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Aggiornato: 46 min 12 sec fa

Scannasurice

Mar, 23/07/2019 - 11:44

da 10/03/20 a 15/03/20

Teatro Vascello

Scannasurice
di Enzo Moscato
regia Carlo Cerciello
con Imma Villa
scene Roberto Crea
costumi Daniela Ciancio
suono Hubert Westkemper
musiche originali Paolo Coletta
disegno luci Cesare Accetta

Ambientato dopo il terremoto del 1980 a Napoli, Scannasurice è una sorta di discesa agli “inferi”, di un personaggio dall’identità androgina, nell’ipogeo napoletano dove abita, all’interno di una stamberga, tra gli elementi più arcani della napoletanità, in compagnia dei topi – metafora dei napoletani stessi – e dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, dalla Bella ‘mbriana al Munaciello, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata, fisicamente e metafisicamente.

Il personaggio fa la vita, “batte”. E’, originariamente, un “femminiello” dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma i femminielli di Enzo Moscato sono creature senza identità, quasi mitologiche. Oltre l’identità sessuale, sono quasi magiche. Per questo ne è interprete un’attrice che del personaggio esalta l’ambiguità e l’eccesso. In un dialetto lirico e suggestivo, la creatura a metà tra l’osceno e il sublime distilla imprecazioni esilaranti, filastrocche popolari e antiche memorie in un’alternanza di ritmi e di sonorità rendendo un testo ed uno spettacolo propriamente caratterizzato dalla parola profondamente affascinante.

La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Categorie: Teatro

Dio ride Nish Koshe

Mar, 23/07/2019 - 11:40

da 04/02/20 a 09/02/20

Teatro Vascello

Dio ride Nish Koshe
di e con Moni Ovadia
e con le musiche dal vivo della Moni Ovadia Stage Orchestra
Maurizio Dehò, Luca Garlaschelli, Albert Florian Mihai, Paolo Rocca, Marian Serban

luci Cesare Agoni, Sergio Martinelli
scene, costumi ed elaborazione immagini Elisa Savi
progetto audio Mauro Pagiaro
regia Moni Ovadia 

Una zattera in forma di piccola scena approdava in teatro venticinque anni fa. Trasportava sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich.
A chi sentiva il desiderio di ascoltare, Simkha -alias Moni Ovadia- raccontava storie di una gente esiliata, ne cantava le canzoni, canti tristi e allegri, luttuosi e nostalgici, di quel popolo che illuminò e diede gloria alla diaspora.
Artista ironico e auto-ironico, narratore dotato di una lucidità e di una profondità fuori dal comune e intellettuale poliedrico, Moni Ovadia ha alle spalle una carriera artistica straordinaria, quasi interamente volta alla conservazione e alla diffusione dell’antica cultura yddish e dell’Europa dell’Est.


Con la vitalità da giullare del popolo, Moni Ovadia porta sul palcoscenico il suo nuovo spettacolo, Dio ride Nish Koshe che ha per protagonista il compagno (tovarisch) Rabinovich o il cittadino (grajdanìn) Rabinovich, il carattere più celebre dell’umorismo ebraico-sovietico. Attraverso la sua arguzia e le sue avventure, Rabinovich ci aveva fatto viaggiare nelle nefandezze, nelle assurdità, ma anche nei paradossi e nelle contraddizioni umane del sistema sovietico e, per “simpatia”, di tutti i sistemi del cosiddetto “socialismo reale”.

Ora Simkha Rabinovich e i suoi compagni di strada ritornano per continuare la narrazione di quel popolo sospeso fra cielo e terra in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità. E lo fanno con lo stile di un racconto impossibile eppure necessario, rapsodico e trasfigurato, fatto di storie e canti, di storielle e musiche, di piccole letture e riflessioni, alla ricerca di un divino ineffabile presente e assente, vivo e forse inesistente, padre e madre, redentore che chiede di essere redento nel cammino di donne, uomini e creature viventi verso un mondo di giustizia e di pace.La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti.

Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Categorie: Teatro

La locandiera

Mar, 23/07/2019 - 11:21

da 28/01/20 a 02/02/20

Teatro Vascello

La locandiera
di Carlo Goldoni
regia Andrea Chiodi
con (in ordine alfabetico)
Caterina Carpio, Caterina Filograno, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Fabio Marchisio
scene e costumi Margherita Baldoni
assistente alla regia Maria Laura Palmeri
disegno luci Marco Grisa
musiche Daniele D’Angelo
realizzazione costumi Maria Barbara de Marco

Per la prima volta la Compagnia Proxima Res si confronta con un testo classico, grazie anche all’incontro con il regista Andrea Chiodi. La sua Locandiera agirà tutta intorno ad un grande tavolo: tavolo da gioco e tavolo da pranzo su cui sarà chiaro che cosa avviene sopra ma meno chiaro cosa avviene sotto.
Per il regista Mirandolina è quindi una rappresentazione in chiave giocosa e al femminile del Don Giovanni letterario con i personaggi del mondo caro a Goldoni.

Firenze, in questo il luogo in cui agiscono le figure di una apparente spensierata commedia amorosa in cui però il non detto, il non desiderato, il non voluto diventano parole schiette, desideri e voglie, il tutto in lingua italiana che danno a questa commedia Goldoniana un carattere universale e squisitamente moderno.
Partendo dai Memoires Goldoniani in cui lo stesso Goldoni afferma di essere partito da bambino giocando con delle piccole poupettes a costruire i suoi testi e a pensare che non bastava più un canovaccio ma era necessario un testo, ho immaginato che gli attori potessero proprio interagire con questo mondo dell’infanzia di Goldoni e dialogare di volta in volta con delle piccole bambole che rappresentino in modo efficace i rapporti tra i personaggi e la straordinaria macchina teatrale che è la locandiera.

Una locandiera che agirà tutta intorno ad un grande tavolo, tavolo da gioco e tavolo da pranzo, così chiaro il che cosa avviene sopra e meno chiaro che cosa avviene sotto, una locandiera che è sicuramente la rappresentazione del Don Giovanni letterario ma al femminile, con i personaggi che appariranno e scompariranno tra una moltitudine di costumi del repertorio del teatro di Goldoni.Un gioco insomma che coinvolgerà i protagonisti nel mondo caro a Goldoni, dalle maschere che se ne vanno, ai costumi del repertorio fino alle sue amate poupettes dell’infanzia.

La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Categorie: Teatro

La tempesta

Mar, 23/07/2019 - 11:05

da 10/01/20 a 16/01/20

Teatro Vascello

La tempesta
di William Shakespeare
traduzione Nadia Fusini
adattamento Roberto Andò e Nadia Fusini
regia Roberto Andò

scena Gianni Carluccio
costumi Daniela Cernigliaro
musiche originali Franco Piersanti
flautista Roberto Fabbriciani
light designer Angelo Linzalata
suono Hubert Westkemper
aiuto regia Luca Bargagna

La tempesta, ultimo capolavoro di William Shakespeare e suo definitivo congedo dalle scene, è un congegno teatrale prodigioso, in cui s’incrociano alcuni temi che prefigurano l’orizzonte della modernità: lo sguardo occidentale a confronto con quello dell’altro, la realtà e l’illusione, l’incantesimo della mente e il potere come complotto e usurpazione, il mistero della giovinezza e l’incombere della fine.
Roberto Andò – regista abituato a muoversi agilmente tra cinema e teatro – rilegge La tempesta attraverso il fluire, grandioso e imprevedibile, della mente di Prospero, assecondando l’incedere minuzioso e incalzante del suo piano per congedarsi dal mondo e iniziare la figlia Miranda al mistero dell’esistenza. Protagonista è Renato Carpentieri, un attore giunto alla sua piena maturità, qui affiancato da un cast di eccellenti interpreti.

