Teatro Palladium di Roma va in scena "Vestire gli ignudi" di Luigi Pirandello

Vicenda che sembra uscire dalle pagine dei giornali di oggi o da un format televisivo specializzato in fatti di cronaca, Vestire gli ignudi – scritta nel lontano 1922 da Luigi Pirandello - è una storia nera che potrebbe essere letta come una seduta psicanalitica. A riproporla e ad attualizzarla ulteriormente ci ha pensato Gaetano Aronica, presidente della Fondazione Pirandello, che dal 15 al 18 marzo al Teatro Palladium di Roma, la dirigerà ed interpreterà insieme ad un ricco cast formato da Andrea Tidona, Vittoria Faro, Stefano Trizzino, Barbara Capucci, Fabrizio Milano.

Una giovane donna, Ersilia Drei, viene ritrovata in fin di vita in un giardino pubblico. La sua storia, raccontata da un giornalista, sale alla ribalta delle cronache e diventa un caso nazionale, ma le dichiarazioni della donna provocano uno scandalo che pare trasformarsi in un intrigo inestricabile.

Sulla scia della recente cronaca hollywoodian-weinsteniana, Vestire gli ignudi è una storia di sesso, potere e visibilità mediatica che sembra scritta ai giorni nostri. Ma è soprattutto la storia di una libertà, di una ribellione ad una società imprigionata nei meccanismi della forma, cui fa riferimento lo stesso Pirandello nella sua omnia produzione teatrale. In particolar modo in quest’opera si incarna l’efferato contrasto tra maschile e femminile: gli uomini, ingabbiati nel ruolo sociale, agiscono soltanto per dovere, privi di un mondo affettivo e di un autentico impulso vitale congelato in un freddo e vuoto formalismo; Ersilia, al contrario,  vive nel suo moto interiore, nei sentimenti, e nella propria capacità di mettersi a nudo, ma è straniera in un mondo che non riconosce e che non la riconosce se non come corpo da usare, consumare, azzannare, dilaniare.

Il cannibalismo dei personaggi sta tutto qui: nel nutrirsi di ciò che ad essi manca e non possono avere: la Vita, che scorre libera e pulsa nelle braccia di Ersilia come fosse un animale ferito, la Natura, in gabbia. Il flusso di coscienza della protagonista diventa quindi lo specchio deformante che smaschera la vera natura degli altri personaggi, facendone emergere il lato oscuro, a tratti terribile: durante questo percorso di formazione e trasformazione, Ersilia si scoprirà “donna” in un modo diverso da come si è sempre sentita e assumerà una nuova coscienza di sé.

Con una installazione futurista firmata da Antonia Petrocelli (autrice anche degli originali costumi) che lascia trasparire la caratterizzazione atemporale dei personaggi e alcuni tagli cronachistici atti a trasportare l’azione e il contesto in qualunque momento della storia, Aronica lascia trasparire la sottile violenza sotterranea del testo, mischiandola alla intrinseca volontà di sopraffazione dei personaggi – benché dissimulata da un pietistico sentimentalismo e un buonismo di facciata  - e costruisce una partitura teatrale con un ritmo cinematografico indubbiamente all’ultimo respiro.

Teatro Palladium - Università Roma Tre

Piazza Bartolomeo Romano 8 – Roma

VIDEO TRAILER: https://vimeo.com/249405486

Sito web: http://teatropalladium.uniroma3.it/

Prevendite:

biglietteria.palladium@uniroma3.it; tel. 327 2463456 (orario 10:00-13:00 / 15:00 – 20:00)

http://www.liveticket.it/TeatroPalladium

Organizzazione e promozione Teatro Palladium: Music Theatre International
Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 - +39 328 4112014 - info@elisabettacastiglioni.it

Note di regia

Pirandello scrisse Vestire gli ignudi nel 1922, mentre I Sei Personaggi in cerca d’autore imperversava con successo sui palcoscenici d’Europa. Ho sempre pensato che il fantasma di quel capolavoro dovesse ancora aleggiare nella mente dello scrittore. Non a caso, Ersilia Drei è considerata a più voci come il settimo personaggio pirandelliano in cerca d’autore, con una differenza: quelli compaiono evocati dalla mente di chi li ha creati; lei arriva direttamente dalla strada.  Non ho potuto fare a meno di pensare al Pirandello lacerato dai problemi quotidiani, dalla follia, dal desiderio di un amore impossibile, dalle visioni, dalle sue ossessioni di uomo e di artista. E l’ho immaginato solo con i suoi fantasmi, perso nel teatro vuoto, prigioniero delle grandi invenzioni contenute nei Sei Personaggi, che hanno trasformato il teatro contemporaneo: la scena “nuda” e la recitazione “vera”.  Il contrasto tra Vita e Forma ritorna nell’incompatibilità fra l’artificiosità vuota, formale degli Attori e la verità dei Personaggi, che non recitano ma vivono il loro dramma. L’altra invenzione, la scena nuda, prende le distanze dal realismo e lo annulla, spazzando via almeno un secolo di teatro “passatista”. Sono gli anni delle avanguardie storiche, dei grandi rivoluzionamenti artistici che influenzeranno tutta l’Estetica contemporanea e saranno ripresi poi, negli anni 60’, con le seconde avanguardie e la Pop Art: Espressionismo, Surrealismo, Cubismo, Futurismo, Dadaismo; di Bertolt Brecht e Gordon Craig. Pirandello riesce a cogliere con un gesto, un’intuizione, un segno teatrale, i fermenti di rinnovamento di tutta Europa: Marinetti nel Manifesto del Teatro sintetico scriveva: il teatro passatista … statico … distrusse la varietà dei luoghi … insaccando paesaggi, piazze, strade, nell’unico salame di una camera.  Non tenere conto di queste suggestioni, della carica innovatrice del teatro di Luigi Pirandello nel quadro di un’Estetica europea, avrebbe significato per me tradirlo, riconsegnarlo al provincialismo culturale, o peggio, alla polvere del museo, alla forma vuota, sottraendolo al flusso inarrestabile della vita. Fino ai nostri giorni, ed oltre …

Gaetano Aronica

Galleria (Clicca sulla foto per slideshow): 
Categories: 

Blog Tags

Sondaggio

Gradisci il nostro sito?