Teatro

L'Amore è una scusa

News su teatro - Lun, 20/01/2020 - 10:12

da 22/01/20 a 26/01/20

Teatro L'Arciliuto

L'Amore è una scusa

di Maria Carolina Salomè

uno spettacolo Molinari Salomè Scribani

con Alessandro Molinari, Maria Carolina Salomè, Federico Scribani
supervisione artistica, Massimiliano Vado
costumi di Paola Bonucci

Alessandro, Carolina e Federico sono tre amici da sempre. La vita li ha portati a starsi accanto in sfide importanti e in momenti topici, nelle vittorie e nelle sconfitte e sono rimasti a galla nonostante le tempeste.
Carolina e Federico spinti dall’idea di aiutare Alessandro a superare la crisi della separazione dalla moglie e costringerlo a ricominciare a suonare, si inventano uno spettacolo musicale che ripercorre la loro amicizia attraverso le canzoni che hanno fatto da colonna sonora alla loro vita. L’amore è una scusa per ricominciare a vivere, la musica per il nuovo ballo.

L’ amore è una scusa, ma forse no...

Categorie: Teatro

7 minuti

News su teatro - Lun, 20/01/2020 - 09:43

da 23/01/20 a 26/01/20

Cineteatro L'Aura

7 minuti

regia di Valentina Moscuzza
assistente alla regia Francesca Romana Biscardi
con Francesca Romana Biscardi, Elena Fiorenza, Eleonora Allegretti, Ludovica Pimpinella, Albachiara Porcelli, Elena Giuliano, Silvia Vari.

L’incertezza del futuro appesa a 7 minuti:

Un intreccio di vite; donne che si trovano davanti ad una scelta che potrebbe cambiare il loro futuro di lavoratrici, donne, mamme e figlie.
Un tema che colpisce tutti, indistintamente.
Un tema che fa parte del nostro “essere” all’interno della società e che spesso ci identifica come persone…”noi siamo il nostro lavoro”.
Un tema che va al di la dell’essere donna o meno, ma che ci colpisce come individui all’interno di una  società che troppo spesso non ci sostiene come lavoratori e suoi membri attivi.

I proprietari di un’azienda tessile italiana cedono la maggioranza della proprietà a una multinazionale, sembra che non siano previsti licenziamenti, operaie e impiegate possono tirare un sospiro di sollievo, ma c’è una piccola clausola nell’accordo che la nuova proprietà vuole far firmare al Consiglio di fabbrica, cedere “solo 7 minuti”.

7 donne dovranno decidere per sé e in rappresentanza di tutta la fabbrica, se accettare la richiesta dell’azienda.
A poco a poco il dibattito si accende.

Il testo è ispirato ad una storia realmente accaduta in Francia a Yssingeaux

Categorie: Teatro

Il cortile

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 16:36

15/02/20

Teatro del Lido di Ostia

IL CORTILE
di Spiro Scimone
 
regia Valerio Binasco
con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale
scena e costumi Titina Maselli
disegno luci Beatrice Ficalbi
regista assistente Leonardo Pischedda
assistente scene e costumi Barbara Bessi
foto di scena Marco Caselli Nirmal
direttore tecnico Santo Pinizzotto
amministrazione Giovanni Scimone
produzione Compagnia Scimone Sframeli, Fondazione Orestiadi Gibellina, Festival d’Automne à Paris, Kunsten Festival des arts de Bruxelles, Théâtre Garonne de Toulouse

Premio Ubu 2004 Nuovo Testo Italiano

Il cortile è un testo di grande verità e allo stesso tempo completamente surreale. I protagonisti vivono fra vecchie motociclette e spazzatura, in una discarica degna di qualche desolante suburbio della più povera delle metropoli. Sono tormentati dalla decadenza fisica e affetti da una sorta di malinconia per i tempi migliori. Viene evocata una quotidianità grottesca ma, a ben vedere, non dissimile dalla realtà, dal degrado e dall’angoscia che ci circondano. Peppe, Tano e Uno non hanno più la cognizione del tempo ma ancora tanta voglia di vivere. Sono solo tre ‘uomini-bambini’ con i loro piccoli gesti, con il bisogno d’ascoltarsi, con il gusto del gioco. Disperati all’apparenza, nel loro cortile nessuno può togliergli il piacere di giocare. Non sappiamo da dove vengono, né quale rapporto li leghi. Lo spettacolo alterna crudele astrazione e poetico realismo, innesta le domande più aspre del presente nelle piccole ossessioni della quotidianità, con un ritmo comico e una precisione che non lasciano scampo.
Il tragico ha anche effetti esilaranti: si ride molto, ma senza mai smettere di pensare.

Categorie: Teatro

Dive divine - Drag queen folies

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 16:30

da 07/02/20 a 08/02/20

Teatro del Lido di Ostia

Karma B in

DIVE DIVINE
Drag queen folies

con Takemaya e Silvana della Magliana
e con la partecipazione di Morgana, La Diamond, Era Splendor

Un varietà, ‘in salsa drag’, per divertirsi con musica dal vivo, canzoni, gag originali, imitazioni, balletti e tante sorprese. Le Dive di una volta tornano a splendere, più vive e più dive che mai!