Scrive Andò nelle sue note: “penso che La tempesta sia un geniale omaggio al teatro, e una delle commedie più profonde che siano state dedicate al senso della vita. È l’opera della rigenerazione, dove il naufrago, il disperso, l’usurpato ritrovano il filo interrotto delle loro esistenze. Se c’è una ragione per cui ancora oggi questa commedia ci parla, è nell’idea, per nulla semplice o banale, che l’essere umano sia destinato a convivere con la tempesta, e che dopo ogni tempesta debba fare chiarezza dentro di sé.
La tempesta appartiene a quel florilegio di opere accomunate dalla tardività, affratellate cioè da uno stile attraverso cui autori diversi hanno espresso in forma drammatica il proprio rapporto col mondo. Nel capolavoro di Shakespeare, apparentemente, tutto sembra destinato alla conciliazione, non a caso si tratta di una favola. Eppure, anche nella Tempesta domina il tono della retrospezione, ma il poeta vi trasfonde uno spirito nuovo, di pietosa serenità, e la fa coincidere con la metamorfosi degli esseri umani che vi sono rappresentati.

Nella visione che abbiamo voluto darle con Gianni Carluccio, l’isola è diventata una casa disastrata (allagata dalla pioggia e dal mare?), di cui Prospero ha fatto il laboratorio di una speciale esplorazione dell’anima, un interno-esterno circondato da un mare all’inizio in tempesta, poi calmo, e, alla fine, quando Calibano resta il solo abitante dell’isola, di nuovo in preda a un disordine di cui non si prefigura l’esito.
Renato Carpentieri, un attore giunto all’essenza del suo grandissimo talento, mi dà la certezza di un Prospero memore di quell’accento che ancora si ritrova in certi preziosi, e isolati, intellettuali del Sud, mossi da una disperata intelligenza, e, insieme, da una infinita disposizione al fantasticare, offesi dall’intollerabilità del reale, ma vocati a una dolente dolcezza, a un indomabile furore”.La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Categorie: Teatro

Fotofinish

Mar, 23/07/2019 - 09:29

da 17/12/19 a 22/12/19

Teatro Vascello

Fotofinish
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista

Fotofinish, il primo spettacolo proposto, è la storia di un uomo che si fotografa per sentirsi meno solo. Apre così uno studio dove si immortala fingendosi ora cliente ora fotografo esperto. E grazie alla moltiplicazione della sua immagine arriva a credersi un politico che parla alla folla.
Una folla che non c’è. Ma che lo galvanizza come tutte le cose che non avremo mai. Tra un comizio e l’altro arriva a proclamarsi costruttore di ospedali ambulanti che si spostano direttamente nelle case dei malati. E all’interno di questi ospedali c’è sempre lui: sotto le vesti del primario, sotto quelle del degente e sotto quelle delle suore cappellone che sostituiscono la medicina con gli strumenti della fede.

Ben presto, grazie all’inflazione della sua immagine, è convinto di non essere più solo. E continua nelle sue scorribande politiche delegando se stesso alla cultura per costruire impossibili cinema dove l’erotismo differisce dalla pornografia solo per qualche traccia labile di dialogo. E ipotizza incendi e sciagure, ipotizza uscite di sicurezza per portare in salvo lo spettatore medio che lui stesso rappresenta. Di tanto in tanto torna dal fotografo che è per costringersi a scattarsi nuove foto. E impazzisce a poco a poco. Ma mai completamente.

Qualcuno poteva forse pensare che, col trascorrere degli anni, il fenomeno Antonio Rezza-Flavia Mastrella fosse destinato a trovare un po’ di pace, se non il senso della ragione; e invece questa ragione ha sviluppato i suoi artigli fino a raggiungere la follia pura, ma elaborando il pensiero con un’acutezza così forsennatamente logica da fare a pezzi la sedicente realtà, assunta e cavalcata con criteri rigorosamente matematici.

