Teatro

Le donne baciano meglio

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 12:16

Teatro del Lido di Ostia

Le donne baciano meglio
Di e con Barbara Moselli
Regia Marco Taddei
Costumi Daniela De Blasio
Disegno luci Massimo Calcagno
Produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse, NIM neuroni in movimento


Uno spettacolo autobiografico, ironico e stravagante, che tocca il tema dell’innamoramento e della metamorfosi personale, utilizzando il palcoscenico come grande ‘camerino all’aperto’.


Uno spettacolo totalmente autobiografico che, con semplicità, ironia e senza vergogna o paura del giudizio, racconta l’epifania dell’autrice-attrice, partendo da quando ha preso in mano la sua vita e ha accettato di essere lesbica. Assistiamo alla narrazione intima della protagonista, come in quei film americani in cui un personaggio al bancone del bar racconta la sua vita, con l’ironia e l’autoironia che sono alla base di questa storia, e con il batticuore che non si può fermare perché “così è la vita, se scegli di viverla”. Barbara ha 33 anni quando scopre di essere lesbica.

Dopo anni di vita dichiaratamente etero, si trova ad avere a che fare con la sua vera natura. Da qui un percorso in compagnia di diversi personaggi che la condurranno alla totale accettazione di sé. Il monologo comico parte da una doppia esigenza dell’autrice, da una parte il bisogno di raccontarsi, dall’altra quello di affrontare la tematica dell’omosessualità femminile, da sempre poco discussa. Ironico e stravagante, lo spettacolo tocca il tema dell’innamoramento e della metamorfosi personale, utilizzando il palcoscenico come grande ‘camerino all’aperto’.

Categorie: Teatro

Non lo mollo neanche morta

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 12:12

da 24/03/20 a 25/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

Non lo mollo neanche morta

di Roberto Marafante
con Alberto Calligaris, Alessia Piconi, Jole Risi, Felice Sandro Leo
regia Felice Sandro Leo
scenografie Michele Funghi
musiche originali Federica Clementi

Giulio è un uomo ancora giovane per rimanere vedovo e solo. Gestisce un’autoscuola e le allieve sono spesso protagoniste della sua “disperata” ricerca d’“amore”. Eppure quando riesce ad invitarle nel suo monolocale da single, qualcosa inspiegabilmente va storto: lampadari che cadono, divani spostati, tavolini fuori posto. Sembra che su di lui incomba una maledizione! Anche l’amore autentico di Maria, l’ultima conquista di Giulio, è messo a dura prova! La spiegazione, però, viene presto alla luce. Una sera appare il fantasma della moglie: è lei a volergli rendere la vita un inferno! Perché? Per vendetta. Ma la verità è che Lei, la moglie, non è pronta a lasciare questa vita, perché lo ama ancora, perché è pentita di una scappatella, perché magari vorrebbe un figlio, insomma, proprio non si dà  pace.  La sua presenza è un improbabile, ostinato tentativo di riconquista, una battaglia senza esclusione di colpi anche e soprattutto contro Maria con la quale Giulio sta programmando una nuova vita di coppia. Tre personaggi, ed un Mago da strapazzo, una girandola di dialoghi esilaranti, situazioni paradossali e colpi di scena, tutto per far desistere il fantasma dal suo scopo, ma Lei è decisa: “non lo molla neanche morta”… Ci sarà un lieto fine?

Categorie: Teatro

4:48 Phychosis

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 12:05

da 07/02/20 a 09/02/20

Spazio Diamante

4:48 Phychosis

di Sarah Kane
traduzione Barbara Nativi
con elena arvigo
regia Valentina Calvani
scene, costumi e luci Valentina Calvani e Elena Arvigo
musiche originali Susanna Stivali Official
foto Pino Le Pera>

Questa lettura di 4:48 Psychosis non vuole essere uno spettacolo sulla follia ma uno spettacolo luminoso, un inno alla vita, nonostante la consapevolezza del suo essere effimera e sfuggevole riscoprendo così il senso vitale che abita ogni stato di dolore.

