“Il Malato Immaginario”. Dal 6 al 22 novembre 2026 il Teatro Arcobaleno di Roma, nella versione di Carlo Emilio Lerici, liberamente ispirata all’adattamento di Constance Congdon.
Protagonista Edoardo Siravo, affiancato da un ricco cast, in una commedia che mette alla berlina l’ipocondria, l’avidità e le contraddizioni umane. “Il Malato Immaginario”
“Il Malato Immaginario”. Un uomo convinto di essere continuamente malato, una famiglia pronta ad approfittare delle sue paure e una schiera di medici che alimentano le sue ossessioni. Sono gli ingredienti di una delle commedie più celebri di Molière.
“Il Malato Immaginario” torna in scena dal 6 al 22 novembre 2026 al Teatro Arcobaleno di Roma, Centro Stabile del Classico, con Edoardo Siravo nel ruolo del protagonista Argante.
La versione è firmata da Carlo Emilio Lerici, che cura anche la regia, liberamente ispirandosi all’adattamento della drammaturga Constance Congdon.
Accanto a Siravo, un cast composto da Francesca Bianco, Roberto Tesconi, Gabriella Casali, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Giuseppe Cattani, Francesca Buttarazzi, Andrea Bezzi e Alessandro Pizzuto.
Una commedia che attraversa i secoli conservando la sua capacità di divertire e di mettere in discussione comportamenti, interessi e debolezze che appartengono anche alla società contemporanea.
Spettacolo: Il Malato Immaginario, Edoardo Siravo sfida l’ipocondria
Luogo: Teatro Arcobaleno – Roma
Data: 6/22 novembre 2026
Orario: 21:00
Al centro della vicenda c’è Argante, interpretato da Edoardo Siravo: un uomo comicamente ossessionato dalle malattie, la cui ipocondria diventa il pretesto per una catena di situazioni grottesche.
Attorno a lui si muove una galleria di personaggi che cavalcano questa fobia con puro opportunismo.
La loro pedanteria, unita alla pedanteria rituale della signora Fleurant (Susy Sergiacomo), la farmacista che somministra pozioni e clisteri come fossero cerimonie sacre.
Il Malato Immaginario, Argante prigioniero delle proprie paure
Al centro della vicenda c’è Argante, interpretato da Edoardo Siravo, un uomo dominato dall’ossessione per le malattie e continuamente preoccupato per la propria salute.
La sua ipocondria condiziona ogni aspetto dell’esistenza, trasformando la casa in un luogo dove visite mediche, prescrizioni e rimedi assumono un’importanza sproporzionata.
Attorno a lui si muovono personaggi che, anziché aiutarlo a ritrovare serenità, approfittano delle sue paure per perseguire interessi personali.
La comicità nasce proprio da questo meccanismo: più Argante cerca sicurezza attraverso le cure, più diventa vulnerabile alle manipolazioni di chi lo circonda.
Molière costruisce così una satira che prende di mira non la malattia, ma la credulità, l’opportunismo e l’abuso di autorità, temi che conservano una sorprendente attualità.
Il Malato Immaginario. Belinda e i medici, una casa dominata dagli interessi
Tra i personaggi che circondano Argante spicca Belinda, interpretata da Gabriella Casali, moglie abile e manipolatrice, interessata soprattutto a garantirsi l’eredità del marito.
Dietro un’apparente premura, la donna nasconde una strategia lucida, nella quale i sentimenti lasciano spazio al calcolo e alla convenienza.
Accanto a lei si muove il dottor Purgòn, interpretato da Roberto Tesconi, rappresentante di una medicina dogmatica che pretende obbedienza e si mostra incapace di mettere in discussione le proprie certezze.
Il giovane Tommaso, interpretato da Giuseppe Cattani, aspirante medico goffo e pedante, contribuisce a rendere ancora più grottesco questo universo di presunte competenze.
Completa il quadro la farmacista Fleurant, interpretata da Susy Sergiacomo, che trasforma pozioni e clisteri in autentici rituali, accentuando il carattere assurdo della vicenda.

