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CANCELLATO: Le stagioni di Liù

Lun, 02/03/2020 - 12:34

08/03/20

Centrale Preneste Teatro

Compagnia Fratelli di Taglia presenta

Le stagioni di Liù
Liberamente ispirato a “Il sogno delle stagioni” di Arianna Papini

di Giovanni Ferma e Daniele Dainelli
regia di Giovanni Ferma
con Daniele Dainelli e Irina Dainelli

Liù, la curiosa bambina protagonista di questa storia, ha mille domande: “Perché passa il tempo? Perché c’è l’inverno? Chi decide se domani nevica? Perché non è sempre estate?”.
La risposta è in un sogno che si trasforma in un viaggio incantato, in compagnia di un personaggio fantastico: il vecchio pulimondo Grey, un netturbino, che ha la missione di tenere pulito il mondo e che conosce tutti i paesi dove ogni stagione è per sempre.

Categorie: Teatro

Le stagioni di Liù

Lun, 02/03/2020 - 12:34

08/03/20

Centrale Preneste Teatro

Compagnia Fratelli di Taglia presenta

Le stagioni di Liù
Liberamente ispirato a “Il sogno delle stagioni” di Arianna Papini

di Giovanni Ferma e Daniele Dainelli
regia di Giovanni Ferma
con Daniele Dainelli e Irina Dainelli

Liù, la curiosa bambina protagonista di questa storia, ha mille domande: “Perché passa il tempo? Perché c’è l’inverno? Chi decide se domani nevica? Perché non è sempre estate?”.
La risposta è in un sogno che si trasforma in un viaggio incantato, in compagnia di un personaggio fantastico: il vecchio pulimondo Grey, un netturbino, che ha la missione di tenere pulito il mondo e che conosce tutti i paesi dove ogni stagione è per sempre.

Categorie: Teatro

Kamera speculativa

Lun, 02/03/2020 - 11:46

da 08/05/20 a 24/05/20

Teatro India - Teatro di Roma

Kamera speculativa

Kamera speculativa
di Industria Indipendente
resident Erika Z. Galli, Federica Santoro, Martina Ruggeri, Annamaria Ajmone, Iva Stanisic, Jonida Prifti, Maziar Firouzi, Lorenza Accardo, Luca Brinchi, Paola Granato.
Ambiente performativo

La prima Kamera Speculativa è dedicata a Valerie Solanas e, in occasione dello sciopero transfemminista del 9 marzo, è a fianco di Non Una Di Meno Roma e Il Campo Innocente, per un momento di presa di parola su violenza, sessismo e lavoro artistico e discriminazione.

Kamera: ambiente o spazio delimitato atto a contenere qualcosa da conservare e mettere al riparo.
Speculare: osservare, guardare, scrutare da lontano, indagare, cercare con il pensiero.

Kamera speculativa nasce per gli spazi del Teatro India e si inscrive nella ricerca che Industria Indipendente rivolge alla creazione di ambienti, in cui far accadere trasmissioni di pensiero, relazione e immaginazione, nella forma del contagio e della moltiplicazione.
Un numero fisso di performer indaga insieme ad altri/e artisti/ e, studiosi/e e figure di diversa tipologia, un oggetto-questione individuato di volta in volta, aprendo la Kamera al pubblico, nel tentativo di condividere, offrire e stimolare connessioni, trasmettere significati, attraverso l’utilizzo di diverse forme di espressione e pratiche artistiche.
Kamera speculativa è un luogo reale e metaforico, un ambiente performativo aperto e cangiante dove poter rimanere a osservare e ascoltare, contemplare ciò che accade o interagire concretamente con lo spazio circostante.
Come in una relazione continua con l’oggetto svelato e osservato, la materia potrà essere analizzata, sovraesposta, tradita, rimescolata, generando altri significati e oggetti, rimuovendo o stimolando l’errore, rendendo le nostre menti e i nostri corpi pronti al ragionamento e alla perdita dei sensi.

L’incasso della serata è devoluto a Non Una Di Meno Roma.

Categorie: Teatro

Mnemosine

Ven, 28/02/2020 - 16:09

da 04/03/20 a 05/03/20

Spazio Diamante

Mnemosine

Spettacolo vincitore del Premio del pubblico al Festival inDivenire

di Doron Cochavi, Luigi Saravo
con Cristian Giammarini, Daniele Santoro, Doron Cochavi, Claudia Vegliante, Chiara Felici, Beatrice Olga Valeri
regia Luigi Saravo

Mnemosine è uno spettacolo sul tema della perdita e del lutto che utilizza la Shoah come nucleo generativo.

Il lavoro è partito dall’incontro tra me, Luigi Saravo, regista italiano, e Doron Kochavi, attore e fotografo isrlaeliano.

Trovandoci a lavorare insieme su un progetto legato ai rifugiati chiamato Exodos, abbiamo cominciato a condividere idee e suggestioni sul tema della Shoah. Abbiamo indagato i ricordi della nonna di Doron, ebrea polacca, sopravvissuta ad Auschwitz tuttora viva e residente in Israele e alcune memorie infantili che mi riguardano attinenti al tema della perdita e del lutto.