4:48 Psychosis porta alla luce il desiderio di speranza celato nel disagio, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire il senso di compassione e umanità affinché la speranza diventi una possibilità mai più tradita: c’è bisogno di un teatro che risvegli “nervi e cuori”.
La materia è luminosa, perchè dove c’è amore, lì c’è vita.
4:48 Psychosis è l’ultimo testo scritto da Sarah Kane, una partitura lirica, una sinfonia sull’amore e sull’assenza di amore attraversato in versione integrale da Elena Arvigo che da’ voce e corpo ad uno dei testi più controversi, assoluti e intimi del teatro contemporaneo mondiale.
4.48 Psychosis non aderisce alla forma teatrale convenzionale: la parola della Kane è flusso di pensiero: 24 quadri in cui non ci sono indicazioni per la messa in scena ne’ temporali ne’ psicologiche.
4:48 Psychosis descrive il luogo senza confini, senza le barriere che dividono la realtà dall’immaginazione.
4:48 Psychosis racconta la fragilità dell’amore, la ribellione dall’ordine costituito, la tenacia di fronte all’irrinunciabilità della speranza sentimentale.
4:48 Psychosis non è dunque l’ultima lettera di un suicida ma una preghiera, una richiesta di ascolto e di amore.
4:48 Psychosis perché viviamo in una società sorda, anestetizzata in cui non c’è spazio per emozioni così estreme, forti, devastanti. Una società che si ostina a “voler curare”, invece che “prendersi cura”.
La follia non è “degli altri”. Nessuno è escluso. Come dice Alda Merini: “La follia è la mancanza di qualcuno d’importante”. La messa in scena è stato il risultato di un un “pas de deux” tra regista ed attrice rivolto ad ogni elemento della messa in scena.
4:48 Psychosis è stato rappresentato per la prima volta al Royal Court Theatre per la regia di James Macdonald nel giugno 2000. È l’ultimo testo di Sarah Kane, drammaturga inglese contemporanea.


produzione SantaRita Teatro, Teatro OUT OFF

Categorie: Teatro

Un anno di Miaohaus arte primizia

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 12:00

da 03/04/20 a 31/05/20

Teatro del Lido di Ostia

Un anno di Miaohaus arte primizia
Miaohausè il collettivo di artisti e operatori culturali che cura l’attività della Mini Galleria, organizzando eventi, installazioni, laboratori sull’arte contemporanea, pensando soprattutto alle bambine e ai bambini ma rivolgendosi a tutti. Per dare una risposta alla carenza di spazi espositivi sul territorio di Ostia e sviluppare la ricerca in ambito artistico, in un’ottica innovativa e indipendente.

La Mini Galleria è un piccolo spazio dedicato all’arte contemporanea. I visitatori prendono contatto con la grammatica della creatività, ripercorrendo la strada che porta l’artista alla realizzazione del proprio lavoro, raccontato attraverso i materiali preparatori, gli stadi intermedi, i riferimenti presentati a corredo delle opere.

La Mini Galleria nasce da un’idea di Gianluca Marasca che tempo fa ha realizzato, nella sua abitazione, una serie di mostre temporanee per i suoi figli, i loro amici e per chiunque volesse visitarle. In seguito il progetto viene messo a punto e ampliato insieme a Magazzino dei Semi e la galleria è ospitata in un nuovo spazio espositivo, una preziosa piccola stanza sul tetto del Teatro del Lido.

Categorie: Teatro

I monologhi dell'atomica

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 11:52

da 13/03/20 a 15/03/20

Spazio Diamante

I monologhi dell'atomica

di e con Elena Arvigo
disegno luci Daria Grispino
foto Azzurra Primavera

I Monologhi dell’atomica, tratto da “Preghiera per Cernobyl” di Svetlana Aleksievich e da “Racconti dell Atomica” di Kyoko Hayashi, è uno spettacolo omaggio a due pagine tragiche e importanti della nostra storia: il 9 Agosto 1945 viene lanciata la bomba atomica su Nagasaki, il 26 Aprile 1986 scoppia la centrale nucleare di Cernobyl.

