Il viaggio di Linda locandina

Il viaggio di Linda tra follia e memoria nel “Manichino”

Il viaggio di Linda tra follia e memoria nel “Manichino”

Il viaggio di Linda locandina

Manichino, Il viaggio di Linda l’opera di Alejandro Radawski in scena al Teatro Trastevere, unisce teatro e cinema in bianco e nero per raccontare il dolore e la rinascita di Linda.

Un volo nella mente umana, un atterraggio nella follia: Il viaggio di Linda, Manichino, di Alejandro Radawski, arriva al Teatro Trastevere il 18 e 19 novembre 2025.

Il viaggio di Linda. In scena Laura Sellari, diretta dallo stesso Radawski, accompagnata dall’assistente alla regia Anna Della Bruma, per un’opera che fonde linguaggi visivi e teatrali in un racconto dal forte impatto emotivo.

La produzione invita lo spettatore a un’esperienza immersiva dove il confine tra realtà e immaginazione si dissolve, lasciando spazio al dolore e alla memoria.

Attraverso un monologo introspettivo e cinematografico lo spettacolo esplora il trauma, la memoria e lo sviluppo della mente umana in un’esperienza sensoriale che confonde i confini tra realtà e immaginazione.

Con un’estetica in bianco e nero e una narrazione non lineare, Manichino invita gli spettatori ad addentrarsi nei confini della follia e del dolore emotivo in un modo unico e profondamente toccante.

Nella torre di controllo della mente della protagonista, gli aerei del passato continuano ad atterrare, uno dopo l’altro, sulla pista infinita dei suoi ricordi. Alejandro Radawski

Sedute psichiatriche in video si intrecciano con momenti allucinatori in cui la protagonista sembra avere il potere di riavvolgere e ripetere gli eventi della sua vita nel tentativo di correggere l’irrimediabile.

Per la drammaturgia, mi sono ispirato a due personaggi teatrali iconici:

Nora Helmer di “Casa di bambola” di Henric Ibsen e Blanche Dubois di “Un tram che si chiama Desiderio” di Tennessee Williams.

In questo testo ho cercato di fondere il teatro con il cinema in bianco e nero.

Parte del titolo deriva dall’ultima frase che Blanche Dubois pronuncia dopo aver accettato di partire con il medico dell’ospedale psichiatrico: “Ho sempre potuto contare sulla gentilezza degli estranei”.

Il viaggio di Linda linda
Teatro Trastevere in scena Manichino di Alejandro Radawski: Il viaggio di Linda,

Il viaggio di Linda. Un viaggio tra cinema e teatro

Manichino è un esperimento artistico in bianco e nero che esplora la mente di Linda, una donna intrappolata tra traumi, ricordi e desiderio di redenzione.

Attraverso un monologo cinematografico, l’autore costruisce un dialogo tra il visibile e l’invisibile, tra l’io razionale e la follia che ne consuma i margini.

Radawski sceglie la forma del monologo come lente di ingrandimento sull’animo femminile, trasformando la scena in una “torre di controllo mentale” dove gli aerei del passato non smettono di atterrare.

Le sedute psichiatriche in video si alternano a visioni allucinatorie, in cui la protagonista riavvolge e ripete gli eventi della propria vita nel tentativo di riscriverne il destino.

Ogni ricordo è una pista d’atterraggio che riporta con sé frammenti di dolore e desiderio, creando un mosaico emotivo di straordinaria potenza visiva.

L’effetto è quello di un film muto che parla con il linguaggio del corpo, della luce e della musica interiore.

Il viaggio di Linda. Le radici drammaturgiche e i modelli letterari

Radawski, nella costruzione di Linda, si ispira a due grandi figure della drammaturgia mondiale:

Nora Helmer di Casa di bambola di Ibsen e Blanche Dubois di Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams.

Da Nora eredita la ribellione silenziosa e il desiderio di liberazione; da Blanche la fragilità poetica e la disperata ricerca d’amore.

Il titolo, Manichino – sulla gentilezza degli estranei, nasce proprio dall’ultima battuta di Blanche, simbolo di resa e di fiducia in un’umanità che sa ancora essere compassionevole.

Con questo lavoro, Radawski firma una fusione tra cinema e teatro, due linguaggi che si intrecciano per amplificare la percezione emotiva dello spettatore.

La fotografia in bianco e nero, curata da Manuela Giusto, accompagna lo spettacolo come una memoria visiva, evocando il silenzio delle pellicole d’autore e il contrasto tra luce e oscurità interiore.

Ogni scena è pensata come una sequenza poetica, sospesa tra sogno e verità.

Il viaggio di Linda locandina
Teatro Trastevere in scena Manichino di Alejandro Radawski: Il viaggio di Linda,

Il viaggio di Linda. Alejandro Radawski, un artista tra poesia e tecnologia

Autore e regista polacco, Alejandro Radawski è riconosciuto a livello internazionale per la sua ricerca artistica che unisce arti visive, scrittura e innovazione tecnologica.

Nel 2025 ha ricevuto il Premio UNESCO Svezia – Patrimonio Mondiale per il progetto poetico Sinfonia delle piccole cose semplici, dedicato alle Fattorie Hälsinge della Svezia.

Nello stesso anno ha vinto il Premio UNESCO di Letteratura Tedesca “Bremer Netzresidenz” con Something in the way they look at me, un’opera che intreccia teatro e intelligenza artificiale.

Radawski conduce laboratori di drammaturgia e regia in Finlandia, Estonia, Polonia, Italia, Spagna e Argentina, promuovendo una poetica della contaminazione culturale.

La sua arte è un continuo esperimento di linguaggi e forme espressive, in cui l’emozione diventa architettura e il teatro un luogo di cura dell’anima.

Con Manichino, l’autore conferma la sua capacità di esplorare le profondità psicologiche con rigore, sensibilità e una visione universale del dolore umano.

Il viaggio di Linda. Un’esperienza sensoriale al Teatro Trastevere

Manichino sarà in scena il 18 e 19 novembre 2025 alle ore 21.00, presso il Teatro Trastevere, in Via Jacopa de’ Settesoli 3, Roma.

I biglietti sono disponibili al prezzo di €13 intero e €10 ridotto, con prenotazioni ai numeri 065814004 e 3283546847.

L’evento rientra nel calendario delle produzioni indipendenti che valorizzano la sperimentazione teatrale contemporanea.

Un appuntamento imperdibile per chi ama il teatro d’autore, l’introspezione psicologica e la bellezza inquieta del bianco e nero.

Manichino non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza emotiva e sensoriale che invita lo spettatore a guardarsi dentro, dove i confini tra realtà e sogno si dissolvono.

Un omaggio alla fragilità umana e alla gentilezza degli estranei, che ancora oggi può salvarci.

Di Adriano Di Benedetto

Guarda anche:

https://www.petcarpetaquattrozampe.it/galleria-2/

https://www.buonaseraroma.it/monte-amiata-camminando-nella-faggeta

https://www.buonaseraroma.it/il-ristorante-il-capriolo-di-subiaco-tra-montagna-e-tradizione/

Facebook
Twitter

(C) Tutti i diritti riservati Adriano di Benedetto 2019-2029 – elaborazione grafica e gestione: progettoweb.xsoft.it