Le Karma B, duo di drag queen performer, sul palco del Teatro del Lido di Ostia, per divertirsi e far divertire con musica dal vivo, canzoni, gag originali, imitazioni, balletti e tante sorprese. Un varietà ‘in salsa drag’, interpretato e diretto da drag queen professioniste. Tanti ospiti, tante risate e un pizzico di nostalgia per un modo di fare spettacolo che non passa mai di moda. Sul palco, con le Karma B (reduci dall’esperienza come giudici di “All Together Now” su Canale 5), Tekemaya (vista in “The Voice of Italy” su Raidue) Silvana della Magliana, La Diamond, Morgana (che vanta un ruolo nel nuovo film di Ozpeteck) e Era Splendor (vista a “Tu si que vales”), accompagnate da un corpo di ballo di ‘boys’, come le vere dive di una volta. Le Dive di una volta tornano a splendere più vive e più dive che mai grazie alle drag queen, uomini che amano talmente tanto queste donne, al punto da mettersi letteralmente ‘nei loro panni’. Da Wanda a Raffaella, da Mina a Donatella, da Anna a Gabriella, da Heather a Lorella. E ancora, Baby Jane, le sorelle Kessler, i cartoni animati, insomma tutto il colorato mondo delle drag pronto a far sorridere (e perché no, pensare) anche Ostia!

Categorie: Teatro

Misericordia

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 15:14

da 17/04/20 a 03/05/20

Teatro Argentina - Teatro di Roma

Misericordia

scritto e diretto da Emma Dante
con Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli
luci Cristian Zucaro

Emma Dante porta sul palco dell’Argentina le atmosfere tragiche ed esuberanti del suo teatro per parlarci di una ferita italiana: quella della disperata e sconfinata solitudine di un popolo di donne offese dalla violenza. Sul palcoscenico la storia di «tre prostitute e un ragazzo menomato che vivono in un tugurio» dà vita ad una realtà squallida, intrisa di povertà, analfabetismo e provincialismo, per esplorare l’inferno di un degrado terribile, sempre più ignorato dalla società.
Tre prostitute e un ragazzo menomato vivono in un monovano lercio e miserevole. Durante il giorno le donne lavorano a maglia e confezionano sciallette, al tramonto, sulla soglia di casa, offrono ai passanti i loro corpi cadenti. Arturo non sta mai fermo, è un picciutteddu ipercinetico. Ogni sera, alla stessa ora, va alla finestra per vedere passare la banda e sogna di suonare la  grancassa.
La madre di Arturo si chiamava Lucia, era secca come un'acciuga e teneva sempre accesa una radiolina. La casa era china 'i musica e Lucia abballava p'i masculi! Soprattutto per un falegname che si presentava a casa tutti i giovedi. L'uomo era proprietario di una segheria dove si fabbricano cassette della frutta, guadagnava bene ma se ne andava in giro con un berretto di lana e i guanti bucati. Lo chiamavano “Geppetto”. Alzava le mani. Dalle legnate del padre nasce Arturo e Lucia muore due ore dopo averlo dato alla luce. Nonostante l'inferno di un degrado terribile, Anna, Nuzza e Bettina se lo crescono come se fosse figlio loro. Arturo, il pezzo di legno, accudito da tre madri, diventa bambino.

“Misericordia” è una favola contemporanea. Racconta la fragilità delle donne, la loro disperata e sconfinata solitudine.

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa,
Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo di Palermo

Categorie: Teatro

Dolore sotto chiave - Sik-Sik l’artefice magico

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 14:31

da 25/03/20 a 09/04/20

Teatro Argentina - Teatro di Roma

Dolore sotto chiave - Sik-Sik l’artefice magico
due atti unici

di Eduardo De Filippo
regia Carlo Cecchi
con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Vincenzo Ferrera, Dario Iubatti e altri attori in definizione

Un dittico con la regia di Carlo Cecchi che riunisce due atti unici di Eduardo De Filippo: Dolore sotto chiave e Sik-Sik, l’artefice magico. Due piccoli gioielli della tradizione eduardiana che sono una riflessione sul mondo del teatro come metafora della vita.

Il grande maestro del teatro Carlo Cecchi, funambolo e innovatore della scena che ha attraversato il Novecento, restituisce con questo dittico l’amarezza e il realismo di Eduardo De Filippo, la sua capacità di graffiare anche con una sola, fulminea invenzione paradossale. Un incontro tra due intelligenze severe, inflessibili e rivoluzionarie del palcoscenico che hanno da sempre combattuto, dentro e fuori la scena, per un “teatro vivente”.
Un rigoroso esempio di coscienza critica nel classico gioco “del teatro nel teatro”, proprio attraverso quella contrapposizione tra realtà e finzione, spinta oltre l’asfittico dibattito tra vita e forma. Due anime artistiche vigorose si saldano così sulle tavole del palcoscenico, per entrambi “specchio” in cui la realtà si riflette nella finzione e viceversa.
Con Dolore sotto chiave e Sik-Sik, l’artefice magico Carlo Cecchi offre al pubblico un doppio Eduardo, dalla prospettiva e con lo sguardo di un uomo, prima che un artista, che ha dedicato una carriera e una vita all’arte del teatro.

