Requiem di Mozart a Roma. Venerdì 30 ottobre 2026, nella suggestiva Chiesa di San Paolo entro le Mura, Opera in Roma presenta il Requiem in Re minore K. 626 di Wolfgang Amadeus Mozart.
Un viaggio musicale tra spiritualità, emozione e mistero, preceduto dall’intenso Ave Verum Corpus. Il Requiem di Mozart a Roma sarà protagonista di una serata dedicata a uno dei capolavori più celebri e affascinanti della storia della musica.
Requiem di Mozart a Roma . Il concerto, organizzato da Opera in Roma, vedrà impegnati l’Orchestra Sinfonica Città di Roma e il Coro Accademia Vocale Romana, sotto la direzione di Samuele Travaglini, con Lorenzo Macri maestro del coro.
Accanto alle formazioni orchestrali e corali si esibiranno quattro solisti: Luisa Ciciriello, soprano, Beatrice Maccaroni, mezzosoprano, Delfo Paone, tenore, e Ferruccio Finetti, basso-baritono.
La serata si aprirà con l’Ave Verum Corpus K. 618, una delle pagine più raccolte e spirituali del compositore salisburghese, prima di affrontare il monumentale Requiem in Re minore K. 626.
Due composizioni dell’ultimo periodo creativo di Mozart che, pur differenti per dimensioni e carattere, condividono una straordinaria capacità di trasformare la musica in un’esperienza di profonda intensità emotiva.
Spettacolo: Requiem di Mozart a Roma, tra mistero, musica ed eternità
Luogo: Chiesa di San Paolo entro le Mura – Roma
Data: 30 ottobre 2026
Orario: 20:30
Tra i capolavori più intimi ed emozionanti del classicismo viennese, questo celebre mottetto racchiude in poche battute la quintessenza del genio mozartiano.
Dove la limpidezza della linea melodica si fonde con un’armonia di profonda commozione.
In questa suggestiva apertura, la purezza e la composta nobiltà del brano offriranno al pubblico un momento di raccoglimento e di assoluta armonia.
Requiem di Mozart a Roma, un capolavoro avvolto nel mistero
Poche opere della storia della musica hanno suscitato un fascino paragonabile a quello del Requiem in Re minore K. 626.
L’ultima composizione incompiuta di Wolfgang Amadeus Mozart è diventata, nel corso dei secoli, il simbolo del rapporto tra il genio creativo e il mistero della morte.
La sua storia è strettamente legata agli ultimi mesi di vita del compositore, scomparso a Vienna il 5 dicembre 1791, a soli 35 anni.
Il Requiem appartiene infatti all’ultima fase della sua attività, quando Mozart lavorava contemporaneamente a diverse composizioni.
La morte gli impedì di portare a termine la partitura, lasciando un manoscritto che sarebbe diventato oggetto di studi, discussioni e ricostruzioni.
Il carattere incompiuto dell’opera ha contribuito ad alimentare nel tempo racconti e interpretazioni, ma il suo valore musicale va ben oltre le circostanze biografiche.
Nel Requiem convivono drammaticità, solennità, tensione e momenti di straordinaria dolcezza.
È proprio questa varietà di espressioni a renderlo uno dei vertici della musica sacra occidentale.
Requiem di Mozart a Roma. L’Ave Verum Corpus apre la serata a San Paolo entro le Mura
Prima del Requiem, il pubblico ascolterà l’Ave Verum Corpus K. 618, un mottetto composto da Mozart nel 1791.
Si tratta di una pagina breve, ma di eccezionale intensità.
La sua forza non nasce da grandi effetti sonori o da una scrittura particolarmente elaborata.
Al contrario, Mozart affida l’espressione spirituale alla semplicità della linea melodica e all’equilibrio dell’armonia.
La musica procede con naturalezza, creando un’atmosfera di raccoglimento e serenità.
Ogni frase sembra trovare il proprio significato attraverso un rapporto delicato tra le voci e l’accompagnamento.
L’Ave Verum Corpus rappresenta uno degli esempi più alti della capacità mozartiana di esprimere sentimenti profondi attraverso mezzi musicali essenziali.
Nel programma del 30 ottobre, questa composizione costituirà un’introduzione ideale al Requiem.
Dalla luminosità e dalla compostezza del mottetto si passerà infatti alla dimensione più drammatica e monumentale della Messa funebre.
Requiem di Mozart a Roma. Gli ultimi mesi di Wolfgang Amadeus Mozart
Il 1791 fu un anno di straordinaria intensità creativa per Mozart.
Nonostante le difficoltà personali e professionali, il compositore continuò a lavorare a opere destinate a occupare un posto centrale nella storia della musica.
Il Requiem nacque in questo contesto, attraverso una commissione che avrebbe assunto nel tempo contorni quasi leggendari.
La tradizione ha spesso insistito sull’immagine di un Mozart intento a comporre la propria musica funebre.
