Cinema

Gli anni più belli

News sul Cinema - Mer, 12/02/2020 - 22:01
"Gli anni più belli" è la storia di quattro amici Giulio, Gemma, Paolo, Riccardo, raccontata nell'arco di quarant'anni, dal 1980 ad oggi, dall'adolescenza all'età adulta. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l'intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si raccontano anche l'Italia e gli italiani. Un grande affresco che racconta chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli. È il grande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni e anche epoche differenti.
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Il Giardino dei Finzi Contini. Un viaggio tra storia, cinema e letteratura

News sul Cinema - Mer, 12/02/2020 - 02:01

24/02/20

Il Giardino dei Finzi Contini. Un viaggio tra storia, cinema e letteratura «Dal punto di vista del contenuto, a una prima osservazione, il film che De Sica trae dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani si può anche considerare quale “semplice” rielaborazione critica del Fascismo e della Seconda guerra mondiale, ma in realtà è soprattutto un’opera proustiana, una ricerca del tempo perduto, declinata in un impianto figurativo splendido, cui concorre in modo significativo la fotografia di Ennio Guarnieri. […] Ma al contempo, il film di De Sica è senz’altro anche la rappresentazione “poetica” e artisticamente “mediata” di uno dei momenti più drammatici della storia del nostro paese, di uno snodo fondamentale, di una discesa agli inferi, materializzatasi in modo definitivo con l’entrata in guerra al fianco della Germania nazista» (Fabio Melelli, Prefazione al volume di Gerry Guida, Il Giardino dei Finzi Contini. Un viaggio tra storia, cinema e letteratura, Cultura e dintorni Editore, Roma, 2019). 16.30 Il Giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica (1970, 95’) Tratto dal fortunato romanzo omonimo di Giorgio Bassani, pubblicato nel 1962, il film narra le vicende di un gruppo di giovani della borghesia ebraica di Ferrara, che vede la sua vita agiata travolta dalle leggi razziali, dalla guerra e infine dalla deportazione. «Se la partenza del film costruisce atmosfere in una qualche misura aderenti al libro di Bassani, i suoi sviluppi cercano una più lunga gravitazione. Suddiviso complessivamente in due grossi quadri sequenziali, il racconto di immagini s’accosta alle esperienze private dei personaggi ma si allarga alle vicende politiche e storiche che con quelle hanno continuità. Di qui forse discende la perdita di circolarità (che Giorgio Bassani aveva ricavato da Proust), con l’acquisto invece di una spiccata linearità» (De Santi). a seguire incontro  con Lino Capolicchio, Gerry Guida, Fabio Melelli, Graziano Marraffa. Nel corso dell’incontro verrà presentato il libro di Gerry Guida, "Il Giardino dei Finzi Contini. Un viaggio tra storia, cinema e letteratura".
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“Come stanno i ragazzi”, documentario di Alessandro Tosatto e Andrea Battistuzzi

News sul Cinema - Mer, 12/02/2020 - 02:01

15/02/20

“Come stanno i ragazzi”, prima romana del documentario di Alessandro Tosatto e Andrea Battistuzzi La Casa del Cinema ospita la prima romana del documentario “Come stanno i ragazzi”, prodotto da Next New Media per la regia di Alessandro Tosatto e Andrea Battistuzzi e realizzato con la collaborazione dell’Ospedale Civile di Padova. Il documentario è il frutto di un’inchiesta di oltre un anno sull’aumento dei tentativi di suicidio tra i minorenni e più in generale sull’impennata di disturbi psichici tra i ragazzi che si registra in Italia nell’ultimo decennio. Un enorme tabù copre una piaga che riguarda ogni anno decine di migliaia di famiglie in Italia. Cosa si nasconde dietro il disagio dei più giovani? Nel documentario si alternano testimonianze dei ragazzi dei reparti di Neuropsichiatria Infantile, familiari ed esperti. Ingresso libero con prenotazione tramite Eventbrite o alla mail redazione@nextnewmedia.it
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Cercando Valentina - Il mondo di Guido Crepax