Al centro dello spettacolo ci sono le persone e le loro storie: Cernobyl e Nagasaki sono raccontate attraverso le vicende umane, attraverso le storie delle persone che l’hanno subita. In quelle vicende si interrompono, o drasticamente mutano, le vite di uomini, donne e bambini strappati alla loro quotidianità.
Quello che spero di riuscire a restituire è la bellezza e la tragica poesia di queste umanissime storie per ricordare a me stessa e al pubblico che condividerà con me il tempo dello spettacolo l’importanza della memoria e del ricordo. Onorare la storia e iniziare insieme una riflessione che renda possibile cambiare il nostro futuro. Iniziarlo anche solo a poterlo sognare.
Elena Arvigo

Lo spettacolo fa parte di un progetto più ampio sulle donne e la guerra “Le imperdonabili” che comprende per ora altri due spettacoli “Donna non rieducabile” di Stefano Massini e “Elena di Sparta o del ritorno a casa” scritto e diretto da Elena Arvigo.
Si ringrazia per la collaborazione artistica: Virginia Franchi e Damiano D’ Innocenzo e Valeria Spada.

produzione Santarita Teatro e Teatro Out Off

Categorie: Teatro

La scomparsa di Majorana

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 11:21

07/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

La scomparsa di Majorana
dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia

trasposizione teatrale e regia di Fabrizio Catalano
con Loredana Cannata,  Alessio Caruso, Roberto Negri, Giovanna Rossi

Laros di Gino Caudai

Questo spettacolo è un’indagine poliziesca, è un thriller ad orologeria. Una notte d’agosto del 1945, in una località italiana, le rappresaglie dei partigiani, il caos. Uno studio, in un ospedale di provincia; una donna che, dopo aver ucciso da partigiana, è tornata a indossare il camice bianco: per medicare, per guarire. Un uomo, avvolto in una tunica da certosino, che rifiuta di rivelare la propria identità. Un commissario di pubblica sicurezza che crede di riconoscere, nei tratti del monaco, quelli di Ettore Majorana, al quale invano ha dato la caccia per tanto tempo. Laura Fermi, la moglie dell’illustre premio Nobel, chiamata a identificare il giovane scienziato dileguatosi nel nulla. Questi quattro personaggi, per tutta la notte, oltre l’alba, fino al tragico scioglimento dell’enigma, daranno vita ad una sorta di processo: dove l’intruso si trasformerà da imputato in accusatore, da inquisito in voce della coscienza.

Categorie: Teatro

Ion

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 11:18

da 01/02/20 a 02/02/20

Spazio Diamante

Ion

Spettacolo vincitore del Premio inDivenire per il Teatro
compagnia Collettivo I.T.A.C.A.

drammaturgia e regia Dino Lopardo
con Alfredo Tortorelli, Andrea Tosi, Iole Franco

Due fratelli. Un luogo, tanti luoghi. Paolo, è stato fin da bambino molto legato al padre; al contrario Giovanni ha sempre avuto un rapporto privilegiato con la madre. Una madre osservata con occhi differenti dai due: Giovanni la ricorda premurosa, mentre Paolo come la “grassa” del paese!
Paolo fin da bambino ascolta il padre parlare della madre come un peso, una palla al piede e di Giovanni come il figlio mai voluto. Giovanni vive sulla sua pelle il non essere accettato come figlio e tacciato dal padre stesso come diverso. Un padre “Padrone”, anaffettivo, chiuso nelle sue convinzioni che non accetterà mai la diversità di suo figlio neanche davanti alla morte

Produzione Nostos Teatro
 

Categorie: Teatro

Chi è di scena

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 11:17

da 06/03/20 a 08/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

Chi è di scena

di e regia Alessandro Benvenuti
con ALESSANDRO BENVENUTI
e con Paolo Cioni, Maria Vittoria Argenti

ArcaAzzurra

Uno stravagante e chiacchierato uomo di teatro scomparso dalle scene improvvisamente e apparentemente senza un plausibile motivo da cinque anni, viene rintracciato per un caso fortuito da un giovane fan. A lui, l’uomo decide di rilasciare un’intervista per spiegare le ragioni della sua scelta e svelare così il mistero che si è creato intorno a questa. Lo invita perciò a casa sua. Testimone silente di questo loro incontro è però una giovane donna che, giacendo seminuda su una chaise longue di spalle ai due, sembra dormire un sonno profondo. E…