Produzione Marche Teatro, Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Elledieffe

Categorie: Teatro

When the rain stops falling

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 14:17

da 17/03/20 a 22/03/20

Teatro Argentina - Teatro di Roma

When the rain stops falling
Quando la pioggia finirà

testo di Andrew Bovell
da un progetto di lacasadargilla
regia Lisa Ferlazzo Natoli
traduzione Margherita Mauro
con Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano

Dopo aver già conquistato il palco dell’Argentina nella scorsa stagione con il distopico e intimo When the Rain Stops Falling, Lisa Ferlazzo Natoli e la sua lacasadargilla tornano ad affascinare il pubblico romano con la storia delle famiglie Law e York.

Una singolare saga familiare che traccia gli eterni “corsi e ricorsi” di quattro generazioni di padri, figli, madri, nipoti, amanti, mogli.
In continuità con la precedente stagione, anche quest’anno il palcoscenico del Teatro Argentina e il suo grande pubblico incontrano Lisa Ferlazzo Natoli con lacasadargilla, tra le compagnie più interessanti del panorama teatrale romano, portando in scena When the Rain Stops Falling, una singolare saga famigliare lunga ottanta anni ritratta dall’australiano Andrew Bovell.

Uno spettacolo di originale andamento ed efficacia, già accolto con successo lo scorso anno e che ritorna ad affascinare il pubblico con la storia delle famiglie Law e York: quattro generazioni di padri e figli, delle loro madri, amanti e mogli.
Quasi un romanzo teatrale intimo e distopico che Bovell disegna con un’affascinante struttura drammaturgica, dove i diversi fili narrativi, il graduale sovrapporsi delle temporalità e l’incrocio dei destini raccontano una corrispondenza così profonda tra le esperienze di ognuno da suggerire che negli alberi genealogici (riprodotti in immagini) non vi siano “scritti” solo i nomi dei protagonisti, ma anche i comportamenti, le inclinazioni, i desideri e gli errori.

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Nazionale, Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due Parma con il sostegno di Ambasciata di Australia e Qantas.

Categorie: Teatro

L’opera da tre soldi

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 13:57

da 16/06/20 a 12/07/20

Teatro India - Teatro di Roma

L’opera da tre soldi
di Bertolt Brecht

edizione del testo Suhrkamp Verlag, Berlino
edizione musicale Universal Edition, Wien /rappresentante per l’Italia Casa Ricordi
musiche Kurt Weill
eseguite dal vivo dalla Youth Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma
regia e spazio scenico Fabio Cherstich

Il Teatro di Roma e il Teatro dell’Opera insieme in un percorso artistico che coinvolge l’Accademia Silvio d’Amico, rendendo gli allievi protagonisti di un’esperienza di formazione per portare l’Opera da tre soldi di Bertold Brecht sul territorio, nelle periferie e nelle piazze di Roma e del Lazio. Un’opera “on the road” firmata da Fabio Cherstich, che viaggia di piazza in piazza a bordo di un camion, trasportando le sue scenografie, la sua orchestra e la sua compagnia di cantanti, rigorosamente dal vivo, rigorosamente per le strade, in tutta la sua spiazzante, tagliente, poetica e grottesca genialità.
Questo nuovo allestimento de L’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht si sviluppa a partire dall’intuizione di Operacamion: lo spettacolo d’opera itinerante prodotto dal Teatro dell’Opera di Roma che da tre anni riempie le piazze della capitale e della sua provincia con l’obiettivo di offrire i titoli più accattivanti del repertorio operistico – Il barbiere di Siviglia, Don Giovanni, Rigoletto – a un nuovo pubblico. Un’Opera da tre soldi “On the road” pensata per le piazze e gli spazi aperti, che si presti ad essere vista non solo dal pubblico tradizionale delle stagioni teatrali ma soprattutto dal pubblico delle periferie. Un’Opera da tre soldi recitata, cantata e suonata rigorosamente dal vivo in cui la città e la periferia diventano soggetto e sfondo reale della vicenda in un gioco straniante di rimandi e citazioni. Più mezzi di trasporto verranno utilizzati come spazio scenico. L’ape dei mendicanti, i motorini dei banditi, una macchina con roulotte sarà casa e bottega del commerciante Peachum, il pianale di un camion unito a degli elementi di scena semplici e carrellati diventerà un palcoscenico rialzato in cui dipanare la storia brechtiana nella sua alternanza serrata di scene e canzoni. Il teatro come forma di intrattenimento dinamico, tagliente e spiazzante con un gusto cinematografico nel montaggio dei quadri perché in continuo movimento (anche di mezzi!). Un titolo popolare per uno spettacolo pop in cui i temi centrali esposti nella trama originale – i conflitti sociali, il denaro, la corruzione, la critica della morale borghese, il mondo della piccola criminalità organizzata – possano risuonare in tutta la loro sconcertante attualità. Allestire L’Opera da tre soldi in questa nuova forma, per questo nuovo pubblico, significa poter contare su un teatro che parli pur nell’ambiguità grottesca e poetica di Brecht della realtà che le periferie e i suoi abitanti vivono giornalmente.
Quartieri multietnici, gestiti più o meno segretamente dalla malavita in cui le situazioni, i personaggi e i contenuti del testo risultino vibranti e ancora attuali. Un racconto divertente, grottesco e poetico, energico come una danza: l’emanazione diretta e visionaria della forza delle parole di Bertolt Brecht e delle musiche irresistibili di Kurt Weill.