Il nostro obiettivo è stato di costruire un percorso a partire dai meccanismi fisiologici della memoria mettendoli in relazione al concetto del lutto e alla sua elaborazione utilizzando come contesto narrativo la Shoah.

La storia su cui si centra la scrittura dello spettacolo riguarda una famiglia di quattro persone, padre, madre, figlio maggiore, figlia minore, nella quale il figlio maggiore scompare nel gorgo nazista.

Da qui la famiglia si trova a dover elaborare questa perdita all’interno di una dimensione di trauma che rende difficile comunicare alla sorella minore, al tempo della scomparsa ancora piccolissima, del fratello scomparso.

Nei nostri percorsi esplorativi ci è più volte capitato di imbatterci in racconti che fanno capo a un grande non detto all’interno delle famiglie ebraiche. Senza addentrarci nei complessi meccanismi sociologici e psicologici dell’elaborazione di una tragedia collettiva come la Shoah abbiamo voluto concentrarci su questi casi e su come abbiano risposto alle condizioni che si erano andate a creare.
Il linguaggio di cui lo spettacolo si compone è essenzialmente visivo e si snoda attraverso una serie di quadri collegati tra loro da nessi narrativi. Nel lavoro ci siamo chiesti quale taglio dare alla nostra narrazione. Se seguire un percorso narrativo lineare che potesse essenzialmente dar conto dei fatti o se dare forma al modo in cui i meccanismi della memoria funzionano. Abbiamo scelto di seguire questa seconda strada e ci siamo trovati in un contesto compositivo dove il passato e il presente dialogano costantemente tra loro, dove i sentimenti del momento modificano le sensazioni e le strutture d’immagini del passato e dove, quindi, la memoria si costituisce come un processo plastico, profondamente radicato nel linguaggio simbolico.

È a questo linguaggio che abbiamo dato forma, mirando, quindi, ad un coinvolgimento più intuitivo e associativo dello spettatore.

Produzione San Carlino di Vitiello Cristina

Categorie: Teatro

Ogni bellissima cosa

Gio, 27/02/2020 - 16:27

da 16/04/20 a 26/04/20

Teatro Piccolo Eliseo

Ogni bellissima cosa
Every brilliant thing

di Duncan Macmillan e Johnny Donahoe
traduzione e regia di Monica Nappo
con Carlo De Ruggieri

Quando sei bimbo e i grandi fanno cose che tu non capisci tanto, provi a domandare loro che sta succedendo, ed eventualmente, a dare il tuo aiuto. In alcuni casi puoi scoprire che il tuo aiuto e il tuo modo di reagire restano invariati dopo venti anni. Ogni bellissima cosa parla proprio di questo.
Di una persona che parla di quando da bambino sia stato costretto a chiedersi cosa fosse questa cosa chiamata morte, cosa volesse dire la frase “Mamma è depressa.” Neanche il papà sa rispondere, e quindi il bimbo inizia una lista di tutte le cose bellissime che ci sono attorno a noi e che sono un buon motivo per vivere e svegliarsi con il sorriso. Questa storia può accadere ovunque nel mondo, perché è ovunque nel mondo che accadono queste storie.

Categorie: Teatro

SOSPESO: Amleto e sua moglie Ofelia

Gio, 27/02/2020 - 16:18

da 05/03/20 a 08/03/20

Teatro Studio Uno

Amleto e sua moglie Ofelia

scritto e diretto da Gabriele Linari
aiuto regia Fabrizio Quoiani
con Elisa Carucci, Daniele Giuliani

Nel freddo castello di Elisnore compare un fantasma: è quello del vecchio re morto in circostanze misteriose, padre del giovane Amleto. Nel frattempo suo fratello Claudio ha sposato la regina Gertrude, madre di Amleto. Il fantasma sprona il nero principe a vendicare la sua morte, avvenuta per mano del perfido fratello. Ma Amleto dubita, tentenna, riflette, si finge pazzo e parla, parla, parla. A farne le spese saranno: Polonio (ucciso per errore nella stanza della regina), sua figlia Ofelia (che impazzita si getta nel fiume), Rosencrantz e Guildestern (messaggeri spediti da Claudio per “sondare” l’animo di Amleto), Laerte (fratello di Ofelia, che sfida a duello il Principe per vendicare il padre Polonio e la sorella suicida), la Regina Gertrude (che beve un veleno destinato al figlio) e – solo per ultimo – il vero destinatario di questa storia di vendetta, il Re Claudio.
Fin qui Shakespeare.
E se Amleto avesse preso una decisione rapida nella sua vita? Se – per esempio – avesse deciso di salvare la bella Ofelia un attimo prima che si gettasse, pazza per il dolore, nell’amato fiume?
Nelle sale di un freddo castello Amleto è circondato da fogli e libri. Studia, cerca, scrive, in perenne – solito – bilico tra ispirazione e disperazione. Ofelia è con lui, che si aggira nelle stanze. Nel suo grembo sta crescendo il figlio (o figlia?) del nero principe di Danimarca. Una ragazza piena di speranza, voglia di vivere e una Fede incondizionata. L’esatto contrario di Amleto, sempre più disilluso, sfiduciato, caustico e spietato. Uno scontro tra visioni opposte, un gioco che parte dalle parole di Shakespeare per andare altrove: a riflettere su Dio, sulla fiducia, sui tormenti di ognuno di noi… Compresi quelli dall’amore coniugale.