La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Categorie: Teatro

Sei

Lun, 22/07/2019 - 16:54

da 03/12/19 a 08/12/19

Teatro Vascello

Sei
di Spiro Scimone
regia Francesco Sframeli
con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Mariasilvia Greco, Michelangelo Zanghì, Miriam Russo, Zoe Pernici
scena Lino Fiorito
costumi Sandra Cardini
disegno luci Beatrice Ficalbi,
Usiche Roberto Pelosi 

Scimone e Sframeli sono artisti molto amati e pluripremiati in Italia così come all’estero. Per la prima volta si misurano con Pirandello e con i Sei personaggi in una versione calorosamente festeggiata dal pubblico e dalla critica che, dopo una lunga tournée, arriva finalmente a Roma. E ciò che salta subito all’occhio è la capacità che i linguaggi dei due autori – diversi ma complementari – hanno di dialogare tra di loro. La commedia pirandelliana perde il suo alone di ancestrale moralismo e scopre invece i rapporti concreti tra le persone.

Scimone lavora sulla parola, ‘ riscrivendo’ con grande fedeltà il testo originario, ma denunciandone apertamente quelle che oggi sarebbero inutili forzature.
È lui stesso a interpretare il capocomico della compagnia in prova mentre Francesco Sframeli, che firma la regia, è un misuratissimo ‘padre’, ovvero il motore colpevole del dramma. Con loro in scena un folto gruppo di bravi ed affiatati interpreti tra i quali molti i giovanissimi.“Sei – affermano Scimone e Sframeli – nasce dal bisogno di mettere insieme il nostro linguaggio teatrale con la lingua del grande maestro. Durante il lavoro di elaborazione, abbiamo ridotto il numero dei personaggi, eliminato o aggiunto scene e dialoghi, sostituito qualche termine linguistico, ma senza stravolgere la struttura drammaturgica dell’opera originale.”

“Siamo in un teatro, gli attori di una Compagnia, stanno per iniziare la prova di uno spettacolo che, forse, non debutterà mai. Improvvisamente un corto circuito lascia tutti al buio; il tecnico che dovrebbe riaccendere la luce non si trova e la luce arriverà solo con l’apparizione, in carne ed ossa, dei Sei Personaggi rifiutati e abbandonati dall’autore che li ha creati.
I componenti della compagnia, sconvolti da questa improvvisa apparizione, pensano che i “Sei” siano solo degli intrusi o dei pazzi e fanno di tutto per cacciarli via dal teatro. Ma, quando il Padre, inizia il racconto del “dramma doloroso” che continua a provocare sofferenze, tensioni e conflitti familiari; l’attenzione e l’interesse da parte degli attori e del Capocomico, verso i personaggi, cresce sempre di più e l’idea di farli vivere sulla scena diventa sempre più concreta e necessaria.

In scena non è solo il desiderio dei personaggi; è anche il sogno degli attori. Entrambi, sanno che la loro vita in scena può nascere solo attraverso la creazione di un rapporto, attori /personaggi, di perfetta simbiosi. Un rapporto che si crea, di volta in volta, di attimo in attimo, durante la rappresentazione. La rappresentazione è indispensabile la presenza dello spettatore.
Ed è proprio l’autenticità del rapporto attore/personaggio/spettatore la vera magia del teatro che ci fa andare oltre la finzione e la realtà.” 

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Categorie: Teatro

Vincent Van Gogh - L’odore assordante del bianco

Lun, 22/07/2019 - 16:31

da 26/11/19 a 01/12/19

Teatro Vascello

Vincent Van Gogh -  L’odore assordante del bianco
Regia Alessandro Maggi
Personaggi e interpreti
Vincent Van Gogh Alessandro Preziosi
Dottor Peyron Francesco Biscione
Theo Van Gogh Massimo Nicolini
Dottor Vernon-Lazàre Roberto Manzi
Gustave Alessio Genchi
Roland Vincenzo Zampa
Voce Vincent bambino Davide Piccirillo
 

Le austere e slavate pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul. Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire da quelle mura, la sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare…
Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, interpretato da Alessandro Preziosi, lo spettacolo è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

“Van Gogh – sottolinea Alessandro Preziosi – assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto”. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quello strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà.