Categorie: Teatro

La commedia degli errori

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 11:11

da 05/03/20 a 07/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

La commedia degli errori
Liberamente tratto dal testo di William Shakespeare

regia Eugenio Allegri
con Daniele Marmi e Alessandro Marini

Filostoccola e Compagnia Lombardi Tiezzi

I due attori sono stati stregati dalla mirabolante favola scenica di William Shakespeare, intuendone, oltre al già noto potenziale comico, la straordinaria attualità. La ricerca dell’altro. Lo spettacolo con due soli attori: per giocare con lo sfrenato meccanismo drammaturgico degli equivoci e perché alle peripezie dei protagonisti della “commedia degli errori”, si affianchi la storia di due amici che trovano nel Teatro il punto di incontro più alto.

Categorie: Teatro

Principesse e sfumature - Lei, lui e noi altre

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 10:57

da 13/02/20 a 15/02/20

Teatro Tor Bella Monaca

Principesse e sfumature
Lei, lui e noi altre

di e con Chiara Becchimanzi
e con la voce di Beatrice Burgo

Compagnia Teatrale Valdrada

“Principesse e sfumature” è il diario di una psicoterapia tragicomica, che propone uno sguardo piccante, sincero, acuto, femminile e soprattutto esilarante sui cliché di genere (e non solo). Una donna a cavallo dei 30 anni, una indefinita psicoterapeuta dalla voce suadente, e molte domande: perché le donne di oggi devono essere per forza “tutto”? Cosa vuol dire sottomissione femminile in un contesto in cui una patacca editoriale come “50 sfumature di grigio” vende lo stesso numero di copie di “Don Chisciotte”? Cosa vogliamo, a letto, da un uomo? Perché non sempre riusciamo a chiederlo? Quali sono i nostri modelli estetici, e soprattutto emotivi? Perché spesso siamo portate ad accontentarci, a sacrificarci? E soprattutto… Voi ve la ricordate Topazio? Senza mai prendersi troppo sul serio, lo spettacolo e la sua protagonista si interrogano sulla femminilità, sulle relazioni, sulle idiosincrasie della sensualità/sessualità, a partire dalla narrazione di vissuti che potrebbero essere condivisi da molti/e, e che conducono, appena prima della fine, a sentirci bambini e bambine, e chiederci – davvero – se le cristallizzazioni che abbiamo creato per distinguere i generi siano poi così incontrovertibili, o così importanti. Un ragionamento sincero e sentito, in grande rapporto con il pubblico, durante il quale il percorso è più importante del traguardo.

Categorie: Teatro

L'uomo dal cervello d'oro

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 10:42

31/01/20

Spazio Diamante

L'uomo dal cervello d'oro

regia e coreografia Alessia Gatta
drammaturgia Marco Angelilli
musiche Mokadelic
visual artist Viola Pantano
disegno luce Daniele Davino
interpreti [Ritmi Sotteranei] Contemporary Dance Company
danzatori Gioele Coccia, Anthony Dezio, Vanessa Guidolin, Noemi Dalla Vecchia, Jung Hea Min, Viola Pantano, Giacomo Sabellico, Francesco Colella, Alfredo Cleri.
attrice Carolina Ellero

Nasce da un’esperienza personale della coreografa Alessia Gatta.
Era il 31 Luglio 1992 quando diciassettenne, assisteva al lancio dello space shuttle Atlantis, presso il KSC (Cape Canaveral-USA).
Il ricordo apre a delle domande che si traducono in partitura corporea e musicale: Come ci si prepara ad essere autori di uno spettacolo del genere? Quale l’aspettativa di chi si ritrova coinvolto in un momento così unico senza una particolare preparazione scientifica se non il desiderio giovanile di conoscere?
Il confine tra scienza e meraviglia diventa una coreografia che esplora il tempo, la materia e lo spazio. Architettura rigorosa e circolazione sanguigna. La tessitura coreografica prende il via dal semplice movimento di alzare la testa e guardare in alto, per poi svilupparsi attorno alla drammaturgia testuale di Marco Angelilli. Quest’ultimo si è basato sulle poesie di Wisława Szymborska per fornire ai danzatori un terreno di sperimentazione gestuale e vocale.
Il risultato è una danza che sonda distanze e punti di incontro tra spazio e tempo, suoni e gesti, persone e linguaggi. Lo spettacolo vanta infatti la collaborazione di diverse personalità artistiche:

