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Updated: 1 hour 11 min ago

Visions

Tue, 28/01/2020 - 12:47

Teatro del Lido di Ostia

Visions
Coreografia e interpretazione Stephan Brinkmann
Coreografia Malou Airaudo, interprete Giorgia Maddamma
Elegia (estratto) | coreografia Ricky Bonavita, interpreti Valerio De Vita e Ricky Bonavita

Coreografia e interpreti Giorgia Maddamma e Stephan Brinkmann
Power- Game/Affinità | coreografia Ricky Bonavita, interpreti Valerio De Vita e Ricky Bonavita


Tre coreografi, con in comune l’attenzione verso il corpo danzante e il corpo in trasformazione, presentano, in una serata unica, una selezione di coreografie che, assieme, vanno a comporre un’inedita narrazione coreutica.


Stephan Brinkman, direttore dell’Istituto per la Danza Contemporanea dell’Università Folkwang di Essen (Germania), Giorgia Maddamma e Ricky Bonavita, docenti di tecnica di Danza Moderna e Contemporanea presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, sono i protagonisti di quest’evento speciale. Tutti e tre sono anche coreografi di lunga esperienza, provenienti da quell’articolata rete internazionale di relazioni, incontri e riflessioni che distingue la danza contemporanea europea in continuo movimento ed evoluzione. Il progetto nasce dalla loro esigenza di fermarsi per un attimo, in un momento di sospensione, per poter condividere estetiche, esperienze e visioni coreografiche.

I tre coreografi hanno in comune l’attenzione verso il corpo danzante, il corpo in trasformazione, come elemento centrale emerso da ricerche individuali svolte da ciascuno di loro in tempi e contesti diversi. Da qui l’idea di costruire insieme una serata, assemblando una serie di coreografie, di visioni, per realizzare una narrazione inedita che possa suggerire un orizzonte nuovo, per una danza contemporanea attuale e vissuta

Categories: Danza

Roberto Bolle and Friends

Thu, 23/01/2020 - 14:09

da 14/07/20 a 15/07/20

Terme di Caracalla

Roberto Bolle and Friends

L’evento degli eventi del mondo del balletto, senza precedenti per gradimento e presenze, torna alle Terme di Caracalla: Roberto Bolle and Friends dell’eccezionale étoile scaligera Roberto Bolle, già principal dancer dell’American Ballet Theatre di New York.

Categories: Danza

Essere numero 4

Thu, 23/01/2020 - 12:45

29/03/20

Teatro del Lido di Ostia

Officina delle arti e dei mestieri di Sermoneta presenta
SonicoMoto in

ESSERE NUMERO 4

interpreti Elena Salierno, Chiara Marianetti coreografia e danza, Luca Giacobbe percussioni
musiche di Andrea Veneri e Giovanni Tancredi
produzione Officina delle arti e dei mestieri di Sermoneta

Danza, musica e tecnologia che si fondono in un connubio armonico. In scena un percussionista e due danzatrici che prendono parte all’esecuzione musicale attraverso i propri strumenti: il corpo e il movimento.

Categories: Danza

La morte e la fanciulla

Thu, 23/01/2020 - 12:32

15/03/20

Teatro del Lido di Ostia

Compagnia Abbondanza/Bertoni

LA MORTE E LA FANCIULLA

regia e coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con Eleonora Chiocchini, Valentina Dal Mas, Claudia Rossi Valli
musiche Der Tod und das Mädchen di F. Schubert
luci Andrea Gentili
video Jump Cut
organizzazione Dalia Macii
amministrazione e ufficio stampa Francesca Leonelli
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
con il sostegno di MIBAC – Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo, Provincia autonoma di Trento – Servizio Attività Culturali, Comune di Rovereto – Assessorato alla Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
un ringraziamento a Danio Manfredini, Tommaso Monza, Luca Fronza
nudo integrale in scena

In scena tre differenti ‘capolavori’. Uno musicale: il quartetto in re minore La morte e la fanciulla. Uno fisico: l’essere umano nell’eccellenza delle sue dinamiche. Uno spirituale-filosofico: il mistero della fine e il suo continuo sguardo su di noi.

Categories: Danza

Tessere - trame di musica e danza

Tue, 21/01/2020 - 15:17

16/02/20

Teatro del Lido di Ostia

Musaica - Scuola di Pizzica di San Vito

TESSERE
trame di musica e danza

Interpreti Davide Ambrogio zampogna, lira calabrese e voce, Francesco Micelli percussioni e voce, Valeria Taccone, Giorgia Santalucia, Mara Petrocelli voce, Roberto Licchetta, Giulio De Paolis percussioni, Ludovico Radaelli chitarra, Luca De Luca bouzouki, Francesco Berrafato organetti
e con Scuola di Pizzica di San Vito: Andrea De Siena coreografia e danza, Ludovica Morleo danza

Dopo il successo della stagione passata, i Musaica tornano al Teatro del Lido, con un nuovo spettacolo che unisce musica di ispirazione tradizionale a danze e nuove composizioni coreografiche della Scuola di Pizzica di San Vito.

