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Alexanderplatz trio Zeppetella, Fiorentino e Tavolazzi,

Alexanderplatz trio Zeppetella, Fiorentino e Tavolazzi

Alexanderplatz trio Zeppetella, Fiorentino e Tavolazzi

Alexanderplatz trio Zeppetella, Fiorentino e Tavolazzi,

Alexanderplatz trio Zeppetella, Fiorentino e Tavolazzi, sabato 16 ottobre ore 21,00 all’Alexanderplatz Jazz Club


Alexanderplatz trio Zeppetella, Fiorentino e Tavolazzi. Fabio Zeppetella, chitarra, Umberto Fiorentino, chitarra, Ares Tavolazzi, contrabbasso

L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, presenta sabato 16 ottobre il trio Fabio Zeppetella, Umberto Fiorentino e Ares Tavolazzi.

Due tra i maggiori esponenti europei della chitarra jazz, Fabio Zeppetella e Umberto Fiorentino, in un progetto dove la chitarra è protagonista e ai quali si unisce in questa occasione il contrabbassista Ares Tavolazzi.

Wordless Song è il secondo album di Umberto Fiorentino e Fabio Zeppetella. Registrato, mixato e masterizzato da Francesco Lupi al Tube Recording Studio di Fara in Sabina, Wordless Song è un progetto dove la chitarra è protagonista.

Al suono acustico delle Archtop infatti si fonde con grande sensibilità anche quello della chitarra baritono, che si alternano a loop e a guitar synth.

Alexanderplatz trio Zeppetella, Fiorentino e Tavolazzi,
Alexanderplatz trio Zeppetella, Fiorentino e Tavolazzi,

Fabio Zeppetella

è uno tra i migliori chitarristi e compositori italiani affermatosi nell’attuale scena jazz nazionale ed europea. Dotato di una tecnica ineccepibile e di grande sensibilità musicale, si avvale di un linguaggio unico e molto personale, frutto di uno studio sempre votato alla ricerca di uno stile che negli anni ha reso proprio.

È arrivato all’elaborazione di un suono del tutto originale passando dalla tradizione e dalla musica di maestri come Charlie Cristian e Wes Montgomery all’evocazione del be-bop e dell’hard-bop degli anni sessanta.

Nel suo fraseggio si scoprono gli aspetti dominanti di un linguaggio mai scontato, a volte virtuoso a volte dolce ma sempre essenziale, dimostrando una particolare attenzione al significato delle singole note e delle “linee in movimento” che da esse vengono prodotte.

Le sue caratteristiche dominanti sono costituite dalla freschezza e dalla forza insite nel modo originale di interpretare la musica, e da un particolare lirismo nel quale appare evidente la volontà di ricercare un legame tra poesia e musica.

Il suo dinamismo e la sua poliedricità si concretizzano nell’adesione a numerosi progetti musicali che vanno dal jazz puro alle contaminazioni con il Funk e l’R&B.

Numerose le collaborazioni con Kenny Wheeler (cd Moving lines 1995 DDQ), Lee Konitz, Tom Harrell (cd The Auditorium session 2008 PdM), Enrico Rava (cd Spirit, energy, presence 2005 Braveartrecords), Paolo Fresu (cd Greetings from Pozzuoli 1998 Challenge),

Aldo Romano e Danilo Rea (cd Jobim variations 2009 Universal Emarcy), Emmanuel Bex e Roberto Gatto ( cd A tribute to Wes Montgomery 1998 Philology e cd No clue 2010 Braveartrecords), Steve Grossman, Javier Girotto, Nicola Stilo, Stefano  Bollani, Rosario Giuliani,

Fabrizio Bosso, Gegè Telesforo (cd Love and other contraddiction 2007 Groovemasteredition), Stefano Di Battista, Maurizio Giammarco, Gianluca Petrella, Fabrizio Sferra, Ares Tavolazzi, Ramberto Ciammarughi, Heyn Van De Geyn,

Aaron Goldberg Greg Hutchinson Matt Penman (cd “Handmade” 2013 Jandomusic) e molti altri.

Umberto Fiorentino,

musicista, compositore e didatta, esordisce negli anni settanta crescendo al fianco di molti dei musicisti con i quali intreccerà nel tempo alcune delle sue collaborazioni:

Roberto Gatto, Danilo Rea, Riccardo del Frà, Maurizio Giammarco, Nicola Stilo, Ettore Fioravanti etc.

Con alcuni di essi si ritrova in “Lingomania” storico gruppo premiato nel 1985 e nel 1987 dal referendum della critica nazionale indetto dalla rivista “Musica Jazz” nella categoria “Miglior gruppo di Jazz italiano”.

Con Lingomania negli anni ottanta partecipa a una innumerevole quantità di concerti, rassegne internazionali ed esibizioni radiofoniche e televisive italiane ed estere, riscuotendo grandi riscontri di pubblico e critica. In veste di Leader e Sideman ha avuto collaborazioni con grandi nomi quali:

Paolo Fresu, Palle Daniellson, Michael Brecker, Enrico Rava, Aldo Romano, Mike Stern, Vinnie Colaiuta, Albert Mangelsdorff, Bruno Tommaso, Paolo Damiani,

Enzo Pietropaoli, Flavio Boltro, Furio di Castri, Manu Roche, Rita Marcotulli, Fabrizio Sferra, Greg Burk, Ares Tavolazzi, Fabio Zeppetella e moltissimi altri.

