae il messaggio di entrambi i testi.
Lo spettacolo è prodotto in collaborazione con Samuel French Ltd. e Josef Weinberger Ltd.

Categorie: Teatro

THE AMERICAN DREAM

News su teatro - Ven, 12/05/2017 - 12:41

da 23/05/17 a 28/05/17

Teatro San Genesio

La storia si volge intorno a Mommy, una moglie impositiva, Daddy un padre sempre dimesso e Grandma, la nonna perspicace e intelligente. Mommy and Daddy siedono in un salone spoglio e parlano del nulla. Mommy, vorrebbe portare Gradma in una casa di riposo. Daddy, non reagisce particolarmente all’idea mentre Grandma esprime tutto il suo pensiero contrario con interventi comici e pungenti. Arriva a trovarli Mrs. Barker, signora dai modi impostati e perfetti, come si conviene nel suo ruolo di Presidente dell’Associazione delle Donne e volontaria di molte altre Associazioni. Nessuno sembra ricordare il motivo della sua visita, neanche lei. La matassa comincia a districarsi quando rimaste sole, Grandma le racconta la storia di un figlio adottivo di Mommy e Daddy e contestualmente arriva un nuovo visitatore, The Young Man, ragazzo giovane, bello e aitante, come si conviene ai giovani di questa cultura e società.
L’assurdità dei dialoghi comici e frizzanti rivela presto la contraddizione del perseguire ideali utilitaristici e dell’apparenza, a fronte della perdita di valori e del senso delle cose.
La contraddizione appunto del sogno americano, applicabile tuttavia e più in generale al tessuto sociale occidentale anche dei nostri tempi.

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SCAPEZZO

News su teatro - Ven, 12/05/2017 - 12:33

da 19/05/17 a 21/05/17

Teatro Vascello


di e con Nicola Vicidomini
e con Sarò Zero e Italo Vegliante
costumi Sarò Zero
regia M Deborah Farina
produzione Baracca Vicidomini

Scapezzo è un excursus umoristico senza alcun approdo, un continuo corto circuito che contempla il fallimento come condizione umana e universale in quel caos che è la natura.
Nicola Vicidomini

Dopo due anni di sold out a Roma e in giro per l'Italia il più grande comico morente il 19 20 e 21 maggio approda al Vascello con SCAPEZZO. Lo spettacolo rappresenta l'unica reale novità del panorama umoristico per linguaggio innovativo e scrittura di scena. Un excursus poetico senza alcun approdo, in bilico tra pièce e show, un continuo corto circuito che contempla il fallimento come condizione universale.
"L'umorismo nasce dallo scontro tra quel caos che è la natura e il senso che la razza umana gli ha arbitrariamente impresso", sostiene Vicidomini. La sua è una maschera che si assume il fallimento di tutte le cose, rompe la logica e agisce in una dimensione senza tempo, postatomica, prossima a un "dopostoria" Pasoliniano.
Molto amato dagli addetti ai lavori, uno su tutti, Nino Frassica (con il quale Vicidomini è in onda tutte le settimane su Radio 2 con Programmone), da alcuni tra i maggiori intellettuali italiani, tra cui il celebre critico Marco Giusti, lo scrittore Fulvio Abbate e Ernesto Bassignano, ma anche da un pubblico prevalentemente popolare, SCAPEZZO è garanzia di divertimento estremo, nel rigenerare la grande tradizione del cabaret europeo dall'omologazione linguistica imperante. È il Maestro Cosimo Cinieri, comprimario storico di Carmelo Bene, a dichiarare: "Vicidomini non fa l'attore, è il teatro", individuando una evidente continuità evolutiva con quell'avanguardia internazionale di cui egli è storicamente tra i protagonisti più rilevanti.
In scena anche il performer e cantante Sarò Zero e il fantasista Italo Vegliante, detto La Pantera Rosa, caratterista di tante pellicole di genere italiane. La regia è di M Deborah Farina, nota per i film documentario Anarchitaly e Down by Di Leo.