Categorie: Teatro

Amleto e sua moglie Ofelia

Gio, 27/02/2020 - 16:18

da 05/03/20 a 08/03/20

Teatro Studio Uno

Amleto e sua moglie Ofelia

scritto e diretto da Gabriele Linari
aiuto regia Fabrizio Quoiani
con Elisa Carucci, Daniele Giuliani

Nel freddo castello di Elisnore compare un fantasma: è quello del vecchio re morto in circostanze misteriose, padre del giovane Amleto. Nel frattempo suo fratello Claudio ha sposato la regina Gertrude, madre di Amleto. Il fantasma sprona il nero principe a vendicare la sua morte, avvenuta per mano del perfido fratello. Ma Amleto dubita, tentenna, riflette, si finge pazzo e parla, parla, parla. A farne le spese saranno: Polonio (ucciso per errore nella stanza della regina), sua figlia Ofelia (che impazzita si getta nel fiume), Rosencrantz e Guildestern (messaggeri spediti da Claudio per “sondare” l’animo di Amleto), Laerte (fratello di Ofelia, che sfida a duello il Principe per vendicare il padre Polonio e la sorella suicida), la Regina Gertrude (che beve un veleno destinato al figlio) e – solo per ultimo – il vero destinatario di questa storia di vendetta, il Re Claudio.
Fin qui Shakespeare.
E se Amleto avesse preso una decisione rapida nella sua vita? Se – per esempio – avesse deciso di salvare la bella Ofelia un attimo prima che si gettasse, pazza per il dolore, nell’amato fiume?
Nelle sale di un freddo castello Amleto è circondato da fogli e libri. Studia, cerca, scrive, in perenne – solito – bilico tra ispirazione e disperazione. Ofelia è con lui, che si aggira nelle stanze. Nel suo grembo sta crescendo il figlio (o figlia?) del nero principe di Danimarca. Una ragazza piena di speranza, voglia di vivere e una Fede incondizionata. L’esatto contrario di Amleto, sempre più disilluso, sfiduciato, caustico e spietato. Uno scontro tra visioni opposte, un gioco che parte dalle parole di Shakespeare per andare altrove: a riflettere su Dio, sulla fiducia, sui tormenti di ognuno di noi… Compresi quelli dall’amore coniugale.

Categorie: Teatro

ANNULLATO: La storia a processo

Gio, 27/02/2020 - 16:08

01/04/20

Teatro Eliseo

Morte di un commesso viaggiatore
di Arthur Miller

Con Alessandro Haber e Alvla Reale
Regia di Leo Muscato

Perché il Commesso colpisce così profondamente? Perché è la storia di un sogno; la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui. Nella fiaba della farfalla e della formica, le simpatie vanno alla farfalla, benché questa venga sconfitta. E Willy Loman, sconfitto alla fine come la farfalla, non ha pazienza. E’nato in un paese giovane e impaziente, forse figlio di immigrati; non ha radici, vuole salire nella scala sociale. Sogna a occhi aperti il successo facile, veloce. Un commesso viaggiatore che si guadagna da vivere con la parlantina, e ha allevato i figli al culto dell’apparenza e della superficialità; a disprezzare il cugino secchione e a puntare tutto sull'effimero; a essere attraenti, popolari, campioni sportivi.

Categorie: Teatro

La storia a processo

Gio, 27/02/2020 - 16:08

01/04/20

Teatro Eliseo

Morte di un commesso viaggiatore
di Arthur Miller

Con Alessandro Haber e Alvla Reale
Regia di Leo Muscato

Perché il Commesso colpisce così profondamente? Perché è la storia di un sogno; la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui. Nella fiaba della farfalla e della formica, le simpatie vanno alla farfalla, benché questa venga sconfitta. E Willy Loman, sconfitto alla fine come la farfalla, non ha pazienza. E’nato in un paese giovane e impaziente, forse figlio di immigrati; non ha radici, vuole salire nella scala sociale. Sogna a occhi aperti il successo facile, veloce. Un commesso viaggiatore che si guadagna da vivere con la parlantina, e ha allevato i figli al culto dell’apparenza e della superficialità; a disprezzare il cugino secchione e a puntare tutto sull'effimero; a essere attraenti, popolari, campioni sportivi.

Categorie: Teatro

Paolo Borsellino Essendo stato

Gio, 27/02/2020 - 15:38

da 31/03/20 a 05/04/20

Teatro Piccolo Eliseo

Morte di un commesso viaggiatore
di Arthur Miller

Con Alessandro Haber e Alvla Reale
Regia di Leo Muscato

Perché il Commesso colpisce così profondamente? Perché è la storia di un sogno; la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui. Nella fiaba della farfalla e della formica, le simpatie vanno alla farfalla, benché questa venga sconfitta. E Willy Loman, sconfitto alla fine come la farfalla, non ha pazienza. E’nato in un paese giovane e impaziente, forse figlio di immigrati; non ha radici, vuole salire nella scala sociale. Sogna a occhi aperti il successo facile, veloce. Un commesso viaggiatore che si guadagna da vivere con la parlantina, e ha allevato i figli al culto dell’apparenza e della superficialità; a disprezzare il cugino secchione e a puntare tutto sull'effimero; a essere attraenti, popolari, campioni sportivi.