News sul Cinema - Mar, 11/02/2020 - 22:01
Fine anni Sessanta: Parigi, Londra, Milano vivono un fermento creativo, pulsano allo stesso ritmo, stelle della stessa costellazione culturale, che si ribella, si rinnova. Guido Crepax intercetta tutte le novita? di una Milano in fermento, della rivoluzione che e? anche estetica e li traspone nel suo fumetto, dove arte, musica, design, cinema e moda si contaminano rompendo e innovando gli schemi della narrazione. Valentina e? il suo alter ego, la fotografa sognatrice diventa un'icona amata da piu? generazioni.
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Alla mia piccola Sama

News sul Cinema - Ven, 07/02/2020 - 22:01
Siria, 2012: Waad, ventun anni, studentessa all'università di Aleppo, lascia gli studi per unirsi alle proteste contro il regime oppressivo di Assad. Fino al 2016, anche durante i mesi in cui la città è sotto l'assedio dei bombardamenti aerei russi, cin la sua videocamera riprende tutto ciò che vede, a rischio della vita. Alla mia piccola Sama è la lettera d'amore di una giovane madre alla sua bambina, per spiegarle attraverso la cronaca, cruenta ma anche intima, perché lei e Hamza (il marito) abbiano voluto farla nascere e crescere in quel contesto. Inedito reportage di sconvolgente verità, testimonia senza filtri una lotta privata per la vita e la libertà.
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Il carnevale di Venezia di Giuseppe Adami e Giacomo Gentilomo (1939, 66’)

News sul Cinema - Gio, 06/02/2020 - 14:01

25/02/20

La Casa del Cinema per il Carnevale in collaborazione con CSC-Cineteca Nazionale Il carnevale di Venezia di Giuseppe Adami e Giacomo Gentilomo (1939, 66’) Straordinaria chicca cinetecaria ed opera d’esordio al lungometraggio di Giacomo Gentilomo, in coppia con il commediografo e il librettista Giuseppe Adami. Gentilomo cura anche la sceneggiatura (come farà sempre nei suoi film) e il montaggio, con Cesco Baseggio e Toti Dal Monte (cantante lirica prima che attrice). Il film infatti è la storia di una ragazza spinta a cantare da un giovane dell’alta borghesia veneziana, in realtà nobile pretesto per ascoltare le ottime esecuzioni dalla Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti e La sonnambula di Vincenzo Bellini. Il film ha anche il merito di farci vedere una Venezia splendidamente fotografata da Renato Dal Frate con la regata e la parata notturna sul Canal Grande per la festa del Redentore, le ciàcole delle calli e dei campielli. Si ringrazia RIPLEY’S FILM
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Impressionisti segreti

News sul Cinema - Mer, 05/02/2020 - 22:01
Racconta la rivoluzione artistica del movimento impressionista attraverso cinquanta tesori nascosti, fino ad oggi preclusi al grande pubblico, esposti a Roma a Palazzo Bonaparte in occasione della mostra omonima. Come guardavano il mondo gli impressionisti? Come furono accolte le loro opere? Come sono passate dall'essere rifiutate da critica e pubblico a diventare in pochi anni tra le più amate nel mondo? Le due curatrici della mostra, Claire Durand-Ruel e Marianne Mathieu, accompagneranno il pubblico in un percorso articolato, dove immagini di ampio respiro troveranno il loro contrappunto ideale nelle analisi compiute da esperti, storici, artisti e altre figure legate al mondo della pittura moderna e della cultura visuale. I quadri della mostra, opere di Manet, Caillebotte, Renoir, Monet, Berthe Morisot, Cézanne, Signac, Sisley, saranno così sia il punto di partenza che quello di arrivo nell'approfondimento dei percorsi dei singoli autori e delle peculiarità del movimento impressionista.
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Alice e il sindaco