Uno spettacolo che ha in sé una narrazione: è la storia di alcuni studenti universitari – molti dei quali provenienti dal Sud Italia – che si incontrano a Roma in EtnoMuSa, la prima orchestra popolare universitaria, nata nell’ambito del progetto MuSa (Musica Sapienza). Da quell’esperienza nasce l’ensemble Musaica e, grazie a quell’esperienza, Andrea De Siena e Ludovica Morleo hanno l’occasione di conoscere giovani artisti, con i quali confrontarsi attraverso vissuti, emozioni e passioni. Con questo spettacolo si pone una tessera del mosaico ideale che rappresenta l’armonia musicale, coreutica e affettiva di questi ragazzi, e che ora l’esperienza e il tempo permettono sia ricomposto, come il capitolo di una storia che chiude un racconto e ne apre un altro. La musica dei Musaica segue tre percorsi: composizioni proprie, musica di tradizione italiana e brani autoriali. Dall’esigenza e il desiderio di elaborare un linguaggio e un’identità propri, in un continuo movimento di scoperta, sono nate composizioni ispirate dalle parole di poeti come Saba e Buttitta e dal lavoro di musicisti come i Fratelli Mancuso e Andrea Parodi. I testi popolari e i suoni delle terre d’origine sono stati il punto di partenza del percorso musicale, completato dalla ricerca e dalla sperimentazione coreografica del primo laboratorio coreografico stabile della Scuola di Pizzica di San Vito (sede di Roma) a cura di Andrea De Siena. Testimoni di questo intento sono gli strumenti popolari in uso al gruppo: l’organetto, le launeddas, la zampogna, la lira, il bouzouki, le diverse tipologie di tamburi a cornice, che attraversano tutte le modalità espressive di Musaica, come un filo conduttore che viene da lontano.

Categories: Danza

Strictly Gershwin

Mon, 20/01/2020 - 08:37

da 30/06/20 a 02/07/20

Terme di Caracalla

Musica
George Gershwin

Testi
Ira Gershwin e Dubose Heyward

Direttore
Gareth Valentine

Coreografia
Derek Deane

Costumi
Roberta Guidi di Bagno

con
Eleonora Abbagnato
Guillaume Côté

Orchestra e Corpo Di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Categories: Danza

Caen Amour

Thu, 16/01/2020 - 13:44

23/05/20

Teatro India - Teatro di Roma

Caen Amour

Coreografia Trajal Harrell
danza Trajal Harrell, Thibault Lac, Perle Palombe, Ondrej Vidlar + guest performer

In scena il provocatorio carosello di Caen Amour, una sfilata circolare e fantasmatica di danze popolari, accademiche, commerciali e di protesta, che evocano figure di cowboy, marinai e danzatrici orientali, invitando il pubblico a immergersi in prima persona nel rito di questo sconvolgimento collettivo degli stereotipi storici.

Su una scena di cartone – una casa di bambole o forse un palazzo di carta? – quattro attori vagano, appaiono, ciondolano e poi scompaiono nel luogo da dove sono venuti... Sembrano indossare i loro ruoli e costumi come in una sfilata di moda circolare, che evoca fantasmi di cowboy, marinai, danzatrici orientali ed altre figure lascive e selvagge. Fedele alla sua volontà di studiare la relazione tra pratiche artistiche e tradizioni popolari, tra danze accademiche, commerciali o di protesta, Trajal Harrel crea un carosello originale in cui far risuonare la Storia mentre gli stereotipi saltano. A fungere da punto di ancoraggio e approdo del viaggio è lo hoochie coochie, un nome fuori dal tempo per una danza che apparve sulla scia della Philadelphia Centennial Exhibition del 1876, poi alla Fiera Mondiale di Chicago nel 1893, che decretò il grande successo del ballerino siriano Little Egypt. Nel secolo successivo sono sorte varianti esotiche e sessualmente ammiccanti portate in giro da diversi circhi itineranti negli Stati Uniti, che mescolavano tradizioni mediorientali e africani con echi gitani ed indiani. Ma questo spettacolo non vuole essere un documentario fedele alla realtà; Trajal Harrel non cerca una ricostruzione storica quanto piuttosto una sorta di sconvolgimento collettivo al quale il pubblico è invitato a partecipare in prima persona. Uno sconvolgimento influenzato da un secolo di lavori sul sessismo, l’orientalismo, il colonialismo e il gender, temi cari ed intimamente connessi al coreografo, che restituiscono al suo progetto una grande e struggente attualità.