Costumi e attrezzeria Gianluigi Toccafondo
cast in via di definizione - 14 attori
Pianista accompagnatore e maestri collaboratori del progetto Fabbrica Young
Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma
Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale e Teatro dell’Opera di Roma

Categorie: Teatro

Giulio

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 13:53

da 26/05/20 a 31/05/20

Teatro India - Teatro di Roma

Giulio

di Valeria Raimondi e Enrico Castellani / Babilonia Teatri
cast in via di definizione

Valeria Raimondi e Enrico Castellani si confrontano con la vicenda Regeni nel nuovo spettacolo Giulio, intitolato allo studente torturato e ucciso al Cairo nel febbraio 2016. Un’indagine risoluta sulla linea di confine fra informazione e propaganda, fra potere e delitto, fra ragione di Stato e diritti inviolabili, che si interroga sull’apparato della legge, sulla violenza e sul significato profondo dell’essere liberi cittadini in un libero Stato.
La nuova creazione di Babilonia Teatri approda a Roma per parlare di Giulio Regeni, lo studente italiano torturato e ucciso al Cairo nel febbraio 2016, il cui corpo vessato è divenuto il simbolo di coraggio, di libertà, ma anche delle profonde contraddizioni che gravano sul nostro tempo. Valeria Raimondi e Enrico Castellani si interrogano con questo spettacolo su cosa sia la guerra oggi, su quale sia il confine tra guerra e terrorismo, tra informazione e propaganda, tra potere e diritto, tra ragione di stato e diritti inviolabili. «Giulio Regeni ci interroga sul concetto di responsabilità, di umanità, di forza – dichiarano gli autori – concetti e questioni che attraversano le nostre vite. Concetti e questioni che attraversano tutta la letteratura e tutto il teatro dai greci a Shakespeare fino a noi. Giulio Regeni è un punto di partenza per riflettere su tutto questo.
Per farlo a partire dalle carte processuali. Dagli atti, dai dibattimenti, dai giornali. La forma processo ci interessa per la sua grande forza teatrale. È da questa forma che vogliamo partire per costruire uno spettacolo che sulla forma forense inserisca degli inserti che, come squarci suuna tela, proiettino colpi di luce improvvisa in grado di mettere in discussione un percorso che può sembrare già scritto e obbligato su binari dati. Giulio Regeni ci mette davanti a una morte violenta. Ci mette davanti l’immagine, la gigantografia, di un corpo tumefatto per farne l’emblema delle crepe del sistema Stato. Del sistema che regola le relazioni tra Stati. Per interrogarci su quali siano le priorità e quali i valori che lo Stato pone a suo fondamento. Quali gli obiettivi che persegue e i diritti che tutela. Chi serve chi. Chi difende chi. Chi giudica chi. Chi si occupa di chi. Viviamo in uno Stato di diritto, in uno Stato le cui istituzioni sono atte a far valere tale diritto. Crediamo nei diritti e nelle istituzioni. Crediamo che errare sia possibile. Crediamo nella giustizia. Crediamo che a volte la legge e tutto il suo apparato perdano il contatto con la realtà, con le persone, con la giustizia, con il dolore. […] Crediamo che le risposte che lo stato sa offrire alle criticità che la nostra società crea siano troppo spesso deboli, inefficaci, coercitive, punitive. Quasi mai costruttive, educative, adeguate. Crediamo che fare di un caso una guerra di religione sia semplicistico. Crediamo che Giulio Regeni ci interroghi sulla nostra debolezza. Sulla debolezza di uno Stato che non sa dare delle risposte trasparenti. Su delle istituzioni che si contraddicono e si insultano. Su delle istituzioni che latitano. Vogliamo fare uno spettacolo per raccontare tutto questo. Per raccontare come il nostro essere cittadini liberi in uno Stato libero incontri e si scontri con delle dinamiche da vittima e carnefice. Con delle dinamiche che ledono, offendono e giocano con la dignità delle persone. Crediamo che questo non sia mai ammissibile e che valga sempre la pena di ribadirlo con forza e determinazione. Per non smettere di essere cittadini liberi in uno stato libero».

Produzione Teatro Metastasio di Prato con Babilonia Teatri

Categorie: Teatro

Imitation of Life

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 12:58

da 11/03/20 a 14/03/20

Teatro Argentina - Teatro di Roma

Imitation of life

con Lili Monori, Bori Péterfy, Roland Rába, Zsombor Jéger, Dáriusz Kozma
scena Márton Ágh
costume Márton Ágh, Melinda Domán
luci András Éltető
musica Asher Goldschmidt
scritto da Kata Wéber
drammaturgia Soma Boronkay
regia Kornél Mundruczó

Kornél Mundruczó, nome di punta della cinematografia internazionale, e il suo Proton Theatre porta sul palcoscenico dell’Argentina il suo pluripremiato Imitation of Life. Un’opera di eccezionale intensità che indaga con sguardo lucido sulle motivazioni e i paradossi di una società in cui dilagano violenza e discriminazione attraverso una sorprendente proposta scenica che abbandona la violenza e la provocazione per offrire uno scorcio intimo e silenzioso del destino degli individui.

