Al Teatro dell'Opera di Roma va in scena dopo sedici anni "Il Trovatore"

Torna dopo ben sedici anni al Teatro dell’Opera di Roma, in versione integrale, la più amata delle opere di Verdi “Il Trovatore” in un allestimento rappresentato per la prima volta in Italia in coproduzione con De Nationale Opera di Amsterdam e Opera National di Parigi con la regia dello spagnolo Alex Ollé, che si avvale della collaborazione di Valentina Carrasco, il regista è già noto al pubblico romano per avere messo in scena Madame Butterfly nella stagione di Caracalla 2015/2016.

A dirigere l’orchestra sarà il Maestro Jader Bignamini già conosciuto dal pubblico del Teatro dell’Opera di Roma per aver diretto la Traviata lo scorso anno e sempre di Verdi l’Aida nella stagione 2014/2015, al suo debutto nella direzione del Trovatore.  La prima andrà in scena il 28 febbraio e sarà trasmessa in differita su Radio Rai 3, seguiranno sette repliche fino al 10 marzo.  

Quali saranno le novità di questo nuovo allestimento del Trovatore? Alex Ollè nella conferenza stampa di ieri ha affermato che il problema che si è posto nella rappresentazione del Trovatore è stato come rendere credibile e attuale il libretto che descrive una storia assurda, complicata fatta di odio, di confusione, di pazzia, di sacrificio, carica di quegli estremismi romantici molto amati dal pubblico dei tempi di Verdi. La soluzione per lui è stata quella di rappresentare la guerra perché solo in essa possono trovare una logica di veridicità quegli atti di follia e di insensatezza umana descritti nel libretto.

Ma l’ispirazione non è stata trovata nella guerra di oggi, come lo stesso Ollè afferma: “Avevamo bisogno di una guerra che avesse un’apparenza anacronistica e al contempo futuristica. Però non si tratta di una guerra concreta, quindi la nostra guerra contiene elementi della Prima Guerra Mondiale come elementi di altre guerre passate o future medievali e futuristiche”.

La rappresentazione del Trovatore di Alex Ollè sarà quindi simbolica al limite del metafisico e verrà realizzata, come lui stesso precisa, attraverso una scenografia dinamica, essenziale, astratta che darà spazio e risalto alla voce dei cantanti e alla musica lasciando libera l’immaginazione del pubblico di vedere quello che vuole secondo il proprio sentire.

La direzione dell’orchestra, come precisa Jader Bignamini nella conferenza stampa di ieri, valorizzerà i suoni più scuri di essa cercando le nuances del piano e del pianissimo con i cantanti per evocare con la musica la notte che è l’unico momento in cui si svolge tutta la storia, ma non mancherà di dare risalto al colore rosso del fuoco attraverso i toni forte e fortissimo dell’orchestra e del coro.

In generale Jader Bignamini precisa che la sua direzione sarà ispirata dall’energia che complessivamente deve emergere da tutta l’opera avendo i protagonisti della storia non più di 20 anni. A dare voce ai protagonisti del Trovatore saranno due cast di cantanti che come hanno precisato il Direttore d’orchestra e Alessio Vlad alla conferenza stampa, sono del tutto omogenei riguardo carriere e bravura. 

I ruoli principali saranno interpretati da Stefano Secco (Manrico), Tatiana Serjan (Leonora), Ekaterina Semenchuk (Azucena) e Simone Piazzola (conte di Luna) e, nelle repliche di venerdì 3, domenica 5 e mercoledì 8 marzo da Diego Cavazzin (Manrico), Vittoria Yeo (Leonora), Silvia Beltrami (Azucena) e Rodolfo Giugliani (conte di Luna). Con loro sul palcoscenico, in tutte le recite, Carlo Cigni (Ferrando) e, dal progetto “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Reut Ventorero (Ines) e Aleandro Mariani (Ruiz). Maestro del Coro Roberto Gabbiani.

Cristiana Di Benedetto

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