Categorie: Teatro

Morte di un commesso viaggiatore

Gio, 27/02/2020 - 15:29

da 24/03/20 a 09/04/20

Teatro Eliseo

Morte di un commesso viaggiatore
di Arthur Miller

Con Alessandro Haber e Alvla Reale
Regia di Leo Muscato

Perché il Commesso colpisce così profondamente? Perché è la storia di un sogno; la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui. Nella fiaba della farfalla e della formica, le simpatie vanno alla farfalla, benché questa venga sconfitta. E Willy Loman, sconfitto alla fine come la farfalla, non ha pazienza. E’nato in un paese giovane e impaziente, forse figlio di immigrati; non ha radici, vuole salire nella scala sociale. Sogna a occhi aperti il successo facile, veloce. Un commesso viaggiatore che si guadagna da vivere con la parlantina, e ha allevato i figli al culto dell’apparenza e della superficialità; a disprezzare il cugino secchione e a puntare tutto sull'effimero; a essere attraenti, popolari, campioni sportivi.

Categorie: Teatro

Le affinità elettive

Gio, 27/02/2020 - 15:29

da 14/04/20 a 26/04/20

Teatro Eliseo

Le affinità elettive

di Johann Wolfgang von Goethe
riscrittura Mati Berardelli
regia Andrea Baracco
con Elena Arvigo, Silvia D'Amico, Denis Fasolo, Gabriele Portoghese, Oskar Winiarski

Ne Le affinità elettive c’è un grande gioco di equilibri e contrasti tra essere e dover essere, tra istinto e ragione, tra sensualità e moralità, tra immediatezza e riflessione, tra destino e volontà. Il tentativo è quello di mostrare le forze che provengono dalla dissoluzione del matrimonio. La passione perde tutto il suo diritto, la sua felicità e la sua potenza quando cerca di venire a patti con l’agiata e garantita vita borghese. Carlotta ed Edoardo, dopo una lunga separazione, si ritrovano e decidono di sposarsi e si impegnano in maniera così ostinata nella difesa del loro rapporto tanto da isolarsi in un luogo lontano da tutto. L'equilibrio tanto ricercato viene però improvvisamente sconvolto dall’arrivo di un amico di Edoardo, il Capitano, a cui seguirà poco dopo l’arrivo della nipote di Carlotta, Ottilia. Con questi due nuovi elementi, l’equilibrio coniugale tra Carlotta e Edoardo entra in crisi e le affinità elettive cominciano progressivamente a operare e quindi a modificare, fino a stravolgere i legami.

Categorie: Teatro

Improvvisando

Gio, 27/02/2020 - 14:48

25/03/20

Teatro Salone Margherita

ALBERTO LAURENTI & LUCIANO LEMBO
in

IMPROVVISANDO

Per i 52 anni del Puff, storico locale trasteverino, il Salone Margherita ospita alcuni degli artisti più importanti della realtà cabarettistica e musicale romana.
Questa storica collaborazione tra due locali che hanno fatto la storia della comicità avrà inizio il 25 marzo alle 21.00 con “Improvvisando”.
Il M° Alberto Laurenti e Luciano Lembo in un divertente spettacolo di musica e cabaret dove i due artisti si spalleggiano con improvvisazioni d’autore.
Da un’ idea di Francesco Fiorini.

Categorie: Teatro

La terra dei lombrichi

Gio, 27/02/2020 - 14:27

da 04/05/20 a 06/05/20

Teatro Torlonia - Teatro di Roma

LA TERRA DEI LOMBRICHI
Una tragedia per bambini

da Alcesti di Euripide
ideato e diretto da Chiara Guidi
con i partecipanti del laboratorio il Metodo errante

“I lombrichi, ciechi e sordi, giorno dopo giorno rivoltano e vagliano la terra. Dalle profondità del suolo, portando in superficie mucchietti di terriccio, sollevano il terreno, trasformano il paesaggio e seppelliscono, custodendoli, molti oggetti antichi. Essi ricoprono e proteggono, permettendo a ciò che è sepolto di ritornare. Per incontrare i lombrichi occorre scavare ed entrare nella terra perché solo stando un po’ con loro è possibile comprendere bene il loro segreto. Oh! È un’impresa impossibile, perché nessuno può andare sotto terra, stare con i lombrichi e restare vivo! Occorre, allora, fare come Alcesti, diventare come lei, seguendo la sua storia così come ce la racconta Euripide, un poeta dell’antica Grecia. Alcesti, accettando di morire al posto del marito Admeto, scende nelle viscere della terra e poi, grazie all’aiuto di Eracle, risale in superficie lasciando i lombrichi alla loro infaticabile azione: andare sotto e poi risalire sopra… sotto… sopra… sottosopra…un movimento inestinguibile che illumina di speranza anche la tragedia”.

Lo spettacolo, nato attraverso un laboratorio di Chiara Guidi sul Metodo errante, è una forma teatrale aperta, ha cioè bisogno dei bambini per comporsi e per compiersi. I bambini, guidati dalle figure della narrazione, entrano letteralmente dentro lo spazio dell’azione e determinano l’andamento della vicenda con le loro decisioni o con i loro interventi.