La performance dilata il tempo e lo spazio del teatro moltiplicandosi attraverso un cortocircuito fra realtà e realismo che si nutre di un raffinato armamentario multimediale, strumento e nota perpetua di accompagnamento di una prova attoriale eccelsa. Le coordinate del pubblico sono così ridisegnate nella mappatura del contrasto fra la multimedialità che rende visibile l’invisibile e una solidità scenografica curata nei minimi particolari, fino ai cavi anneriti e rugginosi di una lavatrice.
A partire da un violento crimine realmente avvenuto a Budapest nel 2015, Imitation of Life traccia la storia di un ragazzo che cresce in una famiglia Rom, ma non assomiglia a loro: il colore della sua pelle è diverso. Il rifiuto delle origini pesa sulla sua infanzia, così cerca di trovare una nuova vita nell’anonimato della città. Ma non trova il suo posto. L’odio verso se stesso impedisce la sua integrazione sociale al punto da portarlo a compiere un atto omicida. Tutto ha inizio con un ufficiale giudiziario che deve sfrattare per morosità una donna sola dal suo povero appartamento a Budapest, ma una svolta inaspettata ostacola il suo piano. Di contro alle ragioni burocratiche dell’ufficiale affiorano i ricordi della donna, l’emarginazione razziale, la conquista della casa, la perdita del marito, la fuga di un figlio che ha rinnegato la propria origine.
Così, lo spietato individuo è costretto a esaminare la propria coscienza, e diventa chiaro che l’appartamento abbandonato nasconde oscuri segreti che i nuovi inquilini devono affrontare.

Proton Theatre

Categorie: Teatro

Turning

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 12:55

da 23/05/20 a 24/05/20

Teatro India - Teatro di Roma

Turning
invenzione Alessandro Sciarroni

con Maria Cargnelli, Francesco Saverio Cavaliere, Lucrezia Gabrieli, Sofia Magnani, Roberta Racis

Con Turning Alessandro Sciarroni sviluppa una pratica performativa a partire dall’osservazione dei fenomeni migratori di alcuni animali, che al termine della loro vita tornano a riprodursi e a morire nel luogo in cui sono nati. Il coreografo costruisce attorno a questo concetto l’azione di un corpo che ruota attorno al proprio asse, in una danza di durata incentrata sull’esplorazione e la sperimentazione del lavoro in punta del classico. All’interno del progetto Migrant Bodies, tra il 2014 e il 2015, Alessandro Sciarroni sviluppa un’idea per una pratica performativa profondamente germinale. Partendo dall’osservazione dei fenomeni migratori di alcuni animali che al termine della loro vita tornano a riprodursi e a morire nel luogo dove sono nati, l’artista inizia a lavorare sul concetto di turning. Il termine inglese viene tradotto e rappresentato in scena in maniera letterale, attraverso l’azione del corpo che ruota intorno al proprio asse e che si sviluppa in un viaggio psicofisico emozionale, in una danza di durata, nella stessa maniera in cui turning significa anche evolvere, cambiare. Il progetto Turning si articola in diverse presentazioni ed eventi che l’artista chiama “versioni”. Ogni “versione” prevede il coinvolgimento di interpreti differenti, così come di artisti visivi, musicisti e designer, chiamati dall’artista ad interpretare la stessa azione secondo la propria sensibilità in maniera drammaturgicamente coerente con il titolo del progetto: i materiali e le partiture fisiche sono soggette a un mutamento, un’evoluzione, una trasformazione, all’interno di ogni singolo evento. Turning è dedicata alla pratica della danza classica, e in particolare all’esplorazione e alla sperimentazione del lavoro in punta interpretato da cinque ballerini class

musica Aurora Bauza & Pere Jou (Telemann Rec.)
assistente Elena Giannotti
styling/costumi EttoreLombardi
casting Damien Modolo
direzione tecnica Valeria Foti
amministrazione, produzione esecutiva Chiara Fava
promozione, consiglio, sviluppo Lisa Gilardino

produzione MARCHE TEATRO Teatro di Rilevante Interesse Culturale, corpoceleste_C.C.00#, European Creative Hub – French Minister of Culture/Maison de la Danse grant for Biennale de la danse de Lyon 2018, Festival GREC Barcelona, Théâtre de Liège, Teatro Municipal do Porto, CENTQUATRE-PARIS, apap - Performing Europe 2020, a project co-founded by the Creative Europe Programme of the European Union, Snaporazverein, Theaterfestival Boulevard, Theater Freiburg (Germany)
coproduzione con Tanzfabrik Berlin, Centrale Fies, L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino. Alessandro Sciarroni è artista associato del CENTQUATRE-PARIS ed è sostenuto come focus-artist da apap - Performing Europe 2020

