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Aggiornato: 43 min 8 sec fa

Il Rigoletto

Mer, 29/01/2020 - 13:48

da 06/02/20 a 09/02/20

Teatro Studio Uno

Il Rigoletto

regia I tre Barba

con Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo
disegno luci Matteo Ziglio
foto Luisa Fabriziani

“I Tre Barba” si propongono di far conoscere ad un pubblico popolare la lirica e opere che ai giorni nostri sono per lo più sconosciute o soltanto sommariamente apprezzate.

Attraverso una scena minimale, tre sgabelli e pochi e significativi oggetti di scena, i tre barba recitano fedelmente e quasi del tutto integralmente i libretti, alternando alla recitazione intermezzi musicali, arrangiando le arie più celebri delle opere, eseguite rigorosamente in coro, a cappella, senza l’ausilio di alcuno strumento musicale.

Considerata la comprovata e risaputa incapacità da parte del trio di mantenere serietà e rigore durante la messa in scena, la scelta di un dramma così intenso, come Rigoletto, aumenta notevolmente l'aspetto satirico, che colpisce, oltre al semplice impianto lirico, anche la natura drammatica stessa del libretto del Piave: l'opera si trasforma così in una grottesca rappresentazione piena di enfasi tragica che sfocia, volenti o no, in quello che probabilmente risulta lo spettacolo più comico della trilogia.

Categorie: Teatro

La presidente

Mer, 29/01/2020 - 09:34

da 05/02/20 a 07/02/20

Teatro Salone Margherita

La presidente
Corpo di ballo: Gaetano Messana, Federica Della Pelle, Roberta Vesperini, Tiziana Cardella e Arianna Tarquini
Costumi: Maurizio Tognalini
Scenografia: Graziela Pera
Coreografie: Evelyn Hanack
Aiuto Regia: Sharon Alessandri
Direttore Musicale: Edoardo Simeone
Organizzazione: Stefania Tulli

 

Il 27 gennaio del 2022 si verifica un fatto del tutto inatteso.

E’ scaduto il mandato presidenziale di Sergio Mattarella, e viene eletta al suo posto per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, una donna. E questa donna è, incredibile a dirsi, una primadonna: Valeria Marini.

L’ipotesi, forse estrema ma non impossibile, è alla base del nuovo spettacolo del Bagaglino al Salone Margherita, dal titolo assolutamente esplicito:  La presidente – Valeria Marini eletta al Quirinale”.

E cosa fa una ex showgirl, che ha mietuto tanti successi sul palcoscenico e in televisione, alle prese con un mestiere del tutto nuovo? Fa quello che farebbe qualsiasi Presidente della Repubblica al suo posto: riceve i grandi della Terra, Trump, Putin, la Merkel, e i grandi (un po’ meno) di casa  nostra: Conte, Di Maio, Salvini, Grillo, la Meloni… E per ciascuno ha una parola o una canzone da offrire, mentre sotto i suoi occhi i grandi-piccoli nostrani litigano e s’insultano come fanno ogni giorno.

Ma alla fine, la Presidente Valeria saprà ben trovare una soluzione che forse farà il bene dell’Italia. Quale? Lo si vedrà nello spettacolo!

Valeria Marini primadonna eletta alla Presidenza della Repubblica. Finalmente il posto giusto alla persona giusta… Il popolo in festa.

Per L'Italia comincia una nuova era!

Al fianco della Presidente, gli attori ormai storici del Bagaglino: Martufello, Mario Zamma, Manuela Villa, Morgana Giovannetti, Enzo Piscopo.