News sul Cinema - Mer, 05/02/2020 - 22:01
Il sindaco di Lione, Paul Théraneau, è in crisi. Non ha più una sola idea. Dopo trent'anni di politica, si sente completamente vuoto. Per rimediare a questo problema, si decide ad assumere una giovane e brillante filosofa, Alice Heimann. Si forma un dialogo, che avvicina Alice e il sindaco e scuote le loro certezze.
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The Third Murder - Il terzo omicidio

News sul Cinema - Mer, 05/02/2020 - 22:01
La vicenda si svolge nel Giappone odierno. Misumi, un uomo di mezz’età, viene arrestato per l'omicidio del suo capo, titolare dell’azienda alimentare in cui egli aveva trovato impiego dopo aver scontato 30 anni di detenzione per un precedente duplice omicidio. Ora, sebbene reo confesso, rischia la condanna a morte. Shigemori, un avvocato di successo, figlio dello stesso giudice che all'epoca aveva risparmiato a Misumi la pena capitale, ne assume la difesa con l’obiettivo di ridurne la pena all’ergastolo. Seguono diversi interrogatori per definire la linea di difesa dell'imputato. Nei racconti di Misumi emergono però evidenti contraddizioni e dalle indagini affiorano un passato difficile e numerosi retroscena che gettano nuova luce su tutta la vicenda. In passato egli aveva ucciso due usurai della yakuza mentre la terza vittima lo aveva licenziato dopo il suo rifiuto a contraffare l’origine di alcuni prodotti alimentari. Inoltre la figlia adolescente dell’imprenditore gli aveva confessato di essere stata oggetto di abusi da parte dal padre. Misumi ha dunque agito per vendicare una grave ingiustizia? La ragazza si offre di testimoniare, esponendosi allo strazio della pubblica gogna, per salvare la vita all'uomo, che però, improvvisamente, si dichiara innocente. Shigemori, convinto dell’innocenza del suo cliente, gli permette di ritrattare la sua confessione, consapevole che ciò potrebbe costargli la vita. La giustizia ha le sue procedure, i suoi tempi e la sua verità, c’è chi giudica e c’è chi viene giudicato, e Misumi viene condannato a morte.
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Il ladro di giorni

News sul Cinema - Mer, 05/02/2020 - 22:01
Salvo, undici anni, vive con gli zii in Trentino. Il giorno della sua Prima Comunione, mentre gioca a pallone con gli amici, compare inaspettatamente a bordo campo un uomo, è suo padre Vincenzo. Salvo a stento lo riconosce, non lo vede, infatti, da sette anni, da quando due carabinieri lo avevano portato via dalla loro casa in Puglia. Ora Vincenzo è uscito di prigione, dice di voler passare qualche giorno con il figlio e parte con lui verso il sud. Durante questo viaggio lungo l'Italia, scandito da molti incontri e ricordi, Salvo imparerà a conoscere suo padre ma dovrà fare i conti anche con i suoi segreti e il suo passato.
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Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)

News sul Cinema - Mer, 05/02/2020 - 22:01
Un'incredibile storia raccontata dalla stessa Harley, come solo lei sa fare. Quando il malvagio e narcisista Roman Sionis e il suo zelante braccio destro Zsasz prendono di mira la piccola Cass, Gotham viene messa sotto sopra per trovarla. Le strade di Harley, Huntress, Black Canary e Renee Montoya si incrociano, e l'improbabile quartetto non ha altra scelta che allearsi per sconfiggere Roman.
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Footballization

News sul Cinema - Lun, 03/02/2020 - 22:01
Footballization è un lungometraggio dedicato alla vita quotidiana nel campo profughi palestinese di Bourj El-Barajneh, un chilometro quadrato nella periferia sud di Beirut, passato da 25 a 45mila abitanti nel giro di pochi anni, con l’arrivo dei profughi siriani in fuga dalla devastante guerra civile di Damasco.
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Il Dottor Stranamore (Versione restaurata)