Categorie: Teatro

Quasi niente

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 12:46

da 12/05/20 a 17/05/20

Teatro India - Teatro di Roma

Quasi niente
un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

liberamente inspirato al film Il deserto rosso
di Michelangelo Antonioni
collaborazione alla drammaturgia e aiuto regia
Francesco Alberici
con Francesca Cuttica, Daria Deflorian, Monica Piseddu
Benno Steinegger, Antonio Tagliarini

collaborazione al progetto Francesca Cuttica, Monica Piseddu, Benno Steinegger
consulenza artistica Attilio Scarpellini - luce e spazio Gianni Staropoli
suono Leonardo Cabiddu e Francesca Cuttica (Wow) - costumi Metella Raboni

Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Metastasio di Prato
Emilia Romagna Teatro Fondazione, A.D. in coproduzione con Théâtre Garonne, scène européenne Toulouse, Romaeuropa Festival Festival d’Automne à Paris, Théâtre de la Bastille - Paris, LuganoInscena LAC, Théâtre de Grütli - Genève, La Filature, Scène nationale – Mulhouse con il sostegno di Istituto Italiano di Cultura di Parigi, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino FIT Festival - Lugano

Il presente spaesato, sfocato ed estremamente familiare di Quasi Niente torna a parlarci dal palco del Teatro India. Sulle tracce del Deserto rosso di Michelangelo Antonioni, il duo Deflorian/Tagliarini mette a segno uno spettacolo brutalmente onesto, che guarda con dolcezza alla fragilità, alla fantasia e alla tristezza profonda di un’umanità divisa per generazioni, ma riunita nello spirito dallo spazioaperto di un palcoscenico vuoto.
Dopo Reality (2012), Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni (2013) e Il cielo non è un fondale (2016), Daria Deflorian e Antonio Tagliarini – Premio Ubu per l’innovazione alla drammaturgia nel 2014 – tornano con Quasi niente, creazione liberamente ispirata al Deserto rosso di Michelangelo Antonioni, per proseguire la loro ricerca intorno alla condizione di “marginalità” quale chiave di lettura del nostro presente e forma di resistenza “in sottrazione”. Nel film Giuliana, moglie e madre, interpretata da una giovane Monica Vitti, attraversa il deserto della sua vita senza che nessuno possa realmente toccarla, senza toccare a sua volta nessuno.
Poche le parole, alcune talmente belle da diventare proverbiali (“Mi fanno male i capelli”, la più nota, presa in prestito da una poesia di Amelia Rosselli) e protagonista assoluto il paesaggio, una Romagna attorno a Ravenna trasfigurata dal regista (“ho dipinto la realtà” dichiarava all’epoca) in un mondo dove malattia e bellezza coincidono con un cortocircuito di senso e di sensi che ancora oggi ci sbalordisce. Scena e drammaturgia si costruiscono come uno spazio aperto, cerniera tra il “dentro” e “fuori”, tra l’immagine e il reale in essa sotteso. Se sullo sfondo citazioni dal Deserto Rosso sembrano emergere sfocate, come suggestioni di un altro tempo e di un’altra storia, le parole di Daria e Antonio, quelle dell’attrice Monica Piseddu, del performer Benno Steinegger, e della cantante Francesca Cuttica (in scena al loro fianco) ci raccontano della nostra quotidianità, di qualcosa di estremamente familiare perché ancorato al nostro presente.
Il duo approfondisce così la propria riflessione sul significato stesso del teatro e sul ruolo dell’attore. In scena, continuano ancora Daria e Antonio «siamo continuamente presenti dietro le figure. Figure che s’interrogano sul fare commedia della vita, o sul farne sempre un dramma, che sentono la fatica della propria facciata sociale, cercano in continuazione un’intimità, consapevoli della contraddizione di farlo di fronte a un pubblico che le guarda». Parole, urla liberatorie, immagini, gesti di follia improvvisa o la poesia di una canzone pop parlano del disagio, della fragilità, delle crepe del reale, di una storia che nessuno sembra più voler ascoltare e che spetta al teatro, con il suo “impotente fantasticare”, portare ancora una volta in scena.

Categorie: Teatro

Chi ha ucciso mio padre

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 12:41

da 06/05/20 a 17/05/20

Teatro India - Teatro di Roma

Chi ha ucciso mio padre
basato sul libro di Edouard Louis

nella traduzione di Annalisa Romani edita da Bompiani / Giunti Editore S.p.A.
adattamento italiano e regia
Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
collaborazione all’adattamento italiano Attilio Scarpellini
con Francesco Alberici

luci Giulia Pastore - costumi Metella Raboni - foto del progetto Serafino Amato
organizzazione Giulia Galzigni/Officina
Produzione A.D., Teatro di Roma - Teatro Nazionale,
Emilia Romagna Teatro Fondazione, TPE-Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi,
FOG Triennale Milano Performing Arts