Il light designer Daniele Davino cura un allestimento scenico che si fa portavoce della dimensione rarefatta e sospesa cui la partitura coreografica rimanda. Le ambientazioni musicali sono affidate alla navigata band “Mokadelic”, nota al grande pubblico per aver composto la colonna sonora della serie Sky “Gomorra” e del film “Sulla mia Pelle”. Per “l’Uomo del cervello d’oro” la band ha composto un tessuto sonoro animato da tinte post-rock, neo-psichedeliche e suggestioni ambient. Inoltre, l’artista visiva Viola Pantano ha realizzato una serie di opere fotografiche come progetto satellite allo spettacolo. Infine a suggellare la vocazione eclettica di quest’ultima produzione della [Ritmi Sotterranei] dance company è la presenza di danzatori internazionali (Italia, Francia e Corea).

una produzione [Matrice] N

Categorie: Teatro

Stavamo meglio quando stavamo peggio?

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 10:41

da 15/02/20 a 16/02/20

Teatro Tor Bella Monaca

Stavamo meglio quando stavamo peggio?

di e con Stefano Masciarelli Fabrizio Coniglio
musiche dal vivo eseguite da Francesco Digilio

Tangram Teatro

Un uomo decide di aprire una finestra sul suo passato e su quello del proprio paese. Il suo viaggio comincia da una mansarda dove riscopre vecchi oggetti, libri e canzoni di un paese, l’Italia, che sapeva ridere. Dove è finito quello stato d’animo collettivo? Cosa è cambiato? Attraverso il racconto ironico e nostalgico di usanze, modi di parlare, mai volgari, ripercorreremo un’epoca di grande sogno che abbiamo forse dimenticato, gli anni 60-70. Stefano Masciarelli, attore poliedrico e cantante, regalerà una serata intensa di ricordi e canzoni partendo dalle canzoni di Alberto Sordi, per passare a Domenico Modugno e a tanti altri cantanti e successi di quell’Italia del sorriso e del sogno con arrangiamenti rivisitati e suonati dal vivo dal maestro Francesco Digilio.
Attraverso queste canzoni rivivremo il sogno e il sorriso di quel paese che sembriamo aver dimenticato. Spesso nella musica ritroviamo i sapori, gli umori, le speranze, i sogni di un momento storico e attraverso quei testi e quelle musiche, rigorosamente suonate dal vivo, ci ritufferemo insieme, col sorriso, in quell’Italia.

Categorie: Teatro

Ballantini e Petrolini

News su teatro - Mar, 28/01/2020 - 10:17

da 27/03/20 a 29/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

Ballantini e Petrolini
di e con Dario Ballantini
Regia Massimo Licinio


Un cavallo di battaglia del repertorio giovanile: Ettore Petrolini. Un viaggio alla scoperta delle macchiette del più famoso precursore della comicità italiana. Con la consueta ostinazione per il totale camuffamento, l’artista livornese riesce a far rivivere, in una versione più aderente possibile all’originale, sette personaggi, creati dal grande comico romano: Gigi Il Bullo, Salamini, la Sonnambula, Amleto, Nerone, Fortunello e Gastone, che si ripresentano in scena nel nuovo millennio.

Tra un personaggio e l’altro, Ballantini si trucca a vista utilizzando una sorta di camerino aperto, recuperando anche i suoi vecchi trucchi teatrali.

Categorie: Teatro

Lumen tra scienza e sogno

News su teatro - Lun, 27/01/2020 - 14:39

22/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

Lumen  tra scienza e sogno
Teatro d’oggetti, d’immagine, d’attore e di esperimenti
Drammaturgia e messinscena Annarita Colucci
Aiuto regia Roberto Andolfi
Disegno Luci Martin Palma

Lumen è il racconto di come l’uomo, nella storia, è riuscito a vincere le sue paure, a spiegare i fenomeni naturali grazie alla scienza, ma soprattutto all’ immaginazione. Lo spettacolo racconta i misteri del cielo e delle stelle attraverso le peripezie e la vita privata di Marie Curie.

