Non sarà un semplice concerto. Sarà un viaggio tra popoli, religioni, memoria e futuro guidato dalla musica di Goran Bregović.
Goran Bregović.. C’è una tromba che arriva da lontano. Attraversa montagne, frontiere, guerre, matrimoni, funerali, feste di paese e notti infinite sotto il cielo dei Balcani.
È il suono che da oltre trent’anni accompagna il viaggio musicale di Goran Bregović, uno degli artisti più amati e riconoscibili del panorama internazionale.
Ma questa volta qualcosa cambia.
L’8 luglio, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, il musicista bosniaco non porterà semplicemente un concerto.
Porterà una storia. Una di quelle che non si raccontano soltanto con le parole, ma con i cori, gli archi, le voci e il battito profondo degli ottoni.
Per la prima volta in Italia arriva infatti “The Belly Button of the World”, una delle opere più ambiziose, poetiche e visionarie mai firmate da Bregović.
Spettacolo: Goran Bregović: il cuore del mondo batte a Roma
Luogo: Auditorium Parco della Musica – Roma
Data: 8 luglio 2026
Orario: 21:00
Roma apre una dimensione diversa da quella che lo ha reso celebre: più ampia e solenne, in cui la festa collettiva lascia spazio a una narrazione potente e contemporanea.
“The Belly Button of the World” è il concerto in cui riassume la sua idea di convivenza tra i popoli e le religioni.
A raccontarla è un figlio di Sarajevo, città simbolo d’Europa: prima romana, poi bizantina, per secoli ottomana, quindi austro-ungarica, jugoslava e infine bosniaca.
Goran Bregović. Dal rock balcanico a una grande opera contemporanea
Chi conosce Goran Bregović sa bene che la sua musica non è mai rimasta ferma in un solo luogo.
Ha attraversato il rock, il folk, il cinema, la musica popolare e le grandi colonne sonore diventate leggenda grazie ai film di Emir Kusturica.
Da “Il Tempo dei Gitani” ad “Arizona Dream”, il suo universo sonoro ha sempre avuto il potere di unire mondi apparentemente lontani.
Con “The Belly Button of the World” compie però un passo ulteriore.
La festa balcanica che lo ha reso celebre lascia spazio a una composizione più ampia, quasi cinematografica, costruita come un grande racconto musicale.
Un’opera che guarda al presente attraverso le ferite e le speranze della storia.

Goran Bregović. Sarajevo, il centro invisibile del mondo
Al centro di tutto c’è Sarajevo. Non soltanto una città. Un simbolo. Un luogo dove per secoli si sono incontrate culture, lingue e religioni diverse.
Romana, bizantina, ottomana, austro-ungarica, jugoslava e bosniaca. Una città che ha conosciuto convivenza e conflitti, dialogo e tragedie.
Per Bregović, nato proprio a Sarajevo, quella storia non appartiene al passato. È una domanda ancora aperta.
In un’Europa che continua a interrogarsi su identità, confini e appartenenza, Sarajevo diventa metafora di un possibile futuro.
La dimostrazione che culture differenti possono convivere senza rinunciare alla propria identità.
Goran Bregović. Un esercito di musicisti per una notte speciale
Per raccontare questa storia servirà una macchina musicale imponente. Accanto a Bregović salirà sul palco l’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta dal Maestro Danilo Rossi.
A impreziosire il progetto ci sarà la violinista solista Grazia Raimondi.
E naturalmente non mancherà la leggendaria Wedding & Funeral Orchestra, autentico marchio di fabbrica del compositore bosniaco.
La Band Gitana di Fiati, le Voci Bulgare e il Sestetto di Voci Maschili completeranno una formazione straordinaria.
Decine di musicisti chiamati a costruire un ponte sonoro tra Oriente e Occidente. Tra spiritualità e festa. Tra memoria e contemporaneità.

Goran Bregović. Quando la musica diventa un messaggio
“The Belly Button of the World” non nasce per dividere. Nasce per ricordare qualcosa che spesso dimentichiamo. Che dietro ogni religione, ogni cultura e ogni identità esiste prima di tutto una persona.
Bregović traduce questa idea in musica con la forza di chi ha vissuto sulla propria pelle le contraddizioni della storia europea.
Le melodie si intrecciano come popoli diversi che imparano ad ascoltarsi. Le voci dialogano come lingue differenti che cercano un terreno comune.
Gli strumenti raccontano ciò che spesso le parole non riescono a spiegare. E forse è proprio questo il significato più profondo del concerto romano.
Non celebrare le differenze né cancellarle. Ma trasformarle in armonia. Per una notte, il cuore del mondo batterà a Roma. E parlerà la lingua universale della musica. Goran Bregović
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