Il duo Deflorian/Tagliarini firma la regia di un caso letterario francese che ha conquistato i lettori di tutta Europa: Chi ha ucciso mio padre del giovanissimo Edouard Louis. La resa dei conti fra un figlio omosessuale e un padre ossessionato dal maschile, terrorizzato dalla consapevolezza di essere un “perdente”.
Il ’68 i padri li voleva uccidere – così si diceva. Quarant’anni dopo, nelle pagine di un testo dettato, sono parole dello stesso Edouard Louis, non dalle esigenze della letteratura, ma da quelle della necessità e dell’urgenza – da quelle del fuoco – uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e li scopre tra i dominanti, ma soprattutto rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. La vera differenza, in questo scarno e incisivo dialogo per voce sola, rispetto ad altri racconti di padri e figli, sta proprio nella scena in cui si svolge: dentro una classe operaia ormai condannata all’obsolescenza dalla voga liberista dove un figlio omosessuale se la deve vedere con un padre ossessionato dal maschile e dalla consapevolezza di essere a sua volta un emarginato, un dominato, un perdente, proprio come le persone che più odia e a cui più teme di rassomigliare, gli arabi, le donne, gli effeminati. C’è una premessa, una definizione che Louis versa sul suo racconto come un liquido di contrasto che lo fa cambiare di colore: “alla domanda su cosa significhi per lei la parola razzismo – scrive colui che anche da scrittore resta un allievo spirituale della sociologia di Pierre Bourdieu – l’intellettuale americana Ruth Gilmore risponde che il razzismo è l’esposizione di certe popolazioni a una morte prematura”.
Scrittore che visibilmente guarda al teatro Edouard Louis diventa per noi il logico passaggio verso una drammaturgia performativa che guarda sempre di più alla letteratura: abituati a portare in scena le nostre parole e il nostro vissuto – distillati attraverso il lungo percorso di prove – per la prima volta abbiamo scelto di affidarci al testo di un altro con cui condividiamo alcune affinità fondamentali. A cominciare, ovviamente, dalla relazione tra vita e finzione. E per compiere un’altra tappa nella ricerca che da tempo ci accompagna sui legami tra figura e sfondo, tra esperienza singolare ed esperienza collettiva. Scegliendo Francesco Alberici come interprete abbiamo cercato la massima distanza possibile dal mimetismo con la voce che in Chi ha ucciso mio padre parla in prima persona. Non è nella somiglianza che cerchiamo un piano di verità tra questa storia e il pubblico, ma nella possibilità, aperta dalla didascalia iniziale del testo di raccontare la storia di tutti noi attraverso una storia di uno solo. La nostra regia e l’interpretazione di Francesco Alberici non saranno altro che lo sviluppo ulteriore di un cantiere dove da molto tempo lavoriamo insieme.

Categorie: Teatro

Wasted

News su teatro - Gio, 16/01/2020 - 12:13

da 14/01/20 a 26/01/20

Teatro India - Teatro di Roma

Wasted

di Kate Tempest
traduzione Riccardo Duranti
uno spettacolo di Bluemotion
ideazione e regia Giorgina Pi
con Sylvia De Fanti, Xhulio Petushi, Gabriele Portoghese

Giorgina Pi si confronta con un testo della rapper, live performer, poetessa e scrittrice che ha rivoluzionato la scena culturale inglese, Kate Tempest, voce esplosiva di una generazione sofferente divisa tra ambizioni e sogni infranti. Persi e consumati, i protagonisti di questa storia ci trascinano in quella Waste Land che è diventata la nostra vita, un deserto dove mai abbastanza giovani e mai abbastanza vecchi, sembriamo destinati a non essere mai all’altezza.
Giorgina Pi con Bluemotion porta in scena un testo della rapper, live performer, poetessa e scrittrice Kate Tempest, già vincitrice del Ted Hughes Award ed esibitasi lo scorso luglio al Festival di Glastonbury, che racconta di quel pezzo di società cresciuta pensando che cambiare la propria condizione iniziale fosse impossibile o così difficile da togliere forza alla fantasia che accadesse. Figli di una working class che si immagina destinata a rimanere tale, due uomini e una donna commemorano il decimo anniversario della scomparsa del loro più caro amico. Assemblano ricordi, tentano bilanci ma non riescono a salvare nulla di ciò che hanno vissuto. «Lavorando a questo testo abbiamo scelto di trasformare la Londra dell’autrice in un mondo meno connotato – racconta Giorgina Pi – abbiamo concentrato la dimensione temporale in dodici ore e scelto quattro pareti con chitarre e bassi come motore della storia. E allora dal tramonto all’alba, in una città qualunque, a partire da una sala prove, confessioni ed errori, chitarre e pezzi arrangiati e interrotti mille volte, si confondono con bilanci, droghe e tentativi mancati di essere finalmente se stessi. Prove che non diventano mai un concerto, principianti esclusi e soli. Ma continuano, per come possono, a provare». “Hold your own” – resta te stesso – è il famoso verso di Kate Tempest diventato poema e discorso pubblico in Inghilterra interpretato di fronte a centinaia di migliaia di persone. E Wasted è il momento esistenziale che lo precede, è il disperato passo indietro per caricare l’impeto della rincorsa.

