Al Teatro dell’Opera di Roma è stata presentata la Stagione 2018-19, alla presenza del Sindaco di Roma Virginia Raggi

Al Teatro dell’Opera di Roma è stata presentata la Stagione 2018-19. Alla conferenza stampa erano presenti la Sindaca di Roma Virginia Raggi, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Alberto Bonisoli, il Capo di Gabinetto della Regione Lazio Albino Ruberti (in rappresentanza del Presidente Zingaretti, trattenuto da altro impegno), il Presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti, oltre al Sovrintendente dell’Opera, al Direttore Artistico Alessio Vlad e alla Direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato.

Il sovrintendente Carlo Fuortes, in apertura della conferenza, ha dichiarato “La stagione 2018-19 è in continuità con il progetto che portiamo avanti da quattro anni. Un progetto che vede grandi coproduzioni con teatri sia stranieri che italiani, e un’attenzione al repertorio, ma guardato con occhi contemporanei, perché è molto importante che l’opera, anche quella del passato, parli il linguaggio di oggi. Abbiamo risultati che ci incoraggiano. Un aumento del pubblico del 30% per cui chiuderemo il bilancio di quest’anno con 14 milioni di incasso: una cifra di tutto rispetto se pensiamo che fino al 2013 non erano mai stati superati i 7 milioni e mezzo.

Il Teatro si è quindi valorizzato grazie all’aumento delle sole vendite, poiché i contributi pubblici sono stati in questi anni stazionari, e talora diminuiti. Questo aumento deriva dunque dal lavoro di tutto il Teatro ed è a tutti i lavoratori dell’Opera di Roma che va il mio sincero ringraziamento”. La conferenza è quindi proseguita con gli interventi del direttore artistico Alessio Vlad e della direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato, che hanno illustrato la programmazione dei loro rispettivi settori.

In seguito Lorenzo Tagliavanti, Presidente Camera di Commercio di Roma, nel suo intervento ha sottolineato come il Teatro dell’Opera di Roma costituisca un’eccellenza nel panorama culturale e artistico di Roma e provincia.Anche grazie al Teatro dell’Opera, - ha proseguito Tagliavanti - oggi Roma non solo detiene cultura ma continua a produrne. Incrementare e diversificare l’offerta culturale del territorio provinciale romano vuol dire anche rafforzare la capacità competitiva del tessuto economico, generando ricadute positive sia per i cittadini sia per le attività imprenditoriali che insistono sul territorio”.

Albino Ruberti, capo di gabinetto della Regione Lazio, nel suo intervento ha dichiarato:Questo teatro è uno degli esempi più eclatanti di rinascita che abbiamo in Italia. Il Teatro dell’Opera era infatti un’istituzione culturale che era stata portata, letteralmente, sull’orlo del fallimento. Ora abbiamo i risultati straordinari della nuova gestione, frutto della capacità di chi amministra questa istituzione e di una sfida comune che la Regione Lazio ha condiviso fin dall’inizio. Il nostro sostegno a questa istituzione culturale nasce da una scelta di campo: riconosciamo alla cultura un ruolo strategico per rendere più attrattivo e internazionale il nostro territorio, per il benessere e per la crescita del nostro sistema socioeconomico.

Anche quest’anno la Regione Lazio ha deciso di confermare il supporto al Teatro dell’Opera di Roma con un contributo di 1 milione 800mila euro, proprio come lo scorso anno. Voglio sottolineare inoltre che il Teatro dell’Opera di Roma è tra le istituzioni culturali protagoniste del cartellone di eventi che stiamo realizzando nelle zone del sisma fino a giugno. Agli inizi di luglio la Regione Lazio pubblicherà un bando da 700 mila euro per lo spettacolo al vivo destinato ai 15 comuni del cratere per gli eventi di tutto il prossimo anno. Vogliamo infine lanciare una nuova sfida: portare il Teatro dell’Opera di Roma fuori dalla Capitale. Proprio sulla base dell’esperienza di successo nelle zone del sisma, questa è un’importante proposta che stiamo lanciando a tutte le istituzioni culturali con l’impegno di ‘adottare ogni anno una provincia’. È importante che si formi una rete che leghi la Capitale al resto della regione”.