News sul Cinema - Dom, 02/02/2020 - 22:01
La fine del mondo in epoca atomica: nella sala da guerra del Pentagono, o a cavalcioni d'una bomba. Doveva essere un film serio: follie individuali, errori nel sistema di comunicazione e dispositivi segreti di reazione 'preventiva' rendono possibile l'annientamento termonucleare dell'umanità. Ma nella strada che porta alla morte, troppa vodka, troppa Coca-Cola, troppi missili fallici, troppi fluidi vitali repressi. E troppi, troppi Peter Sellers. Kubrick ce la mette tutta per ritardare l'esplosione, ma alla fine scoppia a ridere (e pare che nel film lo si possa sentire). L'atto di nascita del cinema demenziale. "Con il suo senso del grottesco, Kubrick mette in evidenza la pulsione di morte che governa la società, così come l'uomo. E l'abisso che separa lo sviluppo tecnologico dalla natura umana. Realizzato due anni dopo la crisi dei missili di Cuba, che stava per fare scoppiare una guerra atomica, il film ha la precisione implacabile di un meccanismo a orologeria e l'originale libertà che gli conferiscono i suoi interpreti. In particolare Peter Sellers, nel triplice ruolo di presidente americano, di ufficiale britannico e di scienziato tedesco". (Michel Ciment)
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Promare

News sul Cinema - Dom, 02/02/2020 - 22:01
Con uno stile unico, colorato e strabiliante, Promare si spinge oltre e ridefinisce il cinema d'animazione robotico giapponese. La trama ci conduce in un universo in cui sono trascorsi trent'anni dall'apparizione dei Burnish, una razza di esseri mutanti armati di fiamma, che ha distrutto metà del mondo grazie al fuoco. Quando appare un nuovo gruppo di mutanti che si fanno chiamare Mad Burnish, ha inizio l'epica battaglia tra Galo Thymos, un nuovo membro della squadra di salvataggio anti-Burnish detta Burning Rescue e Lio Fotia, il leader dei Mad Burnish…
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Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi Uno straordinario restauro di Istituto Luce-Cinecittà e Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale

News sul Cinema - Sab, 01/02/2020 - 02:01

10/02/20

Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi Uno straordinario restauro di Istituto Luce-Cinecittà e Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale Alla presenza di Betta Olmi e Roberto Cicutto Il mestiere delle armi, restaurato, sul grande schermo: dopo l’anteprima assoluta alla Festa del Cinema di Roma, nell’ottobre 2019, il capolavoro di Ermanno Olmi viene presentato alla Casa del Cinema lunedì 10 febbraio, alle ore 16.20, come primo appuntamento di una serie di eventi dedicati ai restauri recenti della Cineteca Nazionale. Presentato in concorso a Cannes nel 2001, il film è stato ora restaurato dall’Istituto Luce-Cinecittà e da CSC-Cineteca Nazionale. Alla proiezione seguirà un incontro con Betta Olmi, figlia del regista e produttrice, e con Roberto Cicutto, neo-presidente della Biennale di Venezia, presidente di Istituto Luce-Cinecittà al momento del restauro e soprattutto produttore del film nonché grande amico e collaboratore di Olmi, con il quale vinse nel 1988 il Leone d’oro di Venezia per il film La leggenda del santo bevitore. Il mestiere delle armi racconta gli ultimi giorni di vita di Giovanni de’ Medici, detto “delle Bande Nere”, “nobile e valoroso capitano” (scrisse l’Aretino) dell’esercito di Papa Clemente VII, “audace, impetuoso, di gran concetti” e unico “capo, a chi li soldati vadino più volentieri dietro” (scrisse Machiavelli). Nel 1526, Giovanni combatte per fermare la marcia su Roma degli Alemanni dell’imperatore Carlo V, guidati da Georg von Frundsberg, ma è ferito da un’arma da fuoco, perde una gamba, e dopo quattro giorni di agonia muore a Mantova a ventotto anni. Il mestiere delle armi è un film sulla morte divisa tra materialità della carne e sacrale eternità, la morte che strazia un giovane eroe la cui vita si fa teatro del contrasto fra la guerra tradizionale, quella dell’etica e dell’epica cavalleresche, e la nuova guerra delle vili armi da fuoco che consentono al meno prode di prevalere, dell’artiglieria a causa della quale “la militar gloria è distrutta” e “il mestier de l’arme è senza onore” (scrisse Ariosto). Sullo sfondo della vita di Giovanni, l’arte della guerra entra in contrasto anche con le milizie mercenarie, e soprattutto con gli intrighi, gli inganni, le macchinazioni della politica, di Alfonso d’Este e di Federico Gonzaga, che favorirono per calcolo personale l’avanzata dei Lanzichenecchi. Il film è un dolente requiem in morte di un giovane uomo, e in morte di un’epoca, di una civiltà, di un mondo. 16.20 Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi (2001, 100’) Scritto da Ermanno Olmi e magnificamente fotografato da suo figlio Fabio, il film si è aggiudicato 9 David di Donatello e 3 Nastri d’argento. È interpretato da Christo Jivkov, Sergio Grammatico, Laura Ceccarelli, Dimitar Ratchkov, Fabio Giubbani. Il restauro è stato realizzato nel 2019 dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce-Cinecittà, ed eseguito presso i laboratori di Istituto Luce-Cinecittà a partire dal negativo originale 35mm e dal disco magnetico-ottico originale Dolby Digital 5.1. Le lavorazioni sono state supervisionate dal direttore della fotografia Fabio Olmi. La cura del restauro è di Paola Ruggiero, Fabio Filoni, Pasquale Cozzupoli, Stefano Ballirano, Stefano De Gennaro, Roberto Casula. La supervisione al restauro del suono è stata realizzata a cura di Federico Savina. a seguire incontro moderato da Alberto Crespi con Roberto Cicutto, Elisabetta Olmi  
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Il mestiere delle armi

