A Roma, nello Spazio Diamante, debutta “Casa Lella”, spettacolo ambientato nel dopoguerra che racconta un mondo femminile sospeso tra desiderio e sopravvivenza.
In una casa di piacere di via del Pellegrino, vite marginali si intrecciano tra affari, violenza e momenti di fragile umanità quotidiana. Casa Lella
Casa Lella Vita e Penelope, diverse e complementari, costruiscono un legame profondo che diventa resistenza emotiva contro un destino imposto e patriarcale.
La drammaturgia affronta temi ancora attuali come sfruttamento, amore negato e indipendenza femminile, senza retorica né compiacimento.
Un lavoro intenso e necessario che restituisce voce a chi è rimasto ai margini della storia ufficiale.
Vita “L’amorevole” lavora qui da tre anni. Ha vent’anni e ha lasciato la sua terra natìa, la Puglia, per sfuggire alla povertà.
Ama l’amore e la vita, è gioiosa e tenera, ingenua e bisognosa come una bambina.
Un anno fa ha conosciuto Penelope che ha voltato le spalle a famiglia ed amici; dopo aver rifiutato di sottomersi ad un matrimonio combinato.
Penelope “La Gatta” ha diciassette anni, è romana e si difende dietro ad una corazza molto spessa.
Non si lascia mai andare, mastica chicchi di caffè e si calma con i sigarelli e gli stornelli romani.
Casa Lella. Un racconto corale di corpi, affetti e ribellione
Debutta allo Spazio Diamante “Casa Lella”, spettacolo ambientato nella Roma di fine anni Quaranta, dentro una casa di piacere del centro storico.
La drammaturgia di Giovanna Malaponti costruisce un affresco umano dove desiderio, sfruttamento e bisogno convivono quotidianamente senza mai trovare tregua.
Vincitore del Premio miglior progetto Under 30 al Festival InDivenire 2025, lo spettacolo ha ottenuto anche il riconoscimento come miglior attrice emergente.
Infatti, Claudia Ligorio si distingue per un’interpretazione intensa, capace di attraversare fragilità e forza senza mai cadere nella semplificazione emotiva.
La regia condivisa di Emanuele Baroni e Malaponti accompagna lo spettatore in un mondo duro e pulsante.
Una Casa Lella di piacere come microcosmo sociale
La scena è una casa di appuntamenti in via del Pellegrino, gestita dalla cinica e materialista signora Lella, pronta a tutto pur di guadagnare.
Le prostitute che vi lavorano sono giovani, eleganti e richieste, immerse in una routine che alterna attesa, finzione e brevi illusioni di felicità.
La sala d’accoglienza brulica di clienti, mentre il tempo sembra scandito da incontri rapidi e da una gioia sempre promessa ma mai duratura.
In questo spazio chiuso, infatti, emergono dinamiche di potere che riflettono una società più ampia, patriarcale e profondamente ingiusta.
La casa diventa così metafora di un sistema che consuma corpi e sentimenti senza offrire reali vie di fuga.

Casa Lella. Vita e Penelope, un legame necessario
Vita “L’amorevole” lavora nel bordello da tre anni, dopo aver lasciato la Puglia per sfuggire alla povertà e alla mancanza di prospettive.
Ha vent’anni ed è gioiosa, ingenua, affamata di affetto, con uno sguardo ancora capace di credere nell’amore e nella possibilità di scegliere.
Penelope “La Gatta”, invece, ha diciassette anni, è romana e si protegge dietro una corazza fatta di silenzi e stornelli.
Rifiutando un matrimonio combinato, ha spezzato i legami familiari e trova in Vita un’alleata, un rifugio emotivo inatteso.
Le due, pur così diverse, costruiscono un’amicizia profonda che diventa forma di resistenza e sopravvivenza condivisa.
Casa Lella. Amore, violenza e patriarcato
Tra gli uomini che frequentano il bordello c’è Giorgio, militare cresciuto nel ventennio fascista e figlio di una cultura patriarcale violenta.
Conquista Vita alternando gesti d’affetto a esplosioni di brutalità, incarnando un’idea distorta di amore e possesso.
Pur di non perdere qualcuno che dice di amarla, infatti, Vita accetta di lasciare tutto e tentare una nuova vita con lui.
Intanto, Penelope matura un sentimento sincero e profondo per Vita, scoprendo per la prima volta l’amore nella sua forma più vulnerabile.
Questo triangolo emotivo mette in luce l’impossibilità, allora come oggi, di vivere liberamente un amore omosessuale.

Casa Lella. Temi attuali in un racconto storico
La violenza di genere, lo sfruttamento e l’oggettificazione del corpo femminile attraversano il testo con una forza ancora dolorosamente attuale.
Ogni gesto e parola, infatti, è sostenuto da sfumature emotive che restituiscono fragilità, paura, contraddizione e desiderio.
“Casa Lella” racconta donne che lottano per la propria indipendenza, senza eroismi, ma con una determinazione silenziosa e quotidiana.
Il passato diventa così specchio del presente, mostrando quanto certe dinamiche siano rimaste irrisolte nella società contemporanea.
Uno spettacolo corale, duro e necessario, che restituisce dignità e complessità a storie troppo spesso ignorate.