Musica racconta la libertà, locandina

Vite in Musica racconta la libertà attraverso cinema e note

Vite in Musica racconta la libertà attraverso cinema e note

Musica racconta la libertà, locandina

Quattro biopic per raccontare la musica e la libertà. Dal 29 ottobre al 19 novembre torna Vite in Musica racconta la libertà al Teatro Palladium di Roma.

Dal 29 ottobre al 19 novembre 2025, il Teatro Palladium di Roma ospita la settima edizione di Vite in Musica racconta la libertà, progetto curato da Luca Aversano ed Enrico Carocci.

Vite in Musica racconta la libertà. Una rassegna che unisce cinema, musica e riflessione sociale, portando sullo schermo quattro biografie simbolo del Novecento e della contemporaneità.

L’ingresso è gratuito e gli appuntamenti si terranno alle 16.30 con talk introduttivo e proiezione alle 17.00.

Un viaggio che parte dal folk di Bob Dylan e dalla nascita della contro-cultura americana, attraversa le lotte razziali del pianista afroamericano Don Shirley.

La forza silenziosa di Priscilla Presley, fino all’amore inquieto tra Leonard Cohen e Marianne Ihlen.

Quattro storie che dialogano con le immagini del cinema, restituendo la musica come specchio del tempo, linguaggio universale e terreno di incontro tra libertà e destino.

Si parte mercoledì 29 ottobre con A Complete Unknown (2024, regia di James Mangold), il biopic dedicato a Bob Dylan.

Un racconto degli anni della sua trasformazione da giovane cantautore folk a icona della controcultura americana, esplorando la nascita di un mito e il prezzo della libertà artistica.

Vite in Musica racconta la libertà. Dylan, Cohen, Shirley e Presley, quattro icone tra arte e libertà

Da Bob Dylan a Leonard Cohen, da Don Shirley a Priscilla Presley, ogni proiezione racconta il legame tra musica e cambiamento culturale.

Sono vite che hanno trasformato il dolore in arte, la ribellione in poesia, l’identità personale in messaggio universale per intere generazioni.

L’obiettivo è riflettere su come le note diventino specchio della società, linguaggio emotivo e strumento di emancipazione.

Il folk di Dylan e la nascita della controcultura

Il 29 ottobre apre la rassegna A Complete Unknown di James Mangold, biopic dedicato al giovane Bob Dylan.

Il film attraversa gli anni in cui il musicista si trasforma in simbolo della controcultura americana, portando in musica la ribellione dei suoi coetanei.

La sua voce diventa grido collettivo di libertà e consapevolezza, un racconto di coraggio e identità in un’epoca di cambiamento.

Vite in Musica racconta la libertàDon Shirley e la musica come ponte tra mondi

Il 3 no. vembre è in programma Green Book, pellicola premiata agli Oscar e diretta da Peter Farrelly.

Il film racconta l’amicizia tra il pianista afroamericano Don Shirley e il suo autista italoamericano, in viaggio attraverso gli Stati Uniti degli anni Sessanta.

Una storia che unisce musica e umanità, abbattendo barriere e pregiudizi, mostrando come l’arte possa diventare strumento di riconciliazione sociale.

Musica racconta la libertà, prove
Teatro Palladium di Roma torna Vite in Musica racconta la libertà, rassegna gratuita tra biopic,

Priscilla Presley e la ricerca di sé

L’11 novembre arriva Priscilla, film di Sofia Coppola che restituisce un ritratto intimo e potente della moglie di Elvis Presley.

Attraverso il suo sguardo emerge la condizione femminile dell’epoca, sospesa tra sogno e prigionia dorata, amore e bisogno di libertà personale.

Il film racconta una donna che impara a scegliere sé stessa, rivelando la forza silenziosa delle storie femminili nella musica.

Vite in Musica racconta la libertà. Leonard Cohen e l’amore come arte

Chiude la rassegna, il 19 novembre, Marianne & Leonard: Words of Love, documentario di Nick Broomfield.

Il film ripercorre la relazione tra Leonard Cohen e Marianne Ihlen, musa e compagna in un’epoca di rivoluzione artistica e spirituale.

Una storia di amore e malinconia, dove la musica diventa linguaggio di intimità e libertà, riflesso di un tempo irripetibile.

Dialoghi, proiezioni e incontri con studiosi

Ogni appuntamento sarà introdotto da un seminario condotto da critici musicali e cinematografici, che guideranno il pubblico tra analisi e curiosità.

L’obiettivo è trasformare la visione in un momento di confronto, avvicinando giovani e appassionati alla musica come strumento di pensiero.

Il Teatro Palladium, spazio dell’Università Roma Tre, si conferma centro culturale vivo e aperto alla contaminazione tra arti.

Vite in Musica racconta la libertà. Un viaggio tra memoria e modernità

Vite in Musica mostra come il cinema riesca a restituire la forza delle note nel raccontare la storia e le trasformazioni sociali.

Le biografie diventano così un atlante di emozioni e ideali, un mosaico di libertà espresso attraverso la voce e il suono.

Ogni proiezione è un passo in un percorso collettivo tra passato e presente, tra sogno e realtà.

Musica racconta la libertà, prove
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Un progetto tra arte, cultura e formazione

Realizzato con il contributo del MiC / Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, il progetto nasce come esperienza formativa e divulgativa.

Curato da Aversano e Carocci, con la collaborazione di Matteo Santandrea e Mattia Cinquegrani, unisce linguaggi diversi in un’unica visione.

Cinema e musica diventano strumenti di dialogo e inclusione, capaci di unire generazioni e creare nuovi spazi di comprensione.

Vite in Musica racconta la libertà. Informazioni utili e contatti

Tutti gli eventi si svolgono al Teatro Palladium, in Piazza Bartolomeo Romano 8, Garbatella, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Informazioni disponibili su www.hf4.it o scrivendo a marta.volterra@hf4.it e valentina.pettinelli@hf4.it.

Per i più curiosi, il programma completo e gli aggiornamenti saranno pubblicati sui canali ufficiali del Teatro Palladium.

Un’esperienza che unisce arte e umanità

Vite in Musica racconta la libertà è un invito a guardare il mondo attraverso le sue canzoni, i suoi film e i suoi protagonisti.

Un progetto che celebra la libertà dell’arte e la forza delle storie che hanno cambiato la società.

Roma si conferma così capitale della cultura viva, luogo dove ogni nota diventa memoria, emozione e futuro.

Di Adriano Di Benedetto

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