OSAKA I DANCE è il nuovo album cantato di Marco del Bene, un viaggio musicale tra elettronica, poesia e fragilità umana.
Dieci tracce che raccontano solitudini contemporanee, conflitti globali e memorie collettive attraverso una scrittura emotiva e visionaria. OSAKA I DANCE
Il progetto OSAKA I DANCE segna una svolta artistica per MKDB, che sceglie la forma-canzone come spazio politico ed espressivo.
Tra spoken word, blues elettronico e riferimenti letterari, la musica diventa gesto di resistenza.
Un disco necessario, che invita all’ascolto lento e consapevole.
Una ballad contemporanea che attraversa il blues, la forma-canzone e la poesia, sostenuta dalla sua riconoscibile cifra elettronica, qui messa al servizio di una scrittura emotiva.
Scrittura politica e profondamente umana, in cui – fin dal respiro della prima traccia – emerge il ritorno a una forma più esposta, fragile e necessaria.
Dopo anni di sperimentazione elettronica, performance audiovisive come Borders e tanta musica per il cinema e l’arte, per il 2026 Marco del Bene sceglie il terreno della canzone.
Per affrontare il tema del conflitto, della violenza e delle nuove solitudini globali.
OSAKA I DANCE. Quando la musica diventa memoria e vibrazione
Il 13 gennaio 2026 segna l’uscita di OSAKA I DANCE, nuovo album firmato da Marco del Bene con il progetto MKDB.
Pubblicato da Instant Crush Records, il disco è disponibile con preascolto sulla piattaforma SoundCloud.
OSAKA I DANCE rappresenta una svolta consapevole nel percorso dell’artista, da anni attivo tra elettronica, cinema e arti visive.
Si tratta di una ballad contemporanea in dieci tracce che attraversa blues, poesia e forma-canzone.
Fin dal primo ascolto emerge una scrittura fragile, esposta e profondamente necessaria.
OSAKA I DANCE. Una svolta artistica consapevole
Dopo anni di sperimentazione elettronica e performance audiovisive, Marco del Bene sceglie il terreno della canzone come spazio di confronto diretto.
Il disco affronta temi urgenti come conflitto, violenza e solitudini globali, mantenendo un equilibrio apparente tra leggerezza melodica e profondità concettuale.
Sotto la superficie sonora si muove una riflessione stratificata sul presente e sulle sue deflagrazioni irreversibili.
La tecnologia emerge come promessa e minaccia, mentre la memoria storica sembra dissolversi.
L’elettronica diventa così linguaggio emotivo e politico.
OSAKA I DANCE. Un’immagine disturbante e visionaria
Il titolo OSAKA I DANCE nasce da un’immagine potente: Osaka colpita da una bomba atomica in una visione distopica curata dallo stesso MKDB.
Un riferimento che richiama atmosfere alla Blade Runner e diventa metafora di un mondo proiettato verso riarmo e chiusura.
L’album racconta una materia che, da un’unica esplosione, si frantuma in esistenze isolate.
Solitudini individuali e collettive convivono in una fragile consapevolezza comune.
La memoria diventa polvere, ma anche possibilità di resistenza.

OSAKA I DANCE. Poesia, spoken word e canzone
Le dieci tracce alternano poesia, spoken word e canzoni, costruendo un percorso coerente dedicato al disagio contemporaneo.
Non ci sono risposte o soluzioni, ma frammenti di umanità e vibrazioni emotive condivise.
Tra i momenti più intensi spicca BLUEBIRD, storica poesia di Charles Bukowski qui musicata.
Il dialogo tra parole e suoni rafforza la tensione tra intimità e disincanto.
La poesia diventa gesto politico e spazio di resistenza.
OSAKA I DANCE. I singoli e l’immaginario visivo
L’album è anticipato da due singoli usciti il 27 dicembre 2025: CHAMPIONS OF LONELINESS e LARA’S BIRTHDAY.
Il primo è accompagnato da una copertina firmata dall’artista Andrea Lelario, simbolo di isolamento e fragilità.
Il secondo è sostenuto da una fotografia di Marek Dobry.
Entrambi introducono i temi centrali del disco con forza e coerenza.
L’immagine dialoga costantemente con il suono.
OSAKA I DANCE. Collaborazioni e voce
Il disco è firmato interamente da Marco del Bene aka MKDB e vede la collaborazione vocale di Sophia DB.
Le sue parti rap e cantate amplificano il senso di inquietudine e intimità del progetto.
La voce diventa corpo narrante, mai decorativo.
Ogni intervento vocale si inserisce in un equilibrio sonoro misurato.
La vibrazione resta sempre al centro dell’ascolto.

OSAKA I DANCE. Un percorso artistico riconosciuto
Marco del Bene è compositore e performer, socio dell’ACMF Associazione Compositori Musica da Film.
Dal 2016 lavora prevalentemente tra audiovisivo, cinema e arte contemporanea.
Nel 2021 ha vinto il premio Best Soundtrack al New York Across the Globe Film Festival.
Ha firmato colonne sonore per film, performance e progetti istituzionali internazionali.
OSAKA I DANCE sintetizza e rilancia questa ricerca.
OSAKA I DANCE. Un disco necessario
OSAKA I DANCE non è solo un album, ma un atto di consapevolezza artistica e umana.
Racconta un mondo che conosce già il proprio destino, ma continua a ripetere gli stessi errori.
La musica diventa vibrazione emotiva capace di tradurre disagio e smarrimento.
Un invito all’ascolto profondo, lontano dalla distrazione.
Un lavoro che lascia il segno nel panorama musicale contemporaneo.