Disegno luci Sylvain Rausa - set design Jean Stephan Kiss - colonna sonora Trajal Harrell
costumi Trajal Harrell e i performer
drammaturgia Sara Jansen
Coproduzione Kampnagel (Hamburg), Festival di Avignon, Theater Freiburg,
Arsenic (Lausanne), Gessnerallee (Zurich), ICA Boston, Kaaitheater (Brussels),
Productiehuis Rotterdam, con il supporto di Tanzfond Erbe

Categories: Danza

Turning

Thu, 16/01/2020 - 12:55

da 23/05/20 a 24/05/20

Teatro India - Teatro di Roma

Turning
invenzione Alessandro Sciarroni

con Maria Cargnelli, Francesco Saverio Cavaliere, Lucrezia Gabrieli, Sofia Magnani, Roberta Racis

Con Turning Alessandro Sciarroni sviluppa una pratica performativa a partire dall’osservazione dei fenomeni migratori di alcuni animali, che al termine della loro vita tornano a riprodursi e a morire nel luogo in cui sono nati. Il coreografo costruisce attorno a questo concetto l’azione di un corpo che ruota attorno al proprio asse, in una danza di durata incentrata sull’esplorazione e la sperimentazione del lavoro in punta del classico. All’interno del progetto Migrant Bodies, tra il 2014 e il 2015, Alessandro Sciarroni sviluppa un’idea per una pratica performativa profondamente germinale. Partendo dall’osservazione dei fenomeni migratori di alcuni animali che al termine della loro vita tornano a riprodursi e a morire nel luogo dove sono nati, l’artista inizia a lavorare sul concetto di turning. Il termine inglese viene tradotto e rappresentato in scena in maniera letterale, attraverso l’azione del corpo che ruota intorno al proprio asse e che si sviluppa in un viaggio psicofisico emozionale, in una danza di durata, nella stessa maniera in cui turning significa anche evolvere, cambiare. Il progetto Turning si articola in diverse presentazioni ed eventi che l’artista chiama “versioni”. Ogni “versione” prevede il coinvolgimento di interpreti differenti, così come di artisti visivi, musicisti e designer, chiamati dall’artista ad interpretare la stessa azione secondo la propria sensibilità in maniera drammaturgicamente coerente con il titolo del progetto: i materiali e le partiture fisiche sono soggette a un mutamento, un’evoluzione, una trasformazione, all’interno di ogni singolo evento. Turning è dedicata alla pratica della danza classica, e in particolare all’esplorazione e alla sperimentazione del lavoro in punta interpretato da cinque ballerini class

musica Aurora Bauza & Pere Jou (Telemann Rec.)
assistente Elena Giannotti
styling/costumi EttoreLombardi
casting Damien Modolo
direzione tecnica Valeria Foti
amministrazione, produzione esecutiva Chiara Fava
promozione, consiglio, sviluppo Lisa Gilardino

produzione MARCHE TEATRO Teatro di Rilevante Interesse Culturale, corpoceleste_C.C.00#, European Creative Hub – French Minister of Culture/Maison de la Danse grant for Biennale de la danse de Lyon 2018, Festival GREC Barcelona, Théâtre de Liège, Teatro Municipal do Porto, CENTQUATRE-PARIS, apap - Performing Europe 2020, a project co-founded by the Creative Europe Programme of the European Union, Snaporazverein, Theaterfestival Boulevard, Theater Freiburg (Germany)
coproduzione con Tanzfabrik Berlin, Centrale Fies, L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino. Alessandro Sciarroni è artista associato del CENTQUATRE-PARIS ed è sostenuto come focus-artist da apap - Performing Europe 2020

Categories: Danza

Vivaldiana

Fri, 10/01/2020 - 10:27

da 05/05/20 a 10/05/20

Teatro Vascello

Vivaldiana
coreografia  Mauro Astolfi
musica Antonio Vivaldi
disegno Luci & Set Concept  Marco Policastro
costumi Mélanie Planchard
assistente alla coreografia  Alessandra Chirulli

Spellbound Contemporary Ballet
Nasce nel 1994, dietro volontà del coreografo Mauro Astolfi che fonda la Compagnia al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica negli Stati Uniti. A partire dal 1996 Astolfi condivide il progetto produttivo  con Valentina Marini con cui la Compagnia avvia un processo di intensa internazionalizzazione e di collaborazioni trasversali. Forte di una cifra stilistica inconfondibile esaltata da un ensemble di danzatori considerati tra le eccellenze dell’ultima generazione, Spellbound si colloca oggi nella rosa delle proposte italiane maggiormente competitive sul piano di una dialettica internazionale, espressione di una danza che si offre al pubblico con un vocabolario ampio e in continua sperimentazione, convincendo le platee dei principali Festival di Europa, Asia, Americhe. L’ensemble si avvicina al venticinquennale di attività, un arco di tempo in cui alla produzione di spettacoli di danza ha unito da sempre e con sempre maggiore interesse progetti di formazione ed educazione sia del pubblico che di almeno due generazioni di danzatori. Le attivita’ di Spellbound, oltre alle creazioni di Astolfi, abbracciano una serie di produzioni e progetti in rete con altri artisti e istituzioni su scala internazionale, come il recente “La Mode”, installazione a firma di Tomoko Mukayiama e Tojo Ito che ha inaugurato il National Taichung Theater a Taiwan nell’ottobre 2016. Le attivita’ di produzione sono inoltre sostenute dal Ministero per i beni e le Attivita’ Culturali e del Turismo a partire dal 2000.

