“lo spettacolo Il trionfo del tempo debutta al Costanzi di Roma tra musica barocca e linguaggi contemporanei”
La regia di Robert Carsen trasforma l’allegoria barocca in un talent show moderno, riflettendo sulla società dell’immagine e sull’ossessione per la visibilità. “Il trionfo del Tempo”
“Il trionfo del Tempo”. Sul podio Gianluca Capuano guida un cast internazionale, dando nuova vita a una partitura che unisce profondità musicale e tensione drammatica.
Lo spettacolo mette in scena il conflitto tra Bellezza, Piacere, Tempo e Disinganno, rendendolo attuale attraverso linguaggi visivi e simbolici contemporanei.
Un’opera che attraversa i secoli e dialoga con il presente, interrogando il pubblico sul valore dell’identità e sulla fragilità del successo.
Spettacolo: “Il trionfo del Tempo” debutta al Costanzi tra barocco e social
Luogo: Teatro dell’Opera – Roma
Data: 7/14 aprile 2026
Orario: 20:00
La metafora della visibilità a tutti i costi è rappresentata dalla presenza di grandi schermi video, emblema di un successo effimero da cui deve guardarsi Bellezza.
La dispersione dell’io nell’immagine patinata è offerta dalla seduzione dello showbiz incarnato da Piacere.
Dopo il successo nel 2021 al Festival di Salisburgo, dove lo spettacolo firmato da Carsen è stato presentato con la direzione musicale di Gianluca Capuano.
Il progetto arriva per la prima volta in Italia, realizzato in collaborazione col festival salisburghese e nuovamente affidato alla bacchetta di Capuano.
“Il trionfo del Tempo”. Dal barocco alla cultura digitale contemporanea
Composto nel 1707 proprio a Roma su libretto del cardinale Benedetto Pamphilj, l’oratorio rappresenta una tappa fondamentale nella formazione del compositore, già capace di una sorprendente maturità drammatica.
In questa nuova produzione, la direzione musicale di Gianluca Capuano restituisce tutta la ricchezza della partitura, valorizzandone le sfumature espressive e il rigore stilistico.
Allo stesso tempo, la regia di Robert Carsen propone una rilettura radicale, spostando l’allegoria barocca nell’universo visivo e simbolico della contemporaneità digitale.
Così, il conflitto tra Bellezza, Piacere, Tempo e Disinganno si trasforma in una riflessione sul nostro rapporto con l’immagine, la visibilità e il riconoscimento sociale.

“Il trionfo del Tempo”. Dalla Roma del Settecento al palcoscenico digitale
Carsen costruisce uno spazio scenico dominato da schermi e superfici riflettenti, evocando un ambiente in cui ogni gesto è esposto al giudizio collettivo.
Infatti, la scena richiama esplicitamente il linguaggio dei talent show, trasformando Bellezza in una figura costantemente osservata, valutata e definita dallo sguardo altrui.
Piacere incarna la seduzione dello spettacolo, proponendo un modello di successo immediato e consumabile, mentre Tempo e Disinganno introducono una dimensione critica.
Questi ultimi rappresentano una coscienza vigile, capace di smascherare l’illusione di una felicità costruita esclusivamente sull’apparenza e sull’approvazione pubblica.
In questo modo, l’opera diventa una metafora potente della contemporaneità, in cui identità e immagine rischiano continuamente di sovrapporsi e confondersi.
“Il trionfo del Tempo”. Una riflessione sulla costruzione dell’identità
Il percorso di Bellezza si configura come un viaggio interiore, sospeso tra il fascino seducente del piacere e la consapevolezza proposta dal tempo e dal disinganno.
Inoltre, Carsen evidenzia come questa tensione non appartenga solo al mondo barocco, ma trovi oggi una nuova intensità nell’ecosistema digitale e mediatico.
La ricerca di approvazione, infatti, diventa un elemento centrale, mentre il valore dell’individuo sembra dipendere sempre più dalla sua visibilità pubblica.
Allo stesso tempo, l’opera suggerisce la necessità di un equilibrio tra esperienza immediata e consapevolezza, tra desiderio e riflessione critica.
Questa dimensione filosofica emerge con forza, rendendo lo spettacolo non solo un evento musicale, ma anche un dispositivo di pensiero sul presente.

“Il trionfo del Tempo”. Un cast internazionale tra eccellenza e ricerca
Il cast riunisce interpreti di primo piano nel repertorio barocco, capaci di restituire la complessità emotiva e tecnica dell’opera.
Johanna Wallroth interpreta Bellezza, offrendo una lettura intensa e sfaccettata del personaggio centrale, sospeso tra fragilità e desiderio di affermazione.
Accanto a lei, Anna Bonitatibus veste i panni di Piacere, mentre Raffaele Pe porta in scena un Disinganno elegante e penetrante.
Ed Lyon interpreta Tempo, contribuendo a costruire un equilibrio vocale che valorizza il dialogo continuo tra i quattro protagonisti.
La direzione di Capuano si intreccia con le voci, creando una struttura musicale dinamica e coerente, capace di sostenere la visione scenica complessiva.
“Il trionfo del Tempo”. Tra tradizione musicale e innovazione scenica
L’allestimento si distingue per la capacità di integrare linguaggi diversi, unendo musica barocca, elementi visivi e tecnologie contemporanee.
Infatti, luci, video e coreografie contribuiscono a creare un’esperienza immersiva, in cui lo spettatore è coinvolto sia sul piano sensoriale che emotivo.
La collaborazione con il Festival di Salisburgo sottolinea il carattere internazionale della produzione, già presentata con successo sulle principali scene europee.
In questo contesto, l’opera di Händel si rivela straordinariamente attuale, capace di dialogare con le inquietudini e le contraddizioni del nostro tempo.
Così, il Costanzi diventa il luogo in cui tradizione e contemporaneità si incontrano, generando una nuova possibilità di lettura del repertorio barocco.

“Il trionfo del Tempo”. Un’opera che parla al nostro tempo
Il trionfo del Tempo e del Disinganno si conferma come un’opera capace di attraversare i secoli senza perdere la propria forza espressiva.
Infatti, il conflitto tra piacere immediato e consapevolezza resta uno dei temi centrali della condizione umana, oggi amplificato dalla cultura digitale.
L’allestimento di Carsen rende visibile questa tensione, trasformando la scena in uno spazio simbolico dove si riflettono le nostre contraddizioni quotidiane.
In questo equilibrio tra estetica e riflessione, lo spettacolo coinvolge profondamente lo spettatore, offrendo una lettura complessa ma accessibile.
Così, il debutto al Costanzi si impone come un evento di rilievo, capace di rinnovare il linguaggio dell’opera e interrogare il presente con intelligenza critica. “Il trionfo del Tempo”
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