Roma, tanti giovani alla prima della "La Partitella" alla Sala Umberto ad applaudire il loro idolo di "Braccialetti Rossi"

Al teatro Sala Umberto lo spettacolo "La partitella" conquista giovani e meno giovani e il suo protagonista Carmine Buschini, noto per il ruolo di "Leo" nella serie cult "Braccialetti Rossi", festeggia dietro le quinte con il regista Francesco Bellomo, il cast ed alcuni ospiti intervenuti per assistere alla commedia, tra i quali alcuni interpreti della fortunata fiction Rai come la bellissima Aurora Ruffino e Mirko Trovato.

Brindisi, strette di mano ed abbracci che coinvolgono anche gli altri invitati, molti dei quali appassionati di calcio ed attirati da quel bizzarro mondo della ‘partitella’ nel testo di Giuseppe Manfridi, ispirato da Pasolini. Tutto il cast di giovani attori che hanno partecipato allo spettacolo hanno dato prova della loro professionalità, della loro bravura.

Interpreti, tra i quali lo stesso Buschini con Sharon Alessandri, Damiano Angelucci, Sara Baccarini, Chiara Buonvicino, Mariavittoria Cozzella, Noemi Esposito, Daniele Gatti, Carmine Giangregorio, Teo Guarini, Federico Inganni, Vanessa Innocenti, Daniele Locci, Martina Maiucchi, Nicolò Mililli, Elio Musacchio, Lorenzo Parrotto, Chiara Tron, Giulia Zadra.

Si ritrovano gomito a gomito in una mescolanza di stati sociali diversi e con l’illusoria speranza di resistere ai colpi del mondo, a quello spazio temporale, che dovrà spingere il gruppo ad affrontare un domani di fronte al quale anche gli adulti più attrezzati si trovano spiazzati e impreparati.

In quel bizzarro assemblaggio umano che costituisce il microcosmo della ‘partitella’ non è infrequente ritrovare gomito a gomito il laureato con l ‘analfabeta, il quindicenne con il trentenne, l’incontro tra i più diversi strati sociali e tra le più distanti fisionomie culturali. Mescolanza riverberata nelle arlecchinesche tenute da gioco, sperando possano armonizzarsi in una concordata uniformità.

I ragazzi si muovono nella illusoria speranza di resistere ai colpi del mondo, a quello spazio temporale, che dovrà spingere il gruppo ad affrontare un domani di fronte al quale anche gli adulti più attrezzati si trovano spiazzati e impreparati. Forse erano anche questi i motivi per cui Pasolini, ottimo calciatore, trovava nell’idea stessa della “Partitella” di cui era appassionato sostenitore e frequente protagonista, tratti di struggente, infantile e malinconica poesia.

“Uno sterrato ai piedi di una scarpata su cui passa un cavalcavia – afferma Giuseppe Manfridi -  sul terriccio grumoso, due linee di gesso bianche. Si tratta del ‘corner’ di un campetto di calcio presso cui, sin dalle prime ore dell’alba, affluiscono vari ragazzi e ragazze che, disertando la scuola, si sono dati appuntamento lì per una partitella di cui gli uni saranno protagonisti e le altre spettatrici. La situazione è tale da consentire un intreccio di racconti. Piccoli grandi amori… ansie di crescita… sogni di trionfi futuri… progetti matrimoniali… e quant’altro ancora può immaginarsi come alimento fantastico di quell’ineffabile età di passaggio che è possibile individuare nel valico tra l’ultimo anno di scuola e il primo di università, o di lavoro.

L’età delle prime ‘chances’, delle grandi attese, del futuro che incombe. Il secondo atto della commedia racconta un’altra partitella giocata in quello stesso campo e dagli stessi ragazzi ma un anno prima della precedente. In questo montaggio ‘a ritroso’ sarà dato di ricomporre i disegni imperscrutabili del destino che, si scoprirà, ha giocato, come spesso avviene, con le vite di quei ragazzi decidendone a suo piacimento e in ossequio a un’apparente casualità di cui non ha senso, qui, anticipare nulla”. Giuseppe Manfridi

Teatro Sala Umberto

https://salaumberto.com/

Via della Mercede, 50

Telefono: 06 679 4753

Federica Rinaudo
Giornalista
Ufficio stampa e comunicazione
Mobile +39 327 7851570 
www.federicarinaudo.it

​Foto By Adriano Di Benedetto

 

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