Les Théâtres de la Ville de Laxemburg
L’eclettica programmazione dei Théâtres de la Ville cerca di rappresentare tutto ciò che viene suonato, cantato e danzato sul palco con la massima qualità e rispondere alle esigenze di un pubblico in continua crescita. Con un programma incentrato sulla qualità e la diversità, i Théâtres de la Ville si sono guadagnati negli anni una solida reputazione con i loro partner internazionali e hanno potuto stabilire collaborazioni con molte altre prestigiose case di produzione e programmazione e festival. I Théâtres de la Ville hanno l’obiettivo di alimentare la vitalità creativa della scena nazionale, coinvolgendo attivamente i talenti locali nelle coproduzioni internazionali.

Una coproduzione internazionale tra Spellbound,  Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Orchestre de Chambre du Luxembourg con il contributo di Mibac in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Lussemburgo e cultur partner, c/o Norddeutsche Konzertdirektion Melsine Grevesmühl GmbH

Note di regia da parte del coreografo Mauro Astolfi
In questo nuovo progetto l’idea principale è lavorare ad una parziale rielaborazione ed una integrazione dell’universo di Vivaldi compositore geniale con alcuni aspetti  della sua personalità da uomo comune, un ribelle e fuori dagli schemi. Da  questa suggestione  ho cercato di tradurre in movimento alcune creazioni di Vivaldi per raccontarne ancora una volta il talento , la capacità di reinventare, nella sua epoca, la musica barocca.

Categories: Danza

Shadows of Tomorrow

Thu, 09/01/2020 - 15:59

da 27/02/20 a 28/02/20

Teatro India - Teatro di Roma

Shadows of Tomorrow

coreografia Ingri Fiksdal

disegno luci Ingeborg Olerud
costumi Ingri Fiksdal, Elena Becker e Signe Vasshus
performer Pernille Holden, Sigrid Hirsch Kopperdal, Venke Sortland, Marianne Skjeldal

Produzione Nicole Schuchardt - amministrazione Eva Grainger
Con il sostegno di The Norwegian Arts Council e The Norwegian Artistic Research Program
ringraziamenti Skolen for Samtidsdans, Det Andre Teatret, Black Box Teater, Dansens Hus e Kunsthøgskolen i Oslo

La coreografa norvegese Ingri Fiksdal porta nel foyer del Teatro India il suo concerto psichedelico Shadows of Tomorrow. Il pubblico è invitato ad aggirarsi liberamente nello spazio, vicino e anche in mezzo ai performer, divenendo parte integrante del complesso gioco di luci e ombre che costituisce il cuore dell’esperienza percettiva della performance.
Con Shadows of Tomorrow Ingri Fiksdal cerca di ricreare l’esperienza immersiva di un concerto psichedelico, utilizzando esclusivamente corpi in movimento e luce, senza alcuna colonna sonora. Il titolo fa riferimento ad un brano dell’album Madvillainy di Madvillain, duo formato da Madib e MF Doom, figure chiave del genere hip hop psichedelico, caratterizzato da beats complessi, campionamenti e altri materiali oscuri, con testi astratti ricchi di riferimenti bizzarri.
Shadows of Tomorrow è in origine un poema di Sun Ra; inoltre la traccia dei Madvllain campiona estratti dal film Space is the Place sempre di Sun Ra (1974). I materiali coreografici di Shadows of Tomorrow ricalcano la struttura compositiva dell’hip hop psichedelico, utilizzando numerose stratificazioni ritmiche all’interno del corpo e tra i corpi in movimento nello spazio.
Quella a cui assistiamo è una performance di lunga durata, disegnata per un cubo bianco e per venti interpreti. Le quattro pareti dello spazio servono da sfondo in movimento della coreografia. Il pubblico può accedere allo spazio a proprio piacimento aggirandosi liberamente anche a ridosso o in mezzo al gruppo dei performer, contribuendo alla creazione del gioco d’ombre sulle pareti.

Lo spettacolo prevede un laboratorio (23-27 febbraio) condotto da Ingri Fiksdal con venti performer locali per la messa in scena di Shadows of Tomorrow.