News sul Cinema - Sab, 01/02/2020 - 02:01

10/02/20

Il mestiere delle armi Primo appuntamento di una serie eventi dedicati ai restauri recenti della Cineteca Nazionale, presentati con successo all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma. Si comincia con "Il mestiere delle armi" di Ermanno Olmi e restaurato dall’Istituto Luce Cinecittà e da CSC/Cineteca Nazionale. Il film segue gli ultimi giorni di vita di Giovanni de’ Medici, detto “delle Bande Nere”, “nobile e valoroso capitano” (scrisse l’Aretino), dell’esercito di Papa Clemente VII, “audace, impetuoso, di gran concetti” e unico “capo, a chi li soldati vadino più volentieri dietro” (scrisse Machiavelli). Nel 1526, Giovanni combatte per fermare la marcia su Roma degli Alemanni dell’imperatore Carlo V, guidati da Georg von Frundsberg, ma è ferito da un’arma da fuoco, perde una gamba, e dopo quattro giorni di agonia muore a Mantova a ventotto anni. Il mestiere delle armi è un film sulla morte divisa tra materialità della carne e sacrale eternità, la morte che strazia un giovane eroe la cui vita si fa teatro del contrasto fra la guerra tradizionale, quella dell’etica e dell’epica cavalleresche, e la nuova guerra delle vili armi da fuoco che consentono al meno prode di prevalere, dell’artiglieria a causa della quale “la militar gloria è distrutta” e “il mestier de l’arme è senza onore” (scrisse Ariosto). Sullo sfondo della vita di Giovanni, l’arte della guerra entra in contrasto anche con le milizie mercenarie, e soprattutto con gli intrighi, gli inganni, le macchinazioni della politica, di Alfonso d’Este e di Federico Gonzaga, che favorirono per calcolo personale l’avanzata dei Lanzichenecchi. Il film è un dolente requiem in morte di un giovane uomo, e in morte di un’epoca, di una civiltà, di un mondo. ore 16.20 Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi (2001, 100’) Presentato in concorso a Cannes nel 2001, racconta gli ultimi giorni di vita del famoso capitano di ventura Giovanni dalle Bande Nere, morto a soli 28 anni nel 1526. Scritto da Ermanno Olmi e magnificamente fotografato da suo figlio Fabio, il film si è aggiudicato 9 David di Donatello e 3 Nastri d’argento. Il restauro è stato realizzato nel 2019 dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce-Cinecittà, ed eseguito presso i laboratori di Istituto Luce-Cinecittà a partire dal negativo originale 35mm e dal disco magnetico-ottico originale Dolby Digital 5.1. Le lavorazioni sono state supervisionate dal direttore della fotografia Fabio Olmi. La cura del restauro è di Paola Ruggiero, Fabio Filoni, Pasquale Cozzupoli, Stefano Ballirano, Stefano De Gennaro, Roberto Casula. La supervisione al restauro del suono è stata realizzata a cura di Federico Savina. a seguire incontro moderato da Alberto Crespi con Roberto Cicutto, Elisabetta Olmi  
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NOTARANGELO LADRO DI ANIME di David Grieco (Italia, 2019, 85’)