Come Leader ha avuto formazioni con organici dal duo al quintetto in cui hanno militato tra gli altri: Ramberto Ciammarughi, Fabrizio Sferra, Gianluca Renzi, Dario Deidda, Enzo Pietropaoli, Luca Pirozzi, Stefano Sastro, Stefano D’Anna, Francesco Puglisi, John Arnold, Massimo Manzi.

Ares Tavolazzi,

studia violoncello e contrabbasso al Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara.

Inizia la carriera di bassista suonando per la cantante Carmen Villani, nel gruppo beat Avengers (in cui alla batteria c’è un altro ragazzo di Ferrara, Ellade Bandini), con cui incide anche un 45 giri omonimo nel 1965 per la Bluebell (alla voce c’è Carmen Villani), oltre che partecipare a quasi tutti i 45 giri della cantante.

Nel 1969 forma sempre con Ellade Bandini e con il tastierista milanese Vince Tempera il gruppo The Pleasure Machine, con cui incide cinque 45 giri nei tre anni successivi.

Con gli stessi musicisti inizia a lavorare come turnista nelle sale di registrazione milanesi partecipando al disco L’isola non trovata di Francesco Guccini e Terra in bocca de I Giganti; in quest’ultima occasione lega con Enrico Maria Papes.

Dopo lo scioglimento dei The Pleasure Machine, entra dal 1973 al 1983 nel gruppo storico d’avanguardia Area, rimasto senza bassista dopo la partenza di Patrick Djivas, entrato nella Premiata Forneria Marconi:

insieme a Demetrio Stratos, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Giulio Capiozzo, registra oltre 10 LP e partecipa a numerose manifestazioni anche internazionali.

Nel medesimo periodo si avvicina alla musica jazz, frequentando l’ambiente jazzistico di New York.Nel 1978 presterà la sua opera al basso e nei cori per Ufo Robot dell’ex compagno nei Pleasure Machine Vince Tempera e sarà con lui coautore della prima sigla finale della serie, Shooting Star, in cui suonerà anche il basso.

Continua in quegli anni l’attività di turnista, suonando in alcuni dischi di artisti quali: Mina, Eugenio Finardi, Paolo Conte e continuando (anche dal vivo a partire dal 1982) la collaborazione con Francesco Guccini.

Nel 1982 partecipa al tour italiano dell’orchestra di Gil Evans, con Steve Lacy e Pietro Tonolo. Sempre nel 1982 collabora all’incisione della Rock Opera “Roadissea” (Pubblicata dalla Pelo Record di Ferrara).

Per tre anni consecutivi (dal 1984 al 1986) è primo in una speciale classifica dei bassisti italiani indetta da Guitar Club.

Nel 1987 vince il premio A. Willaert come migliore musicista dell’anno.

Dal 1990 ad oggi collabora in concerti e registrazioni discografiche con numerosi musicisti italiani e stranieri, tra i quali:

Stefano Cocco Cantini, Sal Nistico, Max Roach, Lee Konitz, Phil Woods, Mau Mau, Massimo Urbani, Enrico Rava, Stefano Bollani, Walter Paoli, Franco D’Andrea, Dado Moroni, Ermanno Maria Signorelli,

Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto, Danilo Rea, Mike Melillo, Ray Mantilla, Carlo Atti, Paolo Fresu, Tino Tracanna, Gianni Basso, Simone Graziano, Gianluca Petrella, Vinicio Capossela e molti altri.

Nel 1992 ha suonato, con Vince Tempera, Ellade Bandini, Massimo Luca e Maurizio Tirelli, nell’album Ma noi no dei Nomadi, l’ultimo pubblicato dal gruppo emiliano con il cantante Augusto Daolio.

Collabora negli anni a diversi lavori teatrali componendo e suonando dal vivo (di recente Ruth e Il Cantico dei Cantici per la Fondazione Teatro di Pontedera).

Ha tenuto seminari sull’improvvisazione in tutta Italia, insegnando anche in scuole jazz di Milano, Bologna, Ferrara, Rovereto.

Nel 2011 assieme a Paolo Tofani, Patrizio Fariselli e Walter Paoli inizia l’Area Reunion Tour, riproponendo gli storici brani degli AREA privi di Demetrio Stratos, elemento che non è mai stato volutamente rimpiazzato.

L’intenzione è quella di far sentire la crescita musicale, i singoli percorsi individuali degli esecutori e gli inevitabili cambiamenti, più che tentare una rimpatriata nostalgica.

Nel settembre 2015 partecipa all’iniziativa della rivista Musica Jazz in ricordo di Sergio Endrigo per il decennale della scomparsa [3], interpretando La rosa bianca nella raccolta Momenti di jazz, insieme a Walter Paoli, Bruno Cesselli e Mauro Negri [4].

Nel 2017 fonda con il batterista Christian Capiozzo ed il tastierista Leo Caligiuri il gruppo Three Generations Caligiuri/Tavolazzi/Capiozzo esibendosi dal vivo in trio e con ospiti come Enrico Rava, Flavio Boltro e Stefano Di Battista in numerosi festival. Nel 2021 incide il primo disco dei Three Generations edito per la MaraCash record.

Telefono: 3387070737

Prenotazioni: 3387070737

E-mail: prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com

Sito web: www.alexanderplatzjazz.com

Ufficio stampa: Maurizio Quattrini 338 8485333 maurizioquattrini@yahoo.it

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