Chiara Guidi coinvolge attori, bambini e insegnanti intorno al METODO ERRANTE, pratica che mette in gioco i due fronti della rappresentazione, l’azione e la ricezione, includendo lo sguardo dei bambini e la loro tendenza spontanea a prendere iniziative.

I partecipanti al laboratorio saranno coinvolti in una struttura drammaturgica essenziale, messa in scena successivamente con l’intervento attivo dei bambini. Nei primi incontri si imposterà il lavoro, che sarà sviluppato durante le rappresentazioni degli ultimi tre giorni; dopo ognuna di queste il laboratorio proseguirà con la verifica dell’esperienza.

Lo spettacolo costruito attraverso l’esperienza del METODO ERRANTE sarà La terra dei lombrichi. Una tragedia per bambini (da Alcesti di Euripide), concepito per mettere in moto l’azione e il pensiero dei piccoli spettatori-partecipanti in maniera immediata, in base a ciò che viene visto.

Categorie: Teatro

I canti dell'albero

Gio, 27/02/2020 - 14:20

04/04/20

Teatro Torlonia - Teatro di Roma

I CANTI DELL’ALBERO
Compagnia Controluce Teatro d’Ombre

su musica di Maurice Ravel
ideazione, messinscena e regia Cora De Maria,
Alberto Jona, Jenaro Meléndrez Chas
testi Guia Risari
in scena Alice De Bacco, Pierre Jacquemin
esecuzione musicale Sergio Scibilia, Ylenia D’Introno

supervisione musicale Caterina Vivarelli
elementi scenografici Alice Delorenzi
disegno luci Sara Brigatti

in collaborazione con il Conservatorio G. Verdi di Torino
e la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani onlus

CONTEMPORANEO FUTURO nuove generazioni

Lo spettacolo parte da Miroirs e Ma mère l’Oye, piccolo gioiello pianistico di Maurice Ravel che si ispira al libro di fiabe per bambini Contes de ma mère l'Oye, accompagnato, nelle varie edizioni, da magnifiche illustrazioni. Le illustrazioni hanno una lunga e antica storia quale veicolo per far conoscere il mondo e, prima della fotografia, hanno rappresentato l’unica possibilità di poter godere delle meraviglie viste e a volte solo immaginate da viaggiatori, esploratori e narratori. Mondi che comunque, per la loro irraggiungibilità, avevano la stessa sostanza della fiaba. La pièce prendendo spunto dalle suggestioni nate da Miroirs e Ma mère l'Oye, è uno spettacolo di ombre e musica che condurrà, come un libro illustrato, in un mondo dove tutto è possibile.

Categorie: Teatro

RedReading

Gio, 27/02/2020 - 12:58

da 21/03/20 a 16/05/20

Teatro Torlonia - Teatro di Roma

RedReading
Quarta stagione - Tre Ritratti

un programma di e con Tamara Bartolini e Michele Baronio
drammaturgia Tamara Bartolini
musiche e canzoni live Michele Baronio, Renato Ciunfrini, Sebastiano Forte
suono Michele Boreggi
con la partecipazione di artisti e ospiti
e con la partecipazione degli allievi del laboratorio teatrale per adolescenti
del Teatro del Lido di Ostia e Liceo Classico e delle Scienze Umane Anco Marzio
identità visiva Margherita Masè
partner culturale Wunderbar Cultural Projects
produzione Bartolini/Baronio | 369gradi

In un’atmosfera informale, un libro e il suo autore incontrano il teatro.
RedReading è un incontro tra il teatro e la potenza di un libro, tra la musica e la narrazione orale. Uno spazio di prossimità, un esercizio di vicinanza: una traduzione sentimentale e intima di un’opera letteraria condivisa con una comunità. Attraverso una costruzione drammaturgica e sonora intorno ad un testo, restituito in lettura e tradotto musicalmente, si apre il dialogo con gli ospiti invitati ad aprire sguardi e orizzonti di pensiero sugli argomenti e sulle suggestioni create dal RedReading per dar vita a un viaggio appassionato nella narrazione dei nostri anni, nelle storie di donne e uomini, di luoghi, di memorie e scelte.
«Ogni storia è la storia di ciascuno e di tutti»
Da qui partiamo per aprire la quarta stagione dei RedReading che torna al Teatro di Villa Torlonia con Tre ritratti che hanno segnato la storia del progetto. Un viaggio unico in tre tappe da condividere con il pubblico.
La stagione si apre a marzo con il concerto dedicato a Pier Paolo Pasolini e alle sue canzoni che prende vita dall’ultima intervista di Furio Colombo offrendoci uno sguardo sul presente e consegnandoci un’immagine vivida della città di Roma. Ad aprile ripartiamo proprio dalla città medaglia d’oro per la resistenza per raccontare la storia di Isabella e Giorgio Marincola attraverso l’intreccio di due libri: Timira di Wu Ming 2 e Antar Mohamed e Razza partigiana di Lorenzo Teodonio e Carlo Costa per ricordarci che “siamo tutti profughi senza fissa dimora”. A maggio diventiamo esploratori della terra sonora cantata dal premio Nobel Peter Handke, di quando il bambino era ancora bambino.
Come sempre in ogni RedReading avremo ospiti diversi chiamati a seguire fili di pensiero paralleli e intrecciati con le suggestioni scaturite da un libro. Per tutto il ciclo saranno con noi anche gli adolescenti del laboratorio teatrale Ritratti di un territorio - realizzato dal Teatro del Lido di Ostia e dal Liceo Anco Marzio - con i loro pensieri, urgenze e riflessioni.
RedReading è un progetto ideato da Bartolini/Baronio, è un programma teatrale che procede per stagioni, cicli ed episodi. La prima stagione composta da sette RedReading e coprodotta da Sycamore T Company si è svolta al Teatro Argot, e ha attraversato poi altri teatri, spazi, festival, con la partecipazione attiva del collettivo TerraNullius Narrazioni Popolari. La seconda stagione, una coproduzione Bartolini/Baronio | 369gradi in collaborazione con Carrozzerie n.o.t, si è configurata in un progetto speciale di tre RedReading dedicati ai temi della città, del governo e della terra.
La terza stagione al Teatro di Villa Torlonia - Teatro di Roma è stata un ciclo di quattro RedReading che hanno approfondito i temi del patto tra generazioni, del lavoro, della famiglia e dell’abitare.

