Festival Una Striscia di Terra Feconda al Museo MACRO di Roma per la XXIX edizione

Una Striscia di Terra Feconda al MACRO, gran finale jazz

Una Striscia di Terra Feconda al MACRO, gran finale jazz

Festival Una Striscia di Terra Feconda al Museo MACRO di Roma per la XXIX edizione

Terra Feconda al MACRO. Quattro musicisti, due duetti e un pomeriggio dedicato alla libertà dell’improvvisazione. Il jazz franco-italiano saluta Roma con un doppio concerto gratuito nel cuore della cultura contemporanea.

Domenica 25 ottobre 2026 alle ore 17, Una Striscia di Terra Feconda al MACRO conclude la sua XXIX edizione con due appuntamenti dedicati al jazz e alle musiche improvvisate.

Terra Feconda al MACRO. Il Museo MACRO di Roma ospiterà prima Mederic Collignon e Christophe Monniot, seguiti dal duo formato da Eric Sèva e Daniel Zimmerman.

Quattro musicisti francesi daranno vita a due incontri sonori differenti, accomunati dalla ricerca espressiva e dalla volontà di superare le convenzioni musicali.

La manifestazione, diretta artisticamente da Paolo Damiani e Armand Meignan, chiude così un nuovo capitolo della propria storia con un evento a ingresso gratuito.


Spettacolo: Una Striscia di Terra Feconda al MACRO, gran finale jazz
Luogo: Museo Macro – Roma
Data: 25 ottobre 2026
Orario: 17:00


L’uno sembra avere lo strumento più malinconico e introspettivo, l’altro apparentemente l’utensile più brillante e dall’espressione più solare, ma sono tutto tranne che due artisti “classici”.

La loro complicità dura da diversi decenni, attraverso ogni sfumatura del jazz e delle musiche elettriche o sinfoniche.

Il loro vocabolario è prolisso e consente una libertà totale, delineando contorni interiorizzati di una riservatezza marcata o i raggi di un’espressività traboccante.

Terra Feconda al MACRO. Una Striscia di Terra Feconda, il jazz come incontro

Giunto alla ventinovesima edizione, il festival Una Striscia di Terra Feconda continua a rappresentare uno spazio di dialogo tra la scena musicale italiana e quella francese.

La rassegna nasce da un’idea di confronto artistico che considera il jazz non soltanto un genere musicale, ma un linguaggio aperto alla sperimentazione.

L’improvvisazione diventa il punto di partenza per costruire relazioni tra musicisti, tradizioni e sensibilità differenti.

Il programma conclusivo del 2026 rispecchia questa impostazione, scegliendo due formazioni essenziali.

Nessuna grande orchestra, dunque, ma quattro strumenti a fiato impegnati in un confronto diretto.

La formula del duo permette di valorizzare ogni sfumatura sonora, lasciando spazio all’ascolto reciproco e alla capacità di reagire musicalmente alle intuizioni del partner.

Il pubblico potrà seguire due percorsi nei quali libertà, tecnica e immaginazione si intrecciano continuamente.

Terra Feconda al MACRO. Mederic Collignon e Christophe Monniot aprono il concerto

Il primo appuntamento vedrà protagonisti Mederic Collignon alla tromba e Christophe Monniot al sassofono.

La loro collaborazione attraversa diversi decenni e numerose esperienze musicali.

Jazz, sonorità elettriche e scrittura sinfonica fanno parte di un percorso che ha permesso ai due artisti di sviluppare un linguaggio personale.

L’incontro tra tromba e sassofono crea un dialogo ricco di contrasti.

Uno strumento può assumere un carattere malinconico e introspettivo, mentre l’altro sembra rispondere con una sonorità più luminosa e brillante.

Queste differenze, tuttavia, non diventano mai ruoli fissi.

I musicisti possono modificare continuamente il proprio registro espressivo, passando dalla delicatezza all’energia più intensa.

Ne nasce una conversazione sonora imprevedibile, nella quale ogni intervento apre nuove possibilità.

Terra Feconda al MACRO. Due strumenti, una libertà senza confini

La particolarità del duo Collignon-Monniot risiede nella capacità di trasformare continuamente il materiale musicale.

La lunga conoscenza reciproca permette ai due artisti di muoversi con grande flessibilità tra atmosfere differenti.

Un passaggio può suggerire raccoglimento e introspezione, mentre quello successivo esplode in una sequenza di energia ritmica.