Nel suo intervento il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli ha messo in luce come “la nuova stagione del Teatro dell’Opera di Roma confermi la raffinatezza artistica e la vocazione nazionale e internazionale di un teatro storico simbolo di una città e di un Paese, grazie anche ad una varietà ricchissima di spettacoli all’insegna sia della tradizione che della contemporaneità, con uno sguardo rivolto ai giovani”. L’opera e il balletto - ha proseguito Bonisoli - fanno parte dell’eccellenza del patrimonio culturale italiano riconosciute in tutto il mondo e il Teatro Costanzi - grazie all’esperienza e alla passione della sua orchestra, del suo coro, del suo corpo di ballo e delle sue maestranze - tiene alta e viva la grande tradizione dell’opera lirica, della musica e della danza del nostro Paese”.

Nelle sue conclusioni la Sindaca e Presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma ha detto “Grazie alle grandi coproduzioni e alle novità contemporanee proposte, il pubblico del Teatro dell’Opera è divenuto sempre più attento e partecipativo. Un Teatro dell’Opera al passo con i tempi, ma anche un Teatro che vuole aprirsi a nuove esperienze, che vuole aprirsi al suo pubblico, alla città nel suo complesso in modo da poter raggiungere il più alto numero possibile di appassionati e anche di persone che questo mondo non hanno mai conosciuto. Desideriamo che i suoi confini siano sempre più allargati e fruibili, perché la bellezza della musica, del canto e della danza deve raggiungere ogni angolo della nostra città”.

Un’Opera al passo con i tempi

La sfida di questo nuovo programma, in continuità con gli ultimi anni, è di essere in sintonia con il tempo nel quale viviamo e di riuscire a rappresentare il meglio del teatro musicale italiano e internazionale di oggi. La stagione 2018-19 del Teatro dell’Opera di Roma, fra il Teatro Costanzi e le Terme di Caracalla, propone quest’anno al nostro pubblico 13 produzioni d’opera (di cui 9 nuovi allestimenti) e 6 spettacoli di balletto (tra cui tre nuovi allestimenti). Continuiamo con le linee guida del nostro progetto mantenendo l’apertura del nostro Teatro a grandi coproduzioni e alle novità contemporanee. Non dimentichiamo il repertorio, cercando però di riscoprirlo: già dal titolo di apertura, il Rigoletto di Verdi è affidato alla lettura certamente nuova e approfondita di Daniele Gatti con la regia di Daniele Abbado.

Le coproduzioni inseriscono l’Opera di Roma in un circuito artistico internazionale che è anche un’occasione di confronto reciproco: è il caso dell’Orfeo ed Euridice di Gluck o dell’Idomeneo mozartiano. Proponiamo titoli di raro ascolto e assenti a Roma da tempo: L’angelo di fuoco di Prokof’ev, mostrerà che cosa il melodramma è diventato nel crogiolo di ricerche dell’avanguardia russa del primo Novecento. Su questa stessa apertura al nuovo si pone, ormai già da anni e con coraggio, la programmazione del balletto: la Serata Philip Glass ne è un evidente esempio.

Della stagione lirica fanno parte tre lavori contemporanei: un evento-spettacolo affidato a William Kentridge, l’opera Un romano a Marte di Vittorio Montalti, vincitrice di un recente concorso dedicato a giovani compositori bandito dal nostro teatro, e una “commedia strumentale” ispirata a Pinocchio di cui è autrice Lucia Ronchetti.Ampliare i confini del teatro musicale e aprirsi a creazioni dei nostri giorni non è frequente oggi nei teatri d’opera italiani. – dichiara il sovrintendente Carlo Fuortes Lo facciamo perché abbiamo molta fiducia nel nostro pubblico, in gran parte nuovo, che ci ha incoraggiato fin qui, seguendo con passione titoli rari e riletture innovative del repertorio, e che saprà accogliere le nuove proposte”.

La stagione operistica

La prima opera in scena per la stagione 2018-19 sarà un nuovo allestimento del Rigoletto di Giuseppe Verdi, (8 recite tra il 2 e il 18 dicembre 2018): un melodramma notissimo, un personaggio divenuto proverbiale, una serie di magnifiche arie tra le più note del repertorio. Insomma un classico, cioè, per parafrasare Calvino, “una di quelle opere che, tanto più quando si leggono per davvero si trovano nuove, inaspettate, inedite”. E sarà certamente una “lettura” inaspettata e inedita, quanto rispettosa dell’idea verdiana, quella che vedrà impegnati il direttore Daniele Gatti e il regista Daniele Abbado. Le scene e le luci saranno di Gianni Carluccio, i costumi di Francesca Sartori e Elisabetta Antico, i movimenti coreografici di Simona Bucci. Tra gli interpreti Ismael Jordi, Roberto Frontali, Lisette Oropesa, Riccardo Zanellato e Alisa Kolosova.