RedReading #1
NOTTURNO PASOLINI_un concerto
dalle opere di Pier Paolo Pasolini e dal libro “L’ultima intervista di Pasolini” di F. Colombo e G. Ferretti

Un canto, un concerto notturno, un blues del corpo che spreme il succo dell’anima, “ne estrae il sudore, ne strappa le scintille e getta tutto nello spazio”. Cercare Pasolini di notte avendo come mappa le sue canzoni. Cercare parole che nascondono le nostre urgenze di dire, di rimettere in ordine i pezzi o di lanciarli nel caos. Suonare le domande, le speranze, le delusioni. Per dire di noi, del nostro scandalo, della nostra rabbia, della nostra dolcezza. Tutto è musica. Partiamo dalle sue canzoni e dalle risposte racchiuse dentro l’ultima intervista concessa a Furio Colombo la sera prima dell’incontro con la morte. Proseguiamo con indizi, odori, suoni, sudori, tracce. Incontriamo altri sguardi che ci raccontano punti di vista, ricordi, impressioni. Fuori c’è una luce che acceca, che non fa vedere, c’è odore di petrolio.

RedReading #6
COME FRATELLI E SORELLE_vite profughe, esistenze partigiane

dai libri: “Timira_romanzo meticcio” di Wu Ming 2 e Antar Mohamed (ed. Einaudi) e “Razza partigiana” di Lorenzo Teodonio e Carlo Costa (ed. Iacobelli)
“Le storie sono di tutti – nascono da una comunità e alla comunità ritornano – anche quando hanno la forma di un’autobiografia e sembrano appartenere a una persona sola, perché sono le sue memorie, la sua vita com’è il caso di questo romanzo meticcio.” Un omaggio che si nutre di parole, suoni, racconti, ricordi e immagini. Una festa per ricordarci da dove veniamo e chi siamo, per dare voce ad una storia che ci appartiene. Apriamo un album di famiglia, troviamo foto che parlano di un fratello e una sorella in cui specchiarci, perderci e ritrovarci. Sfogliando i ricordi di Isabella e Giorgio Marincola, sbirciando dentro quelle vecchie foto ingiallite di “bambini italiani dalla pelle scura”, ritroviamo anche le nostre foto, ci guardiamo e ci riconosciamo, come fossimo fratelli e sorelle sul filo di una frontiera sbarcati per cantare una memoria oltre i confini. “Siamo tutti profughi, senza fissa dimora nell’intrico del mondo. Respinti alla frontiera da un esercito di parole, cerchiamo una storia dove avere rifugio.”

RedReading #7
QUANDO IL BAMBINO ERA BAMBINO_sguardi dentro la terra sonora di Peter Handke
dai libri “Infelicità senza desideri” e “Il canto della durata” di Peter Handke

Peter Handke considera lo spazio teatrale come l’ultimo miracolo che ancora si interroga, dove è ancora possibile l’incontro, dove è possibile fare delle domande. Apriamo lo spazio intimo del RedReading alla sua opera poliedrica con uno sguardo istintuale e come sempre “sentimentale” sui diversi “formati” che l’autore attraversa. Il nostro è un ritratto, un omaggio volutamente parziale, rivolto solo ad alcuni paesaggi che ci hanno parlato, che sono entrati nel nostro percorso. Suggestioni e riflessioni, piccole indagini, appunti, sguardi obliqui dentro i suoi romanzi, drammaturgie, poesie, sceneggiature. È un invito all’ascolto, al mettersi in cammino, ad attraversare la sua opera, insieme ai nostri ospiti. Per alcuni di loro Handke è materia di studio, altri lo hanno messo in scena o incontrato in collaborazioni e corrispondenze di sguardi sul mondo, c’è chi lo ha fotografato, tradotto e raccontato o chi parla una lingua che si nutre degli stessi paesaggi perduti. E poi c’è chi lo vuole cantare...così senza un perché come a volte fanno i bambini. E infine ci siamo noi esploratori della sua terra sonora.

