Orlando identità e trasformazione locandina

Orlando identità e trasformazione in scena al Teatro Tordinona

Orlando identità e trasformazione in scena al Teatro Tordinona

Orlando identità e trasformazione locandina

Dal 9 all’11 gennaio Roma ospita Orlando identità e trasformazione, monologo intenso che esplora attraverso una visione teatrale fluida, onirica e profondamente contemporanea.

Orlando identità e trasformazione, Alex Elton dà corpo a un personaggio mutevole, ispirato a Virginia Woolf, che attraversa secoli e generi interrogando lo spettatore sull’essenza dell’essere umano oggi sempre.

La regia di Anna Cianca costruisce un tempo circolare dove luce, suono e gesto scenico guidano un’esperienza emotiva senza spiegazioni razionali lineari esplicite né didascaliche. Orlando identità e trasformazione

Orlando diventa metafora del teatro stesso, capace di cambiare forma nei secoli restando fedele alla propria natura profonda umana artistica vitale instabile libera sempre viva.

Uno spettacolo che invita a guardarsi dentro, trasformando la scena in una domanda aperta rivolta direttamente a chi osserva oggi qui ora insieme al pubblico.

Orlando identità e trasformazione, tempo e metamorfosi in scena a Roma

Debutta a Roma uno spettacolo che attraversa secoli, generi e corpi, interrogando lo spettatore sul senso profondo dell’identità e sul fluire continuo dell’essere umano.

Dal 9 all’11 gennaio il palcoscenico storico del Teatro Tordinona ospita la prima nazionale di Orlando, monologo scritto da Benedetta Nicoletti.

La regia è firmata da Anna Cianca, mentre in scena l’attrice italo-inglese Alex Elton dà voce a un personaggio in costante trasformazione.

Lo spettacolo propone un viaggio onirico che attraversa il tempo, superando epoche, ruoli e identità, per restituire allo spettatore un eterno presente dell’essere.

Liberamente ispirato alla figura letteraria di Virginia Woolf, Orlando diventa simbolo di mutamento, continuità e interrogazione esistenziale profonda.

Orlando identità e trasformazione. Un personaggio che attraversa i secoli

Orlando vive per secoli, cambia sesso, attraversa epoche e linguaggi, mantenendo una misteriosa coerenza interiore che diventa metafora della condizione umana universale.

Il mutamento del corpo non cancella l’identità, ma la amplia, rivelando la complessità dell’essere oltre ogni definizione rigida, sociale o storica.

Questa trasformazione continua diventa riflesso del teatro stesso, arte capace di mutare forma rimanendo fedele alla propria essenza originaria.

La scena diventa così luogo di attraversamento, dove passato, presente e futuro convivono senza gerarchie, dissolvendo ogni logica temporale lineare.

Il pubblico è invitato a osservare senza cercare spiegazioni, accettando l’instabilità come forma autentica di conoscenza e riconoscimento reciproco.

Orlando identità e trasformazione alex
Teatro Tordinona, Orlando identità e trasformazione, monologo con Alex Elton

Orlando identità e trasformazione. Una regia che rifiuta la linearità

La regia di Anna Cianca abbandona ogni struttura narrativa tradizionale per abbracciare un tempo circolare, emotivo e profondamente sensoriale.

I passaggi di epoca, genere e percezione avvengono senza cesure, sotto gli occhi dello spettatore, come accadimenti naturali e inevitabili.

L’uso narrativo della luce accompagna i mutamenti interiori del personaggio, diventando materia drammaturgica al pari del corpo e della voce.

Il suono contribuisce a costruire uno spazio onirico, sospeso, capace di amplificare emozioni, memorie e stati interiori non verbalizzati.

La voce fuori campo di Riccardo Bàrbera dialoga con la scena, creando ulteriori livelli di senso e risonanza emotiva profonda.

Orlando identità e trasformazione. La sinossi come esperienza filosofica

Orlando è inizialmente un uomo qualunque, che ama, spera, desidera e soffre come ogni essere umano immerso nella propria fragile quotidianità.

La svolta avviene quando cade in un sonno profondo di sette giorni e sette notti, sospendendo tempo, identità e coscienza.

Al risveglio Orlando è altro, ma non ha smesso di essere sé stesso, incarnando una trasformazione che non cancella, ma trasfigura.

Come suggerisce Italo Calvino, non conta ciò che una città o una persona mostra, ma la risposta che offre alle domande ricevute.

Orlando rimanda così allo spettatore un interrogativo essenziale, sospeso ed eterno: chi siete voi che guardate, chi diventate osservando.

Orlando identità e trasformazione alex
Teatro Tordinona, Orlando identità e trasformazione, monologo con Alex Elton

Orlando identità e trasformazione. Interpretazione e corpo scenico

Alex Elton costruisce una prova intensa e stratificata, utilizzando corpo e voce come strumenti di attraversamento emotivo e percettivo profondo.

Attrice, cantante e doppiatrice bilingue, porta in scena una formazione che unisce teatro fisico, sensibilità musicale e ascolto emotivo.

La sua interpretazione evita ogni caratterizzazione rigida, lasciando emergere un’identità fluida, aperta, capace di accogliere contraddizioni e ambiguità.

Il corpo diventa superficie di scrittura, spazio dove il tempo lascia tracce visibili e invisibili, continuamente risignificate dalla scena.

La presenza scenica si fa così atto politico e poetico, affermando il diritto alla complessità dell’essere umano contemporaneo.

Orlando identità e trasformazione. Scrittura, produzione e senso del progetto

Il testo di Benedetta Nicoletti unisce ricerca filosofica e scrittura teatrale, costruendo una drammaturgia che interroga senza offrire risposte chiuse.

La produzione è curata dall’Associazione Culturale Fata Morgana, da anni impegnata in progetti teatrali di ricerca e sperimentazione contemporanea.

Orlando non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza percettiva che chiede allo spettatore di rallentare, ascoltare e mettersi in discussione.

Il Teatro Tordinona diventa luogo ideale per questo incontro, spazio intimo dove la scena si fa domanda condivisa e specchio collettivo.

Uno spettacolo che attraversa il tempo per parlare del presente, invitando ciascuno a riconoscere la propria incoerente fedeltà a sé.

Di Adriano Di Benedetto

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