Aut Aut a Teatrosophia porta in scena un teatro fisico e poetico che indaga il peso delle scelte attraverso corpi, parole e tensioni profondamente contemporanee.
La Margot Theatre Company torna Aut Aut a Teatrosophia con uno spettacolo che fonde prosa, danza e physical theatre in un linguaggio unitario.
Aut Aut a Teatrosophia. Ispirato al pensiero di Søren Kierkegaard, il lavoro interroga l’identità dell’uomo moderno, sospeso tra possibilità opposte e solitudini interiori.
La scena diventa uno spazio emotivo dove ogni decisione è separazione, rinuncia e apertura verso destini alternativi.
Un’esperienza teatrale intensa che invita il pubblico a riconoscersi nel conflitto eterno tra scelta e perdita.
Io ed Emma, Le intermittenze della morte, DNA: sono questi i titoli che hanno segnato il successo della Margot Theatre Company nelle scorse stagioni di Teatrosophia.
Una compagnia dalla forte identità artistica, capace di fondere con coerenza e originalità teatro di prosa, danza contemporanea, physical theatre e teatro danza.
Una poetica ibrida e potente che tornerà a essere protagonista anche nel nuovo cartellone, confermando la Margot Theatre Company come una delle presenze più interessanti della stagione.
Aut Aut a Teatrosophia. Quando scegliere significa perdersi
Dal 22 al 25 gennaio 2026 Aut Aut va in scena nello spazio romano di Teatrosophia, confermando la vocazione alla ricerca contemporanea.
Lo spettacolo è firmato dalla Margot Theatre Company, realtà riconosciuta per una poetica fisica e profondamente identitaria.
Dopo i successi delle scorse stagioni, la compagnia torna con un progetto che unisce parola, corpo e tensione emotiva.
La regia è affidata a Valentina Cognatti, che guida la scena con uno sguardo rigoroso e sensibile.
Così, il teatro diventa luogo di interrogazione esistenziale e confronto diretto con il presente.

Aut Aut a Teatrosophia. Un pensiero filosofico che prende corpo
Aut Aut nasce dalla rilettura dell’opera omonima di Søren Kierkegaard, filtrata attraverso le urgenze dell’attualità.
Il concetto di scelta come separazione diventa fulcro drammaturgico dell’intero lavoro scenico.
Ogni decisione implica una rinuncia, aprendo mondi alternativi che restano invisibili ma presenti.
Attraverso il corpo, la scena restituisce questa tensione come esperienza fisica prima ancora che intellettuale.
La filosofia si trasforma così in gesto, respiro e movimento.
Aut Aut a Teatrosophia. Il linguaggio del teatro fisico
La Margot Theatre Company costruisce una scrittura scenica ibrida, dove teatro di prosa e danza contemporanea convivono naturalmente.
Il physical theatre diventa strumento per esplorare stati interiori difficili da esprimere solo con le parole.
In scena, ogni movimento è carico di senso, ogni silenzio diventa spazio narrativo.
Il linguaggio resta essenziale, ma profondamente evocativo e umano.
Allo stesso tempo, la coralità rafforza la dimensione emotiva del racconto.
Aut Aut a Teatrosophia. I temi dell’uomo contemporaneo
Aut Aut affronta la solitudine della scelta, mettendola in relazione con il bisogno di confronto e riconoscimento.
Emergono temi come l’ansia sociale, il paragone costante con gli altri e la fragilità identitaria.
La scena riflette un presente iperconnesso, dove decidere significa esporsi e perdersi.
Il conflitto non è mai solo individuale, ma sempre relazionale.
Così, lo spettacolo parla direttamente all’esperienza quotidiana dello spettatore.

Aut Aut a Teatrosophia. Gli interpreti in scena
In scena, Martina Grandin, Michelangelo Raponi e Alice Staccioli danno corpo alle tensioni drammaturgiche dello spettacolo.
Le loro presenze costruiscono un dialogo continuo tra individualità e gruppo.
Ogni interprete attraversa stati emotivi differenti, senza mai fissarsi in un ruolo unico.
Il lavoro attoriale privilegia l’ascolto reciproco e la precisione fisica.
In questo modo, la scena resta viva, instabile e profondamente autentica.
Aut Aut a Teatrosophia come spazio di incontro
Lo spettacolo si inserisce nella stagione di Teatrosophia, luogo dedicato alla ricerca e alla sperimentazione.
Al termine delle repliche, il consueto aperitivo favorisce l’incontro tra artisti e pubblico.
Questo momento di condivisione prolunga il dialogo iniziato sulla scena.
Il teatro diventa così spazio sociale oltre che artistico.
Aut Aut si conferma come un’esperienza da vivere, non solo da osservare.