Questa interpretazione romantica ha contribuito a costruire il mito dell’opera, anche se le circostanze storiche della commissione sono state successivamente chiarite dagli studiosi.
Rimane tuttavia il fatto che Mozart morì prima di completare la partitura.
La coincidenza tra il tema liturgico della composizione e la fine della sua vita ha reso il Requiem un’opera particolarmente carica di significati.
La musica sembra confrontarsi continuamente con interrogativi universali: la fragilità dell’esistenza, il giudizio, la paura e la speranza.
Requiem di Mozart a Roma. Una partitura rimasta incompiuta
Alla morte di Mozart, il Requiem si trovava in uno stato di elaborazione non definitivo.
Il compositore aveva completato l’Introito, Requiem aeternam, mentre altre sezioni erano presenti nel manoscritto con differenti livelli di sviluppo.
Tra queste figuravano il Kyrie, parti della Sequentia e l’Offertorium.
Particolarmente celebre è il caso del Lacrimosa, che Mozart lasciò interrotto dopo le prime otto battute.
Questo frammento è diventato uno degli elementi più conosciuti della storia del Requiem.
La musica si arresta proprio all’interno di una sezione caratterizzata da un’intensità emotiva straordinaria.
Dopo la morte del compositore si pose quindi il problema di completare la partitura, rendendola eseguibile nella sua interezza.
La vedova Constanze Mozart affidò il lavoro a musicisti vicini al marito.
Il completamento definitivo venne realizzato da Franz Xaver Süssmayr, che intervenne sul materiale esistente e compose le parti mancanti.
La versione tradizionalmente eseguita del Requiem è dunque il risultato dell’incontro tra la scrittura originale di Mozart e il lavoro successivo del suo allievo.

Requiem di Mozart a Roma. Franz Xaver Süssmayr e il completamento del Requiem
Il ruolo di Süssmayr è uno degli aspetti più discussi nella storia della composizione.
Dopo la scomparsa di Mozart, diversi musicisti contribuirono al tentativo di completare l’opera.
Süssmayr portò a termine il lavoro, organizzando il materiale già disponibile e aggiungendo le sezioni necessarie.
Il suo intervento permise al Requiem di essere presentato come una composizione completa.
Nel corso del tempo, gli studiosi hanno cercato di distinguere le parti autenticamente mozartiane da quelle elaborate dopo la morte dell’autore.
Il dibattito riguarda soprattutto le scelte di orchestrazione, la struttura delle sezioni mancanti e il rapporto tra il linguaggio di Süssmayr e quello del maestro.
Nonostante queste discussioni, la versione completata da Süssmayr è rimasta profondamente legata alla tradizione esecutiva del Requiem.
La sua diffusione ha contribuito a consolidare l’immagine sonora con cui generazioni di ascoltatori hanno conosciuto il capolavoro.
Requiem di Mozart a Roma. Dal Dies irae al Lacrimosa, il dramma della condizione umana
Il Requiem attraversa una grande varietà di atmosfere musicali.
L’inizio introduce immediatamente una dimensione solenne, nella quale il canto corale assume un carattere di profonda gravità.
Con il Dies irae, la musica si carica di energia drammatica.
Le voci e l’orchestra evocano la forza del giudizio, attraverso un linguaggio sonoro di grande impatto.
Altre sezioni presentano invece un carattere più raccolto e meditativo.
Il Tuba mirum introduce una diversa prospettiva espressiva, affidando alle voci soliste un ruolo particolarmente significativo.
Nel Rex tremendae, la solennità della scrittura corale sottolinea la dimensione maestosa del testo liturgico.
Il Lacrimosa rappresenta uno dei momenti emotivamente più intensi dell’intera composizione.
La sua melodia, sostenuta da un accompagnamento di grande forza espressiva, restituisce un senso di dolore e partecipazione.
Attraverso questi contrasti, Mozart costruisce un percorso musicale che alterna paura, invocazione, raccoglimento e speranza.

Requiem di Mozart a Roma. Il ruolo del coro nella Messa da Requiem
Nella composizione mozartiana, il coro occupa una posizione fondamentale.
Le grandi sezioni corali costituiscono alcuni dei momenti più riconoscibili dell’opera.
La scrittura alterna passaggi di notevole intensità a episodi nei quali prevalgono equilibrio e trasparenza.
Il coro diventa così la voce collettiva attraverso la quale si esprimono le grandi domande contenute nel testo liturgico.
Nell’esecuzione romana sarà protagonista il Coro Accademia Vocale Romana, preparato dal maestro Lorenzo Macri.
La sua presenza contribuirà a costruire la dimensione monumentale del Requiem, dialogando costantemente con l’orchestra e i solisti.
La relazione tra queste componenti è uno degli elementi essenziali dell’interpretazione.
