Scene teatrali di Frammenti da Le Notti Bianche al Teatro Arcobaleno di Roma.

Frammenti da Le Notti Bianche al Teatro Arcobaleno

Frammenti da Le Notti Bianche al Teatro Arcobaleno

Scene teatrali di Frammenti da Le Notti Bianche al Teatro Arcobaleno di Roma.

Le Notti Bianche. Ci sono ricordi che non smettono mai di respirare dentro di noi, continuando a vivere come ombre silenziose nella notte.

Il 3 giugno 2026 alle ore 21 il Teatro Arcobaleno di Roma ospita “Frammenti da Le Notti Bianche” di Fëdor Dostoevskij.

Le Notti Bianche. Uno spettacolo sperimentale firmato da Diamara Ferrero e Paolo Minnielli tra teatro, memoria, immaginazione e ricerca scenografica condivisa con gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti.

Al centro della scena il Sognatore, figura fragile e inquieta, che rivive l’incontro con Nasten’ka dentro uno spazio interiore sospeso tra desiderio e realtà.

L’allestimento trasforma la scena in materia viva, dove luci, costumi, immagini e corpo diventano parte di un viaggio emotivo intenso e profondamente contemporaneo.


Spettacolo: Frammenti da Le Notti Bianche al Teatro Arcobaleno
Luogo: Teatro Arcobaleno – Roma
Data:  3 giugno 2026 
Orario: 21:00


La proposta parte dall’idea che la scena si debba rivelare come lo spazio interiore del Sognatore.

Egli chiuso nel suo mondo rivive l’incontro amoroso con la fanciulla Nasten’ka.

Nasten’ka, la quale, è tutt’altro che immagine eterea e sceglierà senza esitazione, di volgere in direzione della vita reale.

Scene teatrali di Frammenti da Le Notti Bianche al Teatro Arcobaleno di Roma.
Diamara Ferrero e Paolo Minnielli portano in scena il fragile universo del Sognatore.

Le Notti Bianche. Il sogno inquieto del protagonista

“Frammenti da Le Notti Bianche” nasce come un progetto teatrale di ricerca dedicato al celebre racconto di Fëdor Dostoevskij e alla sua dimensione interiore.

Lo spettacolo mette al centro il Sognatore, uomo chiuso nel proprio universo mentale che continua a rivivere l’incontro amoroso con la giovane Nasten’ka.

La ragazza, però, non appartiene al mondo fragile delle illusioni ma sceglie con decisione la concretezza della vita reale e delle sue possibilità autentiche.

Da questo contrasto prende forma una riflessione poetica sul ricordo, sull’idealizzazione amorosa e sulla distanza dolorosa tra desiderio e verità quotidiana.

La memoria diventa così uno spazio plastico da attraversare, modificare e reinventare continuamente attraverso il gesto scenico e la parola teatrale condivisa.

Le Notti Bianche. Una scena viva tra luce e immaginazione

Il progetto nasce dall’incontro tra gli attori e gli studenti dei corsi di Scenografia dell’Accademia delle Belle Arti di Roma.

Attraverso un lungo lavoro laboratoriale, scene, costumi e spazio teatrale sono stati costruiti come elementi vivi capaci di dialogare costantemente con gli interpreti.

La scenografia diventa quindi estensione emotiva del protagonista, luogo mentale mutevole che accoglie sogni, paure, desideri e frammenti di memoria irrisolta.

Anche il lavoro sulla luce assume un ruolo fondamentale, trasformando l’ambiente scenico in un paesaggio interiore sospeso tra presenza reale e immaginazione poetica.

Il progetto coinvolge inoltre gli studenti del corso di Direzione della Fotografia coordinato dal professor Tullio Gubinelli per la realizzazione di un breve video.

Scene teatrali di Frammenti da Le Notti Bianche al Teatro Arcobaleno di Roma.
Diamara Ferrero e Paolo Minnielli portano in scena il fragile universo del Sognatore.

Le Notti Bianche. Teatro, ricerca e visione contemporanea

L’adattamento e la regia sono firmati da Diamara Ferrero e Paolo Minnielli, protagonisti anche in scena insieme in questo intenso percorso teatrale sperimentale.

Il coordinamento del progetto è curato da Novella Tabili mentre costumi, musiche, luci e scenografie contribuiscono a costruire un linguaggio scenico condiviso e corale.

Il risultato finale è un’esperienza teatrale immersiva che riflette sul funzionamento della memoria e sulla capacità del ricordo di trasformarsi continuamente nel tempo.

Attraverso Dostoevskij emerge così una riflessione profondamente contemporanea sulla solitudine, sull’identità emotiva e sul fragile equilibrio tra sogno e realtà.

Una notte bianca dell’anima dove il teatro diventa spazio sensibile, fragile e mutevole, capace ancora oggi di interrogare profondamente lo spettatore contemporaneo. Le Notti Bianche

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