Categorie: Teatro

Gira gira - Danza la vita

Gio, 27/02/2020 - 12:58

03/04/20

Teatro Torlonia - Teatro di Roma

GIRA GIRA - Danza la vita
Teatrimperfetti/Maria Ellero-Déjà Donné

da un’idea di Maria Ellero e Virginia Spallarossa
coreografie Virginia Spallarossa e Maria Ellero
regia Maria Ellero
con Priscilla Pizziol

musiche originali Sergio Altamura
costumi e oggetti di scena Mirella Salvischiani
produzione Déjà Donné
CONTEMPORANEO FUTURO nuove generazioni

Gira Gira è uno spettacolo per i piccolissimi che attraverso la danza vuole parlare di nascita, origine, creazione. Lo spazio scenico è un cerchio bianco con tanti sacchetti bianchi, posizionati lungo il perimetro, sacchetti il cui contenuto sarà svelato dai bambini, ma solo alla fine.
La danzatrice è vestita di bianco e all’inizio nasce uscendo da un tessuto che la avvolge come se fosse dentro un uovo; è una bambina piccola che inizia a scoprire il proprio corpo, le mani, i piedi e rotola, cercando un centro di equilibrio per mettersi in piedi. Trova il suo elemento, quello da cui è nata, e da copertina rassicurante, si trasforma in una gonna roteante e magica che girando le permette di alzarsi in piedi e iniziare a danzare. La gonna magica si trasforma in una compagna di viaggio che le regalerà doni importanti per creare un mondo attraverso sabbie colorate, un mondo per chi verrà. Quando tutto sarà pronto la danzatrice se ne andrà, lasciando ai bambini quel mondo da loro creato; ora i bambini, liberi di entrare nel mondo colorato, potranno scoprire, all’interno dei sacchetti, animali che aspettavano di nascere e con cui giocare.

Categorie: Teatro

Sgombro a teatro

Gio, 27/02/2020 - 12:24

da 13/03/20 a 06/06/20

Teatro Torlonia - Teatro di Roma

Sgombro a teatro

Cos’è Sgombro? Una serata di teatro comico o una comunità di attori e spettatori? Forse entrambe le cose. In una manciata di stagioni Sgombro ha radunato attorno a sé un gruppo di autori-attori tra i più interessanti della scena romana di oggi, drammaturghi e performer che lavorano sulla comicità, sull’ironia, ma interpretando i grandi temi del presente: la precarietà, il senso dell’arte e Roma, una città in perenne decadenza che continua a partorire genialità artistiche come forma di resistenza. Non è stand up comedy, ma vero e proprio teatro comico: una rivista teatrale contemporanea, che intercetta alcune delle voci più interessanti della nuova drammaturgia.

13 marzo ore 20.00
46 Tentativi Di Lettera A Mio Figlio
di e con Claudio Morici
In 46 Tentativi Di Lettera A Mio Figlio l’obiettivo è spiegare a suo figlio il senso della vita e soprattutto il perché della separazione dei genitori, con lettere scarabocchiate, falsi ricordi, amici alcolizzati e peluche che illustrano la crisi di coppia, tra il monologo comico, il reading letterario e il radiodramma.

27 marzo ore 20.00
Wanderwoman
scritto e diretto da Arianna Dell'Arti
con Paola Michelini
musiche Giuliano Taviani
Wanderwoman è un monologo tragicomico che racconta il percorso bizzarro di una donna costretta a fare in conti con il lato osceno di sé per riuscire a voltare pagina dopo un tradimento.

a seguire

Il tempo stinge
Brevi monologhi contro l’affanno
uno spettacolo di Davide Grillo
disegno luci Valerio Camelin
Il tempo stinge – una constatazione. Non miglioriamo, tutt’altro. Cresciamo pensando alla vita come una continua evoluzione e scopriamo che non è così, è solo la cornice teorica ad essere ottimista. Il tempo matura i suoi frutti che poi però vanno a male. Il tempo stinge è una serie di monologhi tragicomici che hanno in qualche modo a che fare con il tempo, il suo trascorrere, il rapporto seccante che se ne crea, gli affanni connessi e altre nefandezze.

10 aprile ore 20.00
La vita è belva
di e con Daniele Parisi e Ivan Talarico
Monologhi, canzoni, poesie e dialoghetti amorali. Questi gli ingredienti dello spettacolo tragicomico di Parisi e Talarico, che provano a sgretolare certezze, ostinandosi a cercare una vita migliore nel posto sbagliato. Il tentativo è di convincervi che il tramonto è l'alba di una nuova notte, che i quadrati sono cerchi spigolosi e che le lacrime sono il modo migliore che hanno gli occhi di sudare. Vi lasceranno i loro problemi e andranno a casa più leggeri.

