Auditorium Parco della Musica "Il Paradiso e la Peri" di Schumann

Il pubblico ha accolto con favore l’esecuzione di “il Paradiso e la Peri” Oratorio profano per Soli, Coro e Orchestra, una composizione di Schumann da lui stessa definita “un nuovo genere per la sala di concerto”, che raramente è presente nei repertori concertistici, proposta dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia giovedì 9, venerdì 10 e sabato 11 per la stagione sinfonica 2016/2017.  

Sul podio è salito il direttore d’orchestra Daniele Gatti, che è ritornato all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dopo l’ampio progetto dedicato alle sinfonie proposte circa un anno fa e reduce dal recente successo al Teatro dell’Opera di Roma con Tristan und Isolde con cui si è aperta la nuova stagione operistica del Teatro Costanzi. 

Tra i cantanti che si sono esibiti nelle parti principali, Angel Blue soprano statunitense per la prima volta all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che si è distinta nel ruolo della Peri, Jennifer Johnston, contralto, nel ruolo dell’Angelo, il tenore Brenden Gunnel nel ruolo del narratore e inoltre il soprano Regula Muhlemann, il contralto Martina Mikelic, il tenore Patrick Grahl e il basso Georg Zeppenfeld. 

Il Paradiso e la Peri è un Oratorio tratto da un racconto in versi del poeta Thomas Moore (1779-1852) ispirato all'antico mito iraniano della Peri, che rappresentando il dramma umano della caduta e l’eterna tensione verso la redenzione sottende quella instancabile ed esistenziale ricerca di Schumann della serenità, vista come liberazione dalla colpa, che caratterizzò tutto la sua vita.

L’Oratorio diviso in tre parti racconta con sguardo reverente e discreto, in un paesaggio orientale dal sapore a volte esotico, il mito della Peri, la fata alata dai grandi occhi che si nutre del profumo dei fiori, cacciata dal Paradiso per una colpa commessa e confinata sulla terra alla ricerca incessante di quel dono, così amato dal cielo, che potrà riaprirle le porte dell’Eden perduto e riscattarla per sempre dalla colpa.

Così la Peri compie un viaggio, simbolicamente il viaggio dell’anima nella materia, verso luoghi culla della spiritualità e della civiltà umana alla ricerca di quanto ci sia di più prezioso nell’uomo da poter essere donato al cielo e aprire di nuovo le porte del paradiso.

Nella prima parte la Peri vola in India a raccogliere l’ultima goccia di sangue, il coraggio, di un giovane eroe morto per la libertà del suo popolo sfidando in battaglia il tiranno Gazna, momenti lirici e soavi che sottolineano la nostalgia e la tristezza della Peri per il paradiso perduto si alternano a momenti drammatici e più epici rafforzati dalla presenza del coro nella evocazione della guerra.

Ma le porte del paradiso non si apriranno di fronte al dono della Peri che delusa ma non sconfitta volerà in Egitto alla ricerca di un dono più prezioso del sangue dell’eroe. Nella seconda parte la Peri giunta sulle rive del Nilo coglierà l’ultimo respiro di una giovane donna che per amore si dà la morte baciando il suo promesso sposo affetto dalla peste e già morente. La musica evoca sentimenti diversi anche contrastanti dalla magia del paesaggio, al senso di morte per la peste che affetta il giovane, alla commozione per il sacrificio della donna, alla dolce speranza che aleggia nel cuore della Peri per il prezioso dono trovato.   

Ma anche questa volta la porta del Paradiso rimarrà chiusa ancor più sacro dovrà essere il dono che la Peri dovrà recare al Cielo e desolata volerà nella terra dei minareti, la Siria, verso il Tempio del Sole nella Valle di Baalbeck aprendo così la terza e ultima parte dell’Oratorio.

Nella magica Valle di Baalbeck la Peri scorge un fanciullo in preghiera e nei pressi un uomo che si è macchiato di delitti terribili, quest’ultimo nell’ascoltare la purezza della preghiera del fanciullo si commuove, s’inginocchia e una lacrima gli scende sul viso illuminata dal sorriso dell’Angelo.

La Peri raccoglierà la lacrima del pentimento che ha aperto il cuore del malfattore e la porterà in dono al Cielo che questa volta spalancherà le porte del Paradiso. L’Oratorio si conclude con un festoso inno corale della Peri e degli spiriti Beati del Paradiso che crea risoluzione e completamento sciogliendo la tensione e i contrasti che sottendevano l’affannosa ricerca del raro dono, dando speranza al destino dell’uomo e quel lieto fine che invece non ebbe altrettanto Schumann nella vita.

Equilibrata e composta la direzione dell’orchestra del maestro Daniele Gatti che ha saputo esaltare la delicatezza poetica dell’Oratorio facendo apprezzare e conoscere la profonda sensibilità dell’animo di Schumann in una composizione che ne fa emergere con intensità il mondo interiore e gli ideali romantici.

Recensione Cristiana Di Benedetto

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