Francesco Montanari è Riccardo III. Un re disposto a eliminare chiunque ostacoli la sua corsa al potere. Un attore che finalmente conquista il ruolo della vita. Due ambizioni finiscono per specchiarsi l’una nell’altra.
Francesco Montanari arriva alla Sala Umberto di Roma dal 7 al 18 ottobre con “Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III”, liberamente ispirato a Shakespeare.
A scrivere e dirigere lo spettacolo è il pluripremiato drammaturgo e regista uruguaiano Gabriel Calderón, che costruisce intorno a Riccardo III una personale variazione sul tema. Francesco Montanari è Riccardo III
Il sovrano shakespeariano e l’attore chiamato a interpretarlo cominciano così a confondersi, mentre epoche e identità perdono progressivamente i propri confini.
A unirli sono l’ambizione, la sete di potere e una violenza trattenuta che trasforma il grande personaggio di Shakespeare in uno specchio anche del mestiere dell’attore.
Spettacolo: Francesco Montanari è Riccardo III alla Sala Umberto
Luogo: Sala Umberto – Roma
Data: 7/18 ottobre 2026
Orario: 21:00
Un Re che per diventare tale ha dovuto eliminare tutti i possibili rivali; un attore che finalmente ha ottenuto il ruolo della vita.
Gabriel Calderón affida a Francesco Montanari un monologo che è un’originale “variazione sul tema” di Riccardo III di Shakespeare.
“Questo testo arriverà al teatro come un corpo gentile, vergine, ma allo stesso tempo fragile e grezzo.
Francesco Montanari è Riccardo III che incontra il suo attore
Riccardo ha eliminato i possibili rivali per arrivare alla corona. L’attore ha invece atteso e combattuto per ottenere finalmente il personaggio che potrebbe consacrarlo.
È da questo parallelismo che Calderón costruisce il suo monologo, affidando a Francesco Montanari il confronto tra due figure apparentemente lontane ma accomunate dal desiderio di affermazione.
“Storia di un cinghiale” non propone semplicemente un nuovo allestimento del “Riccardo III”, ma utilizza il testo shakespeariano come territorio nel quale indagare potere, teatro e identità.
Il confine tra personaggio e interprete diventa sempre meno definito. La vicenda del sovrano e quella dell’uomo chiamato a rappresentarlo finiscono per contaminarsi.
Ne emerge una riflessione che parte da Shakespeare ma si sposta sul presente, osservando ciò che accade quando l’ambizione diventa capace di modificare relazioni, comportamenti e identità.

Francesco Montanari tra personaggio e interprete
Il centro della scena è affidato a Montanari, solo davanti al pubblico per un lavoro che mette direttamente alla prova il rapporto fra attore, personaggio e testo.
Riccardo III diventa così qualcosa di più di una figura da interpretare: rappresenta il ruolo desiderato, quello capace di alimentare aspettative e ambizioni anche in chi deve portarlo sul palcoscenico.
La tensione nasce proprio dal continuo passaggio tra i due piani. Da una parte il re che vuole conquistare il potere, dall’altra l’attore che vuole conquistare il proprio spazio.
Calderón utilizza questo cortocircuito per interrogare anche il teatro stesso, i suoi meccanismi e il rapporto che si crea tra una parte scritta e chi deve darle corpo.
Un gioco di specchi nel quale diventa sempre più difficile stabilire dove termini Riccardo e dove cominci l’attore che lo interpreta.
Francesco Montanari è Riccardo III. Gabriel Calderón e un testo che cambia sul palcoscenico
Per Gabriel Calderón il testo teatrale non rappresenta qualcosa di immutabile da trasferire semplicemente sulla scena.
Il drammaturgo lo descrive come un corpo ancora da modellare, correggere e trasformare durante il lavoro teatrale, fino alla possibilità di modificarne persino il senso.
«Questo è una mappa, una cartografia che disegna un territorio», scrive Calderón, invitando però a lasciare quelle carte appena possibile per farsi guidare dalla scoperta del teatro.
Una concezione che trova in “Storia di un cinghiale” un terreno particolarmente fertile, perché lo stesso “Riccardo III” diventa materia sulla quale intervenire piuttosto che modello da riprodurre.
Il classico shakespeariano rimane quindi all’origine dello spettacolo, ma viene attraversato liberamente per costruire una nuova relazione tra testo, attore e pubblico.

Francesco Montanari è Riccardo III, Dal Piccolo Teatro di Milano alla Sala Umberto
Lo spettacolo è una produzione del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Carnezzeria, in collaborazione con IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana.
La traduzione è di Teresa Vila, le scene sono firmate da Paolo Di Benedetto, i costumi da Gianluca Sbicca e le luci da Manuel Frenda.
Il coordinamento e la distribuzione sono affidati ad Aldo Miguel Grompone, mentre testo e regia portano entrambi la firma di Gabriel Calderón.
Alla Sala Umberto lo spettacolo resterà in cartellone per quasi due settimane, dal 7 al 18 ottobre 2026, con rappresentazioni serali e pomeridiane.
Settantacinque minuti senza intervallo per un confronto serrato con Shakespeare, ma soprattutto con il desiderio di potere e riconoscimento che attraversa tanto il personaggio quanto il suo interprete. Francesco Montanari è Riccardo III
Informazioni e biglietti
Spettacolo: “Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III”
Con: Francesco Montanari
Testo e regia: Gabriel Calderón
Liberamente ispirato a: “Riccardo III” di William Shakespeare
Traduzione: Teresa Vila
Periodo: dal 7 al 18 ottobre 2026
Durata: 75 minuti senza intervallo
Teatro: Sala Umberto
Indirizzo: Via della Mercede 50, Roma
Biglietti: da 22 a 34 euro
Prenotazioni: prenotazioni@salaumberto.com
Orari: 7, 8 e 9 ottobre ore 20.30; 10 e 11 ottobre ore 16.00; 13 ottobre ore 20.30; 14 ottobre ore 19.30; 15 e 16 ottobre ore 20.30; 17 e 18 ottobre ore 16.00.