“Soli” debutta a Fortezza Est in prima nazionale, commedia sull’affetto trasformato in servizio a pagamento.
Un centro futuribile dove si possono affittare abbracci, carezze e consolazioni come fossero piatti di un menù. “Soli” debutta a Fortezza Est
Sarah Sammartino firma il testo, Riccardo Sinibaldi, “Soli” debutta a Fortezza Est, cura la regia e interpreta uno dei protagonisti.
Ironia e delicatezza guidano una riflessione sulla solitudine contemporanea e sull’individualismo venduto come saggezza.
Una storia che interroga il cuore umano oltre ogni strategia di marketing.
In un luogo futuribile, un uomo dal carattere freddo e una donna ipersensibile gestiscono un centro dove si può affittare affetto.
Lui è convinto che possano, così facendo, cambiare il destino dell’umanità̀.
Chi non ha tempo o coraggio per trovare un compagno o per rivedere una vecchia amica, può scegliere di affittare mezz’ora di Abbraccio, Carezze o Testa sulle ginocchia.
Si possono facilmente ordinare sul menù, come nei ristoranti all-you-can-eat.
L’affetto a pagamento, infatti, è il più̀ puro che si possa ricevere perché́ non condizionato da alcuna implicazione, e viene proposto come pratica spirituale.
“Soli” debutta a Fortezza Est. Quando l’amore diventa merce
Dal 5 al 7 marzo 2026 l’Fortezza Est ospita in prima nazionale “Soli”, nuova produzione della stagione POETICA 2025/26.
La commedia è scritta da Sarah Sammartino e diretta da Riccardo Sinibaldi, entrambi presenti anche in scena.
Accanto a loro Paolo Giovannucci, Giuditta Pascucci e Francisco Roca-Rey completano il cast.
La produzione è firmata Carpet in collaborazione con Nutrimenti Terrestri.
“Soli” affronta con ironia il tema della mercificazione dell’affetto e del distacco sentimentale contemporaneo.
“Soli” debutta a Fortezza Est. Un centro dove si affitta affetto
In un luogo futuribile un uomo freddo e una donna ipersensibile gestiscono un centro speciale.
Qui si può affittare mezz’ora di Abbraccio, Carezze o Testa sulle ginocchia.
Il servizio funziona come un ristorante all-you-can-eat, con un menù di emozioni ordinate a pagamento.
L’affetto proposto è dichiarato puro perché privo di implicazioni personali e vincoli relazionali.
Viene presentato come pratica spirituale capace di guarire traumi e insegnare ad amare meglio.

“Soli” debutta a Fortezza Est. Teoria e fragilità
Andrea crede profondamente nel progetto e nella possibilità di cambiare il destino dell’umanità.
Eppure non riesce a essere davvero intimo con i suoi clienti.
Donna, al contrario, ha il cuore spezzato e proprio per questo sceglie di prendersi cura degli altri.
Intorno a loro ruota una piccola rosa di clienti in cerca di consolazione.
Il Signor Chiari affronta un divorzio, la Signora Falk piange il marito scomparso, Antonio fatica a sentirsi a suo agio nel proprio corpo.
“Soli” debutta a Fortezza Est. Il fallimento della razionalità
Le sedute cambiano progressivamente il destino dei personaggi coinvolti.
La razionalità del progetto si incrina davanti alla complessità e alla fame d’amore del cuore umano.
Ogni gesto, pensato come servizio standardizzato, rivela bisogni imprevedibili e vulnerabilità profonde.
Il centro diventa così specchio di un’epoca che capitalizza ogni esperienza.
Anche l’individualismo viene venduto come saggezza, trasformando la solitudine in prodotto.

“Soli” debutta a Fortezza Est. Ironia e domande aperte
“Soli” osserva un mondo in cui tutto appare mercificabile, persino l’intimità.
Le relazioni si dissolvono nei nuovi mezzi di comunicazione, alterando la percezione di ciò che è umano.
Lo spettacolo evita giudizi netti, scegliendo invece ironia e delicatezza.
Le domande restano sospese e chiedono allo spettatore una presa di posizione personale.
Perché le categorie con cui interpretiamo la vita devono cambiare, se vogliamo comprenderla davvero.
Le repliche sono previste giovedì, venerdì e sabato alle ore 20:30, con biglietto unico a quattordici euro.