Tra narrazione, dimostrazioni pratiche ed esperimenti, si affronteranno complicate teorie scientifiche attraverso gli strumenti del gioco, dell’immagine poetica e del racconto. Intelligente e curiosa, Marie Curie fa i conti fin da giovane con la discriminazione femminile. Per poter studiare, infatti, è costretta a trasferirsi da Varsavia a Parigi, poiché in Polonia l’università è proibita alle donne.

Nella città francese conosce e sposa Pierre Curie, insieme al quale vince il premio nobel per la fisica nel 1903, per aver scoperto due nuovi elementi chimici, il polonio e il radio. È la prima donna a ottenere tale premio e l’unica ad aver vinto un secondo Nobel, quello per la chimica nel 1935, per la scoperta della radioattività artificiale. Una delle sue frasi più famose fu: “Non dobbiamo avere paura di qualcosa, dobbiamo solo comprenderla”.

Categorie: Teatro

Ciao Buio

News su teatro - Lun, 27/01/2020 - 13:54

02/02/20

Centrale Preneste Teatro

Ciao Buio
di e con Fabio Traversa e Tiziana Lucattini

Sono il buio e la notte i protagonisti di questo lavoro in cui realtà e immaginazione si incontrano per raccontare storie, buffe o di paura, di lupi e coniglietti, streghe e mostri pelosi, orsi e orsetti, insieme a episodi di vita quotidiana e teneri ricordi di nonni e bisnonni. In scena un letto speciale, dove si può sprofondare e sparire, passare dall’altra parte come nello specchio di Alice, e incontrare polvere di stelle luccicanti, animali magici che proteggono o spaventano e oggetti quotidiani che di notte riempiono le ombre di stupore e nuova vita. La notte e il buio dilatano le paure e permettono di incontrare e affrontare i propri mostri.

Categorie: Teatro

Casa di frontiera

News su teatro - Lun, 27/01/2020 - 12:13

da 20/02/20 a 01/03/20

Teatro Ghione

Casa di frontiera
Con Francesco Procopio, Giovanni Allocca, Alessandra D’Ambrosio, Claudia G. Moretti
scritto e diretto da Gianfelice Imparato

In un futuro indefinito, l’Italia è stata divisa in due. Tutti i meridionali già residenti al nord che non sono riusciti a rimpatriare dopo la secessione, sono stati confinati nei C.R.I.C. (Centri Raccolta e Identità Culturale) molto simili alle riserve degli indiani d’America. In una di queste riserve, in una casa al confine col territorio padano, vivono i protagonisti della nostra storia: Gennaro Strummolo e sua sorella Addolorata. La casa è frequentata assiduamente da Olga, assistente sociale del nord addetta alle riserve.

Gennaro è divorato dal desiderio di diventare a tutti gli effetti cittadino del nord, inseguendo questo sogno si è persino modificato il cognome da Strummolo a Strum, in modo da vantare origini nord-europee, senza però modificare il codice fiscale. Le liti con la sorella, che invece continua a coltivare abitudini e ritmi meridionali, sono continue. Addolorata si fa forte anche del sostegno del fidanzato, Ciro Cacace, che con i suoi comportamenti da sudista “irriducibile” fa impazzire di rabbia Gennaro.

A complicare la situazione c’è la presenza di Olga, l’assistente sociale, che ha il compito di preparare la famiglia Strummolo al difficile esame di ammissione al nord, ma viene colta da insana passione per il “ruspante” Ciro. In questo paradossale contesto si svolgono le comiche vicende della commedia che, pur trattando un argomento di attualità politica, non si discosta mai dalla linea del racconto fantastico.

Il testo, scritto nel 1994, quando la Lega Nord esprimeva in pieno tutto il suo disprezzo verso il Sud, purtroppo ancora a distanza di tanti anni ci riporta in qualche modo all’attualità. Nel paradossale contesto della commedia si svolgono le vicende che riescono a regalare momenti di comicità travolgente pur facendo riflettere su problemi sociali dolenti e spinosi.
Gli extra-comunitari, per esempio, che approdano in Italia in cerca non di fortuna ma di sopravvivenza, sono “immigrati” per noi, come lo furono i meridionali per gli Italiani del Nord. Ci sarà sempre un popolo “più a Sud di noi”, a cui dobbiamo imparare a guardare con empatia e rispetto. Basti pensare alla scuola italiana, sempre più multi-etnica.

