Roma, Sala dei Medaglioni del Conservatorio ‘S. Cecilia’ MUSIC LIVE: I GIOVANI X I GIOVANI

MUSIC LIVE: I GIOVANI X I GIOVANI, promosso dall’ISMEZ presenta lunedì 4 dicembre 2017 a Roma, nella Sala dei Medaglioni del Conservatorio ‘S. Cecilia’ alle ore 18.00 i concerti di ENZO NINI, L.O.C. (LABORATORIO OPEROSI DI CAMPOBASSO), ospite GIANCARLO SCHIAFFINI a seguire MIKE APPLEBAUM Conspe Jazz – Eald Ond Niwe Dréamcræft ospite MASSIMO MORGANTI e a chiudere BEBO FERRA, METAFISICA ENSEMBLE ospite FULVIO SIGURTÀ

MUSIC LIVE: I GIOVANI X I GIOVANI, promosso dall’ISMEZ, è un progetto formativo innovativo mirato e specialistico rivolto ai giovani allievi dei Conservatori di Musica, selezionati dai Conservatori stessi, finalizzato alla promozione e circuitazione in una rassegna di concerti realizzata nei territori in cui si trovano le sedi dei Conservatori in un’ottica di reciproco scambio culturale. I Conservatori quali istituzioni deputate alla formazione dei musicisti garantiscono un completo percorso didattico e rappresentano un’importante e diffusa presenza culturale e musicale sul territorio.

Nell’ambito delle attività legate alla promozione musicale, l’ISMEZ è impegnato da anni nella formazione e promozione dei giovani musicisti. Gli stessi giovani, finita l’esperienza formativa, nutrono aspettative di coinvolgimento professionale nel territorio in cui vivono e che conoscono profondamente. Una delle motivazioni alla base del Progetto MUSIC LIVE è la constatazione dell’importanza formativa della performance dal vivo nella carriera del musicista.

Tale momento diventa il banco di prova di quanto appreso durante il corso di studi e lo studente ha la possibilità di mettersi in gioco esprimendo la propria creatività soprattutto attraverso la musica d’insieme, e verificando la propria preparazione tecnica e musicale. Proprio per questo si è pensato di realizzare un progetto che fornisca agli studenti da un lato la formazione teorica (masterclass) e, dall’altro, la possibilità di verificare lo stato di apprendimento attraverso la performance che assume la duplice veste di evento artistico e di fondamentale momento formativo nella crescita professionale dello studente.

L’obiettivo che il progetto MUSIC LIVE intende perseguire è quello di creare un ponte tra il mondo della formazione e quello del lavoro per favorire l’inserimento dei giovani musicisti nella professione, con l’indispensabile sostegno di figure professionali già affermate, che possano sostenerli in tale delicatissimo momento: un modo concreto per favorire l’indispensabile ricambio generazionale nel mondo musicale solitamente restio a scommettere sui giovani.

Lunedì 4 dicembre a Roma, nella Sala dei Medaglioni del Conservatorio ‘S. Cecilia’ alle ore 18.00 aprirà il concerto di ENZO NINI, L.O.C. (LABORATORIO OPEROSI DI CAMPOBASSO), ospite GIANCARLO SCHIAFFINI. Sul palco ENZO NINI, direttore e sassofoni, flauto, GIANCARLO SCHIAFFINI, trombone e L.O.C. (Laboratorio OPerosi di Campobasso) composto da Deborah Colangelo e Daria Tano, voce, Federica Santoro, lira calabrese e voce, Francesco De Simone, chitarre, Lorenzo Mastrogiuseppe, contrabbasso barocco, basso elettrico e voce, Alberto Romano, batteria e percussioni. L'improvvisazione è in definitiva una tecnica che consente una grande varietà di situazioni espressive e di comunicazione fra musicisti, e non solo, quale forse non è mai stata precedentemente in passato. Si richiede talento, cultura, pratica, prontezza, padronanza strumentale.

L'improvvisazione non si improvvisa” pertanto, l’input creato da qualche mente ludica, e lucida, dell’ISMEZ ci ha dato l’opportunità di mettere “nel piatto” ingredienti di varie provenienze, ed epoche, per confezionare un piatto variegato e ... senza tempo, se non quello musicale e quello del lavoro svolto che si è sviluppato attraverso l’ascolto critico e finalizzato all’esecuzione estemporanea e alla ricerca di un “centro sonoro” quale idioma comune di dialogo. Seguirà il concerto di MIKE APPLEBAUM Conspe Jazz – Eald Ond Niwe Dréamcræft ospite MASSIMO MORGANTI con MIKE APPLEBAUM, direttore e tromba, MASSIMO MORGANTI, trombone e CONSPE JAZZ – EALD OND NIWE DRÉAMCRÆFT composto da Silvia De Luca, arpa, Mariano Antonilli, contrabbasso, Giulio Gentile, pianoforte, Davide Di Camillo, basso elettrico e Andrea Ciaccio, batteria.