Categories: Danza

Abstract - Un’azione concreta

Thu, 09/01/2020 - 15:45

da 15/02/20 a 16/02/20

Teatro India - Teatro di Roma

Abstract - Un’azione concreta

ideazione e regia Silvia Rampelli
danza Alessandra Cristiani, Eleonora Chiocchini, Valerio Sirna

luce Gianni Staropoli
Coproduzione Habillé d’eau - Grandi Pianure
Sostegno Centro di Residenza della Toscana Armunia CapoTrave/Kilowatt

Sul palcoscenico la nuova creazione del Premio Ubu 2018 Silvia Rampelli, che scontorna l’attore, la figura, l’essere, situandolo nella frontalità della scena. ABSTRACT. Un’azione concreta ripensa la scena come un dispositivo di prossimità che sospende la violenza del reale e consente la presa diretta del “fatto” e del volto interrogante della materia.
Silvia Rampelli, Premio Ubu 2018 con Euforia, artista e coreografa da sempre impegnata nell’indagine sulla natura dell’atto e sulla scena come dispositivo percettivo che mette in evidenza il dato umano, presenta la sua nuova creazione ABSTRACT. Un’azione concreta: «La pratica attuativa è il campo. Scontorno l’attore, la figura, l’essere. Lo situo nella frontalità. Lo consegno alla durata, alla luce. Fa ingresso l’uomo. Simultaneità senza narrazione. Azione che non rappresenta. Penso la scena come quel dispositivo di prossimità che – sospendendo la violenza del reale – consente la presa diretta del fatto, ineludibile piano sequenza sulla materia, sul suo volto interrogante». Con queste parole Silvia Rampelli introduce il lavoro realizzato con la sua compagnia, Habillé d’eau, fondata nel 2002. Priva di riferimenti nella coreografia contemporanea, la scena di Habillé d’eau è un’ipotesi percettiva dove tutto è un dato sensoriale, un campo di forze le cui figure solitarie e tese sono in pari misura corpo, tempo, spazio, luce, silenzio, suono, una dimensione immersiva che nella percezione dello spettatore trova accoglimento e forma, diviene evento, linguaggio. Alla compagnia aderiscono stabilmente Alessandra Cristiani, Gianni Staropoli, Eleonora Chiocchini, componendo così un progetto di ricerca pratica performativa indipendente, che ha svolto negli anni anche un lavoro di produzione teorica che ha portato alla pubblicazione di numerosi testi critici (tra i più recenti: Il corpo insorto nella pratica performativa di Habillé d’eau, a cura di Ada D’Adamo, Editoria e Spettacolo,  Roma 2012; Prologo e dialogo di Strutture elementari dell’azione, testo scelto da Attilio Scarpellini per la sezione della Enciclopedia delle Arti Contemporanee. I portatori del Tempo, volume III. Il Tempo inclinato, a cura di Achille Bonito Oliva, Mondadori Electa, Milano 2015; Outsider – Le ragioni dell’indipendenza. Scritti, visioni e algoritmi, a cura di Viviana Gravano, Paolo Ruffini, Editoria e Spettacolo, Spoleto 2016).

Categories: Danza

Vortex

Wed, 08/01/2020 - 12:13

da 30/01/20 a 02/02/20

Teatro India - Teatro di Roma

Vortex

drammaturgia Jean-Luc Beaujault
direzione artistica, coreografia e scenografia Phia Ménard
con Phia Ménard
musiche di Ivan Roussel da Claude Debussy

Composizione e diffusione registrazioni audio Ivan Roussel dall’opera di Claude Debussy
direttore di scena e regia vento Pierre Blanchet - creazione e regia luci Alice Ruest
costruzione scenografia Philippe Ragot - costumi e accessori Fabrice Ilia Leroy

Produzione compagnia Non Nova in collaborazione con l’Institut Français Italia

Sviluppando un protocollo di ricerca singolare, intorno al concetto di injonglabilité (negazione del gioco di destrezza, della giocoleria), una pratica che flirta con il rigore delle leggi naturali, Phia Ménard gioca con gli elementi invisibili per eccellenza, l’aria e il vento. In questa performance- installazione dalla coreografia suggestiva, l’interprete, circondata da ventilatori che generano un vortice, come in una gabbia con delle belve da domare, ingaggia una lotta-danza con il soffio-gorgo fin quando la plastica entra in scena per danzare con lei la propria partitura su brani musicali di Ivan Roussel. «Sotto quanti strati ci copriamo per apparire al mondo? – riflette Phia Ménard – Chi può rivendicare la propria “anormalità”? Chi si nasconde in noi, assopito, in superficie o nelle profondità dell’essere? Come apparire quello che siamo? Voglio lottare contro una morale della paura e della stigmatizzazione. Pensare l’anormale come qualcosa di diverso dal dolore e dalla sofferenza. Nell’arena di Vortex le regole non esistono, o meglio sono volontariamente false per aprire la nostra percezione al bisogno di affrancarsi dai tabù, con il vento come materia fluttuante, per sfuggire dalla pesantezza e svegliare “l’Alien” che dorme, sepolto sotto un’uniforme in prestito. […] C’è la bellezza, il disgusto, anche la dominazione: sensazioni violente che ci ricordano che siamo vivi. La violenza fa parte di noi, sotterratela e uscirà fuori sempre più forte. È meglio esorcizzarla. Ma se c’è della violenza in Vortex, è catartica». In questo spettacolo metamorfico, al centro di un metaforico “occhio del ciclone”, Phia Ménard doma il vento.

