Dal 13 al 15 novembre 2025 a Fortezza Est va in scena “CAR(O)VITA)”, satira teatrale sulle ingiustizie economiche con un cast brillante e una regia tagliente.
Arriva a Fortezza Est dal 13 al 15 novembre 2025 la commedia “CAR(O)VITA. Fatti la tua rapina prima che lo Stato finisca di fare la sua”, firmata Roberto Simonte.
CAR(O)VITA. Sotto la regia di Pietro Dattola, con Flavia Germana De Lipsis, Valentina Martino Ghiglia e Alessandro Blasioli, lo spettacolo affronta la crisi economica con ironia feroce.
Produzione DoveComeQuando, l’opera è stata finalista a Drammi di Forza Maggiore 2021 e al Festival InDivenire 2024, confermando la sua forza innovativa e sociale.
Vicky e Zaira mascherate, sudate ed armate sono davanti al supermercato. Al CEP, il quartiere popolare in cui vivono, c’è chi si alza alle cinque e non arriva a fine mese.
Chi lavora due giorni sì e cinque no, chi la spesa la fa due volte al mese se va bene, chi aspetta un assegno che non arriva quando deve, chi vende frutta all’ingrosso a due lire e poi la ricompra per sé a dieci volte tanto.
Un tempo al CEP ci si aiutava, il CEP era un rifugio, si poteva contare gli uni sugli altri; adesso invece chi ha fatto i soldi se n’è andato e chi lo vede più, mentre gli altri tutti zitti, muti e marcia, perché tanto ci s’abitua a tutto.
Specie all’ingiustizia. Vicky e Zaira non ci stanno. Se nessuno fa niente, faranno loro qualcosa.
Prendono i mitra che usavano i ragazzi nel quartiere qualche anno fa, le maschere dei nonni del quarto piano, una bottiglia di scotch buono e vanno a fare la più bella rapina del mondo.
Il piano c’è: prendere solo i prodotti, riempirci il furgone, frutta, verdura, acqua, pasta, pomodoro, riempirlo come si deve, svuotarlo al sicuro e rivendere quel ben di dio a tutta la loro palazzina, ma a prezzi onesti.
E se qualcosa va storto? Inutile pensarci su! Stangate sulle famiglie, rincari sui prezzi, un milione di persone sotto la soglia di povertà, i telegiornali tutti così.
Che c’è da pensare? Non è giusto e basta! Il mondo non deve andare così, e Vicky e Zaira, almeno Vicky e Zaira, non ce lo faranno andare.
CAR(O)VITA. Una rapina contro l’ingiustizia del quotidiano
La storia segue Vicky e Zaira, due donne stanche di subire, pronte a ribellarsi a un sistema che schiaccia chi lavora e premia chi sfrutta.
Mascherate e armate, si preparano alla “più bella rapina del mondo”, decise a colpire simbolicamente l’avidità e restituire dignità al proprio quartiere.
Il loro quartiere, il CEP, è lo specchio di un’Italia esasperata: precarietà, rincari, silenzi e rassegnazione in un contesto dove la solidarietà sembra un ricordo.
Dal degrado urbano alla speranza collettiva
Un tempo il CEP era una comunità unita; ora è un luogo dove chi può scappa e chi resta si adatta, smettendo di lottare per la giustizia.
Vicky e Zaira però non ci stanno: scelgono di agire, con un gesto folle e poetico, caricando un furgone di cibo da redistribuire.
La loro “rapina morale” diventa simbolo di riscatto: rubare ai potenti per restituire umanità ai dimenticati, in una satira pungente e liberatoria.

CAR(O)VITA. Antigone incontra Thelma & Louise in chiave sociale
Simonte costruisce un testo in cui la tragedia greca e il cinema americano si incontrano: Antigone diventa Thelma & Louise, dirette da un Tarantino senza sangue.
La scrittura alterna comicità, riflessione e poesia, in un crescendo emotivo che denuncia le ingiustizie ma invita al coraggio dell’azione.
“CAR(O)VITA” è un grido collettivo, una metafora di resistenza che trasforma la rabbia quotidiana in energia teatrale, potente e appassionata.
Un cast capace di dare corpo alla ribellione
La regia di Pietro Dattola mescola realismo e paradosso, con un linguaggio dinamico e ritmi incalzanti che catturano lo spettatore dall’inizio alla fine.
Flavia Germana De Lipsis e Valentina Martino Ghiglia incarnano perfettamente le due protagoniste, tra vulnerabilità, ironia e rabbia, regalando intensità e verità scenica.
Alessandro Blasioli completa il cast con carisma e presenza, portando equilibrio e umanità al racconto corale di un mondo in cerca di giustizia.
CAR(O)VITA. Un testo tra ironia e rivoluzione
“CAR(O)VITA)” non offre risposte ma stimoli, chiedendo al pubblico di riflettere: chi ruba davvero, chi ha il potere o chi cerca di sopravvivere?
La pièce è un atto politico e poetico, un invito a non voltarsi dall’altra parte, a “fare la propria cosa”, come recita il testo.
Simonte firma una drammaturgia che trasforma la rabbia sociale in teatro vivo, dove ogni battuta è un colpo di coscienza travestito da risata.

Teatro come specchio del presente
“CAR(O)VITA)” affronta temi universali – disuguaglianza, dignità, libertà – con un linguaggio immediato, diretto e ironico, capace di parlare a tutte le generazioni.
La scelta di Fortezza Est, nel quartiere Tor Pignattara, rafforza il legame con la realtà urbana e la cultura indipendente romana.
Un teatro che torna ad essere spazio di confronto, memoria e ribellione civile, in un atto collettivo di partecipazione culturale e politica.
CAR(O)VITA. Informazioni utili
Date: 13–14–15 novembre 2025, ore 20:30
Luogo: Fortezza Est, Via Francesco Laparelli 62, Roma
Biglietto unico: €14 – Abbonamenti da €30 a €70
Prenotazioni: prenotazionifortezzaest@gmail.com – WhatsApp 329.8027943 / 349.4356219
Conclusione
Con “CAR(O)VITA)”, il teatro torna voce del popolo, specchio di rabbia e speranza, dove la risata diventa arma e il palcoscenico terreno di libertà.
Un racconto vibrante, ironico e necessario, che unisce denuncia e poesia, invitando lo spettatore a cambiare, almeno per un giorno, il proprio destino.
Perché, come insegnano Vicky e Zaira, la rivoluzione comincia sempre da chi ha il coraggio di provarci.