Categorie: Teatro

Uomo tra gli uomini

Mar, 28/01/2020 - 16:42

da 14/05/20 a 17/05/20

Teatro Ghione

Uomo tra gli uomini
Musical sulla vita di Papa Wojtyla

di Sabrina Moranti
con Antonio Catania, Antonio Melissa
regia Giancarlo Fares
 
“È la notte del 2 aprile 2005, un uomo che ha contribuito a cambiare le sorti del mondo a cavallo del nuovo millennio sta morendo. Il mondo veglia col fiato sospeso.. Un giornalista all’apice della sua carriera (Giovanni-Antonio Catania) ha l' incarico di scrivere un reportage sulla vita del Papa che di li a qualche anno sarà proclamato santo. 
Cosa si può ancora dire che non sia già stato detto su Giovanni Paolo II? Ripercorrendo i tratti salienti del suo Pontificato, Giovanni entra in crisi, costretto a rivivere momenti dolorosi della sua esistenza, e mentre scrive l’articolo riaffiorano nella sua mente storie straordinarie di persone comuni che ha incontrato nella sua vita di uomo e di giornalista.
Lo snodarsi armonioso e lirico dell’opera viene interrotto a più riprese dall’intervento del Male ( Antonio Melissa) che porta lo spettacolo su un piano onirico e misterioso. Il diabolico personaggio infatti,  antagonista tematico della storia, crudele,ironico ma mai grottesco, intavola dialoghi con il pubblico attirandolo a sé come il più perfido dei seduttori nell’intento di portare a termine la sua eterna missione: impedire il realizzarsi dell’opera di Dio nella vita del “nemico bianco” e dell’umanità.
Alla fine, dopo un susseguirsi di emozioni forti, colpi di scena e tratti commoventi, tutto si ricompone alla luce di un universale messaggio di speranza: cos’ è la santità se non un SI? Incondizionatamente, coraggiosamente,  fiduciosamente SI.

Categorie: Teatro

Minchia signor tenente

Mar, 28/01/2020 - 16:38

da 05/05/20 a 10/05/20

Teatro Ghione

Minchia signor tenente

con Antonio Grosso, Natale Russo, Antonello Pascale
regia Nicola Pistoia

Sicilia 1992, in un piccolo paesino dell’isola c’è una caserma dei carabinieri, posta su un cucuzzolo di una montagna.
I nostri militari(ognuno proveniente da una regione diversa italiana) affrontano la quotidianità del paesino oramai in cui la cosa che turba di più la gente del posto è il ladro di galline (una volpe!!).
Tra sfottò, paradossi, un matto che denuncia sempre cose impossibili e situazioni personali(Uno dei militari è fidanzato con una ragazza del posto, e la legge lo vieta!!) i ragazzi si sentono parte comune di una famiglia, un’unica famiglia.
L’arrivo di un tenete destabilizzerà l’unione dei 5 carabinieri.
Minchia Signor tenente è la commedia cult degli ultimi 8 anni, si parla di mafia ma in maniera totalmente comica e originale, si ride tanto e alla fine si riflette.

Categorie: Teatro

Il fannullone

Mar, 28/01/2020 - 16:37

Teatro del Lido di Ostia

Il fannullone
Paolo Villaggio, Fantozzi, Genova e altre storie
con Fabio Battistelli clarinetto, Flavio Cangialosi basso e pianoforte, Pino Cangialosi fagotto e pianoforte

Un racconto in voce e musica sul rapporto di Riondino con Villaggio, De André e la città di Genova. Scritta da Fabrizio De André e Paolo Villaggio nel 1963, Il Fannullone è un dichiarato inno al non fare niente, perché non fare niente è vivere la vita, è non permettere che te la prendano, che se ne impadroniscano, che te la stritolino.

Categorie: Teatro

12 baci sulla bocca

Mar, 28/01/2020 - 16:27

da 14/04/20 a 19/04/20

Teatro Ghione

12 baci sulla bocca

di Mario Gelardi

con Francesco Di Leva / Emilio
Stefano Meglio / Antonio
Andrea Vellotti / Massimo
Regia di Giuseppe Miale di Mauro
Scene Roberta Mattera, Costumi Giovanna Napolitano, Disegno Luci Ettore Nigro, Foto di scena e grafica Carmine Luino
Consulenza musicale Giuseppe Gaudino, Organizzazione Carla Borrelli, Segreteria Organizzativa Valeria Zinno

