Dioggene Stefano Fresi Teatro Traiano Civitavecchia spettacolo

“Dioggene” con Stefano Fresi al Teatro Traiano di Civitavecchia

“Dioggene” con Stefano Fresi al Teatro Traiano di Civitavecchia

Dioggene Stefano Fresi Teatro Traiano Civitavecchia spettacolo

“lo spettacolo Dioggene con Stefano Fresi al Teatro Traiano di Civitavecchia” il 29 marzo 2026 ore 17,00

Lo spettacolo attraversa epoche e linguaggi per riflettere sull’animo umano tra passato e presente. “Dioggene” 

“Dioggene”. Un monologo diviso in tre quadri che unisce ironia, dramma e ricerca del senso della vita.

Spettacolo: “Dioggene” con Stefano Fresi al Teatro Traiano di Civitavecchia
Luogo: Teatro Traiano – Civitavecchia
Data: 29 marzo 2026
Orario: 17:00

Dioggene, uno spettacolo che passa dal Medioevo all’attualità, servendosi di strumenti semplici, come la variazione linguistica, indagando l’animo umano di ieri e di oggi.

Diviso in tre parti, tre quadri, ruota intorno a un unico personaggio, un attore famoso, Nemesio Rea.

Conosciamo Nemesio sulla scena mentre interpreta un proprio testo, scritto in autentico volgare duecentesco, la storia di un contadino toscano che ha partecipato alla tremendissima battaglia di Montaperti in cui Siena e Firenze si sono scontrate.

Poi lo ritroviamo nel suo camerino, mentre si preparare per lo spettacolo, turbato dall’avvenuta rottura violenta con la moglie, tra pianti, grida e insulti.

“Dioggene”. Uno spettacolo tra Medioevo e contemporaneità

Arriva al Teatro Traiano di Civitavecchia “Dioggene”, spettacolo con Stefano Fresi scritto e diretto da Giacomo Battiato, in scena domenica 29 marzo 2026.

Lo spettacolo si inserisce nella stagione teatrale promossa dal Comune di Civitavecchia e da ATCL, con il sostegno del Ministero della Cultura e Regione Lazio.

Una produzione che unisce Teatro Stabile d’Abruzzo, Stefano Francioni Produzioni e Argot Produzioni, confermando un progetto artistico di forte impatto culturale contemporaneo.

“Dioggene” propone un viaggio teatrale che attraversa epoche diverse, utilizzando linguaggi differenti per raccontare temi universali legati all’essere umano e alla sua fragilità.

Uno spettacolo che alterna registri e atmosfere per costruire un racconto stratificato capace di dialogare con il pubblico contemporaneo.

“Dioggene”. Tre quadri per un unico protagonista

La narrazione è divisa in tre parti, ognuna con una propria identità stilistica ma legata allo stesso protagonista, l’attore Nemesio Rea.

Nel primo quadro lo vediamo in scena mentre interpreta un testo in volgare duecentesco ambientato durante la battaglia di Montaperti tra Siena e Firenze.

Il secondo quadro lo porta nel camerino, dove emergono le tensioni personali e la crisi del suo matrimonio, tra rabbia, dolore e disorientamento.

Un momento più intimo e realistico che mette in luce la fragilità dell’uomo dietro l’attore e le sue contraddizioni esistenziali profonde.

Il passaggio tra i quadri costruisce un percorso emotivo che accompagna lo spettatore tra storia, realtà e introspezione personale.

Stefano Fresi nello spettacolo Dioggene a teatro
Stefano Fresi durante la rappresentazione teatrale.

“Dioggene”. La scelta radicale della libertà

Nel terzo quadro Nemesio abbandona tutto e sceglie di vivere in un bidone dell’immondizia, ispirandosi alla figura del filosofo greco Diogene.

Una scelta estrema che rappresenta il rifiuto delle convenzioni sociali e delle ambizioni materiali in favore di una libertà autentica e consapevole.

Il personaggio diventa simbolo di una ricerca esistenziale che attraversa il tempo, mettendo in discussione valori e modelli della società contemporanea.

Una trasformazione che non è fuga ma consapevolezza, capace di ribaltare il senso stesso del successo e della realizzazione personale.

Il pubblico è chiamato a interrogarsi sul significato della libertà e sulle scelte che definiscono la nostra esistenza quotidiana.

“Dioggene”. Tre lingue, tre stili, un’unica riflessione

Elemento centrale dello spettacolo è l’uso di tre linguaggi distinti: volgare toscano, italiano contemporaneo e romanesco, ciascuno legato a un diverso momento narrativo.

Questa scelta stilistica crea una forte varietà espressiva, capace di restituire atmosfere differenti e di amplificare il senso del racconto teatrale complessivo.

Epica e commedia si intrecciano, passando da toni ironici a momenti più crudi e drammatici senza perdere coerenza narrativa.

I temi affrontati restano costanti: la violenza, la stupidità umana, la guerra e il bisogno universale di amore e bellezza.

Una struttura che rende lo spettacolo dinamico e coinvolgente, mantenendo sempre alta l’attenzione dello spettatore.

scena dello spettacolo Dioggene a Civitavecchia
Un momento dello spettacolo Dioggene.

“Dioggene”. Un teatro che interroga il presente

“Dioggene” si configura come un’opera capace di unire intrattenimento e riflessione, offrendo una visione critica del nostro tempo attraverso il linguaggio teatrale.

La regia di Giacomo Battiato valorizza la presenza scenica di Stefano Fresi, costruendo un racconto intenso e articolato sul piano emotivo.

L’allestimento, arricchito da scenografia, luci e costumi, contribuisce a definire un universo scenico essenziale ma significativo.

Lo spettacolo invita a guardare oltre le apparenze e a interrogarsi sulle scelte individuali e collettive che guidano la società contemporanea.

Un appuntamento teatrale che unisce tradizione e modernità, offrendo al pubblico un’esperienza coinvolgente e profondamente attuale. “Dioggene”

Altri spettacoli recensiti da Buonasera Roma

https://www.buonaseraroma.it/eroina-di-chiara-becchimanzi-alla-sala-umberto-di-roma/

https://www.buonaseraroma.it/topo-gigio-il-musical-debutta-al-teatro-brancaccio-di-roma/

Di Adriano Di Benedetto

Facebook
Twitter

(C) Tutti i diritti riservati Adriano di Benedetto 2019-2029 – elaborazione grafica e gestione: progettoweb.xsoft.it