Teatro Biblioteca Quarticciolo Giovanni Scifoni in “Mani Bucate_Francesco, il poverello che ricevette le stimmate”

Teatro Biblioteca Quarticciolo Giovanni Scifoni in “Mani Bucate_Francesco, il poverello che ricevette le stimmate”, 29 settembre ore 21, 30 settembre ore 18.00

Giovanni Scifoni racconta Mani Bucate_Francesco, il poverello che ricevette le stimmate su musiche arrangiate e brani di Luciano Di Giandomenico suonati da Maurizio Picchiò, Stefano Carloncelli e Luciano Di Giandomenico. Teatro Biblioteca Quarticciolo, 29 settembre ore 21, 30 settembre ore 18.00

Come si fa a parlare di San Francesco D’Assisi senza essere mostruosamente banali? Come farò a mettere in scena questo spettacolo senza che sembri una canzone di Jovanotti?

Se chiedo a un ateo anticlericale “dimmi un santo che ti piace” lui dirà: Francesco. Perché tutti conoscono San Francesco? Perché sono stati scritti decine di migliaia di testi su di lui? Perché è così irresistibile? E perché proprio lui? Non era l’unico a praticare il pauperismo.

In quell’epoca era pieno di santi e movimenti eretici che avevano fatto la stessa scelta estrema, che aveva di speciale questo coatto di periferia piccolo borghese mezzo frikkettone che lascia tutto per diventare straccione?

Aveva di speciale che era un artista. Forse il più grande della storia. Le sue prediche erano capolavori folli e visionari. Erano performance di teatro contemporaneo. Giocava con gli elementi della natura, improvvisava in francese, citando a memoria brani delle chansone de geste, stravolgendone il senso, utilizzava il corpo, il nudo, perfino la propria malattia, il dolore fisico e il mutismo.

Il monologo, orchestrato con le laudi medievali e gli strumenti antichi di Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli, si interroga sull’enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop di Francesco, e percorre la vita del poverello di Assisi e il suo sforzo ossessivo di raccontare il mistero di Dio in ogni forma, fino al logoramento fisico che lo porterà alla morte.

Dalla predica ai porci fino alla composizione del cantico delle creature, il primo componimento lirico in volgare italiano della storia, Francesco canta la bellezza di frate sole dal buio della sua cella, cieco e devastato dalla malattia. Nessuno nella storia ha raccontato Dio con tanta geniale creatività. Santa creatività. Il vero problema è che Francesco era un attore molto più bravo di me.

Crediti

Produzione ENGAGE di Enrico Griselli

MANI BUCATE
Francesco, il poverello che ricevette le stimmate

raccontato da Giovanni Scifoni

musiche arrangiate e brani Luciano Di Giandomenico

Strumenti antichi Maurizio Picchiò, Stefano Carloncelli e Luciano Di Giandomenico

Teatro Biblioteca Quarticciolo via Ostuni, Roma

Ufficio stampa

Antonino Pirillo

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