Uno spettacolo della Compagnia Nest

Anni 70, sullo sfondo della provincia soffocante e a volte disorientante di Napoli si consuma l’incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi e dal linguaggio diretto, e Massimo, fratello del proprietario di un ristorante, sposato con una donna. Emilio, giovane omosessuale, riesce a scardinare l’orientamento sessuale di Massimo, da lui stesso malamente messo a tacere per tutta una vita. I loro incontri sono violenti, al limite dello scontro fisico. I due ragazzi si nascondono, ma quel rapporto così controverso, rappresenta forse l’unico momento di vero sentimento nella loro vita. Il loro è un ambiente in cui non è permessa alcuna diversità, vigono leggi sociali e di branco che non permettono nulla al di fuori di una prassi consolidata. Ma gli occhi di Antonio, fratello di Massimo, lo guardano dentro, sanno molto di più di quel fratello di quanto lui pensa. In quell’ambiente i problemi si risolvono in maniera spicciola ed uno come Massimo, non può certamente essere un «ricchione» di paese. «Abbiamo pensato di ambientare questa storia negli anni settanta, per costruire un tessuto emotivo ancora più claustrofobico – commenta Giuseppe Miale di Mauro – dodici mesi che iniziano con la strage di piazza della loggia e terminano con la tragica morte di Pier Paolo Pasolini. Dopo il lavoro fatto con Gomorra, abbiamo voluto mettere a frutto la nostra esperienza in una storia di pura finzione. Una vicenda che parte dalla periferia della nostra terra, dove il tempo sembra essersi fermato, dove, al di là di un finto progressismo, ci sono ancora leggi sociali antiche. Un’atmosfera sudata, che ha l’eco della musica popolare degli anni settanta, che vive di squarci di luce, sul nero dei giorni e di quelle vite».

Categorie: Teatro

SOSPESO - Caligola

Mar, 28/01/2020 - 16:22

da 03/04/20 a 05/04/20

CHIUSO - Teatro Ghione

Caligola

di Albert Camus

con Gennaro Duccilli e gli attori del Teatro della luce e dell’ombra
regia Gennaro Duccilli
 
Chi è Caligola? Il “mostro” che la letteratura e una certa storia ci hanno tramandato? L’imperatore romano che Svetonio nel suo “Vite dei Cesari” dipinge come folle e sanguinario? Un tiranno che, in preda ad una narcisistica smania di potere, fece senatore il suo cavallo per sottolineare il totale disprezzo nei confronti del senato? O Caligola è, invece, un personaggio visionario che, irrimediabilmente segnato dalla morte della adorata sorella amante Drusilla, si tortura nella ricerca dell’Impossibile cadendo in un gorgo di disperazione e crudeltà?

Caligola è, forse, un po’ tutto questo ma anche, e sicuramente, molto di più. “Caligola” di Albert Camus per la regia di Gennaro Duccilli ha il suo prologo sulla riva settentrionale del lago di Nemi presso Roma, lì dove esisteva, ed esiste ancora, il santuario di Diana, che vanta origini antichissime: sicuramente anteriori al V secolo a.C. Caligola fece costruire sul lago, per celebrarvi riti e feste in onore della dea (onorata nella sua trasposizione orientale in Iside), due gigantesche navi portatrici di costruzioni in muratura. Nessun autore dell’antica Roma ha mai citato tali navi che, non si sa quando e perché, finirono in fondo al lago e furono recuperate negli anni ’20 del secolo scorso. Un’ipotesi è che Caligola, odiato per la sua dissolutezza e crudeltà, fosse stato colpito dalla damnatio memoriae, cioè la distruzione di ciò che una persona, particolarmente odiata, aveva compiuto in vita.

Categorie: Teatro

SOSPESO: Aspettando Godot

Mar, 28/01/2020 - 16:14

da 24/03/20 a 29/03/20

Teatro Ghione

Aspettando Godot

di Samuel Beckett
con Antonio Salines, Luciano Virgilio, Edoardo Siravo, Fabrizio Bordignon
regia Maurizio Scaparro
 
“Che facciamo adesso? Aspettiamo Godot”: è il refrain che più volte ripetono Estragone e Vladimiro in uno dei più celebri testi di Samuel Beckett, composto alla fine degli Anni ’40 dopo il 2° conflitto mondiale e la bomba atomica in Giappone e andato in scena la prima volta nei primi di gennaio del 1953 nel Thèatre de Babylone di Parigi.
Un titolo, Aspettando Godot, che nel linguaggio corrente è diventato pure un modo per esprimere con quel gerundio del verbo aspettare, che qualcosa o qualcuno tarderà a giungere, non che non arriverà mai e che in tanti si sono scervellati a indicarlo come Dio, il Destino, la Morte. Beckett mai ha voluto dare una risposta univoca.