Sospensione, labilità, confine: la scrittura di Massini, nella sua galoppante tensione narrativa, offre la possibilità di una vera e propria indagine in quei luoghi, accidentati e mobili, soggetti interni di difficile identificazione, collocati nel complesso meccanismo della mente umana. Il serrato dialogo, sottinteso, tra Van Gogh e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso..

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Categorie: Teatro

Storie in soffitta

Lun, 22/07/2019 - 14:07

24/07/19

Teatro Mongiovino degli Accettella

Storie in soffitta
Ideazione e drammaturgia: Alessandro Accettella e Roberto Piumini
Regia: Danilo Conti
Con: Alessandro Accettella e Stefania Umana
Luci: Roberto De Leon
Tecnica: Teatro di oggetti e teatro d’attore
Età consigliata: 4-7 anni

Due fratelli decidono di andare di andare in soffitta ad aprire un baule dove il nonno custodisce un diario su cui ha scritto le storie da raccontare ai suoi nipotini; la vista però di oggetti vari e sparsi, scatena la fantasia dei due, che tornano improvvisamente bambini, e che cominciano a raccontarsi delle nuove storie.

Un ombrellino triste che restava sempre chiuso perché nel Paese dove viveva non pioveva mai … una forchetta lucida lucida, con i denti d’argento, le altre posate l’ammiravano, alcune la volevano in sposa, ma lei aspettava di incontrare il vero amore …  una palla, che per sbaglio una principessa maldestra lasciò cadere in uno stagno dove viveva un ranocchio … un gomitolo di lana magico che un giorno indicò ad una bambina la strada per tornare a casa da lungo un viaggio …

Un incessante susseguirsi di storie e divertenti gag che che sembrano non fermarsi mai …. Ma … si sentono i passi del nonno che sta salendo … meglio andare.
Uno spettacolo su storie scelte dal libro ‘C’era una volta, ascolta’, un pot-pourri di filastrocche e raccontini scritti con la consueta delicatezza di Piumini, scrittore straordinario di opere per l’infanzia. Storie di oggetti, oggetti comuni che usiamo e vediamo tutti i giorni, a volte dimenticati, ma sempre pronti ad essere usati; oggetti che, se presi in mano ed ascoltati, hanno il potere di raccontarci le loro formidabili e avventurose storie. Uno spettacolo su un tema classico del teatro ragazzi: il gioco e le relazioni tra i bambini che lo conducono, il gioco che nasce dalla semplicità dell’oggetto animato. 

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Categorie: Teatro

La filastrocca di Pinocchio

Lun, 22/07/2019 - 13:47

da 19/10/19 a 20/10/19

Teatro Mongiovino degli Accettella

La filastrocca di Pinocchio
Regia Alessandro Accettella
con Alessandro Accettella e Viviana Mancini
Tecnica utilizzata: Teatro d’attore e marionette

Qui comincia, aprite l’occhio, l’avventura di Pinocchio, burattino famosissimo per il naso arcilunghissimo … Inizia così “La Filastrocca di Pinocchio” nelle rime di Gianni Rodari. Pubblicata la prima volta nel 1954, ancora oggi più che mai viva e affascinante nel suo originalissimo narrare per versi la storia del burattino più famoso del mondo.

Il progetto teatrale ha come obiettivo quello di far conoscere ai bambini più piccoli non solo le mirabolanti avventure i Pinocchio e dei protagonisti del romanzo di Collodi (il Grillo Parlante, Geppetto, Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe, La Fata, Lucignolo e molti altri), ma anche l’arte narrativa di Gianni Rodari. Lo spettacolo (tutto rigorosamente in rima) si sviluppa attraverso movimenti marionettistici, voci attoriali dal vivo e coinvolgenti momenti musicali.