Categorie: Teatro

Paesaggio Drammaturgico in Giardino Scenico con "CARIATIDE CANZONE"

News su teatro - Ven, 12/05/2017 - 12:24

29/05/17

Teatro Vascello

Racconti, epopee, conversazioni, evocazioni, immagini, azioni esplodono in "schegge sceniche" di figure e presenze: un universo letterario, teatrale, pittorico, musicale, visivo, elettronico e sonoro per raccontare il Don Chisciotte di Cervantes e i tanti "Don Chisciotte"degli ultimi 400 anni della nostra storia con
Giulio Paolini> COMEDIE ITALIENNE / P.L.A.T.E.A./ I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Luigi Pirandello, Mimmo Paladino>DON CHISCIOTTE /QUIJOTE, J.L.Borges
René Block>ROSENFEST
Rudi Fuchs>FUNERALE
Jannis Kounellis >FUNERALE /DIDONE /USCITE /ROBINSON, PERIFERIA
P.P.Pasolini>PASOLINI AUBADE
Alberto Collo >PASOLINI e CHISCIOTTE /CHISCIANO
Euripide, Sanguineti, Roberto Guicciardini>AGER SANGUINIS
Heinrich von Kleist >PENTESILEA
Lino Strangis >CHISCIOTTE  VIRTUAL  PUPPET  NEL LABIRINTO
Veronica D'Auria>MARIONETTISTA VIRATTUALE LIVE
Simona Verrusio >SCRITTURA POESIA IN PERFORMANCE "VJ GIANUS"
Alexander Bracci >GIPSY RIDER CURATOR IN PERFORMANCE
Giordano Cianfaglione >INTERMEDIALITA FOTOGRAFO "IN" SCENA PERFORMANCE
Maria Lucia Bianchi > ALLIEVA ATTRICE PERFORMER
Fulvio Barigelli >ATTORE PERFORMER
Massimiliano Lucci >ARTISTA SCULTORE IN PERFORMANCE
Matteo Quartucci > LIVE  DIGITAL ART PAINTING
Nilou Bahram >INTERMÈDIA ARTS MAKER
Daniel Buren>DISPOSITIF SCENIQUE
Henning Christiansen>PENTHESILEA IS A GHOST ON MY MIND
Paolo Pellion>FOTOGRAFO IN VIAGGIO CON 150 SCATTI SCELTI
Tommaso Le Pera, Giorgio Bergami, Lisetta Carmi, Marlowe, Shakespeare, Jean Genet> ATELIER GIACOMETTI, Beckett..."

Una Jam-Session di Teatro, di Arti, di Spazi, di Linguaggi e di Artisti.  All'ombra dell'ingenioso hidalgo di Cervantes e alla luce dell' hombre sognante e sognato di Borges

Categorie: Teatro

SAREMO BELLISSIMI E GIOVANISSIMI SEMPRE

News su teatro - Ven, 12/05/2017 - 12:20

da 26/05/17 a 28/05/17

Teatro Vascello

testi e regia Marco Chenevier
coreografia e interprete Marco Chenevier
direttore di palco Andrea Sangiorgi
Produzione: TIDA - Theatre Danse con il sostegno del MIBACT - Ministero dei beni e delle attivita culturali e dell'Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Valle d'Aosta

Il performer, ingabbiato nel compito di dover realizzare uno spettacolo su Meister Eckhart, si rende conto della difcoltà dell'operazione quando oramai è stato accettato l'incarico.
La ricerca dell'interiorità secondo il mistico domenicano del XIV secolo Meister Eckhart, deve essere perseguita nella dissoluzione dell'egoità cercando la solitudine interiore, distaccandosi dalla volontà dalla memoria, dai sensi e dal giudizio.
Dapprima adottando un atteggiamento intellettuale e analitico, il performer riprende i fondamenti della mistica di Eckhart tentando innumerevoli volte di tradurne almeno uno in uno spettacolo di danza. Ma nell'autocensura dei tentativi l'analisi si perde nella vana ricerca di un'idea drammaturgica che sembra continuamente fallire.
Il malessere e le rifessioni vengono così condivisi con il pubblico in modo leggero e divertente in una parziale frattura del codice. Il ragionamento, esausto, porta il performer a chiedersi infne se non fosse sbagliato il processo in sé. La chiave di volta potrebbe essere quella di domandarsi quale sia il senso di un lavoro su Eckhart oggi, e se l'accusa di eresia che egli subì sette secoli fa non palesi un confitto atavico tra potere ed interiorità
La costruzione scenica rivela la scrittura della drammaturgia stessa, la quale diventa il flo conduttore che lega i quadri, le coreografe e le scene.
La vita del mistico e la sua ricerca del distacco si intrecciano con una rifessione sul ruolo dell'arte contemporanea nella società odierna, incentrata su modelli esteriori volti alla propaganda del consumismo. Forse Eckhart, anche oggi, verrebbe tacciato di eresia non più dalla Chiesa, bensì dal Mercato.

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