News sul Cinema - Ven, 31/01/2020 - 02:01

16/02/20

NOTARANGELO LADRO DI ANIME di David Grieco (Italia, 2019, 85’) Regia:  David Grieco Produzione: 3D Produzioni, Andiamo Avanti Productions; in collaborazione con Istituto Luce, Sky Arte HD Durata: 122’ Lingua: italiano Paesi: Italia Anno: 2019 Interpreti: Francesco Rosi, Carolina Rosi, Lirio Abbate, Roberto Andò, Vincenzo Calia, Furio Colombo, Gherardo Colombo, Maria Rita Crisci, Giancarlo De Cataldo, Marco Tullio Giordana, Giuseppe Tornatore, Nino di Matteo, Nicola Gratteri, Raffaele La Capria, Francesco La Licata, Antonio Nicaso, Giulio Sapelli, Roberto Saviano Montaggio: Valentina Ghilotti, Claudio Poli  
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Oltre la bufera

News sul Cinema - Gio, 30/01/2020 - 22:01
Tornato ad Argenta dopo la Grande Guerra, don Giovanni Minzoni tenta di riorganizzare la vita sociale e culturale della comunità, cercando di aggregare nel vecchio ricreatorio i ragazzi dispersi nelle campagne. I socialisti, cappeggiati da Natale Gaiba, assessore comunale, dimostrano apertamente il loro disprezzo nei confronti della chiesa e di quel prete. Ma quando i rapporti sembrano prendere la piega della comprensione e della collaborazione, un’altra forza politica, moderna e inaspettata, fa il suo ingresso nella storia e in quel piccolo paese emiliano. Augusto Maran, insegnante rancoroso, tornato anch’egli dalla guerra, sente che è il momento giusto per portare il potere locale in proprio favore, a costo di compiere anche atti violenti. Il fascismo sta prendendo piede nelle città e nella campagne di tutta Italia, e anche ad Argenta iniziano i primi tumulti, le prime aggressioni, le quali sfociano all’uccisione di Natale Gaiba. La gente del paese, persa ogni speranza, si aggrappa così alla figura di don Giovanni Minzoni, ultimo uomo “giusto” rimasto in paese, l’unico che potrebbe arginare la forza distruttiva di quella gente in camicia nera. Il parroco risponde a quegli atti vili con la creazione delle prime cooperative femminili e con la costruzione di un teatro per ragazzi. Il fascismo, d’altro canto, cerca di portare dalla propria parte don Minzoni, offrendogli la possibilità di diventare cappellano della milizia. L’animo puro e intransigente ai ricatti e alle minacce del prete, porterà Augusto Maran e la sua banda ad un finale violento, inaspettato ma forse già scritto. L’uccisione di don Giovanni Minzoni il 23 agosto del 1923 non solo smosse le coscienze degli uomini dell’epoca, ma come un fantasma continuò ad agitare l’Italia per decenni.
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Inaugurazione Mondo Leone. Un viaggio nell’immaginario di Sergio Leone con un omaggio a Roberto Roberti e a Leone Film Group