Il Malato Immaginario. Tognina, l’intelligenza che smaschera gli inganni
Il vero motore dell’azione è Tognina, interpretata da Francesca Bianco, una serva capace di osservare con lucidità ciò che accade nella casa di Argante.
Intelligente, ironica e intraprendente, Tognina comprende rapidamente le intenzioni dei personaggi e utilizza ogni occasione per smascherarne le contraddizioni.
La sua figura richiama direttamente la tradizione della commedia dell’arte, nella quale i servitori diventano spesso i personaggi più astuti e consapevoli.
Attraverso travestimenti, tranelli e situazioni comiche, Tognina cerca di contrastare le manipolazioni dei medici e gli interessi di chi vorrebbe controllare il destino della famiglia.
È lei a rappresentare la forza del buonsenso, dimostrando come intelligenza e ironia possano rivelarsi più efficaci dell’autorità e delle false certezze.
Il Malato Immaginario. Angelica e Cleante, l’amore contro il matrimonio di convenienza
Tra le vittime delle ossessioni di Argante c’è anche sua figlia Angelica, interpretata da Francesca Buttarazzi.
La giovane è innamorata di Cleante, interpretato da Andrea Bezzi, ma il padre vorrebbe destinarla a un matrimonio di convenienza con il goffo Tommaso.
La scelta non nasce dalla felicità della figlia, bensì dall’interesse di Argante a legarsi a una famiglia di medici, nella convinzione di assicurarsi cure e assistenza.
A sostenere Angelica interviene Tognina, che cerca di contrastare i progetti del padrone e di difendere il diritto della giovane a scegliere liberamente il proprio futuro.
Il conflitto tra amore e convenienza aggiunge alla commedia una dimensione sentimentale, mostrando come le paure di un uomo possano arrivare a condizionare la vita delle persone che gli sono vicine.

Il Malato Immaginario. Beraldo e il notaio, ragione e opportunismo a confronto
A rappresentare una voce di equilibrio nella vicenda è Beraldo, fratello di Argante, interpretato da Tonino Tosto.
Pragmatico e razionale, Beraldo cerca di riportare il protagonista a una visione più lucida della realtà, opponendo il buonsenso alle sue ossessioni.
La sua presenza crea un contrasto significativo con i medici e con gli altri personaggi che traggono vantaggio dalla credulità di Argante.
Di segno opposto è invece il notaio De Bonnefoie, interpretato da Alessandro Pizzuto, figura pronta a prestarsi a raggiri e manovre legali per favorire gli interessi di Belinda.
Attraverso questi personaggi, Molière amplia la propria satira, mostrando una società nella quale la ragione deve continuamente confrontarsi con l’avidità e la manipolazione.
Il Malato Immaginario. Carlo Emilio Lerici restituisce freschezza al classico di Molière
La regia di Carlo Emilio Lerici punta a recuperare la vitalità originaria della commedia, valorizzandone il ritmo brillante e la capacità di coinvolgere il pubblico.
La versione proposta è liberamente ispirata all’adattamento di Constance Congdon, con l’obiettivo di rendere immediata e riconoscibile la forza dei personaggi.
Al centro rimane la straordinaria macchina comica costruita da Molière, fatta di equivoci, inganni, travestimenti e continui rovesciamenti delle situazioni.
La presenza di Edoardo Siravo nel ruolo di Argante e di un cast numeroso permette di sviluppare il gioco teatrale attraverso una galleria di figure caratterizzate da interessi e comportamenti differenti.
Ne nasce una proposta che intende avvicinare il pubblico a un grande classico senza rinunciare alla sua identità, restituendone la comicità e la capacità di osservare criticamente la società.

Il Malato Immaginario, una commedia ancora attuale
Scritto da Molière, Il Malato Immaginario continua a parlare al pubblico perché mette in scena paure e comportamenti profondamente umani.
L’ossessione di Argante per la salute diventa il simbolo di una ricerca esasperata di sicurezza, che finisce per renderlo dipendente dalle opinioni e dagli interessi altrui.
La satira della medicina dogmatica non mette in discussione il valore della scienza, ma denuncia l’arroganza di chi utilizza il proprio ruolo per ottenere potere e vantaggi personali.
Accanto a questo tema emergono l’avidità familiare, i matrimoni di convenienza, la manipolazione e il conflitto tra autorità e libertà individuale.
Sono proprio queste contraddizioni a rendere la commedia ancora capace di divertire e far riflettere, confermando la forza di un teatro che attraversa il tempo senza perdere la propria efficacia.
Il Malato Immaginario al Teatro Arcobaleno: informazioni
Spettacolo: Il Malato Immaginario
Autore: Molière
Versione e regia: Carlo Emilio Lerici
Adattamento di riferimento: Constance Congdon
Protagonista: Edoardo Siravo
Teatro: Teatro Arcobaleno – Centro Stabile del Classico
Indirizzo: Via F. Redi 1/A, Roma
Date: Dal 6 al 22 novembre 2026
Orari:
- Venerdì e sabato, ore 21.00
- Domenica, ore 17.30
Biglietti:
- Intero: € 25
- Ridotto Feltrinelli, Bibliocard, RomaPass: € 23
- Ridotto Over 65, Under 35, CRAL e associazioni convenzionate: € 21
- Studenti: € 15
Informazioni e prenotazioni: 06 44248154 – 06 4402719
Email: info@teatroarcobaleno.it
Sito: www.teatroarcobaleno.it
Ufficio stampa: Maurizio Quattrini – 338 8485333 – maurizioquattrini@yahoo.it