Categories: Danza

Parete nord

Tue, 07/01/2020 - 11:48

da 14/04/20 a 15/04/20

Teatro Argentina - Teatro di Roma

Parete Nord

coreografia Michele Di Stefano
musica Lorenzo Bianchi Hoesch
con Philippe Barbut, Biagio Caravano, Francesco Saverio Cavaliere, Sebastiano Geronimo, Luciano Ariel Lanza, Laura Scarpini, Francesca Ugolini 
disegno luci e direzione tecnica Giulia Broggi - Firefly, 2018, courtesy First Rose
abiti Matteo Thiela
direttore di scena Davide Clementi

Sul palcoscenico dell’Argentinala coreografia pura di Parete Nord, la nuova creazione di Michele Di Stefano con mk, che esplora il rapporto fra il performer e un oggetto assoluto e imprendibile come la montagna. I danzatori si confrontano con il paesaggio, “l’esterno” con la sua mitologia dell’inaccessibile, fino a smarrirsi e a dissolversi nella sua vastità.

Sempre in bilico fra mondo fisico e realtà immaginate, il coreografo Michele Di Stefano, Leone d’argento 2014, torna a tracciare nuovi percorsi sul palco dell’Argentina con Parete Nord. La montagna è imprendibile perché assoluta e sempre pronta a franare, dunque irresistibile per il corpo del danzatore così come per quello dello scalatore, votati ad affrontare un costante allenamento al vuoto attraverso l’intelligenza motoria del fare, che parte sempre da un attacco: della parete o della coreografia. Entrambi si muovono nella vastità del paesaggio e corrono dei rischi per procedere ad una trasformazione cruciale, diventano cioè il paesaggio stesso assorbendone tutte le informazioni e restituendole in forma di spostamento continuo.

Affrontare una danza come una concatenazione di movimenti vuol dire qui utilizzarla per esplorare l’esterno, mitologia dell’inaccessibile inclusa, e per provare a perdere la figura in questo esterno.

Dissolversi nel mondo infine; quel che si vede dalla cima è incidentale. Con la capacità di astrazione che contraddistingue il suo lavoro, Michele Di Stefano raccoglie questi sentimenti per riportarli in forma di coreografia pura. Lo spettacolo ha la forma di un dittico: ad una prima parte costruita sul dinamismo incessante e serrato dei performer si succede una scena di paesaggio, che crea il plastico in movimento di una veduta alpina mossa da eventi misteriosi e ispirata dalla “disubbidienza geografica” che ogni territorio montano porta con sé.

Produzione mk/klm 2018 in coproduzione con Torinodanza festival / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale nell’ambito del progetto “Corpo Links Cluster”, sostenuto dal Programma di Cooperazione PC INTERREG V A – Italia-Francia (ALCOTRA 2014-2020)
con il sostegno del MIBACT
in collaborazione con Comune di Bardonecchia - si ringrazia Alberto Re e Alessandra Sini

Categories: Danza

Le Cercle

Tue, 07/01/2020 - 10:52

da 14/03/20 a 15/03/20

Teatro India - Teatro di Roma

Le Cercle

coreografia Nacera Belaza
interpreti Aurélie Berland, Meriem Bouajaja, Mohammed Ech Charquaouy, Mohamed Ali Djermane, Magdalena Hylak
ideazione suono e luce Nacera Belaza
regia suono e luci Christophe Renaud

Produzione Compagnie Nacera Belaza

Sul palco Le Cercle della coreografra franco-algerina Nacera Belaza, un lavoro libero, costruito per variazioni che arrivano infine a cancellare l’identità dei singoli interpreti.
I movimenti dei cinque performer sono trasportati da una forza insieme fluida e strutturata, come generata da un profondo e continuo respiro. A stretto contatto sia con l’eredità della tradizione sia con l’astrazione della danza contemporanea, la pratica di Nacera Belaza sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione. In Le Cercle reinterpreta il motivo di una coreografia preesistente esplorando le sue variabili inespresse, come un musicista al lavoro sullo sviluppo del tema di una sinfonia. È una coreografia impregnata di libertà, costruita su continue variazioni di movimento che riescono a cancellare l’identità dei singoli interpreti, che appaiono come silhouettes ai confini di un cerchio di luce, incarnazione di una domanda politica sulla visibilità e sulla conquista della centralità. Nacera Belaza offre inoltre al pubblico un atelier (10/13 marzo) sulla trasmissione delle danze tradizionali algerine.

Categories: Danza

Wannabe

Thu, 05/12/2019 - 17:41

08/12/19

Spazio Rossellini - Polo Culturale Multidisciplinare Regionale

Wannabe

concept Fabritia D’Intino e Federico Scettri
coreografia e danza Fabritia D’Intino
musica Live: Federico Scettri
compagnia Chiasma/Salvo Lombardo

Wannabe è una collaborazione tra la coreografa Fabritia D’Intino ed il musicista Federico Scettri.