Bisogna imparare a considerare la multiculturalità come una risorsa, e non un pericolo, un’occasione per i giovani italiani per entrare in relazione con realtà lontane dalla nostra che non può che arricchirli. E’ naturale che di fronte al “diverso” si possano avere sentimenti negativi di diffidenza, timore di invasione, paura di perdere equilibri e sicurezze, disagio a confrontarsi con altre culture e religioni, ma questi timori possono e devono tradursi in opportunità di apprendimento, crescita, miglioramento.
Ben venga dunque uno spettacolo teatrale che, col pretesto della satira, nel segno della miglior tradizione classica, metta in luce i vizi e i pensieri aberranti dei tempi. Perché diventi vero l’aforisma di Paul Valéry: “arricchiamoci delle nostre reciproche differenze”.

Categorie: Teatro

Omaggio a Charles Aznavour

News su teatro - Lun, 27/01/2020 - 11:31

18/02/20

Teatro Ghione

Omaggio a CHARLES AZNAVOUR –  j’aime paris au mois de mai
Uno spettacolo musicale italo francese in omaggio a Charles Aznavour
Un spettacolo appassionante senza Frontiere,”un voyage de l’amour”


Con Eva Lopez e Philippe Boa.
Musicisti di fama internazionale:
Pino Iodice
Primiano Di Biase

Cristian Antinozzi
Raffaele Pizzonia

Regia di:  Sebastiano Somma

Categorie: Teatro

Romeo e Giulietta

News su teatro - Lun, 27/01/2020 - 10:55

da 13/02/20 a 16/02/20

Teatro Ghione

Romeo e Gulietta
di William Shakespeare
Regia Selene Gandini
Con : Agostina Magnosi, Federico Occhipinti, Fabrizio Raggi, Marta Nuti, Matteo Fiori, Francesco Buttironi, Andrea Amato, Caterina Gramaglia, Marco Usai, Elvira Scalzi, Luca Alfonsi, Marinella Giraldi, Filippo Lemma

Avventurarsi nel mondo Shakesperiano è un’impresa difficile. Non sappiamo mai davvero dove ci porterà la creazione di una scena perché il verso del  “Grande Bardo” contiene strade differenti , a volte opposte , che noi di volta in  volta interpretiamo come specchio della nostra vita, del nostro sguardo sul  mondo e i suoi attori .

Ci addentreremo in un’immaginaria gabbia che costringe i personaggi a vivere e sopravvivere; una prigione per uccelli di diversa specie, che si guardano, si cercano, si combattono, si amano e si uccidono . La città di Verona è come se fosse il mondo intero intrappolato dalle sue leggi e Romeo e Giulietta sono vittime  di questa costrizione. L’umanità vive in cattività per mano di una società che non accoglie, non ascolta e non comprende i reali bisogni dell’individuo.

L’ordine apparente, creato dal potere e dalle sue leggi, trasforma la realtà a suo piacimento, offrendole la maschera dei diritti e dei doveri, privandola del suo  vero aspetto. Nell’opera di Shakespeare i protagonisti sono i giovani, quella parte di umanità incompresa e schiacciata e con la morte di Mercuzio, Tebaldo, Romeo e Giulietta, assistiamo alla sconfitta di un mondo, che oggi come allora, decide e agisce senza sentire. La gabbia soffoca il desiderio di volare, tarpa le ali alla libertà di ciascuno ,mettendo in luce le relazioni e i momenti di solitudine, facendo emergere i  diversi comportamenti che l’uomo ha in pubblico o nel suo privato. E’ un un luogo di passaggio, un luogo di vita permanente, una struttura che osserviamo da lontano e in cui potremmo finire. C’è chi si sentirà artefice di questa prigione, c’è chi la vivrà come naturale condizione, c’è chi la subirà, c’è chi la combatterà, ma è solo scendendo dal palcoscenico che capiremo come distruggerla. La gabbia si trasformerà di volta in volta nella camera di Giulietta , nella sala da ballo dove i due protagonisti s’incontrano per la prima volta, sarà il luogo di scontro tra Montecchi e Capuleti fino a mutare il suo aspetto divenendo cripta e ospitando la morte dei i due giovani amanti .