Il dialogo non segue necessariamente percorsi prestabiliti.

Al contrario, si sviluppa attraverso intuizioni, contrasti e cambiamenti improvvisi.

Nel loro universo sonoro possono comparire anche timbri inattesi, come quelli di una campana indiana o di un flauto armonico.

Questi elementi arricchiscono la tavolozza espressiva, evocando paesaggi lontani e suggestioni di viaggio.

La libertà improvvisativa rimane il principio fondamentale, ma non cancella il legame tra i musicisti.

Proprio la tensione costante del loro dialogo rende possibile un’esplorazione musicale tanto aperta quanto riconoscibile.

Festival Una Striscia di Terra Feconda al Museo MACRO di Roma per la XXIX edizione
Eric Sèva e Daniel Zimmerman esplorano il dialogo tra sassofono e trombone nel secondo concerto della serata.

Terra Feconda al MACRO. Eric Sèva e Daniel Zimmerman, il secondo duo al MACRO

Dopo il primo concerto sarà la volta di Eric Sèva al sassofono e Daniel Zimmerman al trombone.

I due artisti propongono una formazione particolarmente interessante per la combinazione timbrica dei loro strumenti.

Il dialogo tra sassofono baritono e trombone permette di esplorare sonorità calde, profonde e potenti.

Rispetto alla prima parte del pomeriggio, questa seconda proposta privilegia una dimensione intimista, costruita intorno alla relazione tra due voci strumentali.

Sèva e Zimmerman hanno scelto di proseguire la loro esperienza musicale comune attraverso una formula essenziale e originale.

L’obiettivo è dare spazio alle caratteristiche dei rispettivi strumenti, sviluppando un repertorio nel quale la ricerca sonora incontra suggestioni provenienti da tradizioni differenti.

La musica diventa così un percorso di esplorazione, capace di evocare luoghi e culture senza rinunciare all’identità personale dei due interpreti.

Terra Feconda al MACRO. Sassofono baritono e trombone, un dialogo profondo

L’accostamento tra sassofono baritono e trombone rappresenta uno degli elementi più caratteristici del progetto di Eric Sèva e Daniel Zimmerman.

Entrambi gli strumenti possiedono una forte presenza timbrica, ma possono esprimere sfumature molto diverse.

Il sassofono baritono offre profondità e densità sonora, mentre il trombone aggiunge una componente espressiva capace di passare dalla morbidezza alla forza.

Insieme costruiscono un linguaggio che valorizza tanto le differenze quanto i punti di contatto.

Il repertorio attinge a un folklore immaginario condiviso, nel quale convivono composizioni originali e riferimenti alle musiche popolari del Novecento.

Le suggestioni arrivano da tradizioni musicali di diverse parti del mondo.

Questa apertura permette ai due artisti di sviluppare un percorso che supera i confini geografici e stilistici.

Il risultato è un’esperienza di ascolto nella quale memoria musicale e invenzione contemporanea si incontrano.

Terra Feconda al MACRO diventa spazio di improvvisazione

La scelta del Museo MACRO per l’appuntamento conclusivo sottolinea il rapporto tra musica contemporanea e altri linguaggi artistici.

Un museo dedicato alla ricerca visiva diventa il luogo nel quale accogliere due progetti fondati sulla sperimentazione sonora.

Il jazz improvvisato condivide con molte esperienze dell’arte contemporanea la volontà di interrogare forme, materiali e convenzioni.

L’esecuzione dal vivo assume così il carattere di un evento unico, nel quale il risultato nasce dall’incontro tra i musicisti e dal momento della performance.

Il pubblico non assiste soltanto alla riproduzione di composizioni, ma a un processo creativo che prende forma direttamente davanti agli spettatori.

L’ingresso gratuito rende inoltre l’appuntamento accessibile a un pubblico ampio, favorendo la scoperta di linguaggi musicali meno presenti nei circuiti commerciali.

Festival Una Striscia di Terra Feconda al Museo MACRO di Roma per la XXIX edizione
Eric Sèva e Daniel Zimmerman esplorano il dialogo tra sassofono e trombone nel secondo concerto della serata.

Terra Feconda al MACRO. Un festival riconosciuto per la qualità artistica

Nel corso della sua storia, Una Striscia di Terra Feconda ha costruito una reputazione importante nel panorama dei festival jazz.