News sul Cinema - Gio, 30/01/2020 - 14:01

31/01/20

Mondo Leone. Un viaggio nell’immaginario di Sergio Leone con un omaggio a Roberto Roberti e a Leone Film Group Presentazione della rassegna e della mostra Proiezione speciale di LA CONTESSA SARA (Roberto Roberti, 1919) Accompagnamento dal vivo del Maestro Antonio Coppola Copia restaurata da Cineteca di Bologna Intervengono: Luca Bergamo, Vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale Gianluca Farinelli, curatore della mostra « C’era una volta Sergio Leone Luca Verdone, autore del documentario « Sergio Leone » Introduce Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema Dedicato a Raffaella, Francesca e Andrea Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Si consiglia la prenotazione    
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L’estate calda dei teddy boys. Pier Paolo Pasolini, Elio Petri e una collaborazione alla fine degli anni Cinquanta

News sul Cinema - Gio, 30/01/2020 - 14:01

17/02/20

L’estate calda dei teddy boys. Pier Paolo Pasolini, Elio Petri e una collaborazione alla fine degli anni Cinquanta «Nel 1959, in pieno boom economico, l’attenzione di Pier Paolo Pasolini si concentrò sul fenomeno della delinquenza giovanile urbanizzata, un tema affrontato allora dalla cultura e dalla politica in termini di emergenza sociale e col ricorso a etichette esterofile come teddy boys o tricheurs. Lo scrittore - prossimo all’esordio dietro la macchina da presa con Accattone - scrisse una sceneggiatura d’ambiente lombardo su una gang di teppisti, adattata per lo schermo col titolo Milano nera; intervenne anche nel dibattito giornalistico per commentare cause e ragioni del disagio adolescenziale, tra famiglie distratte e benessere borghese. In anticipo su questi impegni, si trovò a collaborare con Elio Petri, Tonino Guerra e Franco Giraldi a un lungometraggio, Le notti dei teddy boys, la cui regia fu affidata a Leopoldo Savona: una pellicola che precedette altre prove cinematografiche di Pasolini, fra cui La notte brava, e che, per alcune delle personalità coinvolte, fu una tappa significativa verso carriere individuali di successo. Petri, ad esempio, avrebbe di lì a poco diretto L’assassino con Marcello Mastroianni. Il libro ripercorre la storia produttiva di questo film “invisibile” e dimenticato, impiegando materiali archivistici di prima mano, con l’obiettivo di legarne la realizzazione a un ampio contesto intellettuale; ne pubblica inoltre per la prima volta la sceneggiatura originale, restituendo leggibilità a un’opera che conta la partecipazione di nomi di grande rilievo per il cinema italiano degli anni Sessanta» (dalla quarta di copertina del libro di Tommaso Mozzati, L’estate calda dei teddy boys. Pier Paolo Pasolini, Elio Petri e una collaborazione alla fine degli anni Cinquanta, Carocci, Roma, 2019). 16.30 La notte brava di Mauro Bolognini (1959, 93’) La notte brava dei ragazzi di vita pasoliniani: «Epidermicamente picaresco, elegantemente erotico, raffinatamente manierista» (Morandini). «È stato un film di rottura per l’Italia, perché in precedenza la generazione dei giovani era stata rappresentata al cinema solo dai “poveri ma belli”. In La notte brava, invece, ci sono i ragazzi veri, si parlava di sottoproletariato, di prostituzione, di magnaccia. Il cast era composto da attori giovani e straordinari, c'erano la Ferrero e la Lualdi, con me, ma anche Terzieff e Brialy, che in Francia avevano fatto i film della Nouvelle vague. Pasolini veniva spesso sul set ma, malgrado fosse lo sceneggiatore del film, non si permetteva di aprire bocca con Bolognini. Si limitava ad osservare» (Martinelli). a seguire incontro moderato da Flavio De Bernardinis con Franco Grattarola, Tommaso Mozzati, Ugo Tucci. Nel corso dell’incontro verrà presentato il libro di Tommaso Mozzati, "L’estate calda dei teddy boys. Pier Paolo Pasolini, Elio Petri e una collaborazione alla fine degli anni Cinquanta", Carocci, Roma, 2019.
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