Sigfrido Ranucci in tournée con “Diario di un trapezista”: uno spettacolo-verità tra giornalismo, etica e vita, nei teatri italiani da gennaio a marzo 2026.
Il giornalista Sigfrido Ranucci, volto e mente di Report, porta sul palco la sua anima più intima con lo spettacolo “Diario di un trapezista”, diretto e narrativo.
Un viaggio umano e professionale che attraversa oltre vent’anni di inchieste, rivelando il lato nascosto di chi ha scelto di vivere in bilico tra verità e rischio. Sigfrido Ranucci
Lo spettacolo andrà in scena dal 27 gennaio al 23 marzo 2026 toccando sei città italiane, da Bologna a Genova, passando per Roma, Torino e Firenze.
Il Diario di un trapezista” è la presentazione teatrale che racconta un Sigfrido segreto, parallelo a quello che siete abituati a vedere in onda, che per realizzare le inchieste ha dovuto fare delle scelte, anche in pochi secondi, che hanno condizionato per sempre la sua vita.
“Ho imparato che a definire il destino di una persona non sono tanto le sue qualità, quanto le sue scelte. Anche quelle che non fa.
Ci sono persone che con la loro presenza e le loro scelte, pur rimanendo nell’ombra, sono state determinanti per la realizzazione delle mie inchieste, persone che sembrano uscite da un romanzo.
C’è un vagabondo che mi aiuta a realizzare lo scoop internazionale più importante della storia della Rai, quello sui bombardamenti di Falluja, dove gli Stati Uniti hanno utilizzato l’agente chimico fosforo bianco.
Poi un tassista che mi fa ritrovare la pinacoteca di Tanzi, decine di capolavori del valore di milioni di euro che erano sfuggiti alle indagini di due procure e dell’agenzia di investigazione internazionale più importante del mondo, la Krol.
Sigfrido Ranucci. Le tappe di un tour nazionale
Il debutto è previsto il 27 gennaio al Teatro Duse di Bologna, per poi proseguire il 9 febbraio al Teatro Colosseo di Torino e il 23 febbraio al Teatro Verdi di Firenze.
Segue Civitavecchia, Teatro Traiano, il 2 marzo 2026, poi Roma, al Teatro Brancaccio, l’8 marzo, e infine Genova, Teatro Ivo Chiesa, il 23 marzo 2026.
Una tournée che si trasforma in confessione, in dialogo diretto con il pubblico, dove il giornalismo d’inchiesta diventa teatro, parola viva, racconto personale e civile.
Un trapezista tra verità e scelte
Nel suo “diario”, Ranucci svela episodi e riflessioni legati alle grandi inchieste che hanno segnato la sua carriera e la storia recente del giornalismo italiano.
Racconta di un vagabondo che lo aiutò nello scoop internazionale sui bombardamenti di Falluja, dove gli Stati Uniti usarono fosforo bianco, aprendo una ferita globale.
E poi un tassista che lo condusse alla pinacoteca di Tanzi, collezione d’arte nascosta dal valore di milioni di euro, sfuggita a procure e investigatori internazionali.
Dietro ogni inchiesta, un incontro umano, una fiducia, un imprevisto: “Non sono le qualità, ma le scelte a definire il destino di una persona”, afferma Ranucci.
Nel racconto, il giornalista si confronta con i dilemmi morali del mestiere: quando pubblicare, quando fermarsi, quanto rischiare per difendere la verità.
Ogni decisione, anche quella di tacere, diventa parte del funambolico equilibrio tra vita privata, giustizia e il dovere di informare senza paura.

Sigfrido Ranucci. Le persone dietro le inchieste
Nel suo diario teatrale, Ranucci ricorda figure straordinarie incontrate nel cammino: una producer svizzera che gli salvò la carriera da un complotto politico.
Una vicepreside che collaborò a un’inchiesta sul traffico di armi, e un rapinatore pugliese che gli rivelò l’ordine di ucciderlo impartito dalla mafia.
E ancora, una professoressa che riprese l’incontro segreto tra Renzi e l’ex 007 Marco Mancini, e Lavinia, la bodyguard che sventò un piano per sostituirlo a Report.
Tutti questi personaggi formano una galleria di volti e destini, un mosaico di umanità che vive nell’ombra ma diventa decisivo nel racconto della verità.
Ranucci riconosce in loro i suoi veri “eroi civili”, testimoni silenziosi di un Paese che resiste, spesso invisibili ma fondamentali per la democrazia.
“Tutte le persone che ho incontrato avevano un compito,” confessa, “e quando se ne sono andate, hanno portato via un pezzo di me.”
Un teatro di verità e memoria
“Diario di un trapezista” è un racconto che unisce giornalismo, introspezione e teatro civile, restituendo la dimensione umana di chi indaga nell’incertezza quotidiana.
Il titolo allude al fragile equilibrio del mestiere: il trapezista che si muove tra coraggio e paura, senza rete, sospeso sul filo della responsabilità etica.
Un racconto che, come una confessione pubblica, celebra il valore della scelta, dell’errore, e della capacità di rialzarsi ogni volta con nuova consapevolezza.
Sigfrido Ranucci. Un invito al pubblico a guardare dietro le quinte
Lo spettacolo invita il pubblico a conoscere il Sigfrido “dietro la telecamera”, quello che vive l’inchiesta come atto di fede e dedizione totale alla verità.
È un racconto di gratitudine verso chi ha creduto nel giornalismo come missione e non come mestiere, dove la paura diventa energia e non limite.
Un’occasione per riscoprire l’importanza dell’etica e della libertà di stampa, valori essenziali in un tempo di manipolazioni e verità distorte.
I biglietti saranno disponibili su ticketone.it a partire da martedì 4 novembre alle ore 11:00.
Sigfrido Ranucci. Un evento che unisce teatro, cronaca e umanità, per raccontare la verità da un nuovo punto di vista.
Di Adriano Di Benedetto
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