Festival di Spoleto, Cantiere Oberdan va in scena "Chiedi chi era Francesco"

Lunedì 10 - martedì 11 luglio - ore 21,30CHIEDI CHI ERA FRANCESCO”, uno spettacolo di Andrea Adriatico, drammaturgia di Grazia Verasani, con Olga Durano, Francesca Mazza, Gianluca Enria, Leonardo Bianconi, scene e costumi di Andrea Barberini, cura scenotecnica Francesco Bonati, Michele Casale, Carlo Del Grosso, Giovanni Magaglio, Giovanni Santecchia, Carlo Strata, cura organizzativa di Saverio Peschechera, Alberto Sarti, grazie a Stefano Casi, Franca Menneas, Beppe Ramina, Enrico Scuro, una produzione Teatri di Vita, con il sostegno di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Cantiere Oberdan Piazza San Gabriele Dell'Addolorata, Via dei Gesuiti  
Spoleto (PG) 

In arrivo a Spoleto, nell’ambito della rassegna organizzata da LA MAMA e inserita nel 60esimo festival di Spoleto, uno spettacolo che affronta il movimento del 77 nel suo 40esimo anniversario, attraverso il racconto di una delle pagine più violente, interrogandosi sulla memoria. 

Chiedi chi era Francesco, in programma il 10 e 11 luglio al Cantiere Oberdan ripercorre la storia di Francesco Lorusso, studente e militante di Lotta Continua, che fu ucciso a Bologna l’11 marzo 1977, durante una manifestazione, da un colpo d’arma da fuoco sparato accidentalmente da un carabiniere che fu successivamente prosciolto. 

L’evento rappresentò l’apice tragico della stagione del Movimento del ’77 e l’inizio di una guerriglia che mise a ferro e fuoco Bologna: ad interrogarsi sulla memoria di Francesco lo studente, il militante, la vittima, l’eroe, e perfino il nome su una lapide è ora il regista Andrea Adriatico che insieme alla drammaturga Grazia Verasani, ha messo in piedi uno spettacolo evocativo che, prodotto da Teatri di Vita, vede la partecipazione degli attori  Olga Durano, Francesca Mazza, Gianluca Enria e Leonardo Bianconi.

C’è il bisogno di andare oltre le parole sulla lapide di via Mascarella – afferma Adriatico - il bisogno di ricordare e comprendere dalla prospettiva odierna un evento traumatico per la città e per l’Italia, il bisogno di aprire un confronto con la stagione complessa e contradditoria del Movimento del ’77, il bisogno di raccontare la storia di un ragazzo che a 25 anni, con la sua morte, è diventato suo malgrado l’icona di un’epoca.
Lo spettacolo, attualmente in tour nazionale, andrà in scena alle ore 21,00.

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni

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