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Categorie: Teatro

The Missing Piece

Lun, 22/07/2019 - 12:21

da 05/10/19 a 13/10/19

Teatro Mongiovino degli Accettella

Teatro delle Marionette degli Accettella

The Missing Piece

Ideazione: Icaro Accettella
scritto e diretto da: Alessandro Accettella e Giuditta Santori
interpretato e suonato da: Alessandro Accettella, Clelia Liguori, Andrea Moriconi, Giuditta Santori
musiche originali e canzoni: Giuditta Santori

C’era una volta un cerchio che proprio cerchio tutto tondo non era. Viveva in un paese di cerchi…ma lui si sentiva diverso. A lui mancava un pezzettino. E così un giorno prese coraggio e decise di partire per un lungo viaggio alla ricerca del suo pezzettino mancante. Incontrò un lungo serpente, uno strampalato spaventapasseri, un bacarozzo nero, una delicata farfalla e un gufo con grandi occhi. Ma nessuno si curò di lui ed allora, stremato dal viaggio si addormentò sotto la luna. Fece un sogno bellissimo … sognò di essere riempito dalla soffice neve e riscaldato da un tiepido sole, di essere bagnato dalla pioggia e sbattuto di qua’ e di là dalle onde del mare. Ma il sogno durò poco…e come spaventato dallo scoppio di un palloncino – Boom!!… si svegliò di colpo…e riprese il suo viaggio alla ricerca del pezzettino che lo completasse.

Poi, un giorno, arrivò nel paese degli angolini e dei pezzettini. Vuoi vedere che…
Lo spettacolo è liberamente tratto da un libretto di Shel Silverstein. Lo stesso Silverstein de “L’Albero”, best seller. Quel Silverstein di Chicago che è stato poeta, autore di canzoni per Mick Jagger e vignettista. E’ una favola surreale, dalle atmosfere rarefatte, dai segni essenziali, dalle pochissime parole, dalle canzoni.

Per questo è per i bambini, anche i più piccoli. E’ semplicissima. Contiene però una profondissima idea: a tutti noi manca un pezzettino, un angolino e per completarci continuamente lo cerchiamo sperando però di non trovarlo mai perché altrimenti non verrebbe più voglia di cantare. Lo spettacolo è giocato con semplicissime didascalie in lingua inglese ed è suonato e cantato dal vivo.

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Categorie: Teatro

Teatro delle Marionette degli Accettella

Lun, 22/07/2019 - 12:21

da 05/10/19 a 13/10/19

Teatro Mongiovino degli Accettella

Teatro delle Marionette degli Accettella

Ideazione: Icaro Accettella
scritto e diretto da: Alessandro Accettella e Giuditta Santori
interpretato e suonato da: Alessandro Accettella, Clelia Liguori, Andrea Moriconi, Giuditta Santori
musiche originali e canzoni: Giuditta Santori

C’era una volta un cerchio che proprio cerchio tutto tondo non era. Viveva in un paese di cerchi…ma lui si sentiva diverso. A lui mancava un pezzettino. E così un giorno prese coraggio e decise di partire per un lungo viaggio alla ricerca del suo pezzettino mancante. Incontrò un lungo serpente, uno strampalato spaventapasseri, un bacarozzo nero, una delicata farfalla e un gufo con grandi occhi. Ma nessuno si curò di lui ed allora, stremato dal viaggio si addormentò sotto la luna. Fece un sogno bellissimo … sognò di essere riempito dalla soffice neve e riscaldato da un tiepido sole, di essere bagnato dalla pioggia e sbattuto di qua’ e di là dalle onde del mare. Ma il sogno durò poco…e come spaventato dallo scoppio di un palloncino – Boom!!… si svegliò di colpo…e riprese il suo viaggio alla ricerca del pezzettino che lo completasse.