Il termine “musica antica” descrive un arco di tempo della storia della musica che si può definire come “la musica colta composta in Europa tra il Medioevo e il Rinascimento”. Non è un periodo storico che ha dei chiari confini d’inizio e di conclusione nei secoli. Tali confini si possono indicare con maggiore precisione quando si discute del periodo Barocco, del Classico o del Romantico, pur essendo approssimativi e con notevoli sovrapposizioni stilistiche negli anni di transizione tra di essi. Se col termine “musica antica” si vuole liberamente includere un concetto di musica “delle antichità” e della preistoria, in tutto il mondo, si può trovare le prime indicazioni dell’esistenza della musica più di 50.000 anni fa. Cinquanta millenni, fino al ventesimo secolo nel quale un ramo dell’evoluzione musicale porta al jazz e tutte le forme musicali che ne derivano.

Nell’osservare l’intero arco temporale dell’esperienza musicale umana, diversi elementi ne collegano l’inizio all’odierno. Uno di questi elementi è identificabile come gli strumenti musicali utilizzati nei secoli, e in alcuni casi nei millenni. Gli strumenti stessi sono il ponte tra la musica antica (e delle antichità) e il jazz. La scelta della formazione di questo gruppo e il repertorio che esegue sono stati fortemente influenzati da questo pensiero: la Tromba, colonna portante del jazz, già presente nell’antico egitto e nell’epoca romana, utilizzata allora per scopi militari; il Trombone, altro fiato importantissimo del jazz, sviluppato da ‘400, spesso chiamato Sackbut in quell’epoca; l’Arpa, poco conosciuto come protagonista del jazz pur avendo personaggi di spicco che l’hanno suonata sin dagli anni ’50, è uno degli strumenti più antichi, risalente al terzo millennio a.C., fu prima suonata dai Sumeri nella Mesopotamia meridionale; il Pianoforte, classico strumento armonico della sezione ritmica jazz, di più recente invenzione i cui primi modelli furono perfezionati alla fine del ‘600; il Contrabbasso, crea le fondamenta armoniche di quasi ogni gruppo jazz e di tanti ensemble classici (soprattutto nell’orchestra sinfonica), la cui invenzione risale al ‘500; il Basso Elettrico, strumento elettrofono molto versatile, discendente novecentesco del contrabbasso, popolarissimo nelle musiche pop e rock, col passare del tempo viene utilizzato sempre più frequentemente in gruppi jazz; la Batteria, fondamentale strumento di percussione della maggior parte dei gruppi jazz, si sviluppa durante la seconda metà dell’800.

Discende dalla famiglia di strumenti che furono prima usati per segnalazioni e raduni. A chiudere la serata il concerto di BEBO FERRA, METAFISICA ENSEMBLE ospite FULVIO SIGURTÀ con BEBO FERRA, direttore e chitarra, FULVIO SIGURTA’, tromba e il METAFISICA ENSEMBLE composto da Federico Zoppi, sassofono, Luca Favoni, viola da gamba, Nicola Tangherini, pianoforte e Giovanni Golaschi, basso. La musica composta per questo ensemble è stata scritta come se si trattasse di un gruppo jazz cameristico. La mancanza della batteria rende il tutto più aperto e meno scontato e la presenza di più voci che possono eseguire più linee in contrappunto fa si che il gruppo che assomigli più ad un gruppo da camera che ad un classico combo, pur mantenendo la matrice jazz ben presente.

Le composizioni del chitarrista, alcune nate per il film “Il mio domani” della regista Marina Spada sono il punto di partenza da cui il chitarrista sardo ha colto ispirazione per comporre un repertorio di musiche che avessero caratteristiche affini, una forte componente evocativa e narrativa. Il nome del progetto, Metafisica per le scimmie, era il titolo originario della sceneggiatura dell’opera cinematografica che Ferra ha voluto riprendere per dare totale sfogo all’ispirazione scaturita da quelle storie e da quel titolo bizzarro. Melodie articolate su un profilo armonico denso, ricco di sfumature e profondità espressiva, fanno parte di un discorso compositivo ampio e complesso che ha come fine ultimo l’esaltazione della cantabilità. Il brano del periodo barocco è il madrigale “Si dolce è il tormento” di Claudio Monteverdi.

INGRESSO GRATUITO

Sala dei Medaglioni del Conservatorio ‘S. Cecilia’, Via dei Greci, 18, Roma

Music Live è un progetto ISMEZ

info e contatti: Via Paolo Emilio, 28, 00192 Roma, tel. 06 3242440, e-mail: info@ismez.org

Relazioni con la stampa: Maurizio Quattrini 338/8485333

maurizioquattrini@yahoo.it

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