27 maggio ore 20.00
Cuoro
di e con Gioia Salvatori
“Che cos'è l'amore?”
Sdraiata su un divano, al centro di un giardino immaginario, la protagonista passa in rassegna sé stessa, rinarra favole, miti e modelli femminili, fa e disfa le sue considerazioni e per ogni conclusione, prova una nuova via di fuga. Il risultato è un girotondo che è anche un po' una festa, un tentativo di condurre a casa se stessi, le proprie imperfezioni e quelle dell'altro, le incongruenze ma anche l'umanità che esse portano con sé.

a seguire

Luisa, uno sguardo oltralpe
Teatronovela con attori, pupazzi e umorismo
di Marco Ceccotti, Simona Oppedisano, Francesco Picciotti
con Marco Ceccotti e Francesco Picciotti
Lo spettacolo raccoglie il materiale comico più sperimentale e anarchico che il collettivo Nano Egidio ha scritto in quasi 10 anni di onorevole carriera. Luisa, uno sguardo Oltralpe è uno sceneggiato teatrale che con il giusto equilibrio di cattiveria e tenerezza oltre a narrare vicende solo apparenti surreali come l’amore tra umani e pupazzi, si interroga sul ruolo e sull’importanza del genere comico e umoristico.

6 giugno ore 20.00
Sgombro, varietà tragicomico
Con Giovan Bartolo Botta, Nano Egidio, Davide Grillo, Claudio Morici
Daniele Parisi, Gioia Salvatori, Ivan Talarico e altri
Varietà teatrale che da quattro anni riempie mensilmente il Nuovo Cinema Palazzo, è divenuto ormai uno degli eventi culturali più attesi della capitale. Un presentatore e un pianoforte fanno da cornice ad un susseguirsi di interventi dai linguaggi sempre diversi, nuovi e originali. Un salotto intellettuale laico e tragicomico

Categorie: Teatro

CANCELLATO: Non domandarmi di me, Marta mia

Gio, 27/02/2020 - 12:14

da 06/03/20 a 08/03/20

Teatro Torlonia - Teatro di Roma

Non domandarmi di me, Marta mia

di Katia Ippaso
con Elena Arvigo
regia di Arturo Armone Caruso
musiche originali Mariafausta
scene Francesco Ghisu
disegno Luci Giuseppe Filipponio

Non domandarmi di me, Marta mia… si situa in un preciso punto del tempo, il 10 dicembre del 1936, data della morte di Luigi Pirandello, e in un preciso punto dello spazio, New York, dove Marta Abba stava recitando al Plymouth Theatre di Broadway. Quella sera, dopo aver fatto al pubblico l’annuncio dell’improvvisa scomparsa di Pirandello alla fine dello spettacolo, Marta Abba si trova da sola nella sua camera di Manhattan. Legge l’ultima lettera che Pirandello le aveva scritto, solo sei giorni prima della sua morte, nella quale non accennava minimamente alla sua malattia.

Nella calma allucinata di quella notte, dopo la rappresentazione, Marta si trova a dover fare i conti con il suo passato. L’attrice ha portato con sé le lettere che negli anni le ha scritto Pirandello dal 1926 al 1936 ma anche quelle che lei aveva indirizzato al suo Maestro. Le sparge sul letto e sul pavimento, vi si immerge, e rievoca così la loro storia, la storia di un rapporto elettivo, agli altri segreto e in una qualche forma incomprensibile, “un fatto d’esistenza”, annotava Pirandello in una lettera del ‘29.

E’ una notte di veglia, in cui si fa vivo non solo il fantasma di Pirandello ma vengono chiamate a raccolta anche le immagini fantasmate di tutte le eroine pirandelliane (dalla Tuda di Diana e la Tuda alla Donata Genzi di Trovarsi, fino alla contessa Ilse de I Giganti della montagna) che il grande scrittore aveva inventato per lei, per la sua Marta.

Categorie: Teatro

Non domandarmi di me, Marta mia

Gio, 27/02/2020 - 12:14

da 06/03/20 a 08/03/20

Teatro Torlonia - Teatro di Roma

Non domandarmi di me, Marta mia

di Katia Ippaso
con Elena Arvigo
regia di Arturo Armone Caruso

Non domandarmi di me, Marta mia… si situa in un preciso punto del tempo, il 10 dicembre del 1936, data della morte di Luigi Pirandello, e in un preciso punto dello spazio, New York, dove Marta Abba stava recitando al Plymouth Theatre di Broadway. Quella sera, dopo aver fatto al pubblico l’annuncio dell’improvvisa scomparsa di Pirandello alla fine dello spettacolo, Marta Abba si trova da sola nella sua camera di Manhattan. Legge l’ultima lettera che Pirandello le aveva scritto, solo sei giorni prima della sua morte, nella quale non accennava minimamente alla sua malattia.

Nella calma allucinata di quella notte, dopo la rappresentazione, Marta si trova a dover fare i conti con il suo passato. L’attrice ha portato con sé le lettere che negli anni le ha scritto Pirandello dal 1926 al 1936 ma anche quelle che lei aveva indirizzato al suo Maestro. Le sparge sul letto e sul pavimento, vi si immerge, e rievoca così la loro storia, la storia di un rapporto elettivo, agli altri segreto e in una qualche forma incomprensibile, “un fatto d’esistenza”, annotava Pirandello in una lettera del ‘29.

E’ una notte di veglia, in cui si fa vivo non solo il fantasma di Pirandello ma vengono chiamate a raccolta anche le immagini fantasmate di tutte le eroine pirandelliane (dalla Tuda di Diana e la Tuda alla Donata Genzi di Trovarsi, fino alla contessa Ilse de I Giganti della montagna) che il grande scrittore aveva inventato per lei, per la sua Marta.

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