Il nostro progetto ha come finalità quella di porre l’attenzione sulle mancanze che la società e il suo potere ha avuto ed ha ancora sull’uomo ed in particolare nei confronti dei giovani. Ancora oggi assistiamo impotenti alle decisioni che il potere ha sulla vita delle persone ed è per questo che all’interno della compagnia di attori è stata scelta come protagonista un giovanissimo talento, un’attrice di 14 anni ( l’età di Giulietta).
Sarà lei a parlare ai suoi coetanei, al mondo degli adolescenti, che ancora oggi vive con dolore il fatto di non essere ascoltato, accettato, aiutato, ma si rivolgerà anche al pubblico degli adulti, che dovrebbe sentirsi responsabile  della gabbia di cui a volte è artefice.
Shakespeare ancora una volta ci da la possibilità di riflettere sui temi universali dell’uomo, del suo sentire e del suo agire e noi  cercheremo di farlo al meglio delle nostre possibilità.

Categorie: Teatro

Sei personaggi in cerca d'autore

News su teatro - Lun, 27/01/2020 - 10:12

da 04/02/20 a 09/02/20

Teatro Ghione

Sei personaggi in cerca d'autore
di Luigi Pirandello

Con Felice Della Corte, Silvia Brogi, Gino Auriuso
e con Francesca Innocenti, Gioele Rotini, Marco Lupi, Titti Cerrone, Luca Vergoni, Andrea Meloni,Jessica Agnoli, Fabio Orlandi
Reia Claudio Boccaccini

 

“Sei personaggi in cerca d’autore” è molto probabilmente l’opera più famosa di Luigi Pirandello e, di sicuro, quella che più di ogni altra ne compendia e sintetizza le tematiche, i climi, le suggestioni.

L’opera debuttò nel 1921 e il pubblico rimase talmente sconcertato che alla fine dello spettacolo contestò violentemente lo stesso autore presente in sala al grido, come si sa, “Manicomio! Manicomio!”.

Oggi, a distanza di un secolo, in una società profondamente mutata, è lecito chiedersi cosa rimanga di scandaloso, di disorientante, di sorprendente in quest’opera.

Si può escludere sicuramente il meccanismo del “teatro nel teatro”, ormai trito, visto e rivisto. Anche il linguaggio, che può anzi risultare oggi spesso ridondante, prolisso, barocco, specchio di una certa “italietta” prefascista piccolo-borghese, ormai poco funzionale a una moderna visione dell’azione e comunicazione scenica.

Quello che continua a stupirci e appassionarci in questa grande opera è altro. Tanto altro. Il “plot” ad esempio, che in Pirandello è sempre geniale, avvincente, appassionante e in questo caso anche ricco di colpi di scena; e poi lo scavo nella desolazione e nelle trappole dell’animo umano; e poi ancora la messa a confronto, impietosa, tra una concezione del teatro stanca, annoiata, routinier – che ha i suoi rappresentanti nel gruppo della “compagnia”, capocomico e attori – e la verità feroce e vibrante della teatralità vitale e ardente nei “personaggi”.

Ecco, in questo soprattutto è continuamente ribadito un concetto tanto caro a Pirandello: quanto i personaggi, frutto della fantasia di un autore, siano più vivi e veri delle persone reali. Talmente vivi e veri che invaderanno un giorno il palcoscenico di un teatro interrompendo, con un colpo di scena, la prova di una compagnia e dando inizio così a un’opera considerata a ragione un testo capitale della drammaturgia universale.

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La verità ti fa male lo so

News su teatro - Lun, 27/01/2020 - 09:37

22/02/20

Romateatri Associazione Culturale

La verità ti fa male lo so

Si può vivere nel continuo timore del diverso? O nell’insofferenza nei confronti del prossimo? Forse sì in un mondo pervaso da arrivismo, da falsi valori  e dall’egoistico desiderio di proiettare le nostre aspirazioni sui figli. O forse no: Roberto chiede aiuto alla psicanalisi per indagare se stesso.

Ne verrà fuori il quadro di una società malata dalle mille contraddizioni a cui possiamo sottrarci soltanto abbandonandoci a una risata catartica.

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