Una riflessione sul rapporto tra danza e musica nella cultura contemporanea partendo dall’immaginario della televisione, dei club e dei videoclip. Una normalità fatta di ripetizioni seducenti ed influenti in cui il corpo femminile esiste solo in versione iper-sessualizzata.
La cultura pop occidentale diviene base contemplativa del corpo in movimento in un viaggio fisico di riconoscimento e liberazione da alcuni di quei codici che ci appartengono e ci rappresentano.
Wannabe è il motore ad andare oltre i propri limiti in una celebrazione del mainstream che ci nutre e ci muove, malgrado noi.

Outdoor dance floor
ideazione, coreografia e regia Salvo Lombardo
performance Daria Greco, Salvo Lombardo
vj set Daniele Spanò
dj set Bunny Dakota (aka Martina Ruggeri\Industria indipendente)
produzione Chiasma, Roma

In Outdoor dance floor lo spazio fisico del music club e della Club culture diventa una dimensione ibrida in cui il ballo e la musica si fanno territorio di liberazione dei corpi e occasione per l’affermazione di una “politica” del corpo che trascende convenzioni sociali e di genere. L’azione coreografica è restituita tramite sequenze di movimento imitabili e sostenute dalla pulsazione musicale, sonora e visiva di un live set multimediale composto da sonorità digitali e industriali, techno, synth pop, tropical, R&B ed innesti sinfonici.
Dopo l’azione coreografica, il pubblico sarà invitato ad inserirsi nel flusso dell’azione per sperimentare attraverso il ballo nuove dinamiche relazionali.
Outdoor dance floor vuole incarnare un atto di pura condivisione, socialità e aggregazione di corpi.

La serata è inserita all’interno del programma del progetto speciale “Performativa”, una rassegna di teatro e danza contemporanea in cartellone per la BiennaleMArteLive 2019.

Categories: Danza

Lo schiaccianoci

Wed, 27/11/2019 - 15:26

Auditorium Conciliazione

Lo schiaccianoci
musiche di Čaikovskij

regia e coreografia di Luciano Cannito

Basata sulla versione originale di Petipa del celebre balletto, nella nuova produzione di Fabrizio di Fiore Entertaiment per la Roma City Ballet Company.

Rappresentato per la prima volta al Marijnskij di San Pietroburgo il 5 dicembre 1892. Il soggetto si basa sulla famosissima favola “Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi” di ETA Hoffmann, sogno-incubo della piccola Clara nella notte di Natale.

Nella versione coreografica di Luciano Cannito, ruolo determinante lo ha il misterioso Drosselmeyer, figura fantastica che riconosce in Clara la purezza infantile e decide di regalarle nella notte di Natale un sogno meraviglioso nel mondo delle favole, guidata dal Principe Schiaccianoci e dalla Fata Confetto, in un regno fatato di giocattoli che diventano figure animate, principi e principesse e che ne fanno il titolo di balletto del repertorio classico più rappresentato al mondo.

Per questa nuova edizione espressamente prodotta da Roma City Ballet Company, i costumi sono stati creati da Giusi Giustino e le scene da Italo Grassi, entrambi artisti i cui lavori sono rappresentati nei maggiori teatri del mondo.

Accanto al Corpo di Ballo e ai danzatori solisti del Roma City Ballet Company due coppie di primi ballerini ospiti, impegnati nei ruoli del Principe Schiaccianoci e della Fata Confetto e che si alterneranno nelle recite: la prima formata da due “principal dancers” del Teatro dell’Opera di Berlino, Ksenia Ovsyanick e Dinu Tamazlacaru; la seconda proveniente da New York formata da Tatiana Melendez e Vincenzo Di Primo, quest’ultimo conosciuto al grande pubblico per la recente partecipazione come finalista al programma “Amici” di Maria De Filippi.

Categories: Danza

Gatsby swing party

Tue, 26/11/2019 - 09:10

06/12/19

WeGIL

Con Dj Blacksmith. Una serata in pieno stile Gatsby. Sfarzosi allestimenti, luci, scintillii, piume e colori accompagneranno la 15selezione musicale di Dj Blacksmith specializzato nella selezione di musiche vintage, di genere rigorosamente swing, jazz, rock’n’roll.

I più grandi successi italiani e statunitensi che hanno fatto la storia delle big band nei locali di New York, una serata dedicata ai ruggenti anni ’20. I ritmi del jazz e dello swing che caratterizzavano quel periodo, frange, piume e paillettes. Acconciature d’epoca, trucchi e abiti che ricordano lo sfarzo delle feste organizzate dal personaggio Gatsby nell’indimenticata opera letteraria.