Secondo quanto riportato dagli organizzatori, la manifestazione si è classificata al secondo posto in Italia per qualità artistica nella graduatoria ministeriale relativa a diciannove festival storici.

Un riconoscimento che testimonia l’attenzione dedicata alla programmazione e alla ricerca musicale.

Nel 2022 il festival ha inoltre ricevuto il Premio Gender Equality, assegnato dalla Federazione nazionale del jazz italiano.

Il riconoscimento è legato alla consistente presenza di artiste donne nel programma della manifestazione.

La rassegna partecipa anche alle reti EJN e I-JAZZ, che favoriscono la collaborazione tra operatori, musicisti e istituzioni del settore.

Questi elementi contribuiscono a collocare il festival all’interno di un contesto culturale internazionale.

Terra Feconda al MACRO. Paolo Damiani e Armand Meignan, una direzione condivisa

La direzione artistica di Paolo Damiani e Armand Meignan rappresenta uno degli elementi distintivi della manifestazione.

Il progetto sviluppa da anni un rapporto privilegiato tra Italia e Francia, promuovendo incontri e collaborazioni musicali.

L’attenzione non è rivolta soltanto ai nomi più conosciuti del jazz, ma anche alle possibilità di sperimentazione offerte da formazioni e linguaggi differenti.

La scelta di concludere la XXIX edizione con due duetti risponde a questa visione.

Quattro musicisti, strumenti a fiato e un dialogo diretto diventano sufficienti per costruire un pomeriggio ricco di possibilità espressive.

L’improvvisazione viene valorizzata come forma di comunicazione, capace di superare confini culturali e convenzioni musicali.

Terra Feconda al MACRO. Una rete di istituzioni per il jazz contemporaneo

La realizzazione del festival coinvolge numerose istituzioni culturali italiane e internazionali.

Tra i soggetti indicati dagli organizzatori figurano il Ministero della Cultura, la Regione Lazio, il Comune di Roma – Municipio II, Zètema, la SIAE e la Fondazione Musica per Roma.

Partecipano inoltre realtà come la Casa del Jazz, l’Institut Français in Italia – Ambasciata di Francia a Roma, la Fondazione Nuovi Mecenati e il Goethe-Institut.

Il Museo MACRO ospita l’appuntamento conclusivo, mentre Rai Radio3 figura tra i media partner.

La rete comprende anche istituzioni musicali, conservatori e organizzazioni impegnate nella promozione del jazz.

Questa collaborazione contribuisce a sostenere un progetto che considera la musica un’occasione di scambio culturale e di partecipazione.

Festival Una Striscia di Terra Feconda al Museo MACRO di Roma per la XXIX edizione
Mederic Collignon e Christophe Monniot aprono il doppio appuntamento conclusivo del festival al MACRO.

Terra Feconda al MACRO. Il gran finale gratuito del 25 ottobre

La conclusione della XXIX edizione propone due modi differenti di intendere l’improvvisazione.

Con Mederic Collignon e Christophe Monniot, il pubblico entrerà in un universo sonoro caratterizzato da trasformazioni improvvise e libertà espressiva.

Il duo Eric Sèva e Daniel Zimmerman offrirà invece un’esplorazione timbrica costruita intorno alle profondità del sassofono baritono e del trombone.

Due esperienze che condividono la volontà di superare i confini stilistici e valorizzare l’incontro tra musicisti.

Domenica 25 ottobre, il Museo MACRO diventerà così il punto d’arrivo di un percorso dedicato alla ricerca e al dialogo musicale.

Un pomeriggio nel quale il jazz tornerà a mostrare la propria capacità di sorprendere, emozionare e reinventarsi. Terra Feconda al MACRO

Informazioni, programma e ingresso

Festival: Una Striscia di Terra Feconda – XXIX edizione
Direzione artistica: Paolo Damiani e Armand Meignan
Data: domenica 25 ottobre 2026
Orario: ore 17.00
Luogo: Museo MACRO, Roma
Ingresso: gratuito

Primo concerto

Mederic Collignon / Christophe Monniot Duo

Mederic Collignon – tromba

Christophe Monniot – sassofono

A seguire

Eric Sèva / Daniel Zimmerman Duo

Eric Sèva – sassofono

Daniel Zimmerman – trombone

Informazioni al pubblico: 349 2643452

Ufficio stampa: Maurizio Quattrini
Telefono: 338 8485333
Email: maurizioquattrini@yahoo.it

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