Arturo Cirillo è Don Giovanni. Alla Sala Umberto di Roma torna il mito di Don Giovanni firmato Arturo Cirillo, che unisce Molière, Lorenzo Da Ponte e Wolfgang Amadeus Mozart.
Uno spettacolo che intreccia Molière, Da Ponte e Mozart in un’unica drammaturgia. Arturo Cirillo è Don Giovanni
Arturo Cirillo è Don Giovanni. In scena un cast affiatato per raccontare seduzione, destino e vertigine.
Un viaggio tra comicità paradossale e drammatica leggerezza.
Il 5 marzo incontro con il pubblico moderato da Andrea Pocosgnich.
Sicuramente i miei genitori mi portarono a vederla al San Carlo di Napoli, come sicuramente vidi il film che ne trasse Joseph Losey nel 1979.
Ma l’incontro veramente decisivo con questo personaggio, e con l’opera mozartiana, avvenne intorno ai miei vent’anni, epoca in cui frequentavo l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma.
Uno storico insegnante di Storia della Musica, Paolo Terni, ci fece lavorare proprio sul “Don Giovanni” e in una forma che potrei definire di “recitar-cantando”.
Ci chiese di interpretare il bellissimo libretto di Lorenzo Da Ponte (bellissimo per poesia, musicalità e vivacità, ma anche perché – e non lo dico solo io – è una delle opere più alte, dal punto di vista linguistico, della letteratura italiana).
Oltre al libretto dapontiano recitavamo rapportandoci con la musica di Mozart, con i suoi ritmi e le sue melodie.
Arturo Cirillo è Don Giovanni. Un mito tra musica e teatro
Dal 3 all’8 marzo 2026 la Sala Umberto ospita “Don Giovanni” diretto e interpretato da Arturo Cirillo.
Lo spettacolo nasce da un intreccio drammaturgico che unisce Molière, Lorenzo Da Ponte e Wolfgang Amadeus Mozart.
In scena, insieme a Cirillo, Irene Ciani, Rosario Giglio, Francesco Petruzzelli, Giulia Tripetta e Giacomo Vigentini.
L’adattamento e la regia sono firmati dallo stesso Cirillo, che affronta il mito con uno sguardo personale.
Scene di Dario Gessati, costumi di Gianluca Falaschi, luci di Paolo Manti e musiche di Mario Autore.
Arturo Cirillo è Don Giovanni. Una passione nata dall’opera mozartiana
La passione di Cirillo per Don Giovanni nasce dalla frequentazione dell’opera di Mozart e Da Ponte.
Ricorda di averla vista al Teatro di San Carlo e nel film diretto da Joseph Losey nel 1979.
L’incontro decisivo avvenne durante gli anni all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico.
Qui, guidati dal maestro Paolo Terni, gli studenti lavorarono sul “Don Giovanni” in forma di recitar-cantando.
Un’esperienza che univa la parola del libretto alla forza ritmica e melodica della musica mozartiana.

Arturo Cirillo è Don Giovanni. Una corsa verso il precipizio
In quell’occasione Cirillo percepì la corsa inarrestabile verso la morte che attraversa l’opera.
Dall’assassinio del Commendatore allo sprofondare finale tra i fuochi infernali, tutto vibra sull’orlo del precipizio.
È una danza disperata ma vitalissima, una sfida continua al destino e al presentimento.
Negli anni Molière è diventato uno dei suoi autori prediletti, quasi un compagno di viaggio.
Da qui la scelta naturale di intrecciare il testo molieriano con il libretto di Da Ponte.
Arturo Cirillo è Don Giovanni. Comicità, ossessione e leggerezza drammatica
Di Molière resta la capacità di lavorare su un comico paradossale e ossessivo.
Una comicità che talvolta sfiora il teatro dell’assurdo, mantenendo tensione e ambiguità.
Di Da Ponte emerge invece la poesia, la musicalità e una leggerezza attraversata da ombre drammatiche.
La musica di Mozart racconta insieme grazia e tragedia ineluttabile, senza concedere scampo.
Il risultato è un racconto che utilizza codici diversi per restituire un mito sempre attuale.

Arturo Cirillo è Don Giovanni. Un gioco senza fine
Don Giovanni è figura di chi non vuole smettere di giocare e sedurre. Ogni incontro è un nuovo inizio, ogni conquista un passo verso l’abisso.
Accanto a lui Sganarello diventa alter ego inseparabile, come coppie celebri della storia teatrale. Lo spettacolo restituisce questa tensione continua tra desiderio, recita e condanna finale.
Il 5 marzo, dopo lo spettacolo, Cirillo e la compagnia incontreranno il pubblico moderati da Andrea Pocosgnich.
Le repliche sono previste dal 3 all’8 marzo con orari serali e pomeridiani, per una durata complessiva di cento minuti.