Evento a cura di Re-generation23 APS – Ente del Terzo Settore, promosso dalla Regione Lazio all’interno del WEGIL, gestito da LAZIOcrea

Categories: Danza

Juliette

Wed, 13/11/2019 - 14:10

16/11/19

Spazio Rossellini - Polo Culturale Multidisciplinare Regionale

Rassegna Lazioinscena

Twain physical dance theatre
in
Juliette

liberamente tratto da Romeo e Giulietta di W. Shakespeare
creazione per 10 interpreti un progetto di Loredana Parrella
regia e coreografia Loredana Parrella

Sono passati più di 400 anni da quando la storia di Romeo e Giulietta, l’amore di due giovani, ostacolati dall’attrito tra le rispettive famiglie, dai vincoli del buon costume e dal fato scaldava i teatri londinesi. È la storia che più di tutte le altre opere di Shakespeare ancora scalda il cuore di giovani e meno giovani in tutto il mondo.
C’è quel fantastico momento, nel 5° atto, in cui Giulietta si sveglia e trova di fronte a sé i corpi morti di Paride e del suo Romeo, bacia quest’ultimo nella speranza di morire avvelenata tra le sue labbra, poi estrae il pugnale e si uccide.
Ma se in quel momento Giulietta avesse fatto una scelta diversa? Se invece di uccidersi col pugnale di Romeo, avesse accettato l’invito del frate a fuggire? Se fosse scappata, lontano, da sola? Se fosse cresciuta, si fosse innamorata di nuovo, se fosse diventata madre?

Giulietta è morta ma Juliette decide di vivere, decide di strappare le pagine del libro che la chiudono in un vincolo eterno d’amore con Romeo. Decide di saltar fuori dalla storia, e scriverne una diversa, lasciandosi alle spalle la famiglia, il cugino defunto, la nutrice, Mercuzio, il frate, e pure il suo Romeo.

Juliette inizia un viaggio alla ricerca della sua libertà ma c’è una storia che la reclama costantemente. Ci sono delle persone costrette a vivere la tragedia da cui lei è scappata. C’è il suo Romeo che continua a proteggerla e ad amarla ad ogni respiro, c’è Mercuzio smarrito nei suoi sogni d’amore, ci sono i genitori di Juliette, bloccati e ciechi come due pilastri che devono sostenere il peso di questa storia (di un mondo) le cui chiavi sono custodite dal frate, condannato eternamente in un limbo, come un moderno Virgilio, e costretto a convivere con la sua colpa. Non è la bella Verona, ma l’inferno di Frate Lorenzo la cornice di questo viaggio all’interno dei personaggi di Juliette.
Tra antichi rancori ed eterni atti d’amore incosciente, Juliette trascina il pubblico all’interno del suo viaggio, fatto di ricordi, tensioni e amori che non finiscono.

Juliette è una lente di ingrandimento che mette a fuoco i tormenti dei padri e la fragilità delle madri, dona luce ai vani sogni dell’essere umano e ai suoi continui tentativi di cambiamento, rende onore al coraggio di chi parte e alla sofferenza di chi è costretto a rimanere.

Produzione Twain Centro di Produzione Danza
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena
In collaborazione con Quartieri dell'Arte Festival Viterbo, ATCL Lazio, Festival Cortoindanza Cagliari, Vera Stasi/Progetti per la Scena, Festival del Teatro Medioevale e Rinascimentale di Anagni, Festival OrizzontiVerticali/Fondazione Fabbrica Europa.
In residenza Supercinema e Teatro Il Rivellino – Tuscania, T.OFF e Fucina Teatro - Cagliari
Con il sostegno di Mibac, Regione Lazio e Comune di Tuscania

 

Categories: Danza

Tango Passione Argentina

Wed, 30/10/2019 - 11:08

02/11/19

WeGIL

Spettacolo di Cecilia Herrera che ripercorre le radici profonde, popolari e artistiche, del tango argentino.

Il tango, attraverso un abbraccio, permette di tornare indietro in un tempo ormai perduto, fuori dagli schemi, in una sorta di anarchia spirituale e materiale, dove l’arte denuncia e supera le convenzioni imposte da una società emarginante, una prigione che avvilisce la fantasia, la volontà, l’immaginazione.

Teatro, musica dal vivo e danza esaltano i concetti di amore e bellezza attraverso l’espressione artistica e il fascino della semplicità.

Categories: Danza

Notre-Dame de Paris

Tue, 29/10/2019 - 15:55

da 24/09/20 a 01/10/20

Teatro dell'Opera (Costanzi)

Notre-Dame de Paris

Musica Maurice Jarre

Balletto in due atti dall’omonimo romanzo di Victor Hugo
Libretto di Roland Petit

Direttore
Louis Lohraseb

Balletto
Roland Petit

Ripreso da
Luigi Bonino

SCENE René Allio
COSTUMI Yves Saint Laurent
LUCI Jean-Michel Désiré

PRINCIPALI INTERPRETI
Rebecca Bianchi
Susanna Salvi
Bakhtiyar Adamzhan
Claudio Cocino
Alessio Rezza

Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma
Allestimento Opéra National de Bordeaux e Ballet National de Marseille

Categories: Danza

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