Categorie: Teatro

Aspettando Godot

Mar, 28/01/2020 - 16:14

da 24/03/20 a 29/03/20

Teatro Ghione

Aspettando Godot

di Samuel Beckett
con Antonio Salines, Luciano Virgilio, Edoardo Siravo, Fabrizio Bordignon
regia Maurizio Scaparro
 
“Che facciamo adesso? Aspettiamo Godot”: è il refrain che più volte ripetono Estragone e Vladimiro in uno dei più celebri testi di Samuel Beckett, composto alla fine degli Anni ’40 dopo il 2° conflitto mondiale e la bomba atomica in Giappone e andato in scena la prima volta nei primi di gennaio del 1953 nel Thèatre de Babylone di Parigi.
Un titolo, Aspettando Godot, che nel linguaggio corrente è diventato pure un modo per esprimere con quel gerundio del verbo aspettare, che qualcosa o qualcuno tarderà a giungere, non che non arriverà mai e che in tanti si sono scervellati a indicarlo come Dio, il Destino, la Morte. Beckett mai ha voluto dare una risposta univoca.

Categorie: Teatro

SOSPESO: La vita che ti diedi

Mar, 28/01/2020 - 16:08

da 17/03/20 a 22/03/20

Teatro Ghione

La vita che ti diedi

di Luigi Pirandello

con Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri
regia Caterina Costantini
 
La storia di una madre che rifiuta di accettare la morte del figlio, partito sette anni prima e che fa ritorno in punto di morte. La donna cerca disperatamente di mantenere il figlio in vita, in un delirio che va oltre il limite della ragione e della realtà. La vita non esiste in sé per sé: siamo noi che continuiamo a tenere le persone care in vita con i nostri ricordi  e i nostri pensieri. Attraverso l’emozionante vicenda di Donna Anna Luna, prende forma un mondo femminile lunare e matriarcale, come un coro da tragedia greca. Donne che vagano fra fantasmi e stanze della follia nel disperato bisogno di affermare la vita. Questa tragedia, scritta da Pirandello nel 1923, è estremamente attuale e approfondisce con grande acutezza la complessità dei rapporti madre e figlio svelandone i lati più misteriosi.

Categorie: Teatro

La vita che ti diedi

Mar, 28/01/2020 - 16:08

da 17/03/20 a 22/03/20

Teatro Ghione

La vita che ti diedi

di Luigi Pirandello

con Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri
regia Caterina Costantini
 
La storia di una madre che rifiuta di accettare la morte del figlio, partito sette anni prima e che fa ritorno in punto di morte. La donna cerca disperatamente di mantenere il figlio in vita, in un delirio che va oltre il limite della ragione e della realtà. La vita non esiste in sé per sé: siamo noi che continuiamo a tenere le persone care in vita con i nostri ricordi  e i nostri pensieri. Attraverso l’emozionante vicenda di Donna Anna Luna, prende forma un mondo femminile lunare e matriarcale, come un coro da tragedia greca. Donne che vagano fra fantasmi e stanze della follia nel disperato bisogno di affermare la vita. Questa tragedia, scritta da Pirandello nel 1923, è estremamente attuale e approfondisce con grande acutezza la complessità dei rapporti madre e figlio svelandone i lati più misteriosi.

Categorie: Teatro

SOSPESO: Otello

Mar, 28/01/2020 - 15:47

da 05/03/20 a 15/03/20

Teatro Ghione

Otello

di William Shakespeare

con Martino Duane
traduzione Patrizia Cavalli
regia Giuseppe Miale Di Mauro
 
C’è sempre un pizzico d’incoscienza quando si decide di mettere in scena un’opera di Shakespeare, quando quest’opera poi è Otello, in un certo senso il rischio aumenta. Perché le gesta del Moro sono nella memoria di molti e la gente non è così disposta a modificare le proprie fantasie. Un po’ come succede per i film tratti dai libri.
Noi proveremo a correre questo rischio approcciando il testo come se non lo conoscessimo, come se fosse drammaturgia contemporanea inedita. Del resto Otello è una storia che parla dell’oggi in maniera chiara, un testo misogino, razzista, maschilista, in cui l’arrivismo e la sete di potere conducono in meandri oscuri del genere umano. L’idea di avere un uomo nero al comando mi pare un gesto assolutamente rivoluzionario in questi tempi bui di accoglienza mancata e chiusure mentali. La banda del Moro sarà una sorta di famiglia/clan che lotta, ama, odia e uccide. Restringeremo la storia in un microcosmo familiare che ci aiuterà a raccontare il mondo. Come faceva Eduardo De Filippo nelle sue commedie: storie di famiglie che attraverso le loro vicende raccontavano il macrocosmo. Il nostro Otello sarà una sorta di Sabato e domenica senza il lunedì che mette a posto le cose. Una vicenda collocata in un non tempo che strizza l’occhio al contemporaneo grazie alla magnifica traduzione di Patrizia Cavalli (commissionata da Carlo Cecchi) e alla recitazione degli attori che senza fronzoli caleranno le parole di Shakespeare in una verità fatta di carne al sangue. Viva. Come lo sono le opere di Shakespeare. Immortali.