A febbraio del nuovo anno ancora una nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma: Anna Bolena di Gaetano Donizetti. Un titolo molto amato dagli appassionati del belcanto, rappresentato in precedenza al Teatro dell’Opera solo altre due volte: nel 1977 (direttore Ferro, regia di Crivelli) con protagonista Leyla Gencer e nel 1979 con Katia Ricciarelli (diretta da Nino Sanzogno e sempre con la regia di Crivelli). L’opera ritorna in un nuovo allestimento (6 recite dal 20 febbraio al 1°marzo), diretta da Riccardo Frizza e con la regia di Andrea De Rosa. Scene di Luigi Ferrigno da un’idea di Sergio Tramonti, costumi di Ursula Patzak e luci di Enrico Bagnoli. Tra gli interpreti Maria Agresta (che torna dopo il successo riscosso nel Simon Boccanegra del 2012 e debutta come protagonista), Carmela Remigio (al suo debutto nel ruolo di Giovanna Seymour), Alex Esposito, René Barbera.

Dal 15 al 22 marzo 2019 un raffinato nuovo allestimento dell’Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck, una coproduzione con Théâtre des Champs-Elysées, Château de Versailles Spectacles e Canadian Opera Company. Il capolavoro di Gluck manca sulle scene del Costanzi da cinquant’anni: nel 1968 venne diretto da Ferruccio Scaglia, con le coreografie e la regia di Aurelio Millos e con il ruolo del protagonista affidato a un tenore (Lajos Kozma). Le recite di marzo seguiranno l’originale versione di Vienna dell’opera (1762) e saranno dirette da Gianluca Capuano (per la prima volta sul podio del Costanzi), con la regia di Robert Carsen, che debutta al nostro Teatro (vi tornerà a novembre con Idomeneo). Sue anche le luci insieme a Peter Van Praet, le scene e i costumi sono di Tobias Hoheisel. Interpreti il controtenore Carlo Vistoli, Mariangela Sicilia e Emoke Barath.

In coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia arriverà a Roma dal 14 al 20 aprile la più famosa delle operette, volentieri accolta nei più paludati teatri d’opera: La vedova allegra di Franz Lehár, vista l’ultima volta nel 2007 (diretta da Daniel Oren con la regia di Vincenzo Salemme). Questo nuovo allestimento, in coproduzione con La Fenice di Venezia, sarà diretto da Constantin Trinks (un musicista emergente che debutta all’Opera di Roma) con la regia di Damiano Michieletto, le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti, le luci di Alessandro Carletti e la coreografia di Chiara Vecchi. Tra gli interpreti Nadja Mchantaf, Paulo Szot, Anthony Michaels-Moore, Adriana Ferfecka e Peter Sonn.

Ancora una nuova produzione con un titolo raro, ma di grande interesse nel teatro musicale del Novecento: sarà L’angelo di fuoco di Sergej Prokof’ev, visto un’unica volta sulle scene del Costanzi nel 1966 diretto da Bruno Bartoletti per la regia di Virginio Puecher. Un’opera visionaria, immersa nel clima di mistico esoterismo così diffuso nell’avanguardia russa del primo Novecento, tradotto nel linguaggio ora grottesco ora allucinato del compositore. Sarà in scena dal 23 maggio al 1° giugno diretta da Alejo Pérez per la regia di Emma Dante. Tra gli interpreti Leigh Melrose, Evgenia Muraveva, Sergey Radchenko, Maxime Paster, Mairam Sokolova, tutti al loro debutto nel nostro teatro, e Goran Jurić. In altri ruoli molti artisti del progetto “Fabbrica”.

Sempre con la regia di Emma Dante, torna in scena dall’8 al 13 giugno La Cenerentola di Rossini, nella versione che ha avuto tanto successo nella stagione 2016. Le scene sono di Carmine Maringola, i costumi di Vanessa Sannino, le luci di Cristian Zucaro e i movimenti coreografici di Manuela Lo Sicco. Nel ruolo della protagonista Teresa Iervolino; con lei René Barbera (don Ramiro), Vito Priante (Dandini), Carlo Lepore (don Magnifico).

Anche l’autunno 2019, come quello di questa stagione, vedrà in scena due capolavori di Mozart. Dopo il Così fan tutte del 2016 e le prossime, attesissime Nozze di Figaro, Graham Vick conclude la trilogia Mozart/da Ponte con il nuovo allestimento del Don Giovanni, diretto da Jérémie Rhorer al suo debutto al Costanzi, le scene di Samal Blak e le luci di Giuseppe Di Iorio. Protagonista Alessio Arduini con Juan Francisco Gatell (Don Ottavio), Vito Priante (Leporello) e Emanuele Cordaro (Masetto). Ruoli femminili affidati a Maria Grazia Schiavo (Donna Anna), Salome Jicia (Donna Elvira) e Elena Sancho Pereg (Zerlina). In scena dal 27 settembre al 6 ottobre 2019.

A novembre (dall’ 8 al 16) torna Idomeneo, re di Creta raro titolo mozartiano che unisce il nitore classico del mito greco a un linguaggio teatrale aperto alle riforme operistiche del secondo Settecento. Nel nostro teatro Idomeneo era stato rappresentato una sola volta nel 1983 diretto da Peter Maag e con la regia di Luciano Damiani. A dirigerlo sarà Michele Mariotti che debutta così all’Opera di Roma. Seconda regia in questa stagione, come si è detto, affidata a Robert Carsen che collabora anche con Luis F. Carvalho alle scene e con Peter van Praet alle luci; costumi di Petra Reinhardt e video di Will Duke. Nel ruolo del titolo Charles Workman, Joel Prieto (al suo debutto al Costanzi) sarà Idamante, Rosa Feola Ilia e Miah Persson sarà Elettra. Il nuovo allestimento è una coproduzione con il Teatro Real di Madrid e la Canadian Opera Company.

La stagione 2018-19 sarà conclusa in novembre (dal 22 al 24) da una prima assoluta, un tipo di proposta che da molti anni mancava dal nostro teatro e che rappresenta ancora una volta l’attenzione dell’Opera di Roma verso il contemporaneo. Tre recite, al Teatro Costanzi, di Un romano a Marte musica di Vittorio Montalti libretto di Giuliano Compagno, spettacolo vincitore del Concorso 2013/2014 per giovani compositori, bandito dal Teatro dell’Opera di Roma al fine di valorizzare e portare in scena nuovi autori contemporanei con titoli mai rappresentati ed ispirati alla città di Roma. La nuova opera sarà diretta da John Axelrod e avrà la regia di Fabio Cherstich, che dopo le proposte di OperaCamion si misurerà con il palcoscenico del Costanzi.

Ritornano poi, fra la fine del 2018 e l’inizio del nuovo anno, due “evergreen” prodotti dal Teatro dell’Opera, che incontrano sempre grande favore da parte del pubblico. Tosca di Giacomo Puccini con la regia di Alessandro Talevi, le scene e i costumi originali di Adolf Hohenstein, ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti, e le luci di Vinicio Cheli sarà in scena dal 7 al 16 dicembre diretta da Stefano Ranzani, con nel cast Svetlana Kasyan, Giorgio Berrugi, Fabián Veloz. Lo stesso allestimento tornerà dal 18 al 26 giugno diretto da Jordi Bernàcer. Nel cast Monica Zanettin, Stefano La Colla e Gevorg Hakobyan.

E dal 12 al 26 gennaio torna anche La traviata di Giuseppe Verdi diretta da Pietro Rizzo regia di Sofia Coppola, scene di Nathan Crowley, costumi di Valentino, coreografia di Stéphane Phavorin, luci di Vinicio Cheli: nel cast Jessica Nuccio, Antonio Poli e Sebastian Catana, nonché un buon numero di artisti del progetto “Fabbrica”. Tutti i titoli in programma vedranno protagonista la nostra Orchestra e, laddove la partitura lo richiede, il Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretto dal maestro Roberto Gabbiani: due compagini che sono la prima garanzia di qualità delle nostre produzioni.

Tutte le opere avranno i sovratitoli in italiano e in inglese.

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