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Angelo Mai / Bluemotion
Bluemotion ringrazia Ateliersi per la Residenza Creativa con Aura Satz

Categorie: Teatro

Hollywood burger

News su teatro - Mer, 15/01/2020 - 17:22

da 20/03/20 a 22/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

Hollywood burger

di Roberto Cavosi
regia Pino Quartullo
con Enzo Iacchetti, Pino Quartullo
e con Fausto Caroli

In una mensa per artisti negli Studios ad Hollywood, due attori mitomani, assolutamente alla deriva ma tenacemente aggrappati al sogno del cinema, se ne dicono e ne fanno di tutti i colori.
Sono due tipiche vittime del sistema hollywoodiano e allo stesso tempo così “teneri” da farci innamorare di loro. Leon e Burt ci conducono per mano raccontandoci la loro vita attraverso i loro film. Leon che poteva essere il protagonista di 2001 Odissea nello spazio, il capolavoro di Stanley Kubrick, ma totalmente nascosto in un travestimento da scimmia. Burt Bart che prende parte a molti film di successo, ma il suo ruolo viene sempre irrimediabilmente tagliato in fase di montaggio.

Dopo decenni, infatti, attendono ancora “l’occasione” e aspettano che passi di lì Jack Nicholson.

La Contrada

Categorie: Teatro

Sangu meu

News su teatro - Mer, 15/01/2020 - 17:16

da 19/03/20 a 21/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

Sangu meu

scritto e diretto da Giuseppe Argirò
con Cinzia Maccagnano e Giuseppe Argirò

Un interno familiare, un uomo, una donna, un marito, una moglie. L’ uomo porta su di se il peso della morte della figlia sacrificata alle sue ambizioni personali. La moglie cova un rancore profondo che accende il suo proposito vendetta.
Le Figure di Agamennone e di Clitennestra si stagliano sulla scena con tutto il loro sinistro potere e si ricongiungono con la contemporaneità, l’azione infatti si svolge in Calabria in una famiglia dell’andrangheta.
L’ abitudine al crimine diventa la norma e sovverte ogni principio.

Categorie: Teatro

La sorpresa

News su teatro - Mer, 15/01/2020 - 17:11

da 13/03/20 a 15/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

La sorpresa

di Pierre Sauvil
traduzione di David Conati
regia e adattamento Giorgio Caprile
con Miriam Mesturino Alessandro Marrapodi Giorgio Caprile e Clara Vigasio

Tra i Chabrier non funziona più nulla. Philippe accumula ricchezze ma Catherine, che si sente trascurata malgrado una vita vissuta in agiatezza, vuole divorziare. Philippe all’idea di dover rinunciare alla metà della sua fortuna, cerca in tutti i modi di evitare il divorzio. Mentre la coppia è nel pieno di una crisi di nervi compare Morin, un povero pensionato che ha deciso di tentare il suicidio proprio davanti alla loro porta di casa per protestare contro l’indifferenza della società nei confronti delle persone disagiate. Il tentativo fallisce, come tutto ciò che ha cercato di intraprendere nella vita. Ma questa improvvisa visita potrebbe risolvere gli oscuri progetti di Philippe Chabrier, pronto a tutto per non vedere la sua fortuna dilapidata…

Mc Sipario

Categorie: Teatro

Cantata......per la legalità

News su teatro - Mer, 15/01/2020 - 16:33

09/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

Cantata.....per la legalità
tratto dal libro Cantata per la festa dei bambini morti di mafia di Luciano Violante

scritto e diretto da Ulisse Marco Patrignani
con Sergio Masi,
Luigi Parravicini, Marco Schiavoni musiche originali
Three Jay’s service luci, fonica e videoproiezione

Spettacolo di impegno civile che racconta di una pagina della nostra storia, purtroppo ancora presente e dolorosa: la pagina della mafia. Un professore in classe, legge ed interpreta la sua Cantata, portandoci in quel giardino, con i bambini morti di mafia che organizzano la loro festa: una festa di speranza per tutti.

La Ribalta

Categorie: Teatro

Chi è di scena

News su teatro - Mer, 15/01/2020 - 16:26

da 06/02/20 a 08/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

Chi è di scena

di e regia Alessandro Benvenuti
con Alessandro Benvenuti
e con Paolo Cioni, Maria Vittoria Argenti

Uno stravagante e chiacchierato uomo di teatro scomparso dalle scene improvvisamente e apparentemente senza un plausibile motivo da cinque anni, viene rintracciato per un caso fortuito da un giovane fan. A lui, l’uomo decide di rilasciare un’intervista per spiegare le ragioni della sua scelta e svelare così il mistero che si è creato intorno a questa. Lo invita perciò a casa sua. Testimone silente di questo loro incontro è però una giovane donna che, giacendo seminuda su una chaise longue di spalle ai due, sembra dormire un sonno profondo. E…..

ArcaAzzurra

Categorie: Teatro

La commedia degli errori

News su teatro - Mer, 15/01/2020 - 16:19

da 05/02/20 a 07/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

La commedia degli errori
Liberamente tratto dal testo di William Shakespeare

regia Eugenio Allegri
con Daniele Marmi e Alessandro Marini

I due attori sono stati stregati dalla mirabolante favola scenica di William Shakespeare, intuendone, oltre al già noto potenziale comico, la straordinaria attualità. La ricerca dell’altro.
Lo spettacolo con due soli attori: per giocare con lo sfrenato meccanismo drammaturgico degli equivoci e perché alle peripezie dei protagonisti della “commedia degli errori”, si affianchi la storia di due amici che trovano nel Teatro il punto di incontro più alto.

Filostoccola e Compagnia Lombardi Tiezzi

Categorie: Teatro

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