Categorie: Teatro

Otello

Mar, 28/01/2020 - 15:47

da 05/03/20 a 15/03/20

Teatro Ghione

Otello

di William Shakespeare

con Martino Duane
traduzione Patrizia Cavalli
regia Giuseppe Miale Di Mauro
 
C’è sempre un pizzico d’incoscienza quando si decide di mettere in scena un’opera di Shakespeare, quando quest’opera poi è Otello, in un certo senso il rischio aumenta. Perché le gesta del Moro sono nella memoria di molti e la gente non è così disposta a modificare le proprie fantasie. Un po’ come succede per i film tratti dai libri.
Noi proveremo a correre questo rischio approcciando il testo come se non lo conoscessimo, come se fosse drammaturgia contemporanea inedita. Del resto Otello è una storia che parla dell’oggi in maniera chiara, un testo misogino, razzista, maschilista, in cui l’arrivismo e la sete di potere conducono in meandri oscuri del genere umano. L’idea di avere un uomo nero al comando mi pare un gesto assolutamente rivoluzionario in questi tempi bui di accoglienza mancata e chiusure mentali. La banda del Moro sarà una sorta di famiglia/clan che lotta, ama, odia e uccide. Restringeremo la storia in un microcosmo familiare che ci aiuterà a raccontare il mondo. Come faceva Eduardo De Filippo nelle sue commedie: storie di famiglie che attraverso le loro vicende raccontavano il macrocosmo. Il nostro Otello sarà una sorta di Sabato e domenica senza il lunedì che mette a posto le cose. Una vicenda collocata in un non tempo che strizza l’occhio al contemporaneo grazie alla magnifica traduzione di Patrizia Cavalli (commissionata da Carlo Cecchi) e alla recitazione degli attori che senza fronzoli caleranno le parole di Shakespeare in una verità fatta di carne al sangue. Viva. Come lo sono le opere di Shakespeare. Immortali.

Categorie: Teatro

Arya Saxophone Quartet & Guest

Mar, 28/01/2020 - 15:19

26/04/20

Teatro del Lido di Ostia

Arya Saxophone Quartet & Guest

Interpreti Stefano Nanni sax soprano, Simone Vecciarelli sax alto, Marcos Palombo sax tenore, Matteo Di Prospero sax baritono
Con ospiti da definire

Un concerto divertente e coinvolgente, ricco di colori e generi musicali diversi. Dai tanghi di Astor Piazzolla e Richard Galliano, ai ritmi della musica klezmer e di Javier Girotto, fino ad arrivare a brani originali del gruppo, arrangiati per trio di sax, percussioni e organetto solista.

Categorie: Teatro

Sottobanco

Mar, 28/01/2020 - 12:44

05/02/20

Teatro Tor Bella Monaca

Sottobanco

di Domenico Starnone
regia Alba Sainato
con Marina Spatuzzi, Giuliana Tavano, Leonardo Vacca, Alba Sainato, Andrea Mileto, Massimo Zappalà, Manuela Vacca
assistente alla regia Anna Lucia Brioni
scenografie Marina Parisi
luci e suoni Libero Cirigliano, Tonino Savi
grafica Federica Iuliano

Compagnia Granatina

Commedia scritta nel 1992 dall’ex professore Domenico Starnone continua ad essere un’esilarante e feroce occasione di riflessione sulle problematiche vecchie e nuove di una scuola che ancora non riesce a “decollare”, sulle demotivazioni dei professori spesso frustrati e disillusi, sulle piccole serpeggianti forme di corruzione, sul malcostume studentesco, sugli equilibrismi del corpo insegnante fatto di doppiolavoristi, madri di famiglia in perenne servizio, quarantenni che corteggiano le studentesse… Ma se la scuola soffre di molti mali, se ne può anche ridere e davvero di gusto: il cinismo con cui “Sottobanco” affronta un così delicato argomento crea fatalmente situazioni di spassoso fraintendimento, trasformando lo spaccato di un’istituzione in crisi in una narrazione che corre sul filo continuo della risata.

