Identità in frantumi. SEI TU della compagnia Fusionwork esplora con coraggio la fragilità identitaria attraverso tre figure femminili.
Le coreografie intrecciano movimento e parola, rivelando maschere che cadono e verità che riaffiorano. Identità in frantumi
Il Teatro di Villa Lazzaroni diventa così un luogo simbolico di riflessione e rinascita. Identità in frantumi. La regia di Alessia Tona guida uno spettacolo che unisce poesia, dolore e trasformazione.
Lo specchio scenico assume infine il ruolo di giudice e liberatore interiore.
Tre vite qualunque, tre donne qualunque, che tremano, temono, celano e mentono.
Mentono con il mondo intero, con se stesse fino ad arrivare all’istante in cui la menzogna è talmente forte da prendere il sopravvento: il rischio più grande è quello di cadere nell’oblio di se stesse.
Un espediente anestetico per sfuggire alla sofferenza. Solo il dolore torna prepotentemente a ricordarti che esisti.
Ma c’è un luogo nel quale ogni maschera cade e ogni menzogna viene smentita, ci sarà sempre uno specchio ad attenderti, se avrai il coraggio di rifletterti in esso.
L’oblio di se stessi diviene quasi un dolce richiamo, un anestetico espediente per sfuggire alla sofferenza. In mezzo a questo nulla, potrebbe quasi consumarsi tutto il tempo, se non fosse per quel dolore, che prepotentemente ritorna a ricordarti che esisti.
Identità in frantumi: il viaggio emotivo
La compagnia di danza Fusionwork presenta SEI TU al Teatro di Villa Lazzaroni il 5 e 6 dicembre 2025.
Lo spettacolo porta sul palco un percorso emotivo intenso che esplora identità, maschere e verità interiori.
Con coreografie di Angiolosanto, Zanobi e Sodano, la regia di Alessia Tona guida un ensemble multiforme.
Il testo di Federica Bordin aggiunge profondità narrativa, ampliando il senso del movimento scenico.
Il cast unisce infatti interpreti esperte e giovani talenti in un dialogo fisico e poetico.
Identità in frantumi: il viaggio emotivo. Tre donne, tre percorsi interiori
La trama segue tre vite ordinarie, tre donne apparentemente comuni ma profondamente tormentate.
Queste figure tremano, celano e temono, indossando maschere sempre più pesanti.
La menzogna verso il mondo diventa quindi una seconda pelle, difficile da abbandonare.
Progressivamente, il confine tra verità e illusione si assottiglia fino quasi a scomparire.
Il rischio più grande è l’oblio, una deriva silenziosa che erode l’identità.
Il richiamo dell’oblio
L’oblio appare come una tentazione dolce, un anestetico emotivo che placa il dolore.
In questo spazio sospeso, il tempo sembra quasi dissolversi senza lasciare traccia.
Tuttavia, il dolore ritorna prepotente, ricordando che esistere significa anche sentire.
La sofferenza diventa così un impulso vitale che riaccende il movimento interiore.
Le protagoniste si ritrovano quindi a camminare dentro un labirinto di bugie.
Identità in frantumi: il viaggio emotivo. La corsa verso la verità
Ogni passo diventa più difficile mentre la maschera opprime e appanna il respiro.
Le gambe si fanno pesanti, i pensieri corrono più veloci del corpo.
Nonostante ciò, le donne non possono più fermarsi perché la verità incalza.
Il labirinto che avevano costruito ora si stringe, chiedendo un confronto diretto.
Riconoscersi diventa allora un atto di coraggio necessario e inevitabile.
Lo specchio come rivelazione
Esiste un luogo simbolico nel quale ogni maschera cade inevitabilmente.
In questo spazio, uno specchio attende con pazienza il momento della resa.
Il riflesso mostra ciò che si era perso lungo il cammino dell’illusione.
Così, la persona che si era smarrita riemerge accanto alla figura trasformata.
Lo specchio offre dunque verità crude ma liberatorie, senza giudizi.

Identità in frantumi: il viaggio emotivo. La danza come linguaggio emotivo
Le coreografie parlano attraverso gesti spezzati, flussi rapidi e sospensioni improvvise.
La danza diventa mezzo per raccontare paure, cadute e rinascite interiori.
Ogni interprete contribuisce con un linguaggio corporeo unico e autentico.
La scena si trasforma continuamente, accompagnando il cambiamento delle protagoniste.
Il pubblico viene condotto così in un viaggio fisico e psicologico insieme.
Una compagnia che fonde linguaggi
Fusionwork unisce da sempre espressione teatrale e ricerca coreografica innovativa.
Il gruppo sperimenta intrecci tra danza, narrazione e musicalità contemporanea.
Questa visione permette di esplorare temi complessi attraverso simboli potenti.
Nello spettacolo, ogni gesto diventa una confessione che emerge dal silenzio.
La compagnia conferma così la propria identità artistica radicata e versatile.

Identità in frantumi: il viaggio emotivo. Un teatro che accoglie la trasformazione
Il Teatro di Villa Lazzaroni ospita nuovamente una produzione che riflette l’anima del pubblico.
Lo spazio, intimo e raccolto, amplifica la forza emotiva dello spettacolo.
Gli spettatori sono invitati inoltre a confrontarsi con le proprie verità nascoste.
L’esperienza diventa così un incontro che supera la semplice fruizione artistica.
Il teatro si fa luogo di ascolto, partecipazione e riflessione personale.
Informazioni per partecipare
Gli spettacoli si terranno venerdì alle ore 21 e sabato alle ore 19.
La sede è in Via Appia Nuova 522, con ingresso anche da Via Fortifiocca.
Il parcheggio gratuito rende comodo l’arrivo anche nelle ore serali.
Per prenotazioni e informazioni sono disponibili i contatti ufficiali del teatro.