Tu non sa’ chi se muà porta in scena una clown senza parole che racconta la fragilità umana con poesia, corpo e irresistibile comicità.
Uno spettacolo Tu non sa’ chi se muà delicato e surreale, capace di parlare a grandi e bambini attraverso il linguaggio universale del gesto.
Donatella Morabito accompagna il pubblico in un viaggio fatto di attese, errori e piccoli trionfi quotidiani. Tu non sa’ chi se muà
La fragilità si trasforma in forza sotto gli occhi dello spettatore, in un racconto tenero e profondamente umano.
Un appuntamento teatrale che invita a sorridere e riconoscersi.
Un personaggio improbabile, tenero e disarmato, attraversa il mondo con il solo linguaggio del corpo, dell’assurdo e della meraviglia.
Con la delicatezza di una piuma e la goffaggine di chi non si arrende, una clown senza parole invita il pubblico in un universo parallelo fatto di sbagli, attese, rovesciamenti e piccoli trionfi.
Un viaggio comico e surreale che racconta la condizione umana attraverso una lente deformante, poetica e profondamente femminile.
Un’intima trasformazione che si compie sotto gli occhi dello spettatore: quella della fragilità che diventa potenza.
Tu non sa’ chi se muà. Quando il corpo racconta ciò che le parole tacciono
Domenica undici gennaio duemilaventisei alle ore undici e trenta, Tu non sa’ chi se muà va in scena al Teatro Villa Pamphilj di Roma.
Lo spettacolo è scritto e interpretato da Donatella Morabito, ed è curato dalla Comici Camici.
La rassegna Comici Camici propone un teatro accessibile, poetico e inclusivo, pensato per famiglie, bambini e pubblico di ogni età.
In scena prende vita un personaggio improbabile, tenero e disarmato, che attraversa il mondo senza mai pronunciare una parola.
Il linguaggio è quello del corpo, dell’assurdo e della meraviglia quotidiana.

Tu non sa’ chi se muà. Una clown senza parole
Con la delicatezza di una piuma e la goffaggine di chi non si arrende, la protagonista invita il pubblico in un universo parallelo.
Uno spazio fatto di sbagli, attese, rovesciamenti improvvisi e piccoli trionfi che parlano direttamente all’emotività.
Il viaggio è comico e surreale, ma anche profondamente poetico e intimo.
Attraverso una lente deformante, lo spettacolo racconta la condizione umana con sguardo femminile e sensibile.
La fragilità diventa così potenza espressiva e forza scenica.
Tu non sa’ chi se muà. Un percorso artistico ricco e internazionale
Donatella Morabito inizia il suo percorso artistico nel millenovecentonovantasei con la compagnia Abraxa Teatro.
Qui si forma nel teatro di strada, nel lavoro sui trampoli e nell’uso delle percussioni.
Approfondisce la sua ricerca attraverso stage con maestri internazionali come Julia Varley, Clive Barker e Laura Curino.
Nel duemilacinque consegue il diploma alla Performing Art University diretta da Philip Radice.
Dopo una pausa dedicata alla maternità, torna in scena con una nuova fase creativa incentrata sul lavoro in solo.
Tu non sa’ chi se muà. Clown contemporaneo e ricerca continua
Nel corso degli anni approfondisce le tecniche clown con artisti come Leo Bassi, Colette Gomette e Gardi Hutter.
Dal duemiladodici è membro attivo della Circofficina del Porto Fluviale.
Partecipa a numerosi festival nazionali e internazionali di teatro di strada e nuovo circo.
Il suo lavoro unisce rigore tecnico, libertà creativa e grande capacità comunicativa.
Ogni performance diventa un incontro autentico con il pubblico.

Tu non sa’ chi se muà. Uno spettacolo per tutti
Tu non sa’ chi se muà è pensato per adulti e bambini, senza barriere linguistiche o culturali.
Il linguaggio del corpo rende lo spettacolo universale e immediato. La comicità nasce dall’errore e dalla trasformazione, mai dalla derisione.
Il pubblico viene coinvolto emotivamente in un racconto delicato e profondo. Un teatro che educa allo stupore.
Informazioni utili
Lo spettacolo va in scena domenica undici gennaio alle ore undici e trenta.I biglietti costano sette euro per gli adulti e cinque euro per i bambini.
Il Teatro Villa Pamphilj è uno spazio ideale per il teatro dedicato alle famiglie. La rassegna Comici Camici conferma il suo impegno nel teatro sociale e poetico.