OFF/OFF Theatre di Roma in scena Stanno arrivando con Guglielmo Poggi locandina

Stanno arrivando con Guglielmo Poggi all’OFF/OFF Theatre

Stanno arrivando con Guglielmo Poggi all’OFF/OFF Theatre

OFF/OFF Theatre di Roma in scena Stanno arrivando con Guglielmo Poggi locandina

All’OFF/OFF Theatre Stanno arrivando con Guglielmo Poggi con uno spettacolo che esplora il linguaggio della paura contemporanea.

Stanno arrivando con Guglielmo Poggi”, scritto e diretto da Umberto Marino, intreccia ironia, tensione e riflessione critica.

La scena diventa uno spazio di allarme costante, dove l’attesa si trasforma in controllo e condizionamento collettivo. Stanno arrivando con Guglielmo Poggi

Tra complotti, comandi perentori e un eroe da videogame, il racconto assume toni imprevedibili e dinamici.

Uno spettacolo che invita il pubblico a interrogarsi sulle proprie responsabilità e sulla percezione della realtà.

Questa volta, Poggi è al centro di uno spettacolo singolare, nato dall’idea di Umberto Marino che lo dirige in “Stanno arrivando”, per una produzione a cura di LVF – Teatro Manini di Narni.

Ma cosa succede quando la paura diventa un linguaggio quotidiano, quando l’allarme è costante e l’attesa si trasforma in una forma di controllo?

Da queste domande nasce il testo a firma di Marino, in cui Guglielmo dà corpo e voce a un racconto fatto a più registri, dall’ironia alla tensione e alla riflessione.

Stanno arrivando con Guglielmo Poggi. Paura, comunicazione e immaginario collettivo

Martedì 17 e mercoledì 18 febbraio 2026 l’OFF/OFF Theatre ospita “Stanno arrivando”.

Protagonista è Guglielmo Poggi, gradito ritorno in via Giulia per il pubblico romano.

Lo spettacolo è scritto e diretto da Umberto Marino e prodotto da LVF – Teatro Manini.

La drammaturgia nasce da una domanda inquieta: cosa accade quando la paura diventa linguaggio quotidiano condiviso.

Quando l’allarme è costante e l’attesa si trasforma in controllo, infatti, cambia il nostro modo di percepire il mondo.

OFF/OFF Theatre di Roma in scena Stanno arrivando con Guglielmo Poggi locandina
OFF/OFF Theatre di Roma in scena Stanno arrivando con Guglielmo Poggi

Stanno arrivando con Guglielmo Poggi. Un racconto tra ironia e tensione

In scena Poggi dà corpo a un flusso narrativo che alterna registri diversi con ritmo serrato.

L’ironia convive con la tensione, mentre il protagonista attraversa teorie del complotto e comandi perentori.

Colpi improvvisi interrompono la linearità del racconto, creando uno spazio scenico instabile e dinamico.

Compare persino un eroe da videogame, simbolo di una realtà filtrata attraverso immaginari digitali.

Così lo spettatore viene coinvolto in un percorso che mette in discussione scelte e responsabilità personali.

Stanno arrivando con Guglielmo Poggi. Il linguaggio dell’emergenza

“Stanno arrivando” riflette sui meccanismi della comunicazione contemporanea e sull’uso costante del linguaggio dell’emergenza.

Allo stesso tempo indaga come la retorica del pericolo condizioni il nostro immaginario collettivo.

La scena diventa uno spazio di osservazione critica, in cui il pubblico è chiamato a riconoscersi.

Senza rinunciare a leggerezza e ritmo, la regia costruisce un equilibrio tra intrattenimento e riflessione.

Dunque, la paura non è solo tema narrativo, ma dispositivo che plasma percezioni e comportamenti.

OFF/OFF Theatre di Roma in scena Stanno arrivando con Guglielmo Poggi locandina
OFF/OFF Theatre di Roma in scena Stanno arrivando con Guglielmo Poggi

Stanno arrivando con Guglielmo Poggi. Uno spettacolo che interroga il presente

La produzione di LVF – Teatro Manini conferma l’attenzione verso testi capaci di dialogare con l’attualità.

Il lavoro registico valorizza la presenza scenica di Poggi, sostenuto da un impianto tecnico essenziale e incisivo.

Ogni elemento, dalle luci ai costumi, contribuisce a creare un’atmosfera sospesa e carica di tensione.

Il pubblico è invitato a interrogarsi sulla propria capacità di affrontare davvero la realtà circostante.

“Stanno arrivando” si presenta così come un’esperienza teatrale che unisce inquietudine, ironia e consapevolezza.

Di Adriano Di Benedetto

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