Categorie: Teatro

Libero Zoo

Mar, 28/01/2020 - 12:39

04/02/20

Teatro Tor Bella Monaca

Libero Zoo

Uno zoo fantastico, dove i leoni, i cavalli, i rinoceronti, gli uccelli celebrano la vita e la meraviglia delle differenze. Gek Tessaro, pluripremiato illustratore per l’infanzia, porta in scena storie poetiche e suggestive con una tecnica di sua invenzione, il teatro disegnato. In pratica dà corpo ad ambienti e personaggi del racconto disegnandoli e animandoli dal vivo, con l’ausilio di inchiostri, acquarelli, sabbia, una lavagna luminosa e un grande schermo. Tanto basta per essere catturati in questo coloratissimo mondo.

Autore poliedrico, Gek Tessaro si muove tra letteratura per l’infanzia, illustrazione e teatro. Dal suo interesse per “il disegnare parlato, il disegno che racconta” nasce “il teatro disegnato”. Sfruttando le impensabili doti della lavagna luminosa, con una tecnica originalissima, dà vita a narrazioni tratte dai suoi testi. La sua capacità di osservazione e di sintesi si riversa in performance teatrali coinvolgenti ed efficaci.

Categorie: Teatro

Le donne baciano meglio

Mar, 28/01/2020 - 12:16

Teatro del Lido di Ostia

Le donne baciano meglio
Di e con Barbara Moselli
Regia Marco Taddei
Costumi Daniela De Blasio
Disegno luci Massimo Calcagno
Produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse, NIM neuroni in movimento


Uno spettacolo autobiografico, ironico e stravagante, che tocca il tema dell’innamoramento e della metamorfosi personale, utilizzando il palcoscenico come grande ‘camerino all’aperto’.


Uno spettacolo totalmente autobiografico che, con semplicità, ironia e senza vergogna o paura del giudizio, racconta l’epifania dell’autrice-attrice, partendo da quando ha preso in mano la sua vita e ha accettato di essere lesbica. Assistiamo alla narrazione intima della protagonista, come in quei film americani in cui un personaggio al bancone del bar racconta la sua vita, con l’ironia e l’autoironia che sono alla base di questa storia, e con il batticuore che non si può fermare perché “così è la vita, se scegli di viverla”. Barbara ha 33 anni quando scopre di essere lesbica.

Dopo anni di vita dichiaratamente etero, si trova ad avere a che fare con la sua vera natura. Da qui un percorso in compagnia di diversi personaggi che la condurranno alla totale accettazione di sé. Il monologo comico parte da una doppia esigenza dell’autrice, da una parte il bisogno di raccontarsi, dall’altra quello di affrontare la tematica dell’omosessualità femminile, da sempre poco discussa. Ironico e stravagante, lo spettacolo tocca il tema dell’innamoramento e della metamorfosi personale, utilizzando il palcoscenico come grande ‘camerino all’aperto’.

Categorie: Teatro

Non lo mollo neanche morta

Mar, 28/01/2020 - 12:12

da 24/03/20 a 25/03/20

Teatro Tor Bella Monaca

Non lo mollo neanche morta

di Roberto Marafante
con Alberto Calligaris, Alessia Piconi, Jole Risi, Felice Sandro Leo
regia Felice Sandro Leo
scenografie Michele Funghi
musiche originali Federica Clementi

Giulio è un uomo ancora giovane per rimanere vedovo e solo. Gestisce un’autoscuola e le allieve sono spesso protagoniste della sua “disperata” ricerca d’“amore”. Eppure quando riesce ad invitarle nel suo monolocale da single, qualcosa inspiegabilmente va storto: lampadari che cadono, divani spostati, tavolini fuori posto. Sembra che su di lui incomba una maledizione! Anche l’amore autentico di Maria, l’ultima conquista di Giulio, è messo a dura prova! La spiegazione, però, viene presto alla luce. Una sera appare il fantasma della moglie: è lei a volergli rendere la vita un inferno! Perché? Per vendetta. Ma la verità è che Lei, la moglie, non è pronta a lasciare questa vita, perché lo ama ancora, perché è pentita di una scappatella, perché magari vorrebbe un figlio, insomma, proprio non si dà  pace.  La sua presenza è un improbabile, ostinato tentativo di riconquista, una battaglia senza esclusione di colpi anche e soprattutto contro Maria con la quale Giulio sta programmando una nuova vita di coppia. Tre personaggi, ed un Mago da strapazzo, una girandola di dialoghi esilaranti, situazioni paradossali e colpi di scena, tutto per far desistere il fantasma dal suo scopo, ma Lei è decisa: “non lo molla neanche morta”… Ci sarà un lieto fine?