Poi, un giorno, arrivò nel paese degli angolini e dei pezzettini. Vuoi vedere che…
Lo spettacolo è liberamente tratto da un libretto di Shel Silverstein. Lo stesso Silverstein de “L’Albero”, best seller. Quel Silverstein di Chicago che è stato poeta, autore di canzoni per Mick Jagger e vignettista. E’ una favola surreale, dalle atmosfere rarefatte, dai segni essenziali, dalle pochissime parole, dalle canzoni.

Per questo è per i bambini, anche i più piccoli. E’ semplicissima. Contiene però una profondissima idea: a tutti noi manca un pezzettino, un angolino e per completarci continuamente lo cerchiamo sperando però di non trovarlo mai perché altrimenti non verrebbe più voglia di cantare. Lo spettacolo è giocato con semplicissime didascalie in lingua inglese ed è suonato e cantato dal vivo.

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Categorie: Teatro

Viaggio nella poesia romanesca

Lun, 22/07/2019 - 10:39

da 27/07/19 a 28/07/19

Cineteatro L'Aura

 Viaggio nella poesia romanesca 
 con Quintino Di Marco, Laura Monaco e il chitarrista Simone Ruggiero.

Un viaggio nel tempo per ricordarsi la bellezza della Roma del primo Ottocento, per riscoprire poeti che di questa città hanno fatto la storia, Trilussa, Belli, Pascarella, Giuliano …   per ascoltare belle melodie romanesche ... per non dimenticare il folclore della bella Roma!

Ma non solo, perché Roma non è solo “quella de na vorta”! Arriveremo fino ai “poeti” di oggi! Un tuffo nel passato per nuotare fino al presente! Cosa chiedere di più in questo fine settimana di fine luglio? Aperitivo, musica e un viaggio nella poesia romanesca!

Categorie: Teatro

A Nanassa - fuori abbonamento

Gio, 18/07/2019 - 12:58

da 24/04/20 a 31/05/20

Cineteatro Prati

Tratta da La Dame de chez Maxim's di Feydeau, A Nanassa è una delle commedie di Scarpetta più frequentemente rappresentate. Non si allontana dall'ormai collaudata formula, incentrata su una molteplicità di personaggi che, ciascuno a suo modo, è protagonista della storia.
Felice, medico ricercato e “ricercatore” dell’epoca, sposato con Clementina, vedova benestante ma molto “pia”, non riesce a frenare i bollenti spiriti che lo portano a trascorrere una serata con Giulietta, giovane ed attraente fioraia, detta 'a Nanassa. Questa, innamorata di Errico Delfino, si spaccia per moglie di Felice, costringendolo ad assecondarla, in casa di Don Cesare, zio di Felice, che ha combinato il matrimonio tra Errico ed Angiolina, sua nipote, troppo “ingenua”. Tra i vari interpreti, ha un ruolo determinante anche una poltrona, detta “estatica”, acquistata da Felice per i suoi esperimenti scientifici. Insomma un intreccio molto “interessante” da non perdere… Siamo nei primi anni del 1920
Di Eduardo Scarpetta nella riduzione e regia di Fabio Gravina

