Festival di Sanremo due grandi vittorie dopo Meta e Moro il progetto "Obiettivo No Violence"

A Sanremo 2018, la grande fotografia antiviolenza a firma di Michele Simolo

Il Festival di Sanremo 2018 chiude alla grande dopo la vittoria del duo Meta – Moro, un’altra vittoria del progetto “Obiettivo No Violence”

Vi chiederete perché Sanremo 2018? “Obiettivo No Violence” non poteva mancare in una manifestazione così importante. La nobile iniziativa si riferisce a un progetto fotografico esclusivo per dire ‘Stop!’ alla violenza sulle donne attraverso la fotografia come mezzo di sensibilizzazione, che ha visto il coinvolgimento di più di 50 attrici, e da ben 5 anni viene presentato nelle scuole, nelle carceri, in Parlamento e in tantissimi altri luoghi istituzionali, inclusa la ‘Festa del Cinema’ di Roma.

Valeria Di Pace, stimata attrice televisiva e cinematografica italiana, Responsabile del progetto per Liguria, Piemonte e Val D’Aosta, ha portato il messaggio nei vari eventi collaterali di Sanremo 2018: combattere la violenza con corsi di autodifesa per rendere più difficile ogni possibile situazione che potrebbe portare alla violenza, sottolinea inoltre di non trascurare mai le difficoltà che incontrano i disabili. Quindi, non esitare mai: ma denunciare, denunciare, denunciare. Gli interventi di Valeria sono stati moltissimi e va riconosciuta il suo grande impegno in questo progetto sociale.

Importantissima la presenza di altri personaggi che ruotano intorno al progetto e che erano presenti a Sanremo 2018 dal Maestro Giorgio Bolognese, stimato compositore a lui dobbiamo moltissimo per averci fatto omaggio del noto brano strumentale ‘2 luglio’, utilizzato quale intensa colonna sonora convincente e commovente nella realizzazione di un video fotografico contro la violenza sulle donne a Floriana Rignanese, Sara Lauricella, Resy Kinsha. 

Il progetto fotografico ‘Obiettivo No Violence’ di Michele Simolo è un metodo di tipo psicoanalitico, una forma nuova e inusuale di ‘psicodramma’, un laboratorio in cui un regista-fotografo realizza e coglie degli accadimenti relazionali ispirati alla violenza di genere, che consentono alle partecipanti attrici, artisti o semplicemente persone che hanno aderito all’idea di farsi fotografare: mettendoci la faccia, sperimentandosi nella globalità del proprio ‘esserci’, generando così un efficace percorso di consapevolezza. 

Galleria (Clicca sulla foto per slideshow): 

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