Categorie: Teatro

4:48 Phychosis

Mar, 28/01/2020 - 12:05

da 07/02/20 a 09/02/20

Spazio Diamante

4:48 Phychosis

di Sarah Kane
traduzione Barbara Nativi
con elena arvigo
regia Valentina Calvani
scene, costumi e luci Valentina Calvani e Elena Arvigo
musiche originali Susanna Stivali Official
foto Pino Le Pera>

Questa lettura di 4:48 Psychosis non vuole essere uno spettacolo sulla follia ma uno spettacolo luminoso, un inno alla vita, nonostante la consapevolezza del suo essere effimera e sfuggevole riscoprendo così il senso vitale che abita ogni stato di dolore.

4:48 Psychosis porta alla luce il desiderio di speranza celato nel disagio, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire il senso di compassione e umanità affinché la speranza diventi una possibilità mai più tradita: c’è bisogno di un teatro che risvegli “nervi e cuori”.
La materia è luminosa, perchè dove c’è amore, lì c’è vita.
4:48 Psychosis è l’ultimo testo scritto da Sarah Kane, una partitura lirica, una sinfonia sull’amore e sull’assenza di amore attraversato in versione integrale da Elena Arvigo che da’ voce e corpo ad uno dei testi più controversi, assoluti e intimi del teatro contemporaneo mondiale.
4.48 Psychosis non aderisce alla forma teatrale convenzionale: la parola della Kane è flusso di pensiero: 24 quadri in cui non ci sono indicazioni per la messa in scena ne’ temporali ne’ psicologiche.
4:48 Psychosis descrive il luogo senza confini, senza le barriere che dividono la realtà dall’immaginazione.
4:48 Psychosis racconta la fragilità dell’amore, la ribellione dall’ordine costituito, la tenacia di fronte all’irrinunciabilità della speranza sentimentale.
4:48 Psychosis non è dunque l’ultima lettera di un suicida ma una preghiera, una richiesta di ascolto e di amore.
4:48 Psychosis perché viviamo in una società sorda, anestetizzata in cui non c’è spazio per emozioni così estreme, forti, devastanti. Una società che si ostina a “voler curare”, invece che “prendersi cura”.
La follia non è “degli altri”. Nessuno è escluso. Come dice Alda Merini: “La follia è la mancanza di qualcuno d’importante”. La messa in scena è stato il risultato di un un “pas de deux” tra regista ed attrice rivolto ad ogni elemento della messa in scena.
4:48 Psychosis è stato rappresentato per la prima volta al Royal Court Theatre per la regia di James Macdonald nel giugno 2000. È l’ultimo testo di Sarah Kane, drammaturga inglese contemporanea.


produzione SantaRita Teatro, Teatro OUT OFF

Categorie: Teatro

Un anno di Miaohaus arte primizia

Mar, 28/01/2020 - 12:00

da 03/04/20 a 31/05/20

Teatro del Lido di Ostia

Un anno di Miaohaus arte primizia
Miaohausè il collettivo di artisti e operatori culturali che cura l’attività della Mini Galleria, organizzando eventi, installazioni, laboratori sull’arte contemporanea, pensando soprattutto alle bambine e ai bambini ma rivolgendosi a tutti. Per dare una risposta alla carenza di spazi espositivi sul territorio di Ostia e sviluppare la ricerca in ambito artistico, in un’ottica innovativa e indipendente.

La Mini Galleria è un piccolo spazio dedicato all’arte contemporanea. I visitatori prendono contatto con la grammatica della creatività, ripercorrendo la strada che porta l’artista alla realizzazione del proprio lavoro, raccontato attraverso i materiali preparatori, gli stadi intermedi, i riferimenti presentati a corredo delle opere.

La Mini Galleria nasce da un’idea di Gianluca Marasca che tempo fa ha realizzato, nella sua abitazione, una serie di mostre temporanee per i suoi figli, i loro amici e per chiunque volesse visitarle. In seguito il progetto viene messo a punto e ampliato insieme a Magazzino dei Semi e la galleria è ospitata in un nuovo spazio espositivo, una preziosa piccola stanza sul tetto del Teatro del Lido.

Categorie: Teatro

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