Categorie: Teatro

Na pecora viziosa

Gio, 18/07/2019 - 12:52

da 28/02/20 a 05/04/20

Cineteatro Prati

Di Eduardo Scarpetta nella riduzione e regia di Fabio Gravina

Categorie: Teatro

Canzonando

Gio, 18/07/2019 - 12:48

da 04/02/20 a 23/02/20

Cineteatro Prati

Di e con Vittorio Marsiglia e Mariano Perrella

Categorie: Teatro

Un turco napoletano

Gio, 18/07/2019 - 12:42

da 27/12/19 a 02/02/20

Cineteatro Prati

Di Eduardo Scarpetta nella riduzione e regia di Fabio Gravina

Categorie: Teatro

Variazioni sul varietà

Gio, 18/07/2019 - 12:34

da 15/10/19 a 03/11/19

Cineteatro Prati

Vari varietà, perché di varietà non ce n'è uno solo. C'è il varietà coltissimo delle
origini, nato nei salotti degli illuministi parigini, e c'è quello dei baracconi nelle
fiere di paese; c'è quello per i signori e quello per i poveracci; c'è il cafè
chantant, il music hall, c'è la chanteuse francese che in Italia diventa
sciantosa, il soprano, la “romanzista” e la “canzonettista”, le divette e le
vedette, le “eccentriche a trasformazione” (artiste che a ogni canzone
cambiavano d'abito), c'è il buffo, c'è il serio, e c'è il fine dicitore che spesso
riesce a essere entrambe le cose...
Di un universo tanto vasto, variopinto e disuguale questo spettacolo cerca di
recuperare qualche oggetto smarrito, di ripescare qualche perla perduta che
merita di essere rilucidata: numeri musicali e numeri comici ormai spariti dal
repertorio o quantomeno poco frequentati, cuciti insieme in totale libertà e
senza un vero filo logico, sciolti da qualunque obbligo formale perché così
deve essere un vero varietà. Ad animare la serata di canzoni, couplet, duetti,
assoli e macchiette sarà Dodo Gagliarde, attore ma anche studioso della
tradizione teatrale, uno specialista del genere, affiancato da una cantante-attrice.
Di Pietro Piovani con Dodo Gagliarde e cast da definire

Categorie: Teatro

L'avaro

Gio, 18/07/2019 - 11:44

da 08/11/19 a 15/12/19

Cineteatro Prati

Arpagone, il vecchio protagonista, è a dir poco odiato dai suoi due figli, Cleante ed Elisa. Cleante lo odia perché Arpagone vuole sposare la giovane e povera Marianna che lui segretamente ama; Elisa, invece, lo detesta perché vuole
darla in sposa all’anziano Signor Anselmo che è disposto a prenderla senza alcuna dote. Cleante ruba, la cassetta dove lo stizzoso Arpagone tiene tutti i suoi averi pensando di usarla come merce di scambio con il padre per avere Marianna. Mastro Simone, acerrimo nemico di Valerio accusa quest'ultimo di aver rubato la cassetta.
Tutto s'aggiusta con l'arrivo del ricco Anselmo che, invece di chiedere ufficialmente la mano di Elisa, riconosce che nella bella Marianna e nell'intendente Valerio i suoi figli, che credeva da tempo morti in un naufragio.
Convolate a giuste nozze le due coppie di innamorati, Arpagone ritroverà il suo tanto bramato ed adorato tesoro. In questa commedia Molière riesce magistralmente a ridicolizzare all'estremo l'avarizia e la totale mancanza di sentimenti del vecchio Arpagone rendendole, soprattutto nelle scene in cui sono poste a confronto con gli impeti giovanili del figlio Cleante,drammaticamente amare.
Da Molière nella riduzione e regia di Fabio Gravina

Categorie: Teatro

Femmes

Mer, 17/07/2019 - 15:13

da 27/09/19 a 29/09/19

Teatro Petrolini

Scintillante varietà di Belle Epoque e dintorni
Con Emanuela Mari, Riccardo Cecchi, Massimiliano Franchina, Fabiola Zossolo, Giulia Catalucci e Sofia Ronchini.
Elektra Kiss
Mad Cat
Scene: Miguel Angel Acosta Lara
Tecnico audio e luci: Emanuele Bertulli

Categorie: Teatro

Il boom!

Mer, 17/07/2019 - 12:36

da 25/02/20 a 15/03/20

Teatro Golden

Max Paiella vi condurrà in un viaggio musicale dove ritrovare le nostre origini artistiche, sociali, persino quelle politiche. In scena con degli oggetti fluttuanti per aria che simboleggiano le grandi canzoni sospese nei nostri pensieri e nel nostro cuore, Max, con dovizia di particolari, descriverà con la consueta ironia le grandi canzoni del nostro cammino musicale e sociale.
Di e con Max Paiella

Categorie: Teatro

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