La commedia napoletana ’O tuono ’e marzo torna protagonista a Roma con uno spettacolo che restituisce ritmo, ironia e memoria teatrale.
’O tuono ’e marzo al Teatro Prati, arredi d’antiquariato, costumi storici e messa in scena corale ricostruiscono l’atmosfera del teatro popolare di fine Ottocento.
Fabio Gravina firma un nuovo adattamento ’O tuono ’e marzo di un testo amatissimo, riportando in scena una tradizione che parla ancora al pubblico di oggi.
Tra equivoci, segreti familiari e satire sociali, la narrazione procede con ritmo serrato, mantenendo intatta la forza comica dell’originale.
Lo spettacolo si propone come un viaggio teatrale capace di unire passato e presente attraverso la risata condivisa.
Il fascino senza tempo della commedia napoletana rivive nel cuore pulsante di una Roma moderna.
Nello spazio culturale del Teatro Prati si mescolano una serie di preziosi elementi: la tradizione del “teatro vero” e i costumi.
Seguendo fedelmente le linee sartoriali dell’epoca, la scenografia ricostruita con pezzi di antiquariato e la messa in scena di capolavori senza età che conquistano il pubblico.
Per questo motivo Fabio Gravina, Direttore Artistico di questo teatro, situato in via degli Scipioni nel quartiere Prati, ancora una volta ha deciso di portare sul palco uno spettacolo corale.
’O tuono ’e marzo. La tradizione napoletana incontra il pubblico romano
Dal 23 gennaio al 1° marzo 2026 il Teatro Prati di Roma ospita una nuova messinscena di ’O tuono ’e marzo, celebre commedia di Vincenzo Scarpetta.
Lo spettacolo riporta al centro la grande tradizione del teatro napoletano, inserendola nel contesto vivo e contemporaneo di una Roma culturale.
Situato nel quartiere Prati, il teatro diventa spazio ideale per accogliere un racconto popolare costruito su ritmo, coralità e precisione attoriale.
Non a caso, la scelta del testo risponde al desiderio di valorizzare il cosiddetto teatro vero, fatto di parola, corpo e relazione diretta.
Così, il pubblico viene coinvolto in un’esperienza che privilegia la condivisione e il piacere della narrazione scenica.
Fabio Gravina e la riscoperta del repertorio ’O tuono ’e marzo
La regia e il nuovo adattamento portano la firma di Fabio Gravina, direttore artistico del Teatro Prati.
Gravina sceglie di confrontarsi con un testo che ha segnato la storia della commedia italiana, già portato alla ribalta da Eduardo De Filippo.
Infatti, ’O tuono ’e marzo conserva una struttura comica solida, capace di sostenere riletture senza perdere la propria identità originaria.
Il lavoro registico punta a rispettare la tradizione, evitando forzature contemporanee e mantenendo centralità alla parola e agli interpreti.
In questo modo, la messa in scena diventa un omaggio consapevole alla drammaturgia di Vincenzo Scarpetta.

’O tuono ’e marzo. Scenografie, costumi e atmosfera d’epoca
La scenografia è costruita attraverso arredi d’antiquariato autentici, capaci di restituire un ambiente domestico credibile e stratificato.
Allo stesso tempo, i costumi seguono fedelmente le linee sartoriali dell’epoca, rafforzando la coerenza visiva dello spettacolo.
Ogni elemento scenico contribuisce a creare un’atmosfera sospesa nel tempo, senza mai risultare museale o distante.
La cura dei dettagli accompagna l’azione, sostenendo il ritmo narrativo e valorizzando i movimenti degli attori in scena.
Così, l’impianto visivo dialoga costantemente con la parola comica, rafforzandone l’efficacia.
’O tuono ’e marzo. Una commedia di equivoci e segreti
Al centro della trama si trova la famiglia, pilastro narrativo che attraversa l’intera commedia con ironia e ambiguità.
Sofia confessa al fratello Don Saverio un episodio traumatico del passato, avvenuto durante un viaggio a Roma.
Da quell’evento nasce Don Felice Sciosciammocca, figlio naturale tenuto segreto e oggi inconsapevolmente coinvolto in nuovi intrecci familiari.
Intanto, menzogne, ricatti e rivelazioni alimentano una serie di equivoci pronti a scatenare situazioni comiche sempre più complesse.
La narrazione procede così verso un finale sorprendente, capace di ricomporre il caos generato.
’O tuono ’e marzo. Il cast e la dimensione corale
Lo spettacolo si affida a un cast numeroso e affiatato, elemento essenziale per sostenere la coralità del testo.
In scena si alternano Corrado Taranto, Eduardo Ricciardelli, Alida Tarallo, Pierre Bresolin e Sara Scotto Di Luzio.
Completano il gruppo Luca Cardillo, Michele Sibilio, Sara Guardascione e Alessandro Casola, ciascuno con un ruolo ben definito.
La pluralità dei personaggi consente un gioco continuo di entrate, uscite e sovrapposizioni narrative.
Per questo, il ritmo resta serrato e la comicità sempre alimentata dal confronto tra caratteri differenti.

’O tuono ’e marzo. Un appuntamento con il teatro popolare
’O tuono ’e marzo si propone come un’occasione per riscoprire una scrittura teatrale ancora sorprendentemente attuale.
Il pubblico romano è invitato a confrontarsi con una tradizione che ha costruito le basi della comicità italiana moderna.
Attraverso la risata, lo spettacolo riflette su famiglia, morale e convenzioni sociali senza mai appesantire il racconto.
Il Teatro Prati conferma così la propria vocazione alla valorizzazione del repertorio classico.
Uno spettacolo che unisce memoria, artigianato teatrale e piacere della scena condivisa.