"Le nozze di Figaro in un nuovo allestimento di Graham Vick al Teatro dell'Opera di Roma

L'opera “Le nozze di Figaro” di Mozart diretta dal maestro Stefano Montanari, in un nuovo allestimento curato dal regista Graham Vick, debutterà in scena il 30 ottobre con repliche fino all’11 novembre.

Per la la stagione operistica 2017/2018 del Teatro dell’Opera di Roma questo sarà l’ultimo nuovo allestimento, completerà il calendario operistico repliche della Tosca di Puccini.

Con le Nozze di Figaro prosegue il progetto tra il Teatro dell’Opera di Roma e il regista Graham Vick, iniziato nella scorsa stagione 2016/2017 con la rappresentazione di Così fan tutte, e che si completerà a settembre 2019 con un nuovo allestimento del Don Giovanni, terza e ultima opera della trilogia di Mozart nata dall’incontro con l’italiano Da Ponte.

C’è grande attesa tra il pubblico del Teatro dell’Opera di Roma su questo nuovo allestimento di una delle opere tra le più rappresentate al mondo.

Il Sovrintendente Carlo Fuortes alla conferenza stampa di ieri ha affermato che il nuovo allestimento delle Nozze di Figaro sarà molto diverso da quello classico e suntuoso messo in scena nel 2014 ultima volta in cui fu rappresentata l’opera a Roma.

Lo stesso regista Graham Vick alla conferenza stampa di ieri con ironia ha affermato che “gli anni suntuosi sono andati via “.

Ci si aspetterebbe una contemporaneizzazione dell’opera, ma il regista Graham Vick precisa che non ci sarà  una vera attualizzazione dei personaggi in quanto non c’è una reale epoca storica nei personaggi dell’opera.

L’abuso del potere è il motivo dominante nelle Nozze di Figaro e questo per il regista non ha tempo esiste da sempre è ciò che rende l’opera attuale, da sempre c’è chi ha e chi non ha e chi ha spesso abusa del proprio potere.

La sua regia partirà dall’analisi della motivazione che spinge ogni personaggio sia maschile che femminile ad arrivare al proprio scopo per evidenziare chi ha veramente potere e chi ne abusa sull’altro, analisi non certo facile, come afferma lo stesso Vick, perché presuppone di definire cosa sia veramente il potere.

La direzione musicale è affidata al maestro Montanari che è già noto al pubblico romano per aver diretto lo scorso anno Il viaggio a Reims di Rossini.

Per quanto attiene alle novità della sua direzione il maestro Montanari, che confessa che il suo debutto è avvenuto tredici anni fa proprio con le Nozze di Figaro, precisa che il suo obiettivo è quello di rendere l’opera più scorrevole possibile e più intellegibile al pubblico.

I tempi saranno fluenti e non lenti e i recitativi efficaci affinché sia facilitata al pubblico la comprensione del testo e quindi della trama che spesso il pubblico non riesce a seguire per la sua complessità.

Due cast di pari livello si alterneranno nei ruoli principali, come affermato nella conferenza stampa Da Alessio Vlad, i cantanti hanno tutti caratteristiche e vocalità diverse proprio per la particolarità dell’opera che si avvicina al teatro musicale e ciò ha reso più interessante ma anche più complesso il lavoro sia della regia che del maestro Montanari.

Nel ruolo del Conte di Almaviva si esibirà Andrey Zhilikhovsky e Alessandro Luongo, in quello della Contessa Federica Lombardi e Valentina Varriale, Elena Sancho Pereg si alterna con Benedetta Torre nel ruolo di Susanna, Vito Priante con Simone Del Savio in quello di Figaro, mentre Cherubino avrà le voci di Miriam Albano e Reut Ventorero, Barbarina quelle di Daniela Cappiello e Rafaela Albuquerque. Infine Patrizia Biccirè sarà Marcellina, Emanuele Cordaro Don Bartolo, Andrea Giovannini Don Basilio, Graziano Dallavalle Antonio e Murat Can Güvem Don Curzio.

Nella conferenza stampa di ieri il sovrintendente Fuortes ha inoltre dichiarato con orgoglio che gli incassi del Teatro dell’Opera di Roma al momento hanno già superato di 1 mil il record di incassi raggiunto due anni fa e che quindi alla fine dell’anno si raggiungerà un nuovo record.

Il successo conseguito dimostra come un pubblico anche più giovanile ed informale si sia avvicinato alla lirica e alla musica sinfonica e che pertanto il pubblico del Teatro dell’Opera di Roma si sia ormai esteso dai consueti abitué.

Cristiana Di Benedetto

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