Ogni sezione richiede infatti un equilibrio particolare tra la forza dell’insieme e la chiarezza delle singole linee musicali.
Requiem di Mozart a Roma. Samuele Travaglini dirige l’Orchestra Sinfonica Città di Roma
Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Città di Roma salirà Samuele Travaglini.
La direzione musicale avrà il compito di coordinare un organico che comprende orchestra, coro e quattro voci soliste.
Il Requiem richiede una particolare attenzione alla varietà dei suoi caratteri espressivi.
I passaggi drammatici devono convivere con momenti di raccoglimento, mentre le sezioni corali e quelle solistiche necessitano di un costante equilibrio.
La scrittura mozartiana alterna infatti grande energia ritmica e delicatezza melodica.
La direzione diventa quindi il punto di riferimento per costruire un’interpretazione unitaria.
Accanto all’orchestra, il lavoro di preparazione del coro affidato a Lorenzo Macri rappresenta un elemento importante della realizzazione musicale.

Requiem di Mozart a Roma. Quattro solisti per le pagine più intense del Requiem
Il concerto vedrà la partecipazione di quattro interpreti vocali.
Il soprano Luisa Ciciriello, il mezzosoprano Beatrice Maccaroni, il tenore Delfo Paone e il basso-baritono Ferruccio Finetti daranno voce alle parti solistiche della composizione.
Nel Requiem, le voci soliste non svolgono una funzione separata dal grande disegno musicale.
Intervengono invece in continuo rapporto con il coro e l’orchestra.
Alcune sezioni permettono di apprezzare la specificità dei singoli registri vocali, mentre altre valorizzano l’equilibrio dell’insieme.
La varietà delle voci contribuisce a creare una dimensione espressiva ricca di sfumature.
Il dialogo tra soprano, mezzosoprano, tenore e basso-baritono costituisce uno degli elementi che rendono il Requiem particolarmente coinvolgente.
Requiem di Mozart a Roma. La Chiesa di San Paolo entro le Mura, una cornice suggestiva
Il concerto si svolgerà nella Chiesa di San Paolo entro le Mura, in Via Nazionale 16A, nel cuore di Roma.
Conosciuta anche come St. Paul’s Within the Walls, la chiesa rappresenta uno degli edifici religiosi più riconoscibili della zona.
La sua architettura e il ricco apparato decorativo contribuiscono a creare un ambiente particolarmente suggestivo per l’ascolto della musica sacra.
La dimensione spirituale del luogo dialoga idealmente con i contenuti delle due composizioni mozartiane.
L’Ave Verum Corpus introduce un’atmosfera di raccoglimento, mentre il Requiem affronta musicalmente alcuni dei temi più profondi della tradizione liturgica.
La scelta di questo spazio aggiunge quindi un ulteriore elemento di interesse all’appuntamento.

Requiem di Mozart a Roma, una musica che attraversa i secoli
A oltre duecento anni dalla sua composizione, il Requiem continua a occupare un posto centrale nei programmi concertistici.
La sua forza deriva dalla capacità di unire una struttura musicale complessa a un linguaggio emotivo immediatamente riconoscibile.
Anche chi non conosce approfonditamente la musica classica può essere coinvolto dall’intensità dei grandi episodi corali.
La composizione affronta temi universali, che superano il contesto storico e religioso nel quale nacque.
Il confronto con la morte, la fragilità dell’esistenza e la ricerca di consolazione appartengono infatti all’esperienza umana di ogni epoca.
Il concerto del 30 ottobre offre l’occasione di ascoltare dal vivo un’opera che continua a suscitare emozioni e interrogativi.
L’accostamento con l’Ave Verum Corpus permette inoltre di cogliere due differenti aspetti dell’ultimo Mozart: la limpidezza della contemplazione e la drammaticità del grande affresco corale. Requiem di Mozart a Roma
Informazioni, programma e biglietti
Evento: W. A. Mozart – Requiem
Organizzazione: Opera in Roma
Data: venerdì 30 ottobre 2026
Orario: ore 20.30
Luogo: Chiesa di San Paolo entro le Mura
Indirizzo: Via Nazionale 16A, Roma
Programma musicale:
- Wolfgang Amadeus Mozart – Ave Verum Corpus K. 618
- Wolfgang Amadeus Mozart – Requiem in Re minore K. 626
Interpreti:
- Orchestra: Orchestra Sinfonica Città di Roma
- Coro: Accademia Vocale Romana
- Direttore: Samuele Travaglini
- Maestro del coro: Lorenzo Macri
- Soprano: Luisa Ciciriello
- Mezzosoprano: Beatrice Maccaroni
- Tenore: Delfo Paone
- Basso-baritono: Ferruccio Finetti
Biglietti: da 20 a 40 euro
Informazioni e prenotazioni:
Telefono: 351 505 7608
Sito ufficiale: www.operainroma.com