“lo spettacolo Le ossa a Fortezza Est di Roma, Le Ossa: memoria e mito arriva in anteprima dal 12 al 14 marzo 2026 ore 20:30 con il nuovo progetto di Spartenza Teatro.
Uno spettacolo Le Ossa: memoria e mito in scena a Fortezza Est di Roma, che intreccia memoria familiare, mito e teatro fisico.
Le Ossa: memoria e mito in scena a Fortezza Est di Roma. Una storia sospesa tra realtà e leggenda che attraversa il tempo e le generazioni.
Spettacolo: Le Ossa: memoria e mito in scena a Fortezza Est di Roma
Luogo: Fortezza Est di Roma
Data: 12-13-14 marzo 2026
Orario: 20:30
Al centro dello spettacolo c’è la storia di un soldato partito per la Grande Guerra e tornato a casa in fin di vita, e di sua moglie, che tenta di salvarlo compiendo un gesto proibito.
Un gesto accogliere delle ossa da un cimitero, tritarle e usare la polvere ottenuta per curare le ferite. Una storia vera, “anche se non ci si può credere”.
A partire da questo nucleo narrativo, lo spettacolo mette in relazione la storia familiare con elementi lontani nel tempo e nello spazio: fossili, stelle, creature preistoriche.
Le Ossa costruisce così un paesaggio teatrale in cui il passato non è mai concluso, ma continua a dialogare con il presente.
Le Ossa: memoria e mito. Una storia familiare tra memoria e mito
Dal 12 al 14 marzo 2026 il Fortezza Est ospita in anteprima “Le Ossa”, il nuovo lavoro di Spartenza Teatro.
Lo spettacolo nasce da una storia familiare tramandata per tre generazioni.
Una vicenda reale che si colloca sul confine sottile tra memoria e mito.
In scena tre performer – Sofia Abbati, Andrea Milano e Sofia Ludovica Tangreda – che costruiscono un linguaggio scenico fatto di corpi, materia e movimento.
Il risultato è un paesaggio teatrale sospeso, dove il tempo smette di procedere in linea retta.
Le Ossa: memoria e mito. Una storia ai confini della leggenda
Al centro dello spettacolo c’è il racconto di un soldato tornato dalla Prima guerra mondiale in fin di vita.
Ad attenderlo c’è la moglie, disperata ma determinata a salvarlo.
Per curarlo decide di compiere un gesto proibito.
Raccogliere delle ossa da un cimitero, triturarle e usare quella polvere per medicare le ferite.
Una storia vera, tramandata nel tempo, anche se sembra appartenere al mondo delle leggende.
Le Ossa: memoria e mito. Un teatro tra corpo e materia
La drammaturgia utilizza il linguaggio del teatro fisico e del teatro di figura.
I corpi dei performer dialogano con oggetti, materiali e forme che prendono vita sulla scena.
Questo spazio scenico diventa un luogo di soglia.
Un territorio in cui passato e presente si incontrano.
Dove la memoria familiare si espande fino a toccare dimensioni più profonde e universali.
Le Ossa: memoria e mito. Un paesaggio tra storia e cosmologia
A partire dal racconto originario, lo spettacolo apre nuovi orizzonti immaginativi.
La storia del soldato si intreccia con immagini lontane nel tempo.
Fossili, stelle e creature preistoriche diventano presenze simboliche.
Il passato non appare come qualcosa di concluso.
Continua invece a dialogare con il presente.
E lo spettatore si ritrova immerso in una dimensione dove storia personale e memoria collettiva si sovrappongono.
Le Ossa: memoria e mito. Il progetto Spartenza Teatro
Spartenza Teatro nasce nel 2022 dall’incontro tra Andrea Milano e Sofia Abbati.
Il gruppo ha già realizzato lavori come “Ostinato Essere” e “Paesaggio con figura verticale – concerto poetico”.
Accanto alla produzione teatrale, il collettivo ha promosso anche progetti di confronto artistico.
Tra questi “Feedback”, un tavolo dedicato alla scrittura orizzontale e circolare che ha coinvolto oltre trenta autori.
Le Ossa: memoria e mito. Con “Le Ossa” il gruppo prosegue la sua ricerca su linguaggi scenici ibridi.
Un teatro che unisce corpo, memoria e immaginazione.
E che trasforma una storia familiare in un racconto universale sul